Stefano Cavazzana

Stefano Cavazzana, nato a Mestre nel 1966, si laurea con lode in architettura presso Istituto Universitario di Architettura di Venezia. Nel suo studio a Mestre si occupa di architettura, design e grafica aziendale. Fra gli infiniti criteri che concorrono alla valutazione di un oggetto nel suo complesso, uno sicuramente importante è quello riferito alla possibilità di condurre la progettazione verso un grado sempre maggiore di sintesi nel tentativo di eliminare tutto ciò che è superfluo dal punto di vista funzionale e costruttivo, e giungere così a un risultato formale di grande essenzialità. Questo rigore progettuale diventa parte integrante di una poetica, come dire, personale, intima, rigore che non impedisce la mutevolezza dei segni, la contaminazione di linguaggi, la citazione, unitamente ad una volontà di approfondire un dialogo con il passato, in un’assiduità della memoria che conferisce ricchezza di senso all’eleganza prodotta per forza di levare.La responsabilità morale e creativa del progettista è diventata più pesante, vanno cercate nuove regole, esplorate nuove possibilità, rendendo il gioco linguistico e poetico più sottile, esaltando la capacità dell’oggetto o dell’evento artistico di farsi sentire senza gridare, proponendo un ascolto più profondo in virtù di una presenza discreta. Si tratterà, insomma di non esaurire il dialogo, di ottenere più permanenza, più senso o forse più semplicemente “comunicare agli altri messaggi di curiosità, divertimento, affetto”. Collaborazioni con prestigiose aziende tra le quali: Altamarea bath, Bonaldo, Calligaris, DeMajo, Lapalama, Leucos, Lefablier, Novello , Porada, Saba, Sintesi, Visionnaire, Zampieri.

Stefan Heiliger

Stefan Heiliger nasce a Berlino nel 1941, studia design all’Università di Ulm e Stuttgart e inizia a lavorare come designer alla Mercedes-Benz. Nel 1978 crea il suo studio di design e collabora con importanti aziende nel settore del mobile. Per molti anni ha insegnato all’università di Offenbach nella facoltà di design e grazie alle sue idee innovative ha vinto numerosi premi.

Stefan Diez

Nato a Freising, in Germania, nel 1971, ed erede di quattro generazioni di carpentieri, Stefan Diez è un affermato industrial designer con un profondo legame con l’artigianato. Prima di studiare industrial design con Richard Sapper alla State Academy of Fine Arts di Stoccarda (dove si laurea nel 2002), ha infatti seguito una formazione da ebanista. Dopo un’esperienza nello studio di Konstantin Grcic ha fondato il suo DIEZ OFFICE a Monaco nel 2003, trasferendolo cinque anni dopo in un’ex falegnameria: un luogo perfetto per portare avanti la sua idea di design come risultato di sperimentazione e abilità tecniche e manuali, realizzata in collaborazione con una rete di artigiani e tecnici locali, ma anche con ingegneri e aziende.Dal 2007 Stefan Diez è professore di Industrial Design alla University of Arts and Design di Karlsruhe, dal 2015 alla School of Industrial Design di Lund in Svezia, e dal 2018 dirige la facoltà di Industrial Design presso l’università Die Angewandte di Vienna. Un tema chiave del suo lavoro è quello dell’attenzione al concetto di innovazione: un oggetto merita di essere prodotto se davvero migliora un aspetto del suo utilizzo. Per questo Stefan Diez sceglie con cura le aziende con cui collaborare e progetta all’insegna di una sostenibilità che trova il suo cardine in mobili che possano avere una vita lunga, che si prestino ad essere rimodellati, modificati e aggiustati negli anni.Numerosi sono i prodotti nati dalla sua mano in collaborazione con importanti aziende, tra questi: il sistema di luci PLUSMINUS per Vibia, faretti, luci lineari e diverse lampade a sospensione che grazie a un nastro in tessuto capace di condurre elettricità permette composizioni luminose libere e flessibili; il divano modulare flessibile Costume in polipropilene riciclato e riciclabile per Magis, ispirato a uno stile di vita casual che abbraccia il cambiamento e si pone il problema della sostenibilità ambientale; la famiglia di sedie Houdini per e15, progettata con Steffen Kehrle e composta da sottili gusci di compensato, assemblati senza giunti né chiodi grazie a una sofisticata combinazione di produzione artigianale e industriale; il sistema aperto New Order per Hay, composto da elementi in alluminio modulari che consentono combinazioni e applicazioni pressoché infinite; la seduta da ufficio D1 per Wagner, caratterizzata da un unico snodo che consente il movimento indipendente di seduta e schienale lungo quattro assi; la collezione di mobili da esterno Yard per Emu, firmata insieme a Jonathan Mauloubier e caratterizzata dalle cinghie inserite nel telaio tubolare – una soluzione tecnica sviluppata e brevettata insieme a Emu – che consentono alla seduta di formare un tutt’uno con la struttura. Convinto che compito del design sia trovare soluzioni semplici, comprensibili e sorprendenti a problemi o compiti anche complessi, Diez rappresenta una nuova generazione di designer che risponde a un mondo sempre più globalizzato ampliando il panorama da cui trarre ispirazione.

