Alexander Lervik

Alexander Lervik è uno dei designer svedesi più noti, che collabora con numerosi produttori nazionali e internazionali, tra cui Moroso, Zero, Designhouse Stockholm e Johanson. Sebbene il suo obiettivo principale sia l’illuminazione, l’arredamento e il design del prodotto, crea anche concetti per interni di hotel e ristoranti e collabora con marchi di moda. Nel corso degli anni, Lervik ha ricevuto numerosi premi, tra cui il Red Dot award, Best of The Best at 100% design, +1 Best in show at Stockholm Furniture fair, Utmärkt Svensk Form e il prestigioso premio Design S. è rappresentato al Nasjonalmuseum di Oslo, al Nationalmuseum di Stoccolma e al museo del design Rhösska di Göteborg, in Svezia.La visione di Alexander Lervik è quella di creare prodotti che forniscano nuove esperienze e impressioni per l’osservatore. La maniglia della porta Brighthandle (2001) che comunica attraverso la luce colorata è un esempio del fascino di Lervik per l’innovazione. Un altro esempio è il tavolo pieghevole Lucy (2013), dove il disegno della gamba consente una soluzione sicura e flessibile; quando è aperta, la gamba è bloccata in posizione dalla sua stessa forza. La luce e, soprattutto, l’illuminazione a LED affascina Lervik e ha la sua missione speciale: trovare applicazioni che non sono state precedentemente evidenziate. “Viviamo in un paese dove l’oscurità domina per gran parte dell’anno. Noto che mi fa sentire più positivo lavorare su progetti incentrati sulla luce, che è una delle ragioni principali del mio interesse. La tecnologia LED, con le sue dimensioni compatte e lo scambio termico economico, permette di introdurre la luce in contesti inaspettati”.Le sue creazioni spaziano dalle piccole lampade per biciclette alle grandi opere d’arte luminose, dai mobili agli incarichi architettonici, dalla vetreria artistica alle bottiglie di liquore. Ritiene che sia un grande vantaggio commerciale per sé e per i suoi clienti poter passare da progetti artistici a incarichi più commerciali: “Sono convinto che sperimentare nel campo artistico mi renda un designer migliore di prodotti industriali. Lascio che le mie passioni servano ad alimentare il mio lavoro più ampio”, conclude Alexander. Nel 2013 Alexander ha avviato Tingest. Il marchio Tingest offre prodotti per la casa ispirati al patrimonio del design scandinavo. La maggior parte degli articoli è fabbricata in Svezia in associazione con abili artigiani accuratamente selezionati e sulla base di un impegno per i materiali naturali, la sostenibilità e l’ecologia.Nel 2016 Alexander espone nelle vetrine di NK, il grande magazzino più famoso della Scandinavia. In vetrina 12 nuovi prodotti tra cui la nuova collezione Tingest, un homelift e una novità per Absolut Art. Alexander è rappresentato al Nationalmuseum di Stoccolma, al National Museum e al National Museum of Art, Architecture and Design di Oslo e al Röhsska Museum di Göteborg. Da aprile ad agosto 2018 si è svolta una mostra retrospettiva di 900 mq al Kulturhuset di Stoccolma.

Johan Lindstén

Non appena terminati gli studi, Johan Lindstén fonda il proprio studio di design a Stoccolma, nel 2008. L’ampio range di realizzazioni di Lindstén spazia dalla progettazione di prodotti in edizione limitata (poi vendute a musei) ad accessori tecnologici di uso comune come i prodotti fono-assorbenti per la Apple, fino alla progettazione di mobili ed elementi di arredamento. Johan Lindstén interpreta il design come l’opportunità per esprimere emozioni e pensieri trasferendoli in oggetti fisici e per influenzare lo stato d’animo delle persone, con l’intenzione di migliorare la qualità della vita con elementi dall’aspetto gradevole, giocoso e sorprendente.I dettagli inaspettati capaci di attirare l’attenzione sono un suo tema ricorrente: i suoi prodotti sono caratterizzati da semplicità e note emozionali che generano forme non solo piacevoli alla vista, ma soprattutto espressione di un sentimento. Per Cappellini, Johan Lindstén realizza le poltroncine Embroidery Chair, la serie basata sull’interpretazione del ciclo di stagioni, e la poltrona Embroidery Simple. Tra le altre realizzazioni, spiccano i progetti sui corpi illuminanti, come le lampade Meltdown, nelle versioni da terra, da tavolo e a sospensione.

Jorge Najera

Jorge Najera si forma tra il Messico e il Politecnico di Milano prima di stabilirsi con il suo studio a Pavia. La sua capacità di interpretare al meglio lo stampaggio rotazionale, con la creazione di prodotti fuori dal comune, gli permette di collaborare con importanti brand di design in entrambi i paesi. Forte è anche la collaborazione tra Slide e il designer messicano: da essa nascono infatti numerosi oggetti polifunzionali amati soprattutto dal mondo contract. Oltre alla progettazione, Jorge Najera è appassionato di nuove tecnologie e ama re-interpretare i materiali, le tecniche e le tecnologie esistenti già in uso in altri settori. Il suo design è un messaggio d’amore verso il dinamismo intenso, la realizzazione oggetti polifunzionali e la ricerca continua per creare stupore in chi osserva le sue creazioni.

