Kolbrún Leósdóttir

Vanessa Mitrani

Vanessa Mitrani è una figura originale nel mondo della creatività. Esperta del vetro, che lavora sotto diverse forme, rivendica il suo ruolo di designer firmando collezioni coerenti dove ogni pezzo è unico poiché è nato da un processo imprevedibile. Dal 1999 collabora con Roche Bobois presentando ogni anno una nuova collezione di pezzi esclusivi. Il suo savoir-faire, la sua grande maestria tecnica ed il suo senso artistico nel 2015 le aprono le porte del museo delle Arti Decorative, dove 8 suoi pezzi emblematici entrano nelle collezioni permanenti.La sua passione per il vetro risale ai suoi studi presso l’Arts Décoratifs di Parigi. Il suo lavoro è costruito sulla sperimentazione, a riprova della sua singolarità in un’epoca in cui gli incroci tra artigianato e design non erano così diffusi. Vanessa Mitrani esplora il lavoro con il vetro attraverso esperienze a volte inaspettate. Lo respira a contatto con pelle, porcellana, marmo e tessuto. Tra i suoi esperimenti, le sue creazioni in vetro vincolato con metallo hanno riscosso un vero successo. Sviluppa molte delle sue collezioni attorno a questa tecnica, che è diventata una delle sue firme. I suoi progetti di artista non sono solo estetici, ma anche portatori delle riflessioni esistenziali di cui si nutrono le sue produzioni.Nel 2002, per far fronte all’espansione della sua produzione e trovare partner adeguati alle sue esigenze, Vanessa Mitrani ha deciso di diventare la sua stessa montatrice. Così, dal suo laboratorio-showroom di Pantin, gestisce lei stessa il design, la produzione e la distribuzione delle sue creazioni. Collabora con diversi marchi di arredamento e decorazione come Ligne Roset, Habitat, Salviati, Truffaut e Roche Bobois con cui presenta ogni anno una nuova collezione.

Pierpaolo Zanchin

Assia Karaguiozova

Nata a Sofia, in Bulgaria, nel 1978, studia Economia a Milano, dove affina anche le sue competenze editoriali e pubblicitarie lavorando nel campo della fotografia per la moda. Nei vent’anni successivi, Assia sfrutta la sua vasta esperienza nel product design e nel marketing per sviluppare una modalità di narrazione unica, volta a provocare una risposta sia estetica che emotiva. La versatilità dei materiali utilizzati nel suo lavoro le ha permesso di stare a cavallo tra arte e design, spingendo costantemente i confini dell’espressione, con particolare attenzione all’ecosostenibilità. È attraverso la luce, il movimento e il colore che il suo lavoro assume una forte presenza scenografica. Trascende la mera funzionalità, l’ergonomia, l’estetica sofisticata, per evocare un’emozione opulenta, luminosa e profondamente personale.

Paolo Gandin

Carlo Zerbaro

Carlo Zerbaro, designer, un’esperienza che parte da una famiglia che opera nel campo dell’ingegneria idroelettrica. Con questo background progettuale inizia il suo percorso di ricerca sulla comunicazione nel design: studia architettura frequentando varie tappe alla Biennale di Venezia. A metà degli anni ’70 si avvicina alla fotografia e nel 1981 inizia la sua attività di designer collaborando con diverse aziende di arredamento. Fonda lo studio MASTROCILIEGIA, che si occupa di design industriale e consulenza per la comunicazione. Nel 2000 fonda &’COSTA, azienda di illuminazione. Con l’obiettivo di introdurre un design avanzato nell’illuminazione, rinnova la sua capacità manageriale.Con l’aiuto di giovani artisti designer e tecnici specializzati costruisce una “fabbrica” dove esperienza e creatività si fondono per produrre e distribuire la propria idea di “espressione luminosa”. Nel 2004 con &’COSTA (showroom New York, prossima apertura Shanghai) inizia una collaborazione con una rinnovata azienda di moda per un progetto aperto.Carlo Zerbaro è associato ADI (Associazione per il Disegno Industriale), istituzione italiana parte di ICSID (International Council of Societies of Industrial Design), di BEDA (Bureau of European Designers Associations) e di ICOGRADA (International Council of Graphic Design Associations). Allestimento di vari progetti per aziende italiane in showroom: Zurigo, Losanna, Monaco, Colonia, Londra, Tokyo, Svezia.

Elias Seguì

Elias Segui è nato a Barcellona (Spagna) nel 1945.Fa parte della prima generazione di designer professionisti in Spagna. Nel 1970 fonda uno studio di industrial e interior design, avviando così collaborazioni con diversi studi di Architettura e Urbanistica. Insegnante in diverse scuole di Design di Barcellona. Scrive articoli su diverse riviste di Architettura e design. Impegnato politicamente come Assessore all’ambiente.Tema centrale dei suoi progetti, è l’oggetto domestico.

Jérôme Gauthier

Jérôme Gauthier nato a parigi nel 1970, è uno dei rappresentanti della più recente onda alternativa di designers d’oltralpe. Attento ai dettagli e pratico dei sistemi produttivi, nel 2000 ha fondato il suo studio a Parigi. Il suo modo di interpretare i progetti è legato al mantenere un dialogo costante tra design, materiali, forma e realtà produttive. Laureato all’Ensad in design di mobili, Jérôme Gauthier è stato avvistato per la prima volta al Salone Satellite del Salone del Mobile di Milano 2003.Ha collaborato con Christophe Delcourt per la sua prima collaborazione con Roche Bobois. Insieme per la primavera 2007, hanno disegnato Scoop, una serie di quattro pezzi ispirata alle forme arrotondate della natura e alle geometrie ammorbidite. La collezione Tie Break è composta da mobili da salotto ben arrotondati e ben imbottiti, adatti per una comoda vita in città; mentre Delcourt e Gauthier guidano la serie di design efficienti ed economici ispirati alla nautica in acque rispettose dell’ambiente con materiali sostenibili per la loro collezione Spinnaker.

Stephane Lebrun

Nato in Belgio nel 1973, la sua formazione in ebanisteria e architettura gli permette di costruire da solo i mobili e i progetti che disegna. Questo approccio unico gli ha aperto le porte di luoghi prestigiosi come il Museo d’Arte Moderna di Bruxelles, il Manneken-Pis e il Museo del Ricamo del Belgio. Il designer Stéphane Lebrun ha tratto ispirazione per il design delle strutture in bambù della sua linea Nao Mai dai suoi viaggi in Asia.

Uto Balmoral

Uto Balmoral è un personaggio provocatoriamente creato per essere lui stesso prodotto, progetto del designer. Un progetto artistico che scaturisce da una personale riflessione sulla situazione del design contemporaneo. Uto definisce la propria immagine partendo dalla negazione di essa in un gioco di equilibri tra la volontà/necessità di apparire e quella di nascondersi. Esordisce nel 2011 con la mostra Maybe/Forse presso la DAAL Gallery di zona Ventura durante la settimana milanese del Design presentando la collezione in serie limitata di tavoli “Unstables” e la famiglia di lampade “The Putrella’s Connection”. La ricerca di Uto è quella di un design che abbia valenza espressiva, metaforica, che inneschi un processo che vada oltre l’estetica e la funzionalità come uniche ragioni d’essere.

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