Miki Astori

Miki Astori, nasce a Milano nel 1965, si laurea in architettura nel 1991 presso il Politecnico di Milano. Inizia la sua attività professionale con Antonia Astori e, successivamente, a Parigi con Philippe Starck. Dal 1995 collabora con Driade ed è titolare di un proprio studio a Milano. Si occupa di design, interior design architettura e grafica. Numerosi i suoi progetti di prodotti, di collezioni e d’allestimenti per Driade. Ha passato diverso tempo in Asia dove, ha approfondito ed affinato la conoscenza di lavorazioni artigianali e metodi di produzione industriali locali. Grazie a questa esperienza, in parallelo all’attività di progettista, sviluppa un esperienza nel campo del product managing, per conto di diverse aziende. Negli ultimi anni si consolida la collaborazione con Driade diventando consulente per l’immagine degli spazi vendita e stand e collaboratore nello sviluppo dei sistemi d’arredamento. Attualmente lavora come designer e consulente dell’immagine per diversi brand italiani e stranieri.

Michel Cinier

Michael Koenig

Michael è nato ad Aquisgrana nel 1971, da madre olandese e padre tedesco. È cresciuto nella parte della Germania che confina con i Paesi Bassi e il Belgio. I nonni di Michael erano abili artigiani, quindi ha imparato a conoscere tutti i tipi di materiali fin da piccolo e amava costruire e creare ogni genere di cose. Dopo la scuola, Michael ha studiato per diventare ebanista. Ha studiato design ad Aquisgrana, dove si è laureato con lode. Un anno dopo, all’età di 27 anni, ha iniziato a lavorare come docente all’Università di Aquisgrana, insegnando sviluppo del prodotto.Durante questo periodo Michael ha iniziato a lavorare a progetti propri con piccole etichette di design tedesche come Details e Freiraum. Dopo la spedizione del suo primo libretto nel 1999, Michael ha attirato l’attenzione di Habitat e Ligne Roset. Queste sono state le prime grandi aziende internazionali per cui ha lavorato e sono rimaste clienti fedeli. Da diversi anni Michael ha un proprio studio ad Amburgo, dove si è trasferito dopo aver messo su famiglia. Michael, sua moglie turca e le loro due figlie vivono nella zona nord di Amburgo. Lo studio è responsabile di un’ampia gamma di progetti di design nei settori dell’arredamento, degli accessori, dell’illuminazione e dell’interior design, utilizzando molti materiali diversi e tutti i tipi di tecnologie.Qual è il segreto di Michael? La risposta è semplice: prendere un articolo di uso quotidiano e dargli una svolta rispetto all’uso, alla funzione e al materiale e, in molti casi, aggiungere un tocco di umorismo. Dal 2008 Michael è responsabile della direzione artistica dello studio Flora di Halver, in Germania. Tra i clienti figurano Artepuro, Details, il Consolato danese in Germania, Flora, Freiheit, Freiraum, Cinna, Clic, Habitat, Jasmim, Kaether & Weise, Ligne Roset, Louise Poulsen, Magazin, Morfoso, Obuk, Rapsel, Verreum, WMF e 2f Hotellight.

Mauro Ronchi

Mauro Ronchi vive e lavora a Villanuova sul Clisi, in provincia di Brescia, dove ha fondato Studio Visual.La sua progettazione trova applicazione in molti settori: industrial design, grafica, architettura d’interni, arredamento, oggetti per la casa, illuminazione, allestimenti, eventi.

