Mart Stam

Mart Stam, nato nel 1899 a Purmerend nei Paesi Bassi, è stato uno dei leader dell’architettura moderna e un pioniere del design di mobili contemporanei. Nel 1927 attira l’attenzione con il suo contributo architettonico al progetto Weißenhof di Stoccarda, sia come architetto che come designer che sperimenta l’acciaio tubolare. Nel 1928 e 1929 lavorò come architetto a Francoforte, dove contribuì alla costruzione del complesso residenziale Hellerhof, tra gli altri progetti. Allo stesso tempo è stato docente ospite al Bauhaus, dove ha insegnato teoria delle costruzioni elementari e pianificazione urbana. Dal 1930 al 1934 Mart Stam fu attivo in Russia e in altri Paesi; successivamente lavorò come architetto ad Amsterdam fino al 1948. Nel 1939 assunse la posizione di vertice presso l’Accademia delle Arti e dei Mestieri di Amsterdam e nel 1950 fu nominato direttore del Conservatorio di Arte Applicata di Berlino-Weißensee. Tornato ad Amsterdam nel 1953, emigrò in Svizzera nel 1977, dove morì il 23 febbraio 1986 a Goldach.

Mark Goetz

Mark cominciò a progettare oggetti da amare quando era studente al Pratt Institute di Brooklyn. Durante quegli anni al Pratt fu fortemente impressionato dalle lezioni di George Nelson e poi di Isamu Noguchi. Conobbe anche Ray Eames, che partecipò a una revisione del suo lavoro. “Conoscere di persona questi maestri del design alimentò la mia eccitazione per il futuro”, ricorda oggi Mark. “Mi ha anche insegnato che l’umiltà è essenziale se si vuole continuare a imparare per tutta la vita”. Dopo il diploma, Mark fu assunto da vari studi di design di New York, dove lavorò a vari progetti, fra cui prodotti di consumo, e mostre per il Museo Americano di Storia Naturale. In seguito, a 24 anni, fondò il suo studio di design. Mentre si divertiva a creare prodotti per bambini per Marimekko, borse per Le Sportsac e cristalli per Steuben, la sua vera passione rimaneva quella per i mobili.Nel corso della sua carriera, Mark ha progettato una scrivania usata da un ex presidente degli Stati Uniti, sedute lounge usate per le interviste del programma “Today” della NBC e la seduta per il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti a Washington DC. Inoltre tornò successivamente al Pratt, questa volta come professore, dove per 20 anni insegnò progettazione ai giovani studenti e tenne la cattedra di Graduate Furniture Studio. Ha anche tenuto frequenti lezioni sia negli Stati Uniti che in altri paesi.Fra i suoi contributi alla Collezione Herman Miller il divano Goetz, pensato per fare elegante mostra di sé da solo o per accompagnare alcuni dei classici prodotti per la casa o l’ufficio che definiscono il design del 20° secolo. “Se potessi di nuovo sedermi in una stanza con Nelson, Noguchi o Eames, starei ancora ad ascoltare piuttosto che parlare”, ammette Mark. “Le mie esperienze preferite nascono quando imparo. Quando ho progettato il divano ho assunto quel ruolo, ho cercato di capire le qualità della Collezione che la rendevano così straordinaria. Volevo creare qualcosa che le aggiungesse rispettosamente qualcosa”. Contributi più recenti alla Collezione comprendono la seduta Full Twist e la seduta Taper, entrambe progettate da Mark per Geiger, un’azienda Herman Miller. Nel 2017, la seduta Taper ha vinto il premio Best of NeoCon Gold della rivista Contract nella categoria sedie da lavoro ergonomiche.

Mario Barbaglia

Nasce a Milano nel 1950 e si laurea in architettura al Politecnico di Milano, dove è allievo di Paolo Portoghesi.Nel 1975 apre uno studio con Marco Colombo – al quale rimane associato sino al 1999 – che inizialmente si dedica allo sviluppo di progetti di interior design per spazi commerciali.Nel 1984 lo studio inizia la collaborazione con PAF, che diventerà in seguito Italiana Luce: da questa esperienza nascono la lampada da tavolo Dove e altri innovativi prodotti.Vari oggetti di Barbaglia hanno ricevuto premi Internazionali e fanno parte delle collezioni di importanti musei quali il Cooper-Hewitt Museum di New York, il Musée des Arts Décoratifs di Parigi e il museo Rufino Tamajo di Città del Messico.

