Eero Sairanen
Di origine maltese, Gordon Guillaumier (classe 1966) ha studiato in Svizzera e in Inghilterra prima di conseguire nel 1991 il diploma in Industrial Design allo IED di Milano e di ottenere l’anno seguente un Master nella stessa disciplina alla Domus Academy. Le prime esperienze lavorative di Guillaumier risalgono all’inizio degli anni Novanta negli studi di Baleri Associati e di Rodolfo Dordoni; successivamente entra nel team di coordinamento della strategia artistica di Driade al fianco di Enrico Astori, in particolare seguendo le collezioni Atlantide e Dhouse. Fin dai primi lavori emerge una personale cifra stilistica, che si caratterizza nel design elegante, minimalista e sobrio, fatto di linee pure e di geometrie morbide.A dieci anni dalla laurea, nel 2002, fonda il proprio studio a Milano, avviando collaborazioni con numerosi brand italiani e internazionali come: Driade, Dornbracht Interiors, Rational, Roda, Pamar, Bosa, Pandora, Paola C e De Vecchi, Arketipo, CasaMilano, Desalto, De Sede, Fontana Arte, Frag, Gebrüder Thonet Vienna, Matteo Grassi, Montina, Minotti, Moroso, Lema, Roda, Tacchini, Varaschin, Nobili Rubinetterie, Azzurra Ceramiche, Kronos Ceramiche e Ceramiche Piemme. Particolarmente proficue sono le collaborazioni con Roda (di cui è nel team di direzione artistica guidato da Dordoni) e Desalto, di cui è art director dal 2018. Per Desalto esplora le possibilità creative e strutturali del metallo firmando progetti come il grande tavolo Lake, in ceramica e acciaio, il tavolo in marmo e acciaio Iblea e in legno e acciaio Fourmore. Per Roda indaga invece il mondo dell’arredo per esterni in tutte le sue declinazioni: dalle luci, come la lampada Pillow, ai tavoli come Aspic, dalle poltrone Laze alle sdraio Orson.Moltissimi sono i riconoscimenti ottenuti da Gordon Guillaumier come designer. Tra questi: l’Interzum 2011 Award per la maniglia Loop di Pamar; il Wallpaper Design Award 2014 per il lettino Orson di Roda; l’ADI XXIV 2016 Compasso d’Oro per il tavolo Brick di Roda; l’ADI Design Ceramic Award 2016 per la collezione Bits & Pieces di Ceramiche Piemme; l’Archiproducts Design Award 2016 per il sistema di scrivanie Chill Out di Tacchini; l’Archiproducts Design Award 2018 per il tavolo Lake di Desalto; l’NYCxDESIGN Awards 2019 per la famiglia di sedute Laze di Roda; l’NYCxDESIGN Awards 2019 per la serie di ceramiche Shades di Ceramiche Piemme. Oltre che come designer, Gullaumier lavora anche nel campo degli interni, focalizzandosi principalmente su progetti residenziali per clienti privati e ristoranti che sono stati recensiti su prestigiose riviste internazionali. È stato anche invitato a tenere lezioni presso la facoltà di Disegno Industriale del Politecnico di Milano e come visiting design professor presso l’Abadir Design Academy di Catania.
Giuseppe Viganò inizia la sua carriera nel campo dell’interior designer lavorando per prestigiosi showroom della Brianza. Le sue capacità lo portano a diventare art-director e a occuparsi dell’organizzazione di punti venditi, di selezione prodotti, di allestimenti fino alla gestione del personale. Proprio grazie a questa esperienza Giuseppe Viganò ha modo di comprendere gusti, esigenze e richieste dei clienti e così definire una propria idea di design. Nel 1988 inizia a lavorare in proprio e nel 2012 apre lo Studio Viganò a Lissone, in provincia di Monza-Brianza. Viganò spazia nei campi della progettazione non limitando la sua attività al solo disegno dei prodotti di arredo, ma declinando interessi dal concept alla comunicazione, dagli allestimenti temporanei alla progettazione d’interni.Dalle prime esperienze lavorