Yasuhiro Shito

Yasuhiro Shito è un talentuoso designer di prodotti che vive in Italia. Collabora con una serie di importanti aziende italiane di arredamento, tra cui la prestigiosa e famosa Cattelan Italia. Grazie all’uso di curve sinuose e materiali lussuosi, i suoi prodotti sono apprezzati in tutto il mondo. Shito si concentra sulla creazione di soluzioni di seduta iconiche e abbina perfettamente il comfort allo stile.

Yaacov Kaufman

Vive in Polonia fino al 1957, poi si trasferisce in Israele. Si laurea al Bat-Yam Institute of Art, dipartimento di scultura, diventa poi professore di disegno industriale alla Bezalel Academy of Art and Design di Gerusalemme. Realizza progetti in collaborazione con Tecno, arflex, Lumina Italiana, Seccose, Porro, Edizioni Galleria Colombari ed altri. Nel 1989 gli viene assegnato il premio Sandberg Prize for Israeli Art al Israel Museum, per la ricerca e lo sviluppo nel disegno industriale. Premi di design internazionale: 1989 – Kai World Scissors and Shears Design Competition, Giappone, premio speciale. 1997 – Wood of Finland competition, premio d’onore, Finlandia.Alcuni dei suoi progetti, vengono esposti in mostre internazionali, come: mostra Neste Group al Design Center di Londra e ICSID di Amsterdam; Forum Design nel 1988 a Milano; Design et Mutations Technique du Meubles Italien a Parigi; Sitz-Avantguarde in Nordrhein-Westfalen; Forma & Funzione a Londra. Altri progetti vengono esposti nelle collezioni di musei, quali: Israel Museum a Gerusalemme e The Design Museum a Londra. Nel 1987 pubblica il libro “Chair”, a cura della Bezalel Academy for Art & Design. Lavora anche a brevetti internazionali: una serie di brevetti relativi a strutture di movimento, applicate a lampade a braccio, arredamento ed esposizioni; sedute ergonomiche; tecnologie orientate al design, come le superfici in legno composito ed altro.

Xavier Lust

Xavier Lust (Brugge, 1969) è un designer belga con una formazione da interior designer ricevuta all’Institut Saint-Luc, scuola d’arte di Bruxelles. Nella stessa città nel 1992 apre il proprio studio, avviando collaborazioni con aziende come MDF Italia (fra le prime ad aver creduto in lui), Driade, De Padova, Cerruti Baleri, Fiam, Extremis e Pianca, oltre a produrre oggetti e arredi in edizione limitata, pezzi per gallerie d’arte, architettura d’interni ed elementi di arredo urbano. Il tratto caratteristico del lavoro di Xavier Lust nasce dalla sua abilità nella lavorazione del metallo, attraverso la quale lavora al confine tra arte e design e plasma arredi scultorei come la panca Le Banc di MDF Italia: un’unica lamina di alluminio, dello spessore di soli 6 mm, curvata e verniciata, vincitrice di diversi premi e oggi parte delle collezioni permanenti di musei internazionali come la Tate Modern di Londra, il Design Museum di Gent, il Musée des Arts Décoratifs di Parigi e il MOMA di San Francisco. Naturale estensione di questo progetto è La Grande Table, tavolo indoor e outdoor di MDF Italia realizzato da un unico foglio di alluminio, curvato e verniciato, privo di giunture.Ancora l’alluminio è protagonista della sua collaborazione con Driade, da cui nasce per esempio la scultorea libreria Virgo, una struttura “in tensione” che gioca sui rapporti tra superfici concave e superfici convesse e sull’energia della corda tesa nell’arco. Nonostante la sua predilezione per i metalli, Lust non rifiuta il confronto con altri materiali: con Fiam, lavora con il vetro realizzando Graph, scrivania completamente trasparente con una base in vetro curvato e piano in vetro da 15 mm. Nella collaborazione con Pianca, la sua abilità nella sperimentazione sul metallo incontra l’esperienza dell’azienda nella lavorazione del legno: da qui nasce la famiglia di tavoli Confluence, in cui le gambe in acciaio convergono sorreggendo il piano ligneo del tavolo, disponibile nelle varianti rettangolari, tonde ed ellittiche.Tra le sue più recenti produzioni c’è Hard Whale Cabinet, un mobile contenitore in alluminio in edizione limitata dal volume fluttuante, in cui gli sportelli si aprono a pressione per rivelare interni scultorei e funzionali mentre la patina della superficie evoca il riflesso del mare sulla pelle di una balena o delle nuvole in una giornata tempestosa. Xavier Lust, il cui lavoro è stato spesso oggetto di pubblicazioni internazionali, viene spesso chiamato come relatore in workshop, convegni e lezioni da scuole e istituzioni d’arte e di design. Numerosi sono i premi e riconoscimenti conseguiti in tutto il mondo, tra questi: l’Henry van de Velde Award for Young Talent (2003), il Compasso d’Oro (2004), l’IF Award (2004), l’Elle Decoration International Award (2008), il premio Dino Gavina (2009).

