Tomas Filippo Bordignon

Tomas Filippo Bordignon was born in December 1985 in Marostica, Italy. After a first scientific education, he studied Industrial design at the IED (European Institute of Design) in Milan, where he lived for three years. After that he started working in Italy as a self-employed industrial designer. He did several collaborations with many Italian companies applying his style on various fields (e.g. light, furniture and bathroom design). He carried out many industrial design competitions with a sin

Anna Deplano

Nata a Cagliari nel 1953, vive e lavora a Milano. Studia al Politecnico di Design e all’Accademia di Belle Arti di Brera. Lavora come consulente, occupandosi principalmente di ricerche di avanguardia nel campo del design e dell’immagine. Il suo interesse è rivolto al colore e alla decorazione e alle loro applicazioni nel campo dell’oggettistica, dell’illuminazione, dell’imbottito, dei tessuti. Si interessa inoltre alla sperimentazione nel campo dell’artigianato che si rifà alla tradizione sarda.La tecnica dell’intreccio è un altro tema che ha sviluppato prendendo in esame la tradizione sarda, reinterpretando la cestineria e trovando nuove applicazioni nel settore dell’arredamento. Ha prestato attività didattica presso l’Istituto Europeo di Design e presso la Nuova Accademia di Belle Arti di Milano. Numerose sono le partecipazioni, spesso anche in veste di organizzatrice, in mostre di Design e di artigianato. Collabora con Zanotta dal 1998.

Damian Williamson

Damian Williamson nasce a Londra il 04 novembre 1974. «Il mio interesse risiede nel trovare risposte ben ragionate a continue domande; la ricchezza di un progetto deriva da un’idea forte, abbastanza sensata da essere il punto di partenza del processo creativo». Nel 2004 Damian ha fondato il Damian Williamson Office For Design a Stoccolma, Svezia. Tra i suoi principali clienti: David Design, Gärsnäs, BAS Brand Identità, Forum and Stockholm International Fair. Dopo aver studiato al London College of Forniture e alla Wimbledon School of Art, Damian si laurea presso la Kingston University di Londra, con una tesi in 3D design.Successivamente si è trasferito presso lo studio Sandellsandberg, dove ha lavorato come assistente per Thomas Sandell fino al 2003. Questo ha consentito a Damian di lavorare ad un ampia gamma di progetti, tra gli altri anche per Artemide, B&B Italia, De Padova and Swedese. A partire dal 2001, il lavoro di Damian si è distinto nell’ambito di numerose esposizioni e pubblicazioni sia in Svezia che in Italia, nel 2006 ha avuto l’opportunità di presentare un’esposizione personale durante la Stockholm Forniture Fair. Dal 2002 al 2004 Damian è stato nominato membro della giuria per la Greenhouse exhibition, evento per la selezione di designer emergenti. Nel 2004 è stato premiato con una borsa di studio dallo Swedish Arts Grants Committe per la ricerca relativa al design. Dal 2005 Damian collabora con la LTH Design University Sweden.

Antonella Frezza

Dopo il diploma all’Istituto d’Arte collabora con agenzie pubblicitarie, studi fotografici e architetti, concentrando la sua attenzione sullo stile dell’arredamento e sulla tappezzeria. Dopo numerose esperienze professionali, apre uno studio occupandosi di vari campi creativi: art direction, grafica, progettazione e realizzazione di cataloghi, loghi, immagine coordinata per aziende di ceramiche, bagni, accessori, mobili e tappezzeria, progettazione e direzione artistica per showroom e stand, studio collezioni tessili per tessitura, editori e selezioni aziendali di mobili e imbottiti. Realizza cartelle tendenze colore per aziende di ceramiche, mobili e tessuti. Disegna prodotti, arredi e piastrelle in ceramica.

Stefano Soave

Stefano Soave nasce a Manerbio nel 1987,dopo i primi studi di grafica pubblicitaria, frequenta il Machina Lonati Fashion and design institute a Brescia, laureandosi nel 2009 a pieni voti con il progetto NONO’ (NO sedia, NO sgabello).Successivamente il progetto viene poi richiesto pubblicato in internet e su riviste di settore riscuotendo un ottimo successo.Nel 2010 NONO’ viene prodotto e presentato dall’azienda ALMA DESIGN al Salone Internazionale del Mobile, ricevendo sabato 17/04 il premio speciale “il design dello stupore” al concorso Young and Design 2010 e successivamente il GOOG DESIGN awards 2010 indetto annualmente dal Chicago Atheneum-Museum. Attualmanete lavora a Brescia collaborando anche con lo studio di Brand design Formaindustria.

