Paolo Salvadè

Paolo Salvadè è nato a Cantù (CO) nel 1960, dove attualmente vive e lavora, in un’area di antica tradizione lignea. La sua attività principale è nel campo del design industriale. Completa la sua esperienza professionale quasi ventennale nello studio di un importante designer, collaborando anche con alcune importanti aziende di arredamento. Nel 1997 apre il proprio studio di design industriale. Oltre che con FEG, collabora attualmente con importanti aziende del settore, firmando progetti di grande successo. La passione per la modellazione applicata al design industriale dà vita a progetti come Zelig, Bloom, Discovery, Link, Code, che sono solo alcuni dei più importanti. La sua filosofia progettuale è quella di generare prodotti che abbiano una forte personalità, soprattutto in un periodo in cui l’utente finale è sempre più attento alle proprie scelte. Per questo le aziende devono progettare prodotti rigorosi, concreti e semplici nell’uso e nel design.

Clemens Weisshaar

Clemens Weisshaar è nato nel 1977 a Monaco. Dopo un apprendistato come operaio metallurgico, ha studiato Product Design al Central Saint Martins College of Art and Design e al Royal College of Art di Londra. Dopo tre anni come assistente di Konstantin Grcic, nel 2000 ha fondato il proprio studio. È consulente della società di ricerca AMO di Rem Koolhaas per le questioni relative al design industriale e lavora a progetti che spaziano dalla consulenza strategica all’architettura di mostre fino al design di prodotto. Weisshaar lavora e vive a Monaco e Stoccolma. Nel 2002 Clemens Weisshaar e Reed Kram (nato nel 1971 in Ohio) hanno fondato lo studio Kram/Weisshaar come piattaforma per integrare gli sforzi multidisciplinari.Con sede a Monaco e Stoccolma, lo studio si occupa di progettazione di spazi, prodotti e media. Tra i recenti incarichi di Kram/Weishaar figurano l’ideazione, la progettazione e l’esecuzione di installazioni e dispositivi multimediali per il nuovo negozio epicentro di PRADA a Beverly Hills, un’installazione interattiva per il Centre Georges Pompidou di Parigi, strumenti di visualizzazione dei dati per il gruppo BMW e PriceWaterhouseCoopers, il piano generale e l’architettura espositiva per “The Design Annual” a Francoforte, interfacce di commutazione per Merten e mobili per Moroso e ClassiCon. Il lavoro di Kram/Weisshaar fa parte delle collezioni permanenti della Die Neue Sammlung di Monaco, del Vitra Design Museum di Weil am Rhein e del Centre Georges Pompidou di Parigi.

Louise Campbell

Louise Campbell è nata a Copenhagen nel 1970. Di padre danese e madre inglese, è cresciuta e ha studiato in entrambi i paesi. Dopo il diploma presso il London College of Furniture in 1992, è tornata in Danimarca per proseguire gli studi di Industrial Design presso la Scuola di Design della Danimarca, laureandosi nel 1995. Nel 1996 ha creato il suo studio dove continua a lavorare anche oggi. I suo interessi sono principalmente rivolti all’arredamento e al design dell’illuminazione, ma il suo studio si occupa anche di progetti di interior design. L’opera di Louise Campbell è vivace e sperimentale e sta ottenendo proseliti per la modalità con cui porta verso nuove prospettive gli oggetti e le situazioni quotidiane, i materiali e i processi di produzione. L’abbinamento di razionalismo scandinavo e femminilità oltre alla sua doppia nazionalità, conferiscono ai suoi lavori un aspetto singolare. L’esposizione dei contrasti sembra una costante del suo lavoro.Il suo studio è anche noto per gli interessi in attività meno commerciali. Oltre ad essere curatrice e designer di mostre, Louise Campbell ha partecipato a diverse attività per il miglioramento del settore del design in Danimarca. Tra queste iniziative si può citare “Walk the Plank”, una collaborazione di sette anni tra 30 designer di arredamento e 60 produttori di mobili che hanno donato il loro tempo e un design originale per una buona causa. Ogni studio di architettura dovrebbe seguire alcuni principi di base: partire sempre da zero. Tutto è possibile fino a quando non si dimostra l’opposto. Ci deve essere una buona ragione per ogni singola decisione presa. Tra i diversi riconoscimenti, Louise Campbell ha ottenuto l’IF Product Design Award in gold per il “Campbell Pendant” nel 2005 che ha progettato specificamente per Louis Poulsen.

