Tarcisio Colzani

Falegname e designer autodidatta, Tarcisio Colzani ha sviluppato la sua esperienza nel settore dopo aver lasciato il Liceo Artistico di Brera nel 1967. Iniziando la sua attività professionale nello studio tecnico di un’azienda di mobili, ha maturato una profonda conoscenza dei materiali e delle tecniche di lavorazione. Le sue capacità e conoscenze come designer di mobili hanno portato Colzani a lavorare in modo indipendente per numerose aziende leader nel settore del mobile tra cui Besana, Confalonieri e Seven, così come il suo rapporto di lunga data con Porada.

Şule Koç

Massimo Dei

Stefano Sandonà

Dialogo tra lingue e culture diverse. Le creazioni di Stefano Sandonà sono il prodotto degli elementi della cultura contemporanea: il grafismo, il mondo digitale, il movimento continuo. Ispirazione tratta da viaggi, architettura e paesaggi. Nato nel 1974, dopo aver intrapreso una formazione artistica, dal 1996 collabora con studi professionali di design e diverse aziende specializzate in sedie, sgabelli, tavoli e altre tipologie di sedute di sistema per la casa, l’ufficio e il settore contract.Realizza prodotti elaborati e dinamici economicamente compatibili con il cliente e il mercato, e lavora in collaborazione con alcune aziende che sono in grado di portare il progetto dall’idea alla produzione, con un alto livello qualitativo. Nel 2006 fonda STEFANO SANDONA’ DESIGN. Le sue attività spaziano dal design industriale alla consulenza e produzione di prodotto, con particolare attenzione al mobile. In pochi anni ha ricevuto numerosi riconoscimenti e le sue opere sono presenti in musei e mostre.

Stefano Giovannoni

Ligure di origini (La Spezia, 1954) e milanese di adozione, Stefano Giovannoni si laurea alla Facoltà di Architettura di Firenze nel 1978, università in cui insegna e fa ricerca fino al 1991. Prosegue la sua attività didattica alla Domus Academy di Milano, all’Università del Progetto di Reggio Emilia e alla Facoltà di Architettura dell’Università di Genova dove per alcuni anni tiene il corso di Disegno Industriale. Importanti sono gli incontri, a metà degli anni ’80, con Andrea Branzi, Alessandro Mendini ed Ettore Sottsass, frequentazioni che influenzano fortemente il suo approccio al mondo del progetto gettando solide basi culturali. È così che nel 1989 si afferma come designer industriale realizzando per Alessi, in collaborazione con Guido Venturini, il vassoio in acciaio Girotondo, prodotto di successo e primo di una fortunata serie di oggetti che hanno venduto oltre sette milioni di pezzi in tutto il mondo.Inizia così il fertile sodalizio con l’azienda Alessi che vede Stefano Giovannoni firmare best seller come le pentole Mami e diversi prodotti in plastica. Nascono oggetti provocatori, ludici e ironici come il servizio per sale e pepe Lilliput, il Portauovo Cico, lo scopino da bagno Merdolino, il Portarotolo da cucina Bunny e Carrot, il portastuzzicadenti Magic Bunny, la fruttiera Fruit Mama. Nel 1996 disegna per Magis lo sgabello Bombo, divenuto un’icona del design che abbina plastica e acciaio cromato, e che coniuga estetica, funzionalità e versatilità. Sono numerose le collaborazioni avviate da Giovannoni con alcune tra le principali aziende del design, come Bisazza, Elica, Ghidini 1961, Moooi e con marchi come 3M, Nestlé, Fiat, Lavazza, Nissan, Samsung. Progetti e prodotti che lo hanno portato al conseguimento di numerosi premi e riconoscimenti: il Design Plus di Francoforte, 100% Design di Londra, l’Interior Design magazine’s Best of Year 2012 di New York e il Wallpaper magazine Design Awards 2013 di Londra.All’attività di designer affianca quella di architetto: nel 1985 viene incaricato da Alessandro Guerriero di progettare alcuni allestimenti in Giappone per conto di Alchimia; è del 1991 il progetto del padiglione italiano per la mostra “Les Capitales Européennes du nouveau design” al Centre Georges Pompidou di Parigi; seguono poi negli anni diversi allestimenti per importanti mostre e istituzioni come La Biennale di Venezia e la Triennale di Milano. Nel 2016 fonda, con il fratello Paolo, Qeeboo, brand italiano specializzato nella produzione di arredi, lampade, mobili e oggetti di design dallo stile ironico e giocoso. Nel catalogo in continua espansione si trovano prodotti e oggetti di successo come la sedia Rabbit, la lampada Kong e il portaombrelli Killer.