Tomita Kazuhiko

Tomita Kazuhiko si definisce un nomade che viaggia tra Est e Ovest e la storia della sua vita sostiene pienamente questo concetto. A Milano apre lo studio 2.5 – Dimensional Design lavorando con Alessandro Mendini, Ettore Sottsass e Vico Magistretti. Alcuni dei prodotti che ha disegnato sono entrati a far parte della collezione permanente del Museum of Modern Art a New York. La semplicità per lui è importante, non intesa come il minimalismo dello stile Bauhaus ma in coerenza con la teoria dello shintoismo, secondo il quale gli oggetti inanimati contengono un’energia spirituale.

Gino Levi Montalcini

Luigi Levi nasce a Milano il 21 aprile 1902 da Adamo Levi, ingegnere torinese, e da Adele Montalcini. Come le sorelle Rita, biologa e Paola, pittrice, prenderà il cognome Levi Montalcini. A Torino compie gli studi al liceo classico Massimo D’Azeglio. Molto precocemente segue corsi privati di disegno e scultura. Presso la Regia Scuola di Ingegneria di Torino si laurea nel 1925. A Torino frequenta, tra gli anni venti e trenta del novecento, una vasta cerchia di intellettuali e artisti che comprende architetti, pittori e critici d’arte. Il palazzo per uffici progettato per Gualino ha immediata eco a livello internazionale. Seguono altri importanti progetti firmati dai due architetti, ampiamente pubblicizzati e analizzati dalla critica, in particolare attraverso le pagine di Casabella e Domus.Nel periodo tra le due guerre, dopo la separazione da Pagano, trasferito a Milano, resta fedele all’orientamento moderno, anche in anni, specie dopo il 1935, di involuzione della cultura e della politica cittadina e nazionale. Tornato a Torino, a partire dal 1946 ha parte attiva nella formazione del Gruppo Giuseppe Pagano e della locale sede dell’ APAO, contribuendo alla discussione che in quegli anni ha impegnato gli architetti sui temi della ricostruzione e sui nuovi compiti dell’architettura. Gli anni ’50 lo vedono impegnato in numerosi progetti estranei all’ondata speculativa che ha caratterizzato il periodo della ricostruzione postbellica.Gino Levi-Montalcini ha anche progettato nel corso di tutta la sua attività molti arredamenti, a partire dai 67 tipi di mobili per il palazzo Gualino, agli arredi di importanti locali pubblici, come il Salone della Stampa a Torino, a negozi, tra cui il Borletti nella Galleria San Federico, a molti stand per mostre. E’ stato Presidente del Consiglio dell’Ordine degli architetti della Provincia di Torino nel biennio 1969-70 e nel 1969 è stato nominato membro dell’ Accademia di San Luca. Gino Levi-Montalcini si è spento a Torino il 29 novembre 1974.

Pier Giacomo Castiglioni

Architetto, designer e accademico, Pier Giacomo Castiglioni (Milano, 1913 – 1968) è tra le figure emblematiche del panorama artistico italiano e internazionale. Nel 1936, quando è ancora uno studente di Architettura del Politecnico di Milano, fonda con il fratello maggiore Livio, anch’egli architetto, e con il compagno di studi Luigi Caccia Dominioni, il suo primo studio in Corso di Porta Nuova. Laureatosi l’anno successivo, inizia fin da subito la sua carriera accademica, come assistente nel corso di Composizione Architettonica, per il quale ottiene la libera docenza nel 1958.La grande passione di Livio per gli apparecchi radiofonici vale allo studio la collaborazione con Phonola, per la quale i tre architetti realizzano il radio ricevitore 547. L’apparecchio, presentato alla VII Triennale di Milano nel 1940 e premiato con la medaglia d’oro, rivoluziona il design dei radio ricevitori, fino ad allora alloggiati in mobiletti di legno. La scocca in bachelite prende a modello la forma delle macchine da scrivere e dei telefoni dell’epoca, rivelando l’approccio creativo e progettuale che sarà alla base di tutta l’opera di Pier Giacomo. Un linguaggio che tende alla semplificazione delle forme e alla ricerca di soluzioni attraverso la combinazione di oggetti decontestualizzati, i cosiddetti ready-made.Nel 1938 lo studio progetta il set di posate Caccia per Alessi (1938) ancora oggi nel catalogo del marchio: lodate da Gio Ponti per il design innovativo, oggi sono esposte nella collezione permanente del MoMa di New York. Lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale segna una pausa nell’attività dello studio, che riaprirà i battenti nel 1944, con l’ingresso del fratello minore Achille, fresco di laurea in architettura, e la partenza di Caccia Dominioni. I tre fratelli lavorano assieme fino al 1952, anno in cui Livio decide di aprire il suo studio.Impegnati su diversi fronti, dalla progettazione architettonica all’allestimento di padiglioni fieristici e di esposizioni, dal restauro di edifici storici al disegno industriale, Pier Giacomo e Achille sviluppano la loro attività in perfetta simbiosi, firmando tutte le realizzazioni a quattro mani. Tra le tappe più importanti della loro fortunata parabola, vale la pena di citare le mostre Forme e colori nella casa d’oggi a Villa Olmo, Como (1957) e La casa abitata a Firenze (1965), dove i due fratelli presentano oggetti ormai entrati nella storia, come la poltrona Cubo, oggi nella collezione Meritalia di Arflex, gli sgabelli Mezzadro e Sella (Zanotta), oppure la lampada Luminator (Flos) premiata con il Compasso d’Oro nel 1955, la sedia pieghevole Tric o l’orologio Firenze per Alessi. Nel 1956 è tra i fondatori dell’ADI (Associazione per il Disegno Industriale) e del premio Compasso d’oro, vinto in diverse occasioni, nel 1960 per la sedia T12 per Palini, nel 1962 per la macchina da caffè Pitagora per Cimbali, per lo spillatore per Birra Spinamatic per Poretti nel 1964 e per la cuffia per traduzioni simultanee per Phoebus Alter (1967). Grazie all’amicizia di vecchia data con Dino Gavina, fondatore dell’azienda Flos, i due fratelli progettano lampade leggendarie come Arco, Toio, Tubino, Saliscendi, Snoopy, Splügen Bräu. Quest’ultima lampada, assieme a una serie di bicchieri e a un set di posate, agli arredi e agli spillatori, fa parte del sofisticato progetto della Birreria Splügen Bräu di Corso Europa, oggi demolita, considerata il primo esempio di locale pubblico di design. I due fratelli lavorano assieme fino alla prematura scomparsa di Pier Giacomo, nel 1968.