Eduard Juanola

Industrial Designer formatosi presso l’EDI IN Sabadell Catalonia e ora residente a Barcellona. Oggi è il design director di Crea Product Design ed è anche visiting professor presso la Elisava School of Design. I suoi progetti puntano a trovare esattamente la soluzione giusta per soddisfare i brief di progettazione più esigenti, e il cliente in ogni occasione.

J.M. Tremoleda

Josep María Tremoleda è nato a Barcellona nel 1946 e ha fatto parte della prima classe di studi di design (1965-1968) della Escola Massana di Barcellona, fondata nel 1929. Durante gli studi ha conosciuto Josep María Massana, amico e socio con cui ha fondato Equip De Disseny, insieme a Francesc Miravitlles e Josep Doménech. Cinque anni dopo, insieme a Mariano Ferrer e Massana, fonda Mobles 114, inteso come negozio di mobili e studio di interior design. Commercializzavano le opere di famosi designer, come Carles Riart, oltre a produrre i propri progetti. Era un periodo di opportunità in Spagna, visti i profondi cambiamenti politici, sociali e culturali in atto con la fine della dittatura.Sotto la guida di Josep Maria Tremoleda, Mobles 114 creò mobili prestigiosi per Barcellona, contribuendo a diversi progetti di prestigio della città. Il successo si riflette nel 2001, quando Mobles 114 vince il National Design Award. Tremoleda si è anche impegnato nelle associazioni di design di Barcellona, ricoprendo la carica di presidente dell’ADI-FAD tra il 1989 e il 1990 e dando impulso alla creazione, nel 1993, della RED (Reunión de Empresas de Diseño), di cui è stato il primo presidente.Formando una partnership di lunga durata, Massana e Tremoleda crearono progetti di qualità tecnologica senza compromessi, mantenendo bassi i costi di produzione. La funzionalità era fondamentale e l’estetica era la sua conseguenza. Con questa filosofia progettuale, si allontanarono da esercizi puramente formalistici per creare la libreria Tria (1978), la lampada da tavolo Gira (1978) e la panca Havana (1990). Attualmente, queste ultime due sono edite da Santa & Cole e sono presenti nel catalogo dell’azienda. Audaci e funzionali nel loro approccio, J.M. Massana e J.M. Tremoleda hanno reinventato l’estetica degli interni di Barcellona attraverso i loro progetti senza tempo, la loro prestigiosa impresa e la loro cortese amicizia.

Jean Paul Gaultier

Jean Paul Gaultier (nato il 24 aprile 1952 ad Arcueil, Val-de-Marne, Francia) è uno stilista francese di alta moda. Gaultier è stato il direttore creativo di Hermès dal 2003 al 2010. Nonostante non abbia mai ricevuto una formazione come designer, ma ha iniziato a inviare bozzetti a famosi stilisti di alta moda in tenera età. Pierre Cardin fu colpito dal suo talento e lo assunse come assistente nel 1970. Successivamente lavorò con Jacques Esterel nel 1971 e Jean Patou nello stesso anno, tornando poi a gestire la boutique Pierre Cardin a Manila per un anno nel 1974. La sua prima collezione è stata lanciata nel 1976 e il suo caratteristico stile irriverente risale al 1981, ed è stato a lungo conosciuto come l’enfant terrible della moda francese. Molte delle collezioni successive di Gaultier sono basate sull’abbigliamento da strada, concentrandosi sulla cultura popolare, mentre altre, in particolare le sue collezioni Haute Couture, sono molto formali ma allo stesso tempo insolite e giocose.

Luigi Semeraro

Luigi Semeraro, nasce a Varese nel 1978, interior e product Designer, si laurea alla Facoltà del Design del Politecnico di Milano. Nel percorso formativo ha avuto modo di arricchirsi di esperienze accademiche e professionali in Italia ed all’estero spaziando dal product all’ interior design fino al graphic design ed alla street art. Comincia la sua carriera di designer realizzando con un team di progetto “PIU YIU”, chinese temporary restaurant, presentato al Dining Contest del salone satellite del 2004 in collaborazione con “Sawaya & Moroni” e la Facoltà del Design del Politecnico di Milano. Nel 2005 collabora con Mario e Claudio Bellini, sviluppando progetti per Heller, Caimi, Schiavello, Frezza e Natuzzi. Successivamente collabora con lo studio Lorenz-Kaz sviluppando diversi prodotti per DePadova e realizzando lo showroom Corian Dupont a Milano.Nel 2006 realizza per il Fuori Salone al Super Studio Più in Zona Tortona, all’interno di un team progettuale coordinato da Claudio LaViola e dal consorzio PoliDesign, l’allestimento ULW Urban Lightwalk. Nel 2007 inizia una carriera individuale partecipando al Salone Satellite, presentando all’interno di un collettivo una selezione di arredi. Nel 2008 firma due stanze per l’hip hotel EOS di Lecce (Gruppo VestasHotels), collabora al progetto preliminare del QueenVillage di Cattolica con lo studio Pierandrei Associati e realizza il concept per il franchising immobiliare ERA Italy per Europa Risorse. Nel 2010 ripete l’esperienza al Salone Satellite presentando una nuova collezione di prodotti ed arredi per la casa sotto il collettivo LA MACCHINA SFORNA IDEE.In ambito accademico ha maturato diverse esperienze come cultore della materia alla Facoltà del design al Politecno di Milano per vari corsi di progettazione di interior design e product design. E’ stato assistente per diversi workshop di importanti aziende, tra cui Sawaya e Moroni, Breil e Technogym. Attualmente il suo lavoro si divide tra progetti di interior, collaborazioni con aziende, studi di design e l’attività di street artist, contaminando le diverse discipline traendone una reciproca ispirazione.