Garth Roberts

La carriera di Garth è iniziata nella sua città natale Toronto. Si è in seguito trasferito a New York dove ha realizzato progetti di interni, di prodotti e di immagine aziendale coordinata. Nel 2005 Garth ha allargato la sua presenza nel mondo del design in Europa dove gli è stata offerta subito l’opportunità di sviluppare progetti per le migliori aziende produttrici di arredamento quali B&B Italia e Zanotta. Il suo approccio trasversale al design è guidato da una filosofia estetica che crea una bilanciata e delicata tensione tra materiali puri e forme essenziali. Attualmente, Garth mantiene la sua visione internazionale sulla creatività vivendo e progettando tra Milano, Berlino e New York.

Nika Zupanc

Nika Zupanc nasce nel 1974 in Slovenia, a Lubiana, città nella quale si laurea con lode presso l’Accademia di Belle Arti e Design nel 2000 e dove, nel 2008, apre il proprio studio di progettazione. In poco tempo raggiunge la notorietà con uno dei suoi primi lavori, la lampada Lolita disegnata per Moooi. Sempre nel 2008 debutta al Salone del Mobile di Milano con uno spazio all’interno del Padiglione Satellite, dove il suo stile leggero e ironico si fa subito notare a livello internazionale, favorendo l’incontro con diversi brand. Nel lavoro di Nika Zupanc l’arte, il cinema, la musica e la letteratura divengono fonte d’ispirazione per sviluppare progetti inediti, per certi versi teatrali e sorprendenti, sempre segnati dal carattere femminile e poetico. Tra le collaborazioni, oltre a Moooi, ci sono Qeeboo di Stefano Giovannoni, Sé di Pavlo Schtakleff, Moroso, Natuzzi Italia, Nodus Rug, Ghidini1961, Scarlet Splendour, Contardi Lighting e De Castelli. Tra i pezzi più noti si segnalano le sedie Golden (Moooi) e Ribbon (Qeeboo), che catturano l’attenzione per il disegno morbido e per l’aspetto ironico.In parallelo a queste prestigiose collaborazioni, Nika Zupanc disegna e produce collezioni di oggetti di design self-made; durante il Salone del mobile di Milano del 2013 ha presentato con il suo brand la lampada modulare Black Cherry che oltre all’aspetto pop si dimostra particolarmente funzionale. Romantiche e stravaganti sono anche le installazioni realizzate da Nika Zupanc, tra queste: “I Will Buy Flowers Myself” (2009) e “Gone with the Wind” (2010) entrambe allestite in occasione del Salone del Mobile di Milano presso gli spazi di Superstudio Più. Seguono le installazioni “Selfdiscipline” (2011) e “Summertime” (2012) che segnano l’inizio della collaborazione con Rossana Orlandi e di una serie di collezioni in edizione limitata.Nel 2013 trae ispirazione dalla scrittrice inglese Virginia Woolf e dal suo libro “Una stanza tutta per sé” (1929) per il concept alla base dell’installazione realizzata con Dior per Miss Dior; Zupanc viene selezionata assieme ad altre quattordici artiste e designer internazionali per interpretare la fragranza della nota maison francese. Per l’occasione crea uno studiolo rialzato da terra e composto da pareti di legno intagliato, che ricordano un cestino di paglia, in cui colloca una lampada, un tavolo e una sedia con la volontà di creare uno spazio minimo ed esistenziale in cui la singola persona è invitata a ritrovare se stessa.Nika Zupanc vanta numerosi premi e riconoscimenti internazionali: con l’armadio Longing (De Castelli) vince il premio speciale Salone del Mobile 2017; con la lampada Crystal (Contardi Lighting) si aggiudica il premio per il miglior design nel 2018. Nel 2020 si distingue per la collezione di sedute e divani Deep disegnate per Natuzzi Italia, aggiudicandosi con il divano Wave il premio ADA Archiproduct Design Award 2020.