Tord Boontje

Tord Boontje è noto per la sua espressione di romanticismo nel design contemporaneo. Alcuni dei suoi disegni sono stravaganti e spensierati; allo stesso tempo possono essere tecnicamente innovativi e connettersi con forti emozioni. “Mi interessa creare elementi per la vita di tutti i giorni che siano eccitanti ed edificanti con cui vivere”, afferma Boontje. Con un forte interesse per la narrazione, la natura, la decorazione, i materiali e la tecnologia, il suo lavoro ha un approccio sperimentale. I risultati possono variare da decorati a minimali, dall’essere realizzati a mano all’essere realizzati da robot.Tord Boontje è originario dei Paesi Bassi e la sua formazione alla Eindhoven Design Academy e al Royal College of Art di Londra ha gettato le basi per lo Studio Tord Boontje. Fondato nel 1996, i primi progetti dello studio erano già nell’area della produzione di massa e di pezzi unici sperimentali. Da allora lo studio ha lavorato con aziende internazionali su una gamma di prodotti che include illuminazione, identità grafica, tessuti, ceramiche, installazioni site-specific e mobili. Il lavoro può essere trovato nelle principali collezioni museali come il Victoria and Albert Museum e il MoMA di New York.Questo studio estremamente creativo e prolifico risponde e guida le tendenze. L’interesse per le questioni sociali è cresciuto fino a lavorare con artigiani nei paesi in via di sviluppo e ha portato a progetti in Guatemala, Senegal, Rio de Janeiro e Colombia. Lo studio è cresciuto, si è evoluto e ha viaggiato. Hanno trascorso 5 anni nella Francia rurale prima che Boontje decidesse di tornare a Londra nel 2009 e dedicarsi all’istruzione, assumendo l’impegnativo incarico di professore e responsabile dei prodotti di design presso il Royal College of Art, posizione che ha ricoperto per 4 anni.

Didier Gomez

Interior designer, Didier Gomez conosce un grandissimo successo fin dall’inizio della sua carriera nel 1978, data in cui crea la linea di mobili, negozi e la società di consulenza ingegneristica “First Time”. Contemporaneamente assume la direzione artistica della compagnia Hogonet. Ha aperto lo studio Didier Gomez nel 1985 con un team di 15 persone costituito da architetti e interior designer, che gli permette di assumere la gestione globale di ogni progetto per armonizzare totalmente le scelte costruttive ed estetiche fino al dettaglio. La cura e il coinvolgimento portati in questa ricerca dei dettagli vanno alla realizzazione dei mobili, delle lampade, dei tessuti, dei tappeti.In ambito privato realizza le residenze di Pierre Bergé, Harrison Ford e Daniel Auteuil. Ha realizzato numerose sedi centrali, uffici, negozi e concept in tutto il mondo per: Yves Saint Laurent, Jean Paul Gaultier, Dominique Morlotti, Harel, Rodier, Mauboussin, Cartier, Rolex. Nell’architettura pesante, assunse concetti di fabbriche, edifici per uffici e alcuni progetti eccezionali come il Carrousel du Louvre di cui era responsabile della direzione artistica, o ancora, per Pierre Bergé, la sala riunioni e l’ufficio dell’Opera della Bastiglia . Il suo campo di attività continua a coprire i vari settori della creazione plastica, si dedica al design (Ligne Roset, Cinna, Artelano, Macé, Steelcase Strafor, Sentou, Conran shop)

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