Stefano Gallizioli

Nato a Bergamo nel 1964, Stefano Gallizioli si è laureato in Disegno Industriale al Politecnico di Milano, dopo aver studiato all’Istituto d’Arte di Trento. Dal 1987 al 1997 ha lavorato presso Antonio Citterio and Partners a Milano. Ha aperto il proprio studio a Milano nel 1997, continuando il suo lavoro su Product Design e Interiors e ha disegnato mobili per molte aziende come Alivar, Arflex, Bpa International, Effeti, Estel, Fasem, Frighetto, Jesse, Malofancon, Tisettanta e Toncelli.Nel 2001 Gallizioli ha avuto un importante coinvolgimento nella creazione dell’azienda di mobili per esterni Coro, disegnando la sua prima grande collezione di mobili e successivamente con nuovi prodotti. Ha fondato Ang42 nel 2003 insieme alla partner Francesca Simen, occupandosi di Interiors e lavorando a diversi progetti residenziali e commerciali, sia in patria che all’estero. Nel 2006 hanno aperto una filiale del loro studio a Dublino, occupandosi di progetti residenziali e di uffici, tra cui il completamento nel 2009 dei nuovi uffici della sede di Dublino di una grande multinazionale.

Verner Panton

Architetto e designer visionario e innovativo, Verner Panton ha contribuito a scardinare i canoni del design scandinavo a partire dagli anni ’60. Nato nel 1926 a Brahesborg-Gamtofte sull’isola di Fünen, in Danimarca, si laurea in architettura all’Accademia Reale delle Arti di Copenhagen nel 1951. Inizia la sua carriera lavorando per l’affermato architetto Arne Jacobsen, ma la sua natura irrequieta lo spinge a viaggiare attraverso l’Europa, in un furgone trasformato in studio mobile. Tornato in Danimarca, nel 1958, Panton mette a frutto l’esperienza maturata durante il suo viaggio con il progetto di rinnovamento del ristorante Kom-igen, gestito dai suoi genitori. L’uso di colori vivaci, con la predominanza del rosso, la suddivisione della sala principale attraverso un sistema di pannelli pensili realizzati con un tessuto a motivi geometrici, e la creazione della seduta Cone, dalla futuristica e scultorea forma a cono, fecero scalpore, in un contesto allora dominato da un’estetica minimalista, fatta di materiali naturali e colori chiari. Il progetto suscitò l’interesse dell’azienda danese Plus-Linje, che mise in produzione la Cone Chair, realizzata in 5 tonalità di rosso, cui si aggiunsero la Wire Cone Chair, con struttura in acciaio, la Heart Cone Chair, lo sgabello Cone Footstool e il tavolo Cone Table.Come spesso accade ai precursori di un nuovo stile, Panton faticò ad affermarsi nel settore, almeno fino a quando la rivista danese di arredamento Mobilia non pubblicò le sue creazioni, nel 1961, anno che segna una svolta nella carriera del designer. Nel 1967 viene realizzata la celebre S Chair, meglio conosciuta come Panton Chair, con l’innovativa tecnica di stampaggio ad iniezione in un unico pezzo, una sedia-scultura che Panton aveva ideato già alla fine degli anni ’50, ma all’epoca tecnicamente irrealizzabile. Il linguaggio di Verner Panton si distingue per un uso spregiudicato del colore, per le atmosfere psichedeliche e le forme fluide e scultoree. Manifesto della sua visione ottimistica del futuro, nel quale il buon design è accessibile a tutti, resta la mostra Visiona 2, organizzata dalla Bayer in occasione della Fiera del Mobile di Colonia del 1970.Lungo la sua carriera, Verner Panton ha collaborato con diversi marchi di design, come Vitra, Fritz Hansen, Ikea, Swatch, per i quali ha creato installazioni e oggetti di design straordinari come le Flying Chair e le lampade della serie Fun per Verpan o la serie di lampade Panthella per Louis Poulsen. Panton è stato impegnato anche in progetti architettonici, tra i quali possiamo citare alcune aree della sede di Amburgo dello Spiegelverlagshaus (1969), gli uffici della Gruner & Jahr, sempre ad Amburgo (1974), e gli uffici della Erco a Londra (1997). Numerosi anche i premi e i riconoscimenti ricevuti, tra cui l’International Design Award nel 1963 e la Croce di Cavaliere dell’Ordine di Dannebrog, conferitogli dalla regina di Danimarca nel 1998, anno della sua morte.

