Nanna Ditzel

Nato a Copenaghen, in Danimarca, nel 1923. Ha studiato come ebanista prima di frequentare la Scuola di Arti e Mestieri e l’Accademia Reale di Belle Arti di Copenaghen. Si è laureata in design del mobile nel 1946. Nello stesso anno ha fondato un proprio studio di design insieme a Jørgen Ditzel e ha continuato a lavorare nel settore del design fino a poco prima della sua morte, avvenuta a Copenhagen nel giugno 2005. Fin dall’inizio della sua carriera, negli anni del dopoguerra, è stata sempre stimolata da nuovi materiali e nuove tecniche. Nanna ha lavorato con vari materiali come la fibra di vetro, il vimini e la gommapiuma, e in varie discipline come l’ebanisteria, la gioielleria, la tavola, l’arte applicata e il tessile. Negli anni ’50 ha sperimentato la realizzazione di sedute a piani divisi.Dal 1968 all’86 ha vissuto a Londra, fondando con Kurt Heide la casa di arredamento internazionale Interspace a Hampstead. Tra i suoi progetti in continua produzione ci sono gioielli per Georg Jensen, tessuti per Kvadrat e mobili per Fredericia, Kvist, Getama e altri. Nanna Ditzel ha esposto a livello internazionale con mostre One Woman ad Amsterdam, Berlino, New York, Vienna, Londra, Stoccolma, Milano, Glasgow, Manchester, Reykjavik, Parigi e a livello nazionale in Danimarca. Ha ricevuto numerosi premi internazionali, tra cui, nel 1990, la medaglia d’oro al Concorso Internazionale di Design del Mobile, in Giappone, per la sua Panca per due (Fredericia). Nel 1996 è stata eletta Honourable Royal Designer, Royal Society of Arts, a Londra, e nel 1998 ha ricevuto la borsa di studio per artisti a vita dal Ministero della Cultura danese.

Paolo Cattelan

Nato nel 1973, Paolo Cattelan è un veneto a tutti gli effetti, affascinato dalla vita e appassionato del suo lavoro. Entrato in azienda nel 1994 per gestire il mercato italiano, dopo soli tre anni ha ampliato le sue competenze al mercato estero, dove ha ottenuto risultati eccezionali, in particolare negli Stati Uniti e in Asia. L’internazionalità è parte integrante del DNA di Cattelan Italia e Paolo ha perfezionato la strategia della famiglia rafforzando il modello di business per il mercato estero. Non si trattava solo di un’intuizione, ma di un desiderio di fare impresa senza tradire le proprie idee.Nel corso degli anni, l’attitudine al business di Paolo si è fusa con il desiderio di studiare e conoscere le diverse tendenze del design. Grazie all’esperienza imprenditoriale e alla comprensione dei mercati, Paolo ha intrapreso un percorso creativo che lo ha portato istintivamente a creare prodotti essenziali e allo stesso tempo impregnati di tecnologia innovativa. Paolo Cattelan è alimentato dall’adrenalina; studia le statistiche, ma poi le capovolge; ama il mare, ma tiene i piedi ben saldi a terra. La sua più grande passione è la famiglia.

Monica Graffeo

Monica Graffeo è nata nel 1973 a Pordenone, dove ha frequentato studi classici. Successivamente Monica ha studiato alla Scuola Italiana di Design di Padova, dove ha conseguito una specializzazione in Design industriale. Ha immediatamente iniziato a lavorare con Gabriele Centazzo, designer e proprietario di Valcucine, avendo collaborato con lui già durante gli studi. Nel 1998 Monica Graffeo ha iniziato la sua carriera professionale e la collaborazione con Kristalia, per la quale non solo ha progettato prodotti, ma ha anche lavorato come consulente per lo sviluppo del prodotto (1998-2006). Allo stesso tempo, Monica ha anche insegnato alla Scuola Italiana Design dal 1997 al 2005. Nel 2004 Monica ha fondato con alcuni amici Disguincio, società di design. Dal 2008 è art director di Geelli: Geelli è una giovane azienda di oggetti in gel poliuretanico, che stampa da sola. Attualmente Monica lavora come free lance specializzata in design industriale e offre i suoi servizi come consulente di design a varie società, come Italamp, Martex, Geelli, Lago, Ciacci-Kreaty, ZilioAldo & C., Plust e altre.