Maurizio Peregalli

Maurizio Peregalli nasce a Varese nel 1951. Dopo gli studi in filosofia intraprende la professione di designer, in particolare legando il proprio nome al marchio ZEUS, nato da un gruppo di amici con l’idea di dare vita a un luogo libero e indipendente dove scambiare esperienze e idee intorno a temi del design, della moda e dell’arte e dove promuovere un design minimalista in contrapposizione all’onda postmodernista colorata ed eclatante. Maurizio Peregalli si fa interprete di queste idee e fin dal 1984, anno della fondazione, si dedica allo sviluppo del marchio ZEUS, di cui oggi è socio e direttore creativo. Il brand debutta nel 1985 aprendo uno showroom in via Vigevano a Milano e portando al Salone del Mobile la prima collezione di oggetti firmata Peregalli; parallelamente nello showroom vengono presentate DEA Design Europeo Anteprima, mostra dedicata alla produzione artigianale, e la serie “archetipo” disegnata composta da Sedia, Tavolo, Poltroncina, Savonarola e Panca, nomi questi che restituiscono immediatezza comunicativa e che sottolineano la loro matrice essenziale, minimalista e lineare.Le presentazioni di ZEUS in concomitanza con il Salone del Mobile continuano negli anni successivi divenendo una tappa di riferimento della kermesse milanese; nel 1988 in collaborazione con One Off, Quartett, Neotu e Disform viene organizzata una esposizione negli ex capannoni industriali dell’Ansaldo, negli spazi attualmente occupati dal museo Base in via Tortona, con l’intento di aprire il design e l’arte alla città in maniera inedita. La crescita costante di ZEUS come gruppo e come marchio porta Maurizio Peregalli nel 2014 a trasferire la sede negli spazi di un ex garage di 1000mq in corso San Gottardo, a pochi passi dai Navigli, e a creare in quell’architettura anni ’50 il Garage Blu, ancora oggi sede di ZEUS e punto di riferimento del design milanese. Sin dagli esordi lavora per committenti privati e per grandi aziende come Giorgio Armani, Replay, Furla e Giglio Palermo per le quali progetta, ingegnerizza e produce catene di negozi in Italia e all’estero. I prodotti sono realizzati interamente in Italia, più nello specifico negli stabilimenti di Vignola, Modena, e Fizzonasco, Milano, in modo artigianale e con particolare attenzione ai materiali, alla sostenibilità ovvero al “ciclo della vita”, all’economicità e alla durabilità.Maurizio Peregalli si dimostra un instancabile sperimentatore. Nella sua filosofia vi è l’idea di produrre serie limitate di prodotti, sobri e funzionali; caratteristica ricorrente è l’impiego del metallo, spesso nel caratteristico nero, rigorosamente non verniciato in modo che possa assorbire i segni del tempo. In alcuni casi il metallo viene esaltato nell’accostamento con materiali pregiati come marmo, legno o vetro. Questa qualità ben si mostra nella linea ZEUS ART ideata da Peregalli e massima espressione del manifesto ideologico del brand. Alcuni dei pezzi più noti di ZEUS sono il tavolo-consolle Shelf Mezzo Ala ottenuto da un foglio di metallo lucido, la panca Fratino in lamiera bronzo scuro, lo sgabello Irony con struttura in acciaio inox e imbottito in microfibra e la sedia Millepunte con struttura in tubolare quadrato e seduta in gomma sottile.Parallelamente al suo lavoro di designer, Maurizio Peregalli ha sempre mantenuto un ruolo attivo come promotore di mostre e iniziative culturali, spesso realizzate presso lo showroom di Milano. Con il progetto di DESIGN ENSEMBLE, ZEUS raccoglie intorno a sé alcuni marchi omologhi e assonanti nella ricerca di una sintesi tra modernità e tradizione per una qualità naturale del prodotto, con lo scopo non solo di mostrare i propri prodotti ma anche di far conoscere nuovi designer, giovani artigiani e produttori a tutto il mondo. Tra i collaboratori di cui Peregalli ha saputo nel tempo circondarsi ci sono nomi come Ron Arad, Marie Christine Dorner, Doriana & Massimiliano Fuksas, Krit Jiratkaruen, Claudio Nardi, Franco Raggi, Christian Theill e Roberto Tognon.

Maurizio Manzoni

Maurizio Manzoni, nato a Nuoro nel 1967, si è laureato in Architettura a Firenze nel 1994 e nel 1999 è stato nominato Professore a contratto presso l’Università di Firenze, per il Corso di Design e Rilievo e Diagnostica del Tessuto (Costumi e Moda -Dipartimento di Design industriale). Ha poi collaborato con il marchio Lancia, ad un progetto dal titolo ‘Design invisibile’ finalizzato alla realizzazione della concept car “Dialogos”. La sua vasta gamma di lavori comprende: architettura d’interni, grafica, allestimenti di stand, design di tessuti e design di interni ed esterni per barche a motore e yacht a vela. Collabora con le aziende leader a livello mondiale in Italia e all’estero: Arketipo, Cattelan Italia, Dema, Difer, Enne, Esedra Suites, Fendi Casa, Fiam, Italvelluti, Luilor, Kenzo Maison, Ycami, La Falegnami, Lancia ,Ligne Roset, MDF Italia, Mercedes Benz Style, Natuzzi Italia, Pedrali, Quintessence by Valdichienti, Roche Bobois, Steiner- Paris, Treca Interiors, Visionnaire Home Philosophy.Con il Designer Prof. Roberto Tapinassi ha fondato a Firenze, nel 2001, StudioMEMO. I due Designer hanno trovato un terreno comune nel voler proporre nuove soluzioni ai problemi dell’abitare contemporaneo applicando la logica del Design Italiano-lavoro, propositivo e consolidato nel ricerca. StudioMEMO è uno studio aperto e dipende dalla continua ricerca e collaborazione tra professionisti del settore con diverse competenze e competenze. StudioMEMO è in grado di affrontare con successo ogni tipo di esigenza progettuale in relazione al normale iter progettuale, affidandosi a prototipisti e consulenti tecnici per garantire che nessun problema progettuale rimanga irrisolto. StudioMEMO sottolinea l’importanza dell'”apertura al dialogo costruttivo e sincero tra i propri collaboratori interni e molti esterni”.

