Martin Ballendat

Martin Ballendat è un designer di successo internazionale da 35 anni. Nato a Bochum nel 1958, ha seguito i suoi studi di design alla Folkwangschule di Essen. Dopo 3 anni come impiegato presso l’azienda Sedus al confine svizzero, ha assunto la direzione del Dipartimento del Design e dello Sviluppo dell’azienda Wiesner Hager in Austria in 1986 e ha influenzato il loro design per oltre 10 anni. Nel 1995 ha fondato il suo studio in Alta Austria e poco dopo un secondo studio in Germania. Nel frattempo, Design Ballendat è diventata un’azienda con 16 dipendenti che lavora per più di 40 marchi molto noti in più di 16 paesi. Ha vinto oltre 150 premi ed onorificenze di Design, tra cui 40xRedDot-Award e oltre 20 Best of Best, Silver o Gold Awards ed è stato Designer of the year 2019 nel Regno Unito (Mixology-Award). Martin Ballendat è stato anche docente e professore ospite presso le scuole di design di Graz e Salisburgo per 15 anni.

Miki Astori

Miki Astori, nasce a Milano nel 1965, si laurea in architettura nel 1991 presso il Politecnico di Milano. Inizia la sua attività professionale con Antonia Astori e, successivamente, a Parigi con Philippe Starck. Dal 1995 collabora con Driade ed è titolare di un proprio studio a Milano. Si occupa di design, interior design architettura e grafica. Numerosi i suoi progetti di prodotti, di collezioni e d’allestimenti per Driade. Ha passato diverso tempo in Asia dove, ha approfondito ed affinato la conoscenza di lavorazioni artigianali e metodi di produzione industriali locali. Grazie a questa esperienza, in parallelo all’attività di progettista, sviluppa un esperienza nel campo del product managing, per conto di diverse aziende. Negli ultimi anni si consolida la collaborazione con Driade diventando consulente per l’immagine degli spazi vendita e stand e collaboratore nello sviluppo dei sistemi d’arredamento. Attualmente lavora come designer e consulente dell’immagine per diversi brand italiani e stranieri.

Ora Ito

Inserito dalla rivista Wallpaper nella lista dei 40 giovani designer più influenti al mondo, Ora ïto è il nome del brand creato dal designer Ito Morabito, classe 1977, francese di nascita, italiano di origini, un giovane talento da molti definito il “design-hacker” grazie ai suoi singolari esordi sulla scena del design. Appena uscito dall’Ecole de Création et de Design di Parigi, poco più che ventenne, e spacciandosi per un designer giapponese, con lo pseudonimo di Ora ïto appunto, comincia a disegnare oggetti virtuali per famosi brand della moda, senza che gli fossero stati commissionati realmente: la più famosa è forse la borsa avveniristica per Louis Vuitton, ma ha realizzato oggetti virtuali per Swatch, Nike, Gucci, Levi’s e anche Apple.Diventati subito virali grazie alla diffusione sui social, questi oggetti hanno attirato l’attenzione del pubblico, ma anche degli stessi brand, che invece di fargli causa hanno deciso di contattarlo per commissionargli altri lavori. Brand come Adidas, Heineken, Alfa Romeo, Artemide, Evian, Cartier, Cappellini, Cassina, Zanotta. I lavori di Ora Ito spaziano dalla moda all’arredamento, dal food ai trasporti: suo il progetto della bicicletta smart disegnata con Marc Simoncini per Angell Bike, ma anche il nuovo tram senza fili per la città di Nizza, e i treni per la futura rete della metropolitana di Marsiglia che verranno inaugurati nel 2024.Un altro interessante progetto è il MAMO del 2013, il centro d’arte di Marsiglia che Ora ïto ha realizzato dopo aver rilevato e ristrutturato la terrazza dell’edificio Cité Radieuse di Le Corbusier, da lui stesso ribattezzato l’Unité d’Habitation. MAMO, che sta per “Marseille Modulor” ma anche “Marsiglia Main Ouverte”, è un luogo che simbolicamente proietta nel futuro le aspirazioni dell’arte, restando ancorato però alle radici del maestro dell’architettura moderna. Alcuni dei prototipi e progetti di Ora Ito sono esposti nei musei e nelle gallerie più prestigiose del mondo. Il suo concetto di design può esser sintetizzato nel termine da lui coniato “simplexity”, l’unione delle parole simplicity e complexity, semplicità e complessità, per indicare la fluidità del mondo in cui viviamo, in cui tutto è semplice e complesso allo stesso tempo. Semplice e complesso è il suo metodo di lavoro e di approccio alle nuove sfide, che mette sullo stesso piano il design di un paio di scarpe con un progetto di viabilità urbana, senza distinzione. Nel 2011 è stato nominato Chevalier des Arts et des Lettres dal ministero delle cultura francese.

