Victor Carrasco

Nato a Valencia (Spagna) nel 1974, Victor Carrasco inizia la sua carriera professionale dopo essersi laureato con lode in Ingegneria del Disegno Industriale presso l’Università Politecnica di Valencia. Distante da mode e facili tendenze, si occupa della creazione, sviluppo e posizionamento di marchi internazionali, grazie alla sua passione per la sintesi, l’equilibrio, la differenziazione, lo sviluppo sostenibile e la previsione pragmatica dei trend futuri. Fondatore e Direttore Strategico di Viccccarbe, dal 2007 è anche consulente per la multinazionale americana STEELCASE e collabora con numerosi rinomati brand. E’ stato insignito di premi prestigiosi come il Príncipe Felipe Award per Entrepreneurial Excellence, il German Design Award, l’IF Design Award e l’Iconic Awards 2022 per la categoria Best of Best Innovative Material.

Veronica Balutto

Verner Panton

Architetto e designer visionario e innovativo, Verner Panton ha contribuito a scardinare i canoni del design scandinavo a partire dagli anni ’60. Nato nel 1926 a Brahesborg-Gamtofte sull’isola di Fünen, in Danimarca, si laurea in architettura all’Accademia Reale delle Arti di Copenhagen nel 1951. Inizia la sua carriera lavorando per l’affermato architetto Arne Jacobsen, ma la sua natura irrequieta lo spinge a viaggiare attraverso l’Europa, in un furgone trasformato in studio mobile. Tornato in Danimarca, nel 1958, Panton mette a frutto l’esperienza maturata durante il suo viaggio con il progetto di rinnovamento del ristorante Kom-igen, gestito dai suoi genitori. L’uso di colori vivaci, con la predominanza del rosso, la suddivisione della sala principale attraverso un sistema di pannelli pensili realizzati con un tessuto a motivi geometrici, e la creazione della seduta Cone, dalla futuristica e scultorea forma a cono, fecero scalpore, in un contesto allora dominato da un’estetica minimalista, fatta di materiali naturali e colori chiari. Il progetto suscitò l’interesse dell’azienda danese Plus-Linje, che mise in produzione la Cone Chair, realizzata in 5 tonalità di rosso, cui si aggiunsero la Wire Cone Chair, con struttura in acciaio, la Heart Cone Chair, lo sgabello Cone Footstool e il tavolo Cone Table.Come spesso accade ai precursori di un nuovo stile, Panton faticò ad affermarsi nel settore, almeno fino a quando la rivista danese di arredamento Mobilia non pubblicò le sue creazioni, nel 1961, anno che segna una svolta nella carriera del designer. Nel 1967 viene realizzata la celebre S Chair, meglio conosciuta come Panton Chair, con l’innovativa tecnica di stampaggio ad iniezione in un unico pezzo, una sedia-scultura che Panton aveva ideato già alla fine degli anni ’50, ma all’epoca tecnicamente irrealizzabile. Il linguaggio di Verner Panton si distingue per un uso spregiudicato del colore, per le atmosfere psichedeliche e le forme fluide e scultoree. Manifesto della sua visione ottimistica del futuro, nel quale il buon design è accessibile a tutti, resta la mostra Visiona 2, organizzata dalla Bayer in occasione della Fiera del Mobile di Colonia del 1970.Lungo la sua carriera, Verner Panton ha collaborato con diversi marchi di design, come Vitra, Fritz Hansen, Ikea, Swatch, per i quali ha creato installazioni e oggetti di design straordinari come le Flying Chair e le lampade della serie Fun per Verpan o la serie di lampade Panthella per Louis Poulsen. Panton è stato impegnato anche in progetti architettonici, tra i quali possiamo citare alcune aree della sede di Amburgo dello Spiegelverlagshaus (1969), gli uffici della Gruner & Jahr, sempre ad Amburgo (1974), e gli uffici della Erco a Londra (1997). Numerosi anche i premi e i riconoscimenti ricevuti, tra cui l’International Design Award nel 1963 e la Croce di Cavaliere dell’Ordine di Dannebrog, conferitogli dalla regina di Danimarca nel 1998, anno della sua morte.

Valerio Cometti

Valerio Cometti, classe 1975, si laurea in Ingegneria Meccanica al Politecnico di Milano e nel 2005 rientra dall’Australia per fondare “Valerio Cometti+V12 Design”. In brevissimo tempo, unendo la sensibilità del designer e la visione dell’ingegnere, Cometti intraprende collaborazioni prestigiose: nel 2006 viene scelto per curare il rilancio di Brionvega. Da lì a poco, si avvia una stagione di intensa collaborazione con FDV Group, dalla quale nascono importanti lampade quali Katana e Bow.Nel 2008, Valerio Cometti, raccoglie l’eredità di Castiglioni, Bonetto e Sottsass, diventando il designer delle più famose macchine per il caffè del mondo: LaCimbali e Faema. Nel 2010 iniziano le fertili collaborazioni nel mondo dell’arredo di pregio al fianco dello storico marchio Riva1920 e nel mondo dell’outdoor assieme a Corradi SpA. Nel 2011, Mediaset assegna a Valerio Cometti la guida stilistica dell’ambizioso progetto il cui lancio è previsto per il 2013.Nel 2011, con il ruolo di Direttore Creativo, Valerio Cometti lancia sul mercato il marchio FEB31st: innovativo marchio dell’eyewear di lusso, rivelazione di questi ultimi mesi. Nel 2012, proseguono le importanti collaborazioni, con importanti lanci durante il Salone del Mobile, come la partecipazione al nobile progetto “Barrique-La terza vita del legno” promosso dalla Comunità di SanPatrignano. Dal 2009, Valerio Cometti è columnist di car design per Mondadori.