Valerio Cometti

Valerio Cometti, classe 1975, si laurea in Ingegneria Meccanica al Politecnico di Milano e nel 2005 rientra dall’Australia per fondare “Valerio Cometti+V12 Design”. In brevissimo tempo, unendo la sensibilità del designer e la visione dell’ingegnere, Cometti intraprende collaborazioni prestigiose: nel 2006 viene scelto per curare il rilancio di Brionvega. Da lì a poco, si avvia una stagione di intensa collaborazione con FDV Group, dalla quale nascono importanti lampade quali Katana e Bow.Nel 2008, Valerio Cometti, raccoglie l’eredità di Castiglioni, Bonetto e Sottsass, diventando il designer delle più famose macchine per il caffè del mondo: LaCimbali e Faema. Nel 2010 iniziano le fertili collaborazioni nel mondo dell’arredo di pregio al fianco dello storico marchio Riva1920 e nel mondo dell’outdoor assieme a Corradi SpA. Nel 2011, Mediaset assegna a Valerio Cometti la guida stilistica dell’ambizioso progetto il cui lancio è previsto per il 2013.Nel 2011, con il ruolo di Direttore Creativo, Valerio Cometti lancia sul mercato il marchio FEB31st: innovativo marchio dell’eyewear di lusso, rivelazione di questi ultimi mesi. Nel 2012, proseguono le importanti collaborazioni, con importanti lanci durante il Salone del Mobile, come la partecipazione al nobile progetto “Barrique-La terza vita del legno” promosso dalla Comunità di SanPatrignano. Dal 2009, Valerio Cometti è columnist di car design per Mondadori.

Valentina Fontana

Umberto Asnago

Umberto Asnago, classe 1949, è un designer italiano contemporaneo. Nato a Barlassina, nel cuore del distretto del mobile in Brianza, apprende fin da giovanissimo i segreti della lavorazione del legno, praticando nelle falegnamerie locali. Si diploma all’istituto d’Arte di Cantù nel 1968 ed entra nell’azienda produttrice di mobili Giorgetti di Meda, che vanta una tradizione famigliare risalente al 1898. Curioso e portato alla sperimentazione, diviene presto responsabile del Centro Ricerche Giorgetti Design. Negli anni ’70 l’azienda avvia un processo di industrializzazione e di innovazione che la porta ad espandere il mercato nazionale ed estero. Nel 1987 il Centro Ricerche Giorgetti Design firma la collezione Progetti, una serie di divani e poltrone caratterizzate da un particolare bracciolo in legno, che proietta l’azienda nel novero delle aziende ambasciatrici del made in Italy nel mondo.Nel 2017 Umberto Asnago realizzerà la serie limitata Pure Armchair in occasione della celebrazione del trentesimo compleanno della collezione Progetti. Ma nel frattempo il designer ha lasciato l’azienda che è stata la sua casa per tanti anni, per iniziare la sua carriera di designer indipendente. Siamo nel 2006 e ormai molti mobilifici della Brianza ricorrono alle competenze dei designer per consolidare il loro marchio. E’ il caso dei Fratelli Orsenigo, per i quali Umberto Asnago realizza una serie di tavoli e sedute in acciaio, vetro, pelle e legno massello, o di Frigerio salotti, che gli commissionano tavoli e poltrone in legno e cuoio, oppure de I 4 Mariani, che hanno a catalogo poltrone imbottite, tavoli e madie firmate dal designer.Con il tempo e con l’esperienza Asnago costruisce una personale cifra stilistica, che si allontana dagli spunti postmoderni dei lavori realizzati nei primi anni per Giorgetti. I suoi arredi coniugano eleganza e rigore formale, lasciando ai materiali di pregio, prediletti dal designer, il ruolo di protagonista. A partire dal legno massello, primo amore di gioventù mai abbandonato dal designer, e da altri materiali nobili come la pelle, l’acciaio e il vetro, cui si aggiungono di recente suggestioni in marmo e in grès porcellanato. Il suo lavoro si allarga ad altre aziende, tra le quali possiamo citare Busnelli, Medea, Porada e Penta Light, di cui diviene art director. Nel 2007 disegna il divano Naviglio per Arflex, seguito dal divano Carpe Diem per Busnelli (2013), dalla scrivania direzionale in noce Flavio per Porada (2014) e l’iconica collezione di lampade MoM per Penta Light (2016). Nel frattempo Asnago ha rinnovato la collaborazione con Giorgetti, nel 2011, dando vita a numerosi arredi e collezioni dal mood elegante e raffinato, tra i quali possiamo citare il tavolo Desigual, le poltrone Mobius, la poltrona Janet, lo scrittoio Corum e il letto Hypnos.

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