Terry Dwan

Nata a Santa Monica, California, Terry Dwan si è formata in Ingegneria Strutturale e Architettura presso la Rice University di Houston e in Belle Arti presso la SACI di Firenze, per poi conseguire il Master in Architettura nel 1984 presso la Yale University. Dopo una borsa di studio Fulbright a Roma, nel 1986 diventa partner dello Studio Citterio Dwan e, nel 1991, apre il proprio studio a Milano. Dal 1997 al 2004 ha insegnato architettura e tenuto conferenze in tutto il mondo, da New Haven a Bogotá. Il suo studio ha vinto premi e concorsi internazionali per la progettazione architettonica e, dopo aver ottenuto la licenza come architetto sia negli Stati Uniti che in Italia, nel 1996 ha iniziato a lavorare come designer di prodotto, collaborando con aziende come Sawaya, Moroni, Electrolux e San Lorenzo. Dal 2004 è Art Director dell’azienda Riva 1920. Alcune sue opere sono esposte nella collezione permanente del Design Museum alla Triennale di Milano.

Christophe de la Fontaine

Christophe de la Fontaine è cofondatore e proprietario di Dante – Goods and Bads, GmbH un marchio tedesco di mobili e accessori per la casa con una reputazione internazionale, insieme alla sua compagna, l’artista contemporanea Aylin Langreuter. Iniziando la sua formazione con un diploma di scultore presso LTAM in Lussemburgo, ha completato i suoi studi con una laurea in disegno industriale, insegnata da Richard Sapper, di Abk-Stuttgart. Dopo un viaggio presso lo studio di ricerca di design di prodotto Thus – consulente di design di prodotto e Piero Lissoni Associati a Milano, ha diretto il dipartimento di design presso lo studio di Patricia Urquiola fno al 2010.Lavora in modo indipendente come product designer da quando ha ricevuto numerosi premi internazionali, tra cui il red dot award, il Good Design award e l’iF GOLD DESIGN AWARD, mentre è stato inserito dalla rivista Wallpaper* tra i 100 migliori designer del mondo nel 2015. Dal 2018 è professore di design industriale presso l’Accademia statale di belle arti di Stoccarda.