Sophie Larger

Sophie Larger esplora una varietà di campi che vanno dalla scultura, al design di oggetti e alla scenografia, fino agli interventi di arte partecipativa. Il rapporto sensoriale con lo spazio e l’economia dei materiali (con una preferenza per l’uso di materiali riciclati) sono al centro delle sue preoccupazioni. Si interroga anche sui territori e sugli incontri, su ciò che crea un legame. Poiché lo scambio le permette di aprire le frontiere per sperimentare e produrre nuove forme, si unisce volentieri ad altri designer, artisti o coreografi per sviluppare progetti di ricerca interdisciplinari creando legami inaspettati e unici.

Simon Pengelly

Nato nell’Oxfordshire nel 1967 e premiato ebanista in tenera età, Pengelly ha studiato al Rycotewood College e al Kingston Polytechnic, laureandosi nel 1988. Aprendo il proprio studio nel 1993 ha progettato mobili e progetti di illuminazione per aziende di tutto il mondo, vincendo premi tra cui un XXII Compasso d’Oro nel 2011 per il tavolo Nuur “per la sensazione di eccezionale leggerezza e cura dei dettagli nel suo design”. La formazione di Pengelly come maker ha sviluppato una profonda conoscenza e rispetto dei materiali e dei processi produttivi che si intrecciano nel suo approccio al design. Combinato con una conoscenza approfondita del mercato contemporaneo e di tutte le altre influenze contestuali, l’approccio di lui e del suo team si basa fondamentalmente su un’interpretazione empatica del modo in cui le persone interagiscono con il loro ambiente e i prodotti all’interno.

Silvia Suardi

Silvia Suardi, architetto, ha studiato a Milano (Politecnico di Milano) e in Spagna. Ha lavorato per circa dieci anni nello studio di Michele De Lucchi e dal 2001 collabora con Sezgin Aksu. Dal loro studio di Milano si occupano di progetti di interior design (per abitazioni private e spazi pubblici), exhibition design, arredamento e graphic design. Silvia Suardi collabora con numerose riviste internazionali e nel 2002 ha pubblicato il libro “Michele De Lucchi: Dopotolomeo” (Skira). Nel 2007 ha scritto il libro “Marco della Torre. Un progetto per l’arte” (Logos). Silvia è anche docente di design e allestimento in diverse scuole di design e architettura. È External Examiner per l’Università del Galles, per il Master in Interior and Living design di Domus Academy.