Joe Colombo

Joe Colombo (Milano 1930 – 1971) è stato un geniale e innovativo architetto e designer. Inizialmente dedicatosi alla pittura e alla scultura, passa poi, nel 1953, alla facoltà di Architettura al Politecnico di Milano, senza però completare il ciclo di studi. Le sue prime esperienze lo vedono impegnato nelle avanguardie artistiche, con l’adesione prima al Movimento Nucleare accanto a Enrico Baj e Sergio Dangelo, poi al MIBI (Movimento Internazionale per un Bauhaus Immaginista) accanto all’artista danese Asger Jorn, e infine al MAC (Movimento per l’arte Concreta), su invito di Bruno Munari. Già nei suoi lavori si intravvede quello che sarà il suo linguaggio, permeato di suggestioni fantastiche e futuristiche, nelle quali le nuove tecnologie giocano un ruolo centrale. Il suo progetto La città nucleare (1952) sintetizza la sua visione in forme totalmente innovative di appartamenti, mezzi di trasporto e infrastrutture.Alla morte del padre nel 1959, Joe Colombo apre uno studio con il fratello Gianni, che ha già intrapreso la carriera di artista. Nello studio hanno la possibilità di proseguire con le loro sperimentazioni, spesso influenzandosi a vicenda, e talvolta lavorando assieme allo stesso progetto, come avviene per la lampada Acrilica (1962) prodotta da Oluce, che riceverà la medaglia d’oro per il design alla XIII Triennale nel 1964. Questo evento rappresenta il trampolino di lancio di Joe Colombo nel mondo del disegno industriale. Il suo approccio al progetto è sempre sperimentale, che si tratti di forme, materiali, tecnologie o funzioni. Sono ormai entrati nella storia alcuni arredi disegnati negli anni Sessanta, come la Mini-Kitchen per Boffi (1963), la sedia No. 4801 per Kartell (1963-64), la sedia Elda, dedicata a sua moglie e prodotta per Combort F.lli Longhi (1963), la poltrona Nastro per Bonacina (1964), la lampada Aton di Oluce (1964), la lampada KD8 di Kartell (1964), il sistema di sedute Additional Living System di Kartell (1967), la poltrona Tube per Cappellini (1969). Nel 1967 la lampada Spider per Oluce vince il premio Compasso d’Oro ADI, che riceverà anche nel 1970 per il condizionatore d’aria progettato per Candy. La produzione si intensifica nel 1970, anno in cui vengono realizzati altri pezzi iconici come la collezione di lampade Topo, Colombo e Triedro per Stilnovo, la cassettiera per ufficio su ruote Boby e la poltrona Multichair per B-Line.Parallelamente al design di prodotto, Joe Colombo porta avanti progetti di design d’interni e di allestimenti, e sviluppa una serie di proposte radicali per l’ambiente domestico del futuro. Lo scaffale Kilometro (1967), allungabile all’infinito, gli armadi del Sistema programmabile per abitare T14 (1968), il sistema abitativo Box 1 (1968) e lo Square plastic system (1969), esplorano il concetto di spazio e di componibilità, proponendo soluzioni avanguardistiche che non raccolsero il favore dei produttori dell’epoca. Tuttavia, Colombo prosegue con le sue sperimentazioni sul concetto di cellula d’abitazione autonoma, con arredi polifunzionali e trasformabili all’occorrenza. Nel 1970 realizza i progetti Living Center, Visiona I, il letto Cabriolet, il pensile multifunzionale Rotoliving e il Total Furnishing Unit, presentato postumo alla mostra « Italy: the new domestic landscape » al MoMA di New York, nel 1972.Joe Colombo muore prematuramente nel 1971 all’età di 41 anni. Oggi lo studio, portato avanti dalla collaboratrice storica, l’architetto Ignazia Favata, ospita l’archivio del grande designer.

Justus Kolberg

Il designer amburghese Justus Kolberg progetta prodotti, in particolare sedie, che trasmettono un’abile combinazione di sicurezza e discrezione, facendo al contempo appello agli utenti a livello emotivo. Si distinguono per la loro chiara funzionalità e per il loro vocabolario di design. Justus Kolberg è uno dei designer di mobili più richiesti in Europa. Creare sedie è la sua passione. Il fascino di questa passione l’aveva già preso ai tempi dello studio, quando aveva visitato l’azienda Castelli in Italia. Kolberg ha conquistato l’attenzione degli altri operatori del settore per i suoi progetti innovativi, tra cui la sedia pieghevole P08 per Tecno e la sedia da giardino Newport per Garpa. Per lui le sedie devono avere “dimensioni umane” e rispondere alle esigenze quotidiane degli utenti. Proprio per questo sono così importanti. Devono dare un senso di comfort e benessere. E anche se ci sono già così tante sedie sul mercato, Kolberg continua a trovare entusiasmante la possibilità di creare qualcosa di completamente nuovo e distinto.Il segno distintivo di Justus Kolberg è l’understatement abbinato alla sensualità e alla leggerezza. È fermamente convinto che un prodotto non debba essere sovraccaricato di funzioni innovative. Ciò che è più importante è assicurarsi che il pensiero messo nel prodotto possa essere chiaramente percepito dal suo design. Altri citano spesso la sua osservazione secondo cui i prodotti destinati agli spazi di lavoro o alle sale conferenze dovrebbero funzionare come “servitori silenziosi”. Devono garantire, con il minimo sforzo possibile, che le persone si sentano a proprio agio e siano in grado di lavorare in modo cooperativo e di comunicare efficacemente.