Paola Navone

Paola Navone, nata a Torino nel 1950, è una delle più note designer italiane nel mondo. Curiosa ed inquieta, già da giovanissima si allontana dalla sua città, troppo chiusa e poco dinamica per uno spirito libero come il suo. Tra un viaggio e l’altro, si laurea in architettura nel 1973 presso il Politecnico di Torino, con la tesi Architettura Radicale, nella quale esplora l’universo dei collettivi di avanguardia. L’elaborato attira l’attenzione di Alessandro Mendini, allora direttore di Casabella, che le offre una collaborazione nella rivista. Questo incontro segna l’inizio della carriera di Paola Navone, che si inserisce nel solco dei movimenti anti-accademici con la partecipazione al gruppo Alchimia, fondato appunto da Mendini nel 1979, accanto a personaggi come Ettore Sottsass, Andrea Branzi e Alessandro Guerriero. In questo contesto la giovane designer entra in contatto con Abet Laminati, una delle aziende che sostengono il design di avanguardia, iniziando una collaborazione che dura ancora oggi. Nel 1983 riceve il primo premio della sua carriera, l’Osaka International Design Award, mentre dal 1985 al 1988, in qualità di consulente per organismi internazionali come UNIDO e la Banca Mondiale, è spesso in estremo oriente e a Hong Kong, dove apre uno studio. Nel 1988 Paola Navone inizia la lunga e fruttuosa collaborazione con il brand Gervasoni, di cui è oggi direttore artistico. Sul finire degli anni ’90 trasferisce il suo studio, denominato Studio Otto, a Milano, dove risiede ancora oggi.La carriera di Paola Navone si divide tra il design di prodotto, l’architettura, il design di interni, la scenografia: tanti e diversi i campi d’azione, ma accomunati dal medesimo approccio creativo e progettuale. Come lei stessa racconta, i viaggi sono la sua principale fonte di ispirazione, un immenso serbatoio di immagini, colori, materiali, oggetti e tradizioni artigianali da cui attingere. Dal suo estro nascono oggetti nei quali sapientemente dosa contaminazioni tra culture diverse, mix inconsueti di materiali, savoir faire industriale e artigianale. Questa impostazione eclettica le ha permesso di lavorare con aziende molto diverse tra loro, dai brand più prestigiosi fino alle catene di supermercati come Esselunga o Monoprix.Tra gli arredi e complementi da lei progettati per Gervasoni, troviamo la collezione di sedute e letti imbottiti Ghost, la lampada a sospensione Brass, la collezione di imbottiti Nuvola, la collezione di arredi per esterni InOut, le lampade Sweet, fino alla più recente collezione di imbottiti Loll (2021), pensata per il settore contract. Il catalogo Cappellini comprende l’iconica collezione Panda, ispirata alle opere del gruppo Memphis, mentre per Janus et Cie firma la collezione Strada. Notevoli le linee di lavabi per Ceramica Flaminia e i rivestimenti per pareti e pavimenti disegnati per Decoratori Bassanesi, Bisazza, MCZ.

Monica Bernasconi

Oriano Favaretto

Oriano Favaretto nasce a Treviso nel 1956. Si diploma all’accademia di belle arti a Venezia con il maestro Emilio Vedova. Vive e lavora nella campagna veneta che, con le sue presenze umane e naturali ne segna la formazione interiore ed artistica. La passione per il vetro di murano lo avvicina alla leggendaria fucina degli angeli dove collabora con nomi leggendari del settore. Fra i numerosi successi raggiunti nella sua carriera ne segnaliamo alcuni: 1981- vincitore del concorso tra accademie d’Italia e vincitore della borsa di studio alla Fondazione Bevilacqua la Masa; 1987 e 1992- premio murano, Guggenheim Peggy Collection e A.B.A.; 1993- premio lampada d’oro, s.i.i., Parigi; 1997 vincitore del premio prix d’excellence per la lampada dell’anno Polipò, Marie Claire.Rurale e visionario, in bilico tra forma e contenuto, Favaretto spazia nel mondo del design firmando prodotti per aziende e brand internazionali quali: Venini, Artemide, Cattelanitalia, Masiero, Demajo, Leucos, Porada, Bonaldo, Mastella, Vistosti, Linealight, Mastelladesign, Viabizzuno. Attualmente, le sue opere sono esposte al museo del vetro di murano e presso collezioni private.