Valentina Fontana

Umberto Asnago

Umberto Asnago, classe 1949, è un designer italiano contemporaneo. Nato a Barlassina, nel cuore del distretto del mobile in Brianza, apprende fin da giovanissimo i segreti della lavorazione del legno, praticando nelle falegnamerie locali. Si diploma all’istituto d’Arte di Cantù nel 1968 ed entra nell’azienda produttrice di mobili Giorgetti di Meda, che vanta una tradizione famigliare risalente al 1898. Curioso e portato alla sperimentazione, diviene presto responsabile del Centro Ricerche Giorgetti Design. Negli anni ’70 l’azienda avvia un processo di industrializzazione e di innovazione che la porta ad espandere il mercato nazionale ed estero. Nel 1987 il Centro Ricerche Giorgetti Design firma la collezione Progetti, una serie di divani e poltrone caratterizzate da un particolare bracciolo in legno, che proietta l’azienda nel novero delle aziende ambasciatrici del made in Italy nel mondo.Nel 2017 Umberto Asnago realizzerà la serie limitata Pure Armchair in occasione della celebrazione del trentesimo compleanno della collezione Progetti. Ma nel frattempo il designer ha lasciato l’azienda che è stata la sua casa per tanti anni, per iniziare la sua carriera di designer indipendente. Siamo nel 2006 e ormai molti mobilifici della Brianza ricorrono alle competenze dei designer per consolidare il loro marchio. E’ il caso dei Fratelli Orsenigo, per i quali Umberto Asnago realizza una serie di tavoli e sedute in acciaio, vetro, pelle e legno massello, o di Frigerio salotti, che gli commissionano tavoli e poltrone in legno e cuoio, oppure de I 4 Mariani, che hanno a catalogo poltrone imbottite, tavoli e madie firmate dal designer.Con il tempo e con l’esperienza Asnago costruisce una personale cifra stilistica, che si allontana dagli spunti postmoderni dei lavori realizzati nei primi anni per Giorgetti. I suoi arredi coniugano eleganza e rigore formale, lasciando ai materiali di pregio, prediletti dal designer, il ruolo di protagonista. A partire dal legno massello, primo amore di gioventù mai abbandonato dal designer, e da altri materiali nobili come la pelle, l’acciaio e il vetro, cui si aggiungono di recente suggestioni in marmo e in grès porcellanato. Il suo lavoro si allarga ad altre aziende, tra le quali possiamo citare Busnelli, Medea, Porada e Penta Light, di cui diviene art director. Nel 2007 disegna il divano Naviglio per Arflex, seguito dal divano Carpe Diem per Busnelli (2013), dalla scrivania direzionale in noce Flavio per Porada (2014) e l’iconica collezione di lampade MoM per Penta Light (2016). Nel frattempo Asnago ha rinnovato la collaborazione con Giorgetti, nel 2011, dando vita a numerosi arredi e collezioni dal mood elegante e raffinato, tra i quali possiamo citare il tavolo Desigual, le poltrone Mobius, la poltrona Janet, lo scrittoio Corum e il letto Hypnos.

Tomoko Mizu

Tomoko Mizu nasce a Tokyo. Nel 1988 ottiene, presso la Domus Academy di Milano, il Master in Industrial Design conseguito con l’Arch. Anna Castelli Ferrieri. Nel 1994 fonda a Milano il suo studio. Attualmente vive e lavora a Crema. Si occupa di product design e consulenza strategica d’immagine aziendale, in particolare per la progettazione e la comunicazione di prodotto nei settori dell’arredamento e dell’alimentazione. Il suo metodo di lavoro si basa su un‘attenta osservazione dei gesti umani e sulla ricerca accurata nell’uso dei materiali. I suoi progetti trasmettono rilassatezza, poesia, naturalità sia nell’uso del prodotti stessi che per il loro aspetto finale.Da alcuni anni collabora frequentemente con artigiani italiani coinvolgendoli in progetti legati al mondo del design. Ha partecipato alla Biennale dell’Artigianato Sardo 2009, insignita del “Premio Compasso d’Oro 2011”. Nel 2010 i vasi disegnati per Cappellini sono entrati nella collezione permanente del Museo M.A.G.M.A. di Roccamonfina (CE). I suoi lavori sono stati presentati in numerose mostre e pubblicati su riviste e siti web italiani e internazionali.