Omar Carraglia

Omar Carraglia (nato nel 1969 a Barcellona, Spagna) è un designer industriale che ha creato un ampio corpus di progetti di illuminazione minimalisti e concettuali in collaborazione con il produttore italiano Davide Groppi – molti di questi progetti hanno ottenuto a Carraglia diversi importanti premi del settore.

Odo Fioravanti

Odo Fioravanti ha studiato Disegno Industriale presso il Dipartimento di Design del Politecnico di Milano. Dal 2003 lavora come industrial designer, sperimentando anche la grafica e l’exhibition design. I suoi progetti hanno ricevuto prestigiosi premi di design. Ha insegnato in molte scuole e accademie di design: Politecnico di Milano, IUAV Venezia, Domus Academy, Istituto Marangoni, NABA, SPD Scuola Politecnica di Design, HEAD Genève. I suoi oggetti sono stati presentati in molte mostre internazionali. Nel 2010 il Museo del Design della Triennale di Milano ha ospitato la mostra personale Industrious Design sul suo lavoro. Nel 2011 vince il XXII Premio Compasso d’Oro ADI con la sedia in legno Frida di Pedrali. Lavora anche come giornalista freelance per riviste di design cercando di esplorare e cambiare i confini del design come disciplina.Odo Fioravanti Design Studio dal 2006 ha sviluppato progetti per molte aziende come Abet Laminati, Ballarini, Casamania, COOP, Desalto, Eurochocolate, Flou, Fontana Arte, Foscarini, Gardesa, Guardini, Incotex, Mesa, Normann Copenhagen, Olivetti, Omnidecor, OPOS, Osama, Palomar, Pedrali, Pianca, Pinetti, Pircher, Segis, Telecom Italia, Toshiba, Vibram, Victorinox Swiss Army.

Norberto Delfinetti

Norbert Wangen

Nasce a Prüm, in Germania nel 1962. Si laurea in architettura presso la Technical University di Monaco di Baviera. Nel 1995 partecipa a diverse fiere a Monaco e New York con un prodotto brevettato: la sedia Attila entrerà nella collezione Vitra Design Museum. Nello stesso anno, durante la ristrutturazione di un appartamento a Monaco, inventa la prima cucina con piano scorrevole: k2 presentata nel 2000 in occasione delle fiere del mobile a Colonia, Milano e Chicago. Nel 1998 viene selezionato fra i 100 migliori architetti d’interni e designers dalla rivista Architektur & Wohnen.Nel 2002 viene presentata, a Colonia e Milano, la cucina k10 con un nuovo sistema di aspirazione. Nel 2003 il marchio norbert wangen viene ceduto a Boffi. Negli anni successivi la collezione di cucine si arricchisce con k11 e k12. Nel 2004 Norbert Wangen viene premiato dalla rivista Wallpaper come migliore domestic design. Nel 2007 presenta la cucina k14 (innovativa per la purezza delle linee e l essenzialità del design); il lavabo in marmo di Carrara L10 e la rubinetteria cucine e bagni w1.Nel 2008 arricchisce la collezione bagni con l introduzione del sistema mobili B14, che nel 2010 si evolve in B15.Nel 2009 presenta la cucina k1; nel 2012 il bagno b20 e 21 e la cucina k20. Nel 2014 collabora al progetto di design di interni per l’Hotel Flushing Meadows di Monaco. Nel 2015 Norbert Wangen è stato selezionato da Wallpaper come uno dei 100 migliori product designers. Nel 2018 la cucina K20 evolve in K21. Nel 2019 la serie K si arricchisce dei nuovi modelli K5, K6 e K6+6

Nitzan Cohen

Dopo aver lavorato per diversi anni come designer presso Konstantin Grcic Industrial Design e aver conseguito la laurea presso l’Accademia di design di Eindhoven, Nitzan Cohen ha fondato il proprio studio di design, lo Studio Nitzan Cohen. Uno studio di design multidisciplinare impegnato in progetti che spaziano da prodotti industriali, mobili e spazi alla direzione artistica e alla consulenza strategica. Collabora con un’ampia gamma di partner, da grandi aziende internazionali a piccoli laboratori artistici, istituti culturali e musei.Combinando il lavoro di progettazione con la ricerca e la didattica del design, negli ultimi anni Nitzan Cohen ha ricoperto una cattedra di Industrial and System Design presso l’HBK Saar di Saarbrücken e una cattedra presso il programma di master per lo spazio e la comunicazione dell’HEAD – Haute école d’art et de design di Ginevra. Attualmente Nitzan Cohen è professore di design del prodotto presso la facoltà di design e arte della Libera Università di Bolzano.