Ora Ito

Inserito dalla rivista Wallpaper nella lista dei 40 giovani designer più influenti al mondo, Ora ïto è il nome del brand creato dal designer Ito Morabito, classe 1977, francese di nascita, italiano di origini, un giovane talento da molti definito il “design-hacker” grazie ai suoi singolari esordi sulla scena del design. Appena uscito dall’Ecole de Création et de Design di Parigi, poco più che ventenne, e spacciandosi per un designer giapponese, con lo pseudonimo di Ora ïto appunto, comincia a disegnare oggetti virtuali per famosi brand della moda, senza che gli fossero stati commissionati realmente: la più famosa è forse la borsa avveniristica per Louis Vuitton, ma ha realizzato oggetti virtuali per Swatch, Nike, Gucci, Levi’s e anche Apple.Diventati subito virali grazie alla diffusione sui social, questi oggetti hanno attirato l’attenzione del pubblico, ma anche degli stessi brand, che invece di fargli causa hanno deciso di contattarlo per commissionargli altri lavori. Brand come Adidas, Heineken, Alfa Romeo, Artemide, Evian, Cartier, Cappellini, Cassina, Zanotta. I lavori di Ora Ito spaziano dalla moda all’arredamento, dal food ai trasporti: suo il progetto della bicicletta smart disegnata con Marc Simoncini per Angell Bike, ma anche il nuovo tram senza fili per la città di Nizza, e i treni per la futura rete della metropolitana di Marsiglia che verranno inaugurati nel 2024.Un altro interessante progetto è il MAMO del 2013, il centro d’arte di Marsiglia che Ora ïto ha realizzato dopo aver rilevato e ristrutturato la terrazza dell’edificio Cité Radieuse di Le Corbusier, da lui stesso ribattezzato l’Unité d’Habitation. MAMO, che sta per “Marseille Modulor” ma anche “Marsiglia Main Ouverte”, è un luogo che simbolicamente proietta nel futuro le aspirazioni dell’arte, restando ancorato però alle radici del maestro dell’architettura moderna. Alcuni dei prototipi e progetti di Ora Ito sono esposti nei musei e nelle gallerie più prestigiose del mondo. Il suo concetto di design può esser sintetizzato nel termine da lui coniato “simplexity”, l’unione delle parole simplicity e complexity, semplicità e complessità, per indicare la fluidità del mondo in cui viviamo, in cui tutto è semplice e complesso allo stesso tempo. Semplice e complesso è il suo metodo di lavoro e di approccio alle nuove sfide, che mette sullo stesso piano il design di un paio di scarpe con un progetto di viabilità urbana, senza distinzione. Nel 2011 è stato nominato Chevalier des Arts et des Lettres dal ministero delle cultura francese.

Omar Carraglia

Omar Carraglia (nato nel 1969 a Barcellona, Spagna) è un designer industriale che ha creato un ampio corpus di progetti di illuminazione minimalisti e concettuali in collaborazione con il produttore italiano Davide Groppi – molti di questi progetti hanno ottenuto a Carraglia diversi importanti premi del settore.

Odo Fioravanti

Odo Fioravanti ha studiato Disegno Industriale presso il Dipartimento di Design del Politecnico di Milano. Dal 2003 lavora come industrial designer, sperimentando anche la grafica e l’exhibition design. I suoi progetti hanno ricevuto prestigiosi premi di design. Ha insegnato in molte scuole e accademie di design: Politecnico di Milano, IUAV Venezia, Domus Academy, Istituto Marangoni, NABA, SPD Scuola Politecnica di Design, HEAD Genève. I suoi oggetti sono stati presentati in molte mostre internazionali. Nel 2010 il Museo del Design della Triennale di Milano ha ospitato la mostra personale Industrious Design sul suo lavoro. Nel 2011 vince il XXII Premio Compasso d’Oro ADI con la sedia in legno Frida di Pedrali. Lavora anche come giornalista freelance per riviste di design cercando di esplorare e cambiare i confini del design come disciplina.Odo Fioravanti Design Studio dal 2006 ha sviluppato progetti per molte aziende come Abet Laminati, Ballarini, Casamania, COOP, Desalto, Eurochocolate, Flou, Fontana Arte, Foscarini, Gardesa, Guardini, Incotex, Mesa, Normann Copenhagen, Olivetti, Omnidecor, OPOS, Osama, Palomar, Pedrali, Pianca, Pinetti, Pircher, Segis, Telecom Italia, Toshiba, Vibram, Victorinox Swiss Army.

Norberto Delfinetti

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