Marco Pocci

Marco Pocci viene da Colle Val d’Elsa, vicino a Siena, dove ancora oggi si trova Archirivolto. Pocci conobbe Dondoli a Firenze presso la facoltà di architettura dove facevano parte dello stesso gruppo di lavoro. Nel 1983 avviano uno studio che si occupa di progetti industriali e di architettura che nel 1989 si dedica esclusivamente a progetti di design industriale.

Marco Maran

Marco Colombo

Marcello Cutino

Marcello Cutino, designer sensibile alle evoluzioni dell’ambiente cucina, si è formato presso l’Istituto d’Arte di Verona e il Politecnico di Design a Milano, dove si diploma in Industrial design. Insieme a Susanna Brugnoli, visual designer, fonda nel 1980 lo studio BCF, che offre un servizio globale per la progettazione dei prodotti e il coordinamento dell’immagine aziendale.Ha partecipato alle mostre “Bestseller 93” a Milano, “I I D ’94′” a Seoul, “Grandesign ’94 a Pesaro e a Urbino. Ha svolto attività didattica presso l’Isia di Firenze ed è autore di numerosi articoli su riviste di design italiane: “Auto & Design”, “Bagno & Accessori”, “Fascicolo Grandesign”, “Il bagno”, “L’ambiente cucina”, “Modo”. E’ inoltre socio ADI – socio IDSA.

Marcel Wanders

Marcel Wanders nasce nel 1963 a Boxtel in Olanda e fonda il suo studio nel 1995 ad Amsterdam; la sua notorietà arriva nel 1996 quando progetta per Droog Design la Knotted Chair, una poltrona divenuta iconica, consacrata alla storia del design con la scelta del MoMA di New York di inserirla nella propria collezione permanente. La sua formazione presso l’Istituite of the Arts di Arnhem nei Paesi Bassi dà forza alla vocazione di un talentuoso e visionario creativo, oggi considerato tra i più influenti designer al mondo. Numerose sono le collaborazioni intraprese in quasi trent’anni di attività da Marcel Wanders, nei campi del design del prodotto e dell’interior design, con clienti privati e aziende leader come Alessi, B&B Italia, Baccarat, Barovier & Toso, Bisazza, Boffi, Christofle, Cappellini, Ceramiche Bardelli, Flos, Lladrò, Magis, Natuzzi, Poliform, Roche Bobois, Louis Vuitton, Swarovski, Vondom.La sua intera produzione, che conta quasi duemila progetti, si caratterizza per l’unitarietà di uno stile audace e ironico che coniuga ispirazione artigianale e orientamento contemporaneo, dimensione umana e portata industriale. Nel 2001 fonda, insieme a Casper Vissers, il brand Moooi, il cui nome deriva dalla parola olandese “Mooi” legata al concetto di “bellezza”; nelle collezioni Moooi, che spaziano dai divani alle lampade, dai tavoli agli armadi, si ritrova lo spirito eccentrico e anticonvenzionale che caratterizza l’intera poetica di Marcel Wanders. Nella sua vasta produzione le sedute realizzate per Moooi hanno un ruolo di primo piano, tra quelle di maggiore successo, si ricordano: la V.I.P. Chair, progettata in occasione dell’Expo di Hannover nel 2000; la Carbon Chair, sedia in fibra di carbonio nata nel 2004 dalla collaborazione con Bertjan Pot; la Monster Chair, seduta morbida in pelle nera sintetica prodotta nel 2014.Nel 2005, insieme allo chef Peter Lute, sviluppa il concetto di Lute Suites dando vita ad Amsterdam al primo albergo “all over city suites”: sette suite ricavate in altrettanti cottage del XVII secolo, tutte affacciate sul fiume Astel. Sono numerosi i progetti dedicati a hotel e ristoranti, come ad esempio gli interni di Blits a Rotterdam, di Thor presso l’Hotel on Rivington di New York e del Mondrian di Doha: il mondo del contract è per Wanders l’occasione per dare forma al suo linguaggio onirico, che interpreta il design come progetto romantico e antropocentrico, rispettando il passato e le differenze culturali.Tra i prodotti di maggiore successo ideati da Wanders ci sono la lampada Sky Garden per Flos (2007), la collezione di tableware Circus per Alessi (2016), le sedute Pebbles per Bisazza (2004), la Gentlemen Collection per Poliform (2019), la collezione di chandelier Calliope per Wonderglass (2017) e la serie di arredi per bambini The Parents Collections per Cybex (2016). Le sue opere sono presenti e celebrate nei più importanti musei di arte e design, oltre al MoMA si ricordano: il Centre Pompidou di Parigi, il V&A Museum di Londra, il Museum of Arts and Design, New York, il Pinakotheke der Moderne di Monaco, il Stedelijk Museum di Amsterdam, il Central Museum di Utrecht.