Nilo Gioacchini

Dopo studi artistici e l’ISIA di Firenze, collabora con lo Studio di Marcello Nizzoli e associati di Milano, come responsabile per il Design. Caratterizza tutta la sua attività con un approccio di tipo metodologico, rendendo i suoi progetti liberi da convenzioni specialistiche o di tendenza. Attualmente, con il suo studio “Nilo Gioacchini Design”, opera nei più svariati settori del design: dalla progettazione di interni, anche nel settore aeronautico, passando attraverso il prodotto domestico, fino a quello per la collettività; sempre attivando sinergicamente tutte le varie esperienze progettuali possibili.Con la cattedra pluriennale presso L’ Accademia di Belle Arti di Firenze, sperimenta in maniera creativa, nuove metodiche progettuali. Il suo particolare metodo di lavoro coinvolge tutte le fasi del progetto. Si va da uno stretto rapporto con il marketing e la comunicazione, a quello generatore del sistema tra i diversi oggetti di uno stesso insieme. La superficialità formale viene sostituita con l’intelligenza creativa: oggetti non più come espressioni isolate, ma appartenenti ad un “sistema”, vero e proprio generatore creativo. Nella sua lunga esperienza professionale ha collaborato con importanti Brand italiani ed internazionali. La sua attività professionale è costellata da numerosi premi, ed i suoi prodotti esposti tra le più importanti mostre di settore, come ad esempio “Tuttuno” (Mobile Totale) al MOMA di New York.

Nigel Coates

L’architetto e designer inglese Nigel Coates nasce a Malvern nel 1949 e si forma alla Nottingham University e alla Architectural Association di Londra. Nel 1983 fonda il gruppo di progettazione sperimentale NATO (Narrative Architecture Today), con associata l’omonima rivista; due anni dopo, con Doug Branson, dà vita al Branson Coates Architecture, uno studio londinese di architettura attivo fino al 2006. Tra le sue realizzazioni più note ci sono: il Metropole Restaurant (1985) e il Parco Café Bongo (1986) a Tokyo; l’Arca di Noè (1988) a Sapporo; il negozio londinese di Katharine Hamnett in Sloane Street (1988) e quello di Jigsaw in Knightsbridge (1992). Nel 2006 Coates avvia il proprio studio di design e architettura, con il quale sviluppa progetti “dalla città alla madia”, con un focus sulla riqualificazione di edifici esistenti. Tra i progetti più rilevanti dello studio di architettura di Nigel Coates ci sono l’Hoxton Hotel a Londra, per il quale ha sviluppato la strategia di branding e il masterplan interno, e il ristorante Wallop alla Glyndebourne Opera.Particolarmente importante è anche l’attività didattica svolta da Coates: dal 1995 al 2011 è stato capo del Dipartimento di Architettura del Royal College of Art, dove attualmente è Professore Emerito; ha pubblicato numerosi libri – tra i quali Guide to Ecstacity (Laurence King, 2003), Collidoscope (Laurence King, 2004) e Narrative Architecture (Wiley, 2012) – e nel 2012 è stato premiato con l’Annie Spink Award che riconosce il suo eccezionale contributo all’educazione architettonica.Nel suo ruolo di designer Nigel Coates collabora con aziende come Ceramica Bardelli, Gebrüder Thonet Vienna, Fornasetti, Fratelli Boffi, Glamora, L’Abbate, Poltronova, Richard Ginori, Slamp, Terzani e Varaschin, dando forma a oggetti che spesso si ispirano alle forme antropomorfe. Per lui, infatti “tutta l’architettura e gli arredi sono modellati intorno al corpo umano e a come esso percepisce il mondo” e la sensualità riveste un ruolo fondamentale nel processo progettuale. Emblema di questo approccio è la collezione Baroccabilly, una famiglia di dieci pezzi, composta da mobili e lampade in edizione limitata realizzata in collaborazione con Poltronova, che fonde il senso arioso del barocco con lo spirito ribelle della cultura musicale rockabilly.Nel campo dell’industrial design firma, per Gebrüder Thonet Vienna, la poltroncina imbottita LEHNSTUHL, una lounge chair con struttura in legno di faggio piegato a vapore e seduta e schienale in paglia di Vienna, disponibile anche nella versione imbottita; per Fratelli Boffi il divano curvo Back to Back, la poltrona in velluto Plum, quella in cavallino Gattona e la famiglia di tavoli Scoubidou; per l’Abbate la voluttuosa poltrona Bump. Con il brand Slamp, di cui è stato Art Director dal 2008 al 2010, ha progettato diverse famiglie di lampade, tra le quali le scenografiche Medusa, Lillibet, Ginetta e Fiorella.

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