Toshiyuki Kita

Toshiyuki Kita, classe 1942, è un designer di origini giapponesi formatosi tra Milano e Osaka; in Giappone consegue il diploma in Design Industriale nel 1964 al Narita College e inizia la sua carriera in un’azienda specializzata nella lavorazione dell’alluminio. Nel 1967 apre uno studio nella propria città natale, dedicandosi alla ricerca di prodotti lifestyle e di artigianato tradizionale. Collabora con l’Italia fin dagli esordi, in qualità di designer ambientale e industriale, per aziende come Bernini e Bilumen; nel 1967 progetta per Moroso la poltrona Saruyama, da cui nascerà la collezione Saruyama Island. Nel 1966 con Branzi, Corretti e Morozzi fonda a Firenze lo studio di architettura radicale Archiom Associati, che conclude la sua attività nel 1972. Dal 1969 opera a Milano con il proprio studio in Corso Garibaldi.Molti dei suoi lavori fanno parte delle collezioni permanenti di musei internazionali come il MoMA di New York, il Centre Georges Pompidou di Parigi, la Pinakothek der Moderne di Monaco e il Museum für Kunst und Gewerbe di Amburgo. Ha creato numerosi prodotti per brand sia europei sia giapponesi, spaziando dal settore degli arredi alle TV LCD, passando per i robot (celebre il robot per Mitsubishi Electric), dagli accessori domestici agli elettrodomestici. Tra le sue creazioni più note ci sono la Wink Chair (1981) e il Kick Table (1984) entrambi realizzati con Cassina e la Multilingual Chair (Kotobuki Corporation, 1991), usata per il padiglione Giapponese all’Esposizione Internazionale di Siviglia.Numerose sono anche le esposizioni a lui dedicate: oltre alle personali di Barcellona, Vienna, Helsinki e Singapore, nel 2009, in occasione del Salone del Mobile di Milano, viene presentata la mostra “Kita. Future Delight”, mentre nel 2010 si tiene “Kita. Timeless Future” presso la Triennale di Milano. La più recente è “Il lusso Della Natura” tenutasi presso la Chiesa di San Domenico ad Alba, in Piemonte, all’interno della programmazione di eventi di accompagnamento all’Expo 2015 di Milano. Durante il Fuori Salone di Milano nel 2006, 2008 e 2009, Toshiyuki Kita ha coordinato la mostra, organizzata da JIDP (Japan Institute of Design Promotion), che raccoglieva le migliori opere di design giapponese selezionate dal prestigioso G-Mark Award. Il Salone del Mobile di Milano ha visto spesso Kita protagonista di diverse esibizioni, con opere nate dall’incontro fra materiali naturali modellati secondo l’antica tradizione artigianale giapponese e le nuove tecnologie ecocompatibili. Inoltre, nel 2010 Kita ha ricoperto il ruolo di Direttore Creativo del padiglione dedicato al design industriale giapponese per l’Expo di Shanghai.Nella sua carriera ha dato il suo contributo come consulente governativo per Singapore, Thailandia e Cina seguendo i progetti di rivitalizzazione nelle arti e nel design dei rispettivi paesi. Nel 1985 tiene un corso presso l’Università di Washington; nel 1993 è visiting professor presso l’Università di Arti Applicate di Vienna; dal 2004 è professore presso l’Università di Arti di Osaka con il ruolo di Responsabile del Design e visiting professor all’Accademia Centrale Cinese di Belle Arti. Negli ultimi anni si è maggiormente dedicato all’educazione e all’insegnamento tenendo e partecipando a seminari e workshop non solo in Giappone, ma anche in Europa e nel resto dell’Asia. Prosegue con dedizione lo studio delle arti tradizionali, come la lavorazione della lacca (Urushi) e della carta (Washi), e di altre industrie locali giapponesi. È anche ideatore e promotore della fiera internazionale di Living&Design RENOVETTA in Giappone.Tra le sue pubblicazioni si ricordano: “Power of Design” (Nikkei Publishing Inc., 2007), “Local Industry + Design” (Gakugei Shuppan-Sha, 2009) e “Venture for Design 1969 – Why I Went to Italy to Design” (Gakugei Shuppan -Sha, 2012). Il suo DVD “Made with Heart and Soul”, documentario di venti minuti sui quarant’anni di collaborazione di Kita con varie arti e artigianato tradizionali giapponesi locali, è stato insignito del Gold Prize of World Media Festival (Pubbliche Relazioni/Cultura) ad Amburgo, in Germania, nel 2012.Ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali tra cui nel 1975 il Japan Interior Designers Association Award; nel 1983 il Product Design Award dall’Institute of Business Designers and Contract Magazine negli Stati Uniti; il Delta de Oro della Spagna nel 1990; e nel 2011 ha ricevuto il Compasso d’Oro alla carriera, vantando non solo di essere uno dei pochi designer non italiani a vincere, ma anche di esser stato nel 2016 lui stesso membro della Giuria del prestigioso premio. Dal 2006 al 2008 ha fatto parte anche della giuria del Red Star Design Award in Cina. Nel 2017 gli viene conferito il titolo di Commendatore della Repubblica Italiana e nel 2018 riceve l’Intellectual Property Achievement Awards dall’Ufficio brevetti giapponese.