Toan Nguyen

Toan Nguyen nasce nel 1969 a Parigi; qui si iscrive nel 1989 all’ENSCI – Les Ateliers (École Nationale Supérieure de Création Industrielle) dove si laurea nel 1998 dopo aver trascorso un periodo a Barcellona presso lo studio di Alberto Lievore. Dopo la laurea si trasferisce a Milano e avvia un’importante collaborazione (che durerà un decennio) con Antonio Citterio; con lui firma numerose collezioni per aziende di design come Axor-Hansgrohe, B&B Italia, Flos, Iittala, Kartell, Technogym e Vitra. Nel 2009 fonda il proprio studio in via Farini a Milano, intraprendendo una serie di collaborazioni di successo con importanti marchi dell’industria e dell’alto artigianato. Si dedica alla produzione di mobili, di apparati illuminotecnici, oggetti di ceramica e prodotti tecnologici.Per Toan Nguyen il design è una disciplina strettamente legata alla relazione tra oggetto e utente. Il suo approccio concilia il design d’autore con le esigenze della produzione industriale, rivolgendo particolare attenzione alla comunicazione. I suoi progetti si fondano su una logica di ottimizzazione e funzionalizzazione, oltre a puntare su qualità estetica e formale. L’opera di Nguyen è stata riconosciuta da prestigiosi marchi del design come Dedon, Fendi Casa, Laufen, Rolf Benz, Vibia, Wendelbo, Brown Jordan, Coalesse, District Eight, RH, Studio TK, Lema, Viccarbe, Walter Knoll. Da queste collaborazioni sono nati prodotti che hanno ricevuto numerosi premi e riconoscimenti internazionali, tra questi: il Red Dot Award nel 2010 e l’Interior Innovation nel 2011 per lo sgabello/tavolino Bellows, disegnato per Walter Knoll.Nel 2011, la Giuria Internazionale del XXII Premio Compasso d’Oro ADI ha conferito a PALUS, disegnato con Antonio Citterio e prodotto da Metalco, la Menzione d’onore Compasso d’Oro ADI. Riceve un nuovo Red Dot Award nel 2012 per la linea di sanitari Antero sviluppata da Laufen; nel 2014 il premio Best Furniture of Year Award di Elle Decoration Russia per il divano Cocoon disegnato per Fendi Casa; nel 2015 il Good Design Award con Infinito Lounge e Masalla di Studio TK; nel 2016 il Primo Archiproducts Design Award per Algorithm, sistema di illuminazione prodotto da Vibia, premiato anche nel 2017 con il Design’s Best of Year Award. Sempre nel 2017 il Dual Lounge disegnato con Studio TK ha vinto l’Interior Design’s HiP Awards, l’Interior Design Best of Year Award e il Good Design Award. Nel 2020, con la poltrona Stilt per District Otto ha vinto gli Archiproducts Design Awards nella categoria Mobili.

Silvia Stanzani

Diplomata all’Accademia di Belle Arti di Bologna, ha insegnato per vari anni Progettazione all’Istituto d’Arte di Modena, da sempre interessata alla Grafica a tutte le forme d’Arte e di Comunicazione, dalle quali trae stimolo per lo sviluppo di una ricerca personale che investe altri campi espressivi, approda al mondo della Ceramica come spazio della possibilità espressiva collaborando con vari studi del comprensorio Sassolese. Dal 2002 al 2004 ha seguito l’immagine e il prodotto della Ceramica Viva , realizzando Xilo prodotto inserito nell’ADI Index 2005. Fino al 2012 è stata Art Director di XtraFiandre. Dal 2011 è Consigliere per l’ADI Emilia Romagna.

Tiziano Maffione

Tito Agnoli

Tito Agnoli nasce a Lima, in Perù, nel 1931 da famiglia italiana. Rientra in Italia dopo la guerra. Pittore per formazione (studia con Sironi), nel 1949 si iscrive alla Facoltà di Architettura, dove si laurerà nel 1959 e sarà assistente di Gio Ponti e di Cardo De Darli. Già agli inizi degli anni ’50 intraprende però una intensa attività professionale nel campo del design. Progetta, tra gli altri, per Arflex, Cinova, Lema, Matteo Grassi, Molteni, Montina, Oluce, Pierantonio Bonacina, Poltrona Frau, Schiffini, Ycami. Più volte segnalato al Compasso d’Oro, nel 1986 vince la medaglia d’oro al Neocon di Chicago. Muore a Milano nel febbraio del 2012. Alcuni suoi pezzi sono conservati nella collezione permanente del MoMa di New York.

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