Matteo Ragni

Nato nel 1972, Matteo Ragni è un designer e architetto milanese. Laureato in Architettura al Politecnico di Milano, dal 1994 si occupa di progettazione nella sua accezione più ampia: accanto alle attività di docente in diverse università, anche internazionali, di art director e di architetto, il suo lavoro si concentra principalmente sul product design, instaurando negli anni svariate collaborazioni con aziende di arredi e complementi. Nei suoi progetti, il cui tratto distintivo è la pulizia del design e la voglia di conciliare funzione a innovazione tecnologica, non si discosta mai dai valori dell’azienda per la quale lavora, procedendo sempre a stretto contatto con il committente.A soli 29 anni è uno dei più giovani designer a ricevere il Compasso d’Oro nel 2001, per il design di Moscardino, la posata usa e getta multifunzione (è sia forchetta che cucchiaio) in materiale biodegradabile, disegnata per il brand Pandora Design insieme a Giulio Iacchetti, ed entrata nella collezione permanente del MoMa di New York. Sempre con Giulio Iacchetti riceve il suo secondo Compasso d’Oro nel 2014 per il design dei tombini realizzati per Montini: la sfida era quella di aggiungere un tocco di design ad oggetti normalmente anonimi e inosservati, grazie ai pattern decorativi impressi sulla superficie. Nel 2015 è invece il sistema HUB, disegnato da Ragni per il brand Fantoni, a vincere il premio Good Design Award, un sistema di arredo ufficio modulare, flessibile, personalizzabile, mutevole, adatto dunque alla nuova era del lavoro smart contemporaneo. Tra i tanti altri brand con i quali ha collaborato ricordiamo: Abet Laminati, Linvisibile, Alpi, Jannelli&Volpi, Twils, Very Wood.Grazie ai suoi progetti e allestimenti per Camparisoda, Matteo Ragni è presente nel volume edito da Corraini in occasione dei 100 del Futurismo: “Camparisoda: l’aperitivo dell’arte veloce futurista, da Fortunato Depero a Matteo Ragni”. Per la stessa casa editrice Corraini, ha curato lui stesso “Il manuale di metodologia progettuale” una vera e propria guida tascabile sui segreti per diventare un designer di successo. È stato protagonista anche di alcune mostre: nel 2013 a Toronto con la mostra a lui dedicata “Matteo Ragni: Almost 20 Years of Design” e nel 2015, durante la Tianjin International Design Week, con la personale “Matteo Ragni: Design for Better Days”.