Christian Kreiner

Christian Kreiner ha completato il corso “Object and Product Design” con il Prof. Helmut Gsöllpointner e il Prof. Kristian Fenzl presso l’Università di Arte e Design di Linz. Nel 1996, dopo aver lavorato a Vienna e Linz presso il brand di mobili per ufficio Bene e per gli architetti Ortner+Ortner (Museumsquartier Wien), ha fondato il proprio studio di design a Vienna, che si è trasferito a Linz nel 2002. Dal 2003 lavora per Liebherr nel campo del movimento terra.

Johannes Scherr

Dopo aver completato gli studi in Industrial Design presso l’Università di Scienze Applicate di Graz, in Austria, nel 2000, Scherr ha lavorato a progetti per aziende come Philips Design Eindhoven, Almdudler, Rauch fruit juices e Red Bull. Collabora con Bene da diversi anni (mobili da seduta, caddy e sistemi di suddivisione degli ambienti). Dal 2002 al 2008, insieme a Stephan Breier, ha diretto lo studio “Element Design” a Vienna. Nell’autunno 2008 ha fondato il proprio studio, “Johannes Scherr Design” che, oltre ai propri progetti, guida anche il dipartimento di design del Gruppo Benelli a Pesaro, in Italia.Allo stesso tempo, Scherr è docente presso l’Università per l’arte e il design industriale di Linz, in Austria, nonché presso l’Università di scienze applicate di Salisburgo a Kuchl, e tiene conferenze sul design industriale presso l’Università di scienze applicate per Industrial Design a Graz e la New Design University di St.Pölten. Johannes Scherr gestisce uno studio di design a Vienna e lavora per aziende internazionali nei settori del design dei trasporti, dei mobili, dei prodotti e degli imballaggi.

Bruno Fattorini

Bruno Fattorini è nato a Domodossola nel 1939. Studia Economia a Milano. Il suo percorso professionale nel campo dell’arredamento inizia con Boffi con cui collabora dal 1967 al 1974 e prosegue con Joint dal 1972 al 1988. Nel 1977 fonda Casakit. Nel 1992 acquisisce MDF ITALIA. Presidente e proprietario di MDF ITALIA dal 1992 al 2007, è promotore di una strategia aziendale e di prodotto innovativa e solida, capace di trasformare in tempi record l’azienda in un “punto di riferimento del design contemporaneo”.Art Director e designer, è il perno attorno al quale ruota la ricerca culturale ed estetica dell’azienda che la porta a sfidare il mercato con una collezione di prodotti altamente identificabili: pareti attrezzate, tavoli, letti, divani, sedie e accessori. Talent scout e abile comunicatore, acuto e intuitivo nell’intuire le potenzialità di un prodotto, ha creduto in molti progetti di designer emergenti e li ha portati al successo e alla notorietà: un esempio su tutti: la panca “Le Banc” di Xavier Lust e il sistema di scaffalature “Random” di Neuland. Segni di creatività matura e vivacità intellettuale, insieme a rigore estetico e ricerca incessante, si ritrovano in molti dei suoi prodotti di maggior successo: Tavolo Lim, Home Desk, letti e mobili “Alluminum”, sistema di scaffalature Minima segnalato per il “Compasso d’oro” nel 1998, parete attrezzata Eleven Five.Imprenditore attento e fiducioso nel lavoro di squadra, ha abbracciato con fiducia la cultura dell’innovazione: sperimentazione di materiali innovativi e rispettosi dell’ambiente, ricerca della qualità artigianale nei prodotti industriali, messa a punto di tecniche ancora inesplorate, registrazione di brevetti di design, strategie commerciali non convenzionali. Entusiasta della sfida, sicuro che l’organizzazione aziendale, le tecnologie informatiche avanzate e la comunicazione interna siano tutti fattori che contribuiscono alla creazione di valori. Da qui la decisione di trasferire il nucleo creativo, direzionale e commerciale a Milano, nella prestigiosa sede di via Morimondo, nell’area ex Richard Ginori. Potenziare l’azienda con la piattaforma integrata SAP e ottenere ogni anno la certificazione del bilancio aziendale sono altri due punti chiave. Nel 2007 cede l’azienda con l’obiettivo di garantirne la continuità. Nel 2009 co-fonda con Robin Rizzini lo studio di progettazione Bruno Fattorini and Partners.

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