Burkhard Vogtherr

Nato il 18/05/1942 frequenta il ginnasio e inizia a lavorare come falegname. Ha studiato design industriale a Kassel e Wuppertal e si è laureato nel 1967. Dal 1972 libero designer ha collaborato con diverse aziende quali: Arflex Italia, Bushi-Urushi Japan, Cappellini Italia, Davis Furniture INC USA, Dietiker Svizzera, Fritz Hansen Danimarca, Rosenthal Germania, Wittmann Austria. Ha ricevuto i seguenti premi: “Gute Form” (1969), prodotto dell’anno “Schöner Wohnen” (1986), “Deutsche Auswahl LGA Stuttgart”, Die Gute Industrieform”, “Industrieform Essen”, “Ibd” (USA), “Roscoe” (USA), “Danske Designpris” (Danimarca 1997) e “International G-Mark Prize” (Giappone 1997).

Tapio Wirkkala

Eminente artista e designer, Tapio Wirkkala ha contribuito a rendere famosa la scuola finlandese nel mondo. Quando Wirkkala ha disegnato i suoi primi oggetti per VENINI, a metà degli anni ‘60, era già una figura di fama mondiale, con progetti di spicco nei vari settori del design. L’attività in VENINI ha rappresentato una fase interessante della sua versatile carriera e, al tempo stesso, ha influenzato profondamente il mondo vetraio muranese. È stato Tapio Wirkkala a valorizzare la tecnica a “Incalmo”. che egli spesso ha abbinato alla “Mezzafiligrana” e alle “Murrine”, grazie all’abilità dei maestri vetrai e alla ricca palette cromatica. Le sue opere sono presenti nei maggiori musei del mondo.

Gyula Pap

Il pittore, litografo, argentiere, designer e insegnante ungherese è nato nel 1899. Nel 1920 ha iniziato il suo apprendistato come argentiere al Bauhaus di Weimar. Ha ottenuto il riconoscimento con il progetto di una lampada da terra per la famosa Haus am Horn. Dal 1926 al 1933 visse come pittore e curatore a Berlino. Tra il 1949 e il 1962 fu professore all’Accademia di Belle Arti di Budapest.

Wilhelm Wagenfeld

Wilhelm Wagenfeld è stato uno dei più influenti pionieri del moderno design di prodotto in Germania. È stato l’unico studente del Bauhaus di Weimar a passare con successo alle grandi aziende industriali, raggiungendo l’obiettivo di dare a tutti i cittadini l’accesso a prodotti industriali sofisticati, contemporanei e accessibili. Wilhelm Wagenfeld è diventato il designer più diversificato di articoli di massa per l’industria dei beni di consumo nella Germania Ovest. Contribuì in modo significativo al cambiamento del design delle condizioni abitative e di vita e sviluppò soluzioni di grande sostenibilità, impressionante funzionalità ed estetica sobria che hanno continuato a conquistare gli acquirenti per decenni. I suoi esperimenti con nuovi materiali e metodi hanno contribuito a ridurre i costi di produzione e a migliorare la qualità dei prodotti, a vantaggio sia degli acquirenti che dei produttori.

Josef Hoffmann

Josef Franz Maria Hoffmann (Brtnice, 15 dicembre 1870 – Vienna, 7 maggio 1956) è stato uno dei maggiori architetti austriaci, attivo fra la fine del XIX secolo e la prima metà del XX secolo. Esponente della Secessione Viennese, con l’architetto Otto Wagner, fra gli altri, già suo insegnante all’Accademia di Vienna, fu anche un designer, la cui opera, improntata ad una spinta ed essenziale astrazione geometrica (tipiche le sue prevalenti quadrettature), apre il nuovo secolo in chiave decisamente modernistica. Per la rivista della Secessione, Ver Sacrum, edita fra il 1898 e il 1903, eseguì illustrazioni (in particolare, vari progetti d’arredo per interni domestici, o per padiglioni espositivi), fregi decorativi e vignette: caratteristiche elaborazioni dello Jugendstil austriaco. Si occupò quindi degli allestimenti delle periodiche esposizioni viennesi della Secessione nel padiglione realizzato per lo scopo nel 1898 da Joseph Maria Olbrich, ed ebbe un ruolo importante nel lancio europeo dello scozzese Charles Rennie Mackintosh; il giovane architetto di Glasgow fu invitato ad esporre alla mostra del 1900 le creazioni di design del gruppo di quattro artisti di cui era, per così dire, il regista. Nel 1903 Hoffmann fondò col collega Koloman Moser e il finanziere e amatore d’arte Fritz Wärndorfer la Wiener Werkstätte, associazione fra designers, artisti e produttori (chiuse nel 1932) ispirata alle analoghe inglesi sorte circa un ventennio addietro, impostate secondo il movimento estetico morrisiano dell’artigianato artistico delle Arts and Crafts.Nel 1987 il Museum für angewandte Kunst (MAK) di Vienna ha organizzato una mostra intitolata “Josef Hoffmann: Ornament zwischen Hoffnung und Verbrechen”. Nel 1992 il MAK ha concepito insieme alla Galleria moraviana di Brno un’esposizione nella casa natalizia “Museo Josef Hoffmann”[1] a Brtnice e dal 2006 le due istituzioni presiedono la direzione a diritti uguali. Il museo presenta un’esposizione permanente e inoltre vengono concepite mostre particolari sull’architetto e i suoi contemporanei.