Marc Sadler

Marc Sadler è nato nel 1946 a Innsbrück (Austria), ha la cittadinanza francese ma vive e lavora a Milano da molti anni. Laureato all’ENSAD (École nationale supérieure des Arts Décoratifs) di Parigi, si è presto specializzato nell’utilizzo di materie plastiche, contribuendo all’innovazione delle tecnologie di lavorazione. Sadler è infatti diventato famoso come designer di accessori tecnici per lo sport a partire dagli anni Settanta, quando disegna e brevetta uno scarpone da sci in materiale termoplastico dotato di scafo simmetrico, che ottenne un grande successo. La sua collaborazione con le aziende sportive ha una grande importanza nella sua carriera: oltre al pluriennale rapporto con l’azienda italiana Caber, diventata poi Lotto, negli anni Novanta progetta per il marchio motociclistico Dainese un innovativo paraschiena, entrato nella collezione permanente di design del MOMA di New York.Sadler ha vinto più volte il Compasso d’Oro ADI: nel 1994 per l’applique in gomma Drop per Flos; nel 2001 per le lampade Tite e Mite per Foscarini (quest’ultima entrata a far parte della collezione permanente di design del Beaubourg di Parigi), realizzate con un mix di filo di carbonio e fibra di vetro, che insieme permettono di avere una struttura funzionale e un caratteristico decoro grafico; nel 2008 per la libreria Big di Caimi Brevetti, con montanti in alluminio e ripiani in acciaio verniciato; ancora, nel 2014 per il banco frigo Bellevue con tecnologia Panorama per IFI, che permette di utilizzare la struttura tradizionale a pozzetti per il gelato, conservare il prodotto e allo stesso tempo poterlo vedere. Di recente ha progettato la lampada da terra Tyla per Kundalini (2021), ispirata alle forme di una pianta acquatica, e ha vinto nel 2020 l’Archiproducts Design Award con la lampada Accordéon per Slamp.Nel corso della sua carriera Sadler si è dedicato a molti altri progetti, sempre privilegiando l’utilizzo di materiali plastici e sperimentando spesso processi di produzione innovativi: dall’arredamento all’illuminazione, fino ai piccoli e grandi elettrodomestici. Ha collaborato anche con l’azienda telefonica Tim e con la maison di moda Ferragamo per la progettazione dei sistemi d’arredo di negozi, allestimento vetrine e moduli espositivi.

Manuel Vivian

Manuel Vivian, designer di lunga esperienza, è custode inconsapevole della migliore tradizione artistica e manifatturiera italiana. Nato a Venezia nel 1971, si diploma all’Istituto d’Arte di Venezia e inizia giovanissimo a disegnare, in particolare il vetro soffiato (grazie anche all’attività di famiglia). Dopo il successo dei suoi primi progetti in vetro, Manuel ha ampliato la sua gamma di interessi a vari altri campi dell’interior design. Cultore dei processi produttivi artigianali, nelle sue creazioni non pone alcun limite alla sperimentazione. Dalla creazione di Axo Light nel 1996, ha collaborato costantemente con l’azienda e ne è diventato il principale designer. Sono frutto dell’idea creativa di Manuel alcune fra le più importanti collezioni storiche di Axolight: Bell, Skin, Skirt, Spillray, Fairy, Aura, Clavius, Virtus, Polia, Framework.

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