Tokujin Yoshioka

Tokujin Yoshioka nasce a Saga, in Giappone, nel 1967 e si diploma nel 1988 a Tokyo presso la Kuwasawa Design School. Subito dopo avvia importanti collaborazioni con personalità del calibro di Shiro Kuramata e di Issey Miyake per poi fondare nel 2000 il proprio studio, Tokujin Yoshioka Inc., con sede a Tokyo. Avvia così l’attività di progettista e creativo nei campi del design, dell’architettura, degli allestimenti e dell’arte. Il lavoro di Tokujin Yoshioka è segnato da un approccio poetico e sperimentale che trova ispirazione nella cultura giapponese e nei temi legati alla natura. Le sue opere si definiscono spesso nell’utilizzo di materiali trasparenti e riflettenti che si completano con la luce e con l’interazione con lo spazio. Si tratta di opere che trascendono il concetto di forma e che nascono da un’attenta ricerca estetica e tecnologica. Da questa premessa nascono progetti come la Transparent Japanese House (2002) poi concretizzato nel 2015 con la realizzazione della Kou-an Glass teahouse, piccolo padiglione interamente vetrato ispirato alla cultura della cerimonia del tè e installato presso il tempio di Shogunzuka a Kyoto. Analogamente progetta nel 2013 Rainbow Church, installazione sensoriale presentata al Museum of Contemporary Art di Tokyo. Il vetro è un materiale ricorrente nel lavoro di Yoshioka come dimostra la serie di panchine Water Block del 2002 o la collezione di arredi prodotti da Glas Italia come la sedia con braccioli Prism Glass Chair, l’armadio Prism Glass, il paravento Prism Partition e il tavolino Prism Mirror Table e poi ancora sempre per Glas Italia i tavolini Luminous e Fountain.Tokujin Yoshioka vanta collaborazioni prestigiose (ad esempio con BMW, Cartier, Driade, Hermès, Louis Vuitton, Lexus, Kartell, Moroso, Swarovski) che hanno portato alla realizzazione di oggetti di design e di opere d’arte che oggi sono conservate nelle collezioni permanenti di musei di tutto il mondo, tra questi si ricordano: il MoMA di New York, il Centre Pompidou e il Musée d’Orsay di Parigi, il Victoria and Albert Museum di Londra, il Vitra Design Museum, il Montreal Museum of Modern Art. Tra le numerose collaborazioni si segnalano i lavori realizzati con Desalto (come i tavolini esagonali Hexagon nelle varianti in marmo e acciaio con cristallo e la linea di tavoli Element) e con Moroso (tra cui Moon, poltroncina in polietilene con laccatura metallizzata e Panna Chair poltrona sfoderabile in tessuto). Con Mutina, nel cui team entra a far parte nel 2010, disegna Phenomenon una ricca collezione di rivestimenti in gres porcellanato dal formato inedito che rievocano texture di materiali naturali.Sono molti e importanti i riconoscimenti ricevuti in carriera da Tokujin Yoshioka, tra i più significativi: Design Miami – Designer of Year nel 2007, Wallpaper Design Awards Best furniture designer nel 2008, l’Elle Deco International Design Award – Designer of Year nel 2009 e nel 2016, Maison & Objet – Creator of the Year 2012. Nel 2019 disegna la torcia olimpica per i Giochi olimpici di Tokyo 2022. All’opera di Tokujin Yoshioka sono dedicate diverse pubblicazioni, tra queste si segnalano le monografie di Phaidon (2006) e di Rizzoli (2010); il Newsweek magazine lo ha indicato tra le cento personalità giapponesi più stimate al mondo.

Andrea Brugnera

Todd Bracher

Nato a New York nel 1974 e laureatosi al Pratt Institute di Brooklyn, Todd Bracher ha conseguito un Master in Interior Design e Furniture presso la Danmarks Designskole di Copenhagen. Tra i suoi primi successi c’è la nomina a New Designer of the Year nel 2008 in occasione della International Contemporary Furniture Fair di New York. La sua carriera professionale lo ha portato in giro per il mondo: è stato direttore dello studio di design di Tom Dixon nel Regno Unito, professore di design presso la Scuola d’Arte e Design ESAD in Francia e direttore creativo dell’azienda scandinava Georg Jensen.Todd Bracher è il fondatore di Bracher Studio, specializzato nella progettazione strategica di prodotti e nella direzione creativa. Fondato nel 1999 e con sede a New York, lo studio si avvale dell’esperienza internazionale di oltre vent’anni del suo team a Copenaghen, Milano, Londra e Parigi. Lo studio ha ricevuto numerosi premi, come il Best of the Best di RedDot e quelli assegnati dalla rivista Interior Design, oltre al NeoCon Gold in diverse occasioni. Todd Bracher è stato anche riconosciuto come uno dei 100 migliori influencer del design globale dalla rivista Wallpaper*.

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