Francesco Faccin

Francesco Faccin nasce nel 1977 a Milano. Nel 2003, dopo aver frequentato l’Istituto Europeo di Design , lavora nello studio di Enzo Mari. Nel frattempo inizia l’attività come designer indipendente collaborando con aziende italiane e straniere. Dal 2004 sviluppa progetti auto-producibili in piccola serie. Lavora in stretta collaborazione con gli artigiani, attento a controllare personalmente tutte le fasi dello sviluppo del prodotto e appassionandosi alle problematiche del progetto, in particolare a quelle che si riferiscono al legno e al lavoro artigianale. Negli stessi anni lavora e collabora con il modellista e liutaio Francesco Rivolta. Nel 2007 partecipa per la prima volta al SaloneSatellite con il tavolo “Quadrato” che entra in produzione e viene selezionato per la collezione permanente del Cosmit. Nel 2009 incontra Michele De Lucchi con cui inizia una collaborazione tuttora in corso.Nel 2010 partecipa al SaloneSatellite per la seconda volta e insieme ad Alvaro Catalan de Ocòn vince il Design Report Award 2010. Dal 2010 è docente di Industrial design presso la NABA di Milano con un corso di Product Design intitolato “Progetti non Oggetti”. Nel 2012 viene invitato dalla ONG “Liveinslums” a progettare gli arredi della “why not academy” di Nairobi. Nel 2012 disegna gli interni del ristorante”28 Posti” a Milano realizzando gli arredi con i detenuti del carcere di Bollate a Milano, in un laboratorio istituito per questo progetto e tuttora funzionante. Nel 2013 viene invitato, in qualità di “Affiliated Fellow” a trascorrere 4 mesi presso la prestigiosa American Academy in Rome, dove svolge una ricerca volta a creare una mappatura del tessuto produttivo-artigianale del centro storico di Roma.Sempre nel 2013 presenta in Triennale una raccolta di oggetti selezionati negli Slum di Nairobi, realizzati con rifiuti urbani ma con le logiche tipiche della produzione seriale; La mostra è intitolata “Made in slums” , curata da Fulvio Irace. Collabora con aziende e Ong Italiane e straniere come Tod’s, Saeco, Danese, Miniforms, Bolia, Valsecchi1918, Officinanove, Liveinslums oltre a svolgere costantemente ricerca attraverso lavori in piccola serie. Il suo lavoro è stato pubblicato sulle più importanti riviste, nazionali ed internazionali (Domus, Interni, Abitare, Intramuros, Wallpaper, Details, Inventario, Design Report, Monocle, Elle Decor).

Hans Hopfer

Hans Hopfer si guadagna da vivere come pittore, scultore e designer, spostandosi tra Buenos Aires, Norimberga e Parigi. È considerato l’inventore dei “paesaggi seduti” e uno dei principali designer del nostro tempo. Per il suo lavoro è stato insignito di numerosi premi internazionali. Si è spento il 29.08.2009 all’età di 78 anni. Diversi modelli della collezione Neuen Wiener Werkstaette sono stati disegnati da Hans Hopfer, ad esempio Castell, Donna, Corsar, Forever, Player, Arian, Angelino, Chateau, Golf, Jolly, Manhattan, Oriental, Taxi – molti di essi sono ancora presenti nella gamma di prodotti della casa tradizionale austriaca e costituiscono i classici senza tempo della collezione. La Neue Wiener Werkstaette rimpiange la perdita di un grande designer e di una grande persona.

Francesco Beghetto

Francesco Beghetto si diploma in disegno industriale nel 2005 presso l’istituto Europeo di Design a Milano dove intraprende la sua formazione nel campo della progettazione di prodotti d’arredo lavorando con Gordon Guillaumier, e presso lo studio dell’Arch. Rodolfo Dordoni seguendo progetti per numerosi marchi. Nel 2010 basa la sua attività a Padova, lo studio concentra i propri interessi e attività nella progettazione industriale, sviluppando principalmente progetti legati al furniture design, ideati e strutturati intorno a pensieri concetti, attenti e ragionati.

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