Alex Sacchetti

Aino Marsio-Aalto

Aino Aalto (1894-1949) è stata un architetto, designer e una delle figure fondatrici di Artek. Dopo la laurea nel 1920, Aino Marsio, come era allora conosciuta, iniziò la sua carriera professionale lavorando per l’architetto Oiva Kallio a Helsinki. Nel 1924 si trasferì nell’ufficio di Alvar Aalto e sei mesi dopo si sposarono. Aino e Alvar hanno lavorato molto insieme e il loro sodalizio creativo è stato caratterizzato da un’assoluta uguaglianza. I progetti a cui gli Aalto hanno collaborato includono la famosa Villa Mairea a Noormarkku, il Paimio Sanatorium e il Savoy Restaurant a Helsinki. Come designer, Aino Aalto è nota principalmente per il suo lavoro nel settore del vetro e dell’interior design, e poi come designer di mobili. Ma i suoi interessi includevano l’architettura e la fotografia, oltre a varie aree dell’arte applicata e del design. Tra le altre cose, ha disegnato mobili, oggetti in vetro, ceramiche, luci e tessuti stampati. In molti modi, fu Aino a gettare le basi per l’estetica di Artek, che combinava l’idea modernista di forme chiare con semplici ornamenti superficiali. Nonostante la sua prematura scomparsa, la sua eredità nel design internazionale sopravvive, sia nell’azienda Artek che nella sua vetreria sempre popolare e molto copiata.

David Fox

Giorgia Ricci

Artista e illustratrice. Nata a Rimini nel 1976. Dopo aver studiato progettazione grafica all’Istituto superiore per le Industrie Artistiche di Urbino (ISIA), ha completato la sua formazione a Fabrica, il laboratorio creativo e centro di ricerca del gruppo Benetton. Vive e lavora a Treviso dove parallelamente alla sua ricerca artistica collabora con studi e aziende di moda. Le sue produzioni sono caratterizzate da una continua contaminazione tra illustrazione, disegno a mano libera, pittura e collage uniti insieme da una trama narrativa fluida. Giorgia Ricci disegna scene oniriche popolate da personaggi mitologici, femmes fatales, cariatidi greche, minotauri, vampiri e innocenti fanciulle. Sono contesti fiabeschi dove la natura è un elemento costante che riporta ad una dimensione realistica i viaggi immaginari raccontati dalla sua sensibilità personale e dall’abilità del suo tratto.

Ingo Maurer

Designer visionario e imprevedibile, Ingo Maurer ha sperimentato con la luce, quasi giocato con la luce, per lasciare al mondo oggetti luminosi davvero unici. Nato in Germania nel 1932, ha una formazione iniziale come tipografo e grafico, ma ci vuole poco per dirottare le sue energie e la sua fantasia progettuale verso il light design: nei primi anni ’60 fonda il suo studio Design M, e comincia a dare sfogo alla sua fantasia. In questo contesto, nel 1966, nasce la famosissima lampada Bulb, un progetto dal concept semplice, ma allo stesso innovativo, in cui la lampadina vera e propria si trova all’interno di un portalampada in vetro soffiato, a forma di grande lampadina. La lampada è tuttora prodotta da quella che è poi diventata la sua azienda, la Ingo Maurer GmbH, con sede a Monaco di Baviera, brand che produce e vende le lampade disegnate da Maurer e, dopo la sua scomparsa nel 2019, dai suoi collaboratori e successori.In tutti i suoi progetti emerge chiara la volontà di utilizzare materiali poveri, come plastica e alluminio, oppure materiali di riciclo. Oltre alla lampada Bulb, altre sue creazioni sono entrate nella storia del design: Hearts Attack del 1997, formata da 48 cuori luminosi che possono essere orientati a piacere; Zettel’z, sempre del 1997, un originale lampadario formato da tanti fogliettini di carta, sorretti ad una struttura metallica tramite graffette, su cui scrivere le proprie annotazioni, poesie, disegni o altro; Luccellino (1989) una lampadina alata in cui sono state utilizzate vere piume d’oca; e ancora Birds, birds, birds (1992), Porca Miseria! (1994), MaMo Nouchies (1998). Come quando ci si trova davanti ad un’opera d’arte, una lampada di Ingo Maurer non può lasciare indifferenti: suscita in noi reazioni contrastanti e non possiamo fare a meno di accoglierne la provocazione, mai aggressiva o violenta, ma sempre ironica e divertente.Oltre alla progettazione e produzione di lampade, i suoi progetti abbracciano anche vere e proprie installazioni luminose in luoghi sia pubblici che privati, che possono essere considerate quasi delle performance artistiche. La prima mostra che consacra il designer è quella di Parigi nel 1989, tenutasi presso la Fondation Cartier, da titolo “Ingo Maurer: Lumière Hasard Réflexion”, in cui, attraverso l’allestimento di dodici diversi ambienti, riesce a dare libero sfogo al suo estro creativo, ricevendo il giusto consenso. I numerosi premi e riconoscimenti ricevuti negli anni hanno avuto come culmine il Design Award della Repubblica Federale di Germania nel 2010 e il Compasso d’Oro alla carriera nel 2011.

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