Matteo Nunziati

Matteo Nunziati nasce a Bologna nel 1972 e si forma a Milano frequentando il liceo artistico della Fondazione Sacro Cuore e successivamente l’Accademia di Belle Arti di Brera dove si laurea nel 1995. Nel capoluogo lombardo apre il proprio studio nel 2000 dedicandosi all’architettura d’interni e al design. Si specializza nella progettazione d’interni di lusso, realizzando hotel, centri benessere, spazi residenziali e commerciali. I suoi lavori incarnano l’idea del made in Italy e dell’alta qualità e sono presenti, oltre che in Italia, in molti Paesi: Emirati Arabi Uniti, Qatar, Arabia Saudita, Kuwait, India, Maldive, Cina e Stati Uniti d’America. Sono diversi i brand con cui lavora, tra questi: Bonaldo, Coro, Ento, Fiam, Florim, Flou, Fontana Arte, i 4 Mariani, Kreoo, La Murrina, Lema, Listone Giordano, Lualdi Porte, Molteni & C., Natevo, Pacini & Cappellini, Poliform, Poltrona Frau, Rapsel, Tonon, Turri, oltre a ricoprire il ruolo di Art Director per Rubelli Casa.Significativa è la sua collaborazione con la Trump Organization, leader mondiale nel settore real estate, che lo incarica di realizzare molte delle proprie sedi, a partire dalla Trump Towers a Pune in India (2017) con cui vince anche il NDTV Property Awards; seguono il rinnovamento del Trump National Doral a Miami in Florida (2018-2022) e le Trump Towers a New Delhi e Kolkata in India (2018). Rilevanti sono anche il Radisson Blu Residence a Dubai Marina, il Radisson Blu Hotel Apartments del Dubai Silicon Oasis, l’Aston Martin Residence di Miami, il grande hotel a 5stelle di Doha il Freser Suites West Bay (alto più di cinquanta piani e premiato con il World Travel Award nel 2017), l’hotel e ristorante di lusso Mandarin Oriental (2019), e ancora la Oryx Tower (2021), edificio residenziale di lusso di ventidue piani, e il progetto delle business class lounge del Hamad International Airport. Nell’ambito del design residenziale progetta e realizza numerosi interventi, tra cui si ricordano la penthouse del Bosco Verticale di Milano con cui vince anche il premio del Royal Institute of British Architects (RIBA) 2018 for International Excellence e l’attico a New York all’interno del grattacielo 432 Park Avenue che è considerato uno degli edifici residenziali più alti e prestigiosi del mondo.Dal 2004 svolge attività didattica soprattutto in collaborazione con Domus Academy e con alcune università e istituti come la National Tapei University of Technology, l’IDI – Interior Design Institute di Milano e la Tshinghua University Shenzhen in Cina. È anche relatore in numerose conferenze internazionali e nel 2006 viene selezionato tra i progettisti più influenti del design internazionale dal 1954 al 2006 in occasione della mostra “50+2y Italian Design” presso il National Art Museum of China. È stato inoltre considerato tra i migliori 100 International Architect/Interior and product designer nella pubblicazione “Icon Architects 2018”. Sono molteplici i riconoscimenti internazionali ottenuti durante la sua ventennale carriera, sia nel campo dell’architettura sia in quello del design. Oltre ai premi già citati si ricordano: il Good Design Award Chicago 2011; il Wallpaper Design Award 2011; il Reddot Design Award 2012; il Cityscape Award 2013; l’Elle Deco International Design Awards 2020 con Rubelli Casa; il London Design Award 2019; l’IDA Design Award; gli ADA Archiproducts Design Awards nel 2020 e 2021. Inoltre, Sky TV gli ha dedicato una serie di quattro episodi in cui Matteo Nunziati descrive le sue esperienze e il suo lavoro nel settore del design.

Matthias Demacker

Massimo Luca

Saper coniugare qualità tecnico-estetica e alta tecnologia è frutto della sensibilità intelligente di Massimo Luca, che, unita all’esperienza professionale nell’interior design – gli ha presto consentito di varcare i confini nazionali. Massimo, infatti, dopo gli studi in urbanistica allo IUAV, vanta una carriera ventennale in studi di progettazione d’avanguardia a contatto con designer di rilievo. Collabora, in seguito, con aziende di spicco del mondo dell’arredamento spaziando dalla progettazione di cucine ai complementi d’arredo fino a prodotti in alluminio ad elevata tecnologia. Determinanti anche gli scambi culturali con designer affermati del calibro di Karim Rashid, Carlo Colombo e Ross Lovegrove. Infine, non sono pochi i progetti di successo, che trovano spazio in edifici progettati da Armani Casa, Matteo Thun e Renzo Piano.L’esercizio stilistico di quegli anni e lo studio meticoloso dei materiali – in particolare l’accostamento tra alluminio e vetro – ha portato Massimo Luca a sviluppare un pensiero eclettico che trascende il mero virtuosismo estetico, conducendo le sue opere di design nella terra delle innovazioni funzionali ad alto carico tecnologico. Nel 2004 il designer Massimo Luca da vita al progetto ADL con l’obiettivo di creare prodotti carichi di tecnologia che rappresentino una funzione architettonica all’interno delle abitazioni. Le sue porte diventano così, non solo semplici oggetti di arredamento ma varchi di futuro negli spazi abitativi contemporanei, aperture che non dividono gli ambienti ma che entrano in sinergia con essi, andando a creare quelli che Ludwig Mies Van der Rohe ha definito degli “spazi fluenti”.

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