Willie Landels

Nato a Venezia nel 1928, da padre scozzese e madre italiana, ha passato la sua infanzia e giovinezza sul lago di Como. Nel 1946 frequenta per alcuni mesi il Liceo Artistico in Brera a Milano. Dal 1947 al 1948 frequenta il Teatro alla Scala di Milano come allievo scenografo. Nel 1947 allestisce una mostra personale di collages surrealisti alla Biblioteca Vinciana di Milano. Nel 1950 si trasferisce a Londra. Nel 1951 riceve l’incarico di eseguire una scultura mobile e un murale fotografico per l’esposizione “Industrial Power” in Glasgow, per il Festival of Britain. Dal 1951 al 1965 è Art Director presso la J.W. Thompson e dal 1965 al 1968 presso la rivista Queen. Nel 1970 fonda la rivista “Harpers & Queen” e sino al 1985 riveste il ruolo di direttore responsabile e di art director. Dal 1985 si dedica alla pittura e al design grafico e di mobili. Molto frequenti le mostre a lui dedicate.

Liisi Beckmann

Nata in Karelia (Finlandia) nel 1924, frequenta l’Istituto d’Arte industriale a Helsinki (allieva di Tapio Wirkkala e Ilmari Tapiovaara), un corso di grafica pubblicitaria in Germania, corsi di disegno all’Accademia di Brera a Milano. Partecipa a numerose mostre collettive ed i suoi oggetti di design sono stati esposti al Museum of Modern Art di New York. Scompare nel 2004.

Mark Robson

Alexander Taylor

Fondando il proprio studio nel 2002, Alexander ha sviluppato mobili e illuminazione per alcuni dei principali produttori di design europei come Zanotta, Established & Sons e ClassiCon, nonché per produttori come Thorsten van Elten, E&Y e Hitch Mylius. Alexander ha anche lavorato su commissioni private, in particolare per Alexander McQueen. Nel 2004 l’appendiabiti “Antlers” ha vinto il premio “Accessorio per la casa dell’anno” di Elle Decoration. L’anno successivo Alexander ha vinto il premio Elle Decoration come “Young Designer of the Year” e “Best in Lighting” per la famiglia di lampade “Fold”.Alla fine del 2006 è stato annunciato che il Museum of Modern Art di New York ha acquisito la lampada “Fold” per la collezione permanente insieme al Chicago Institute of Design. Mentre il tavolo “Butterfly” per Zanotta ha ricevuto il Chicago Athenaeum Museum: Good Design Award. Alexander ha prodotto nuovi lavori per la rinomata e rispettata galleria di design, David Gill Galleries, lanciando nuovi lavori nel 2010/11 Design Art Miami/Basel. Pur continuando a lavorare su progetti entusiasmanti dal suo studio a Londra, Alexander è stato invitato a tenere seminari e conferenze sia nel Regno Unito che a livello internazionale all’interno delle istituzioni di design più rispettate del mondo. Alexander attualmente fa consulenza per il marchio sportivo Adidas, lavorando direttamente con la divisione design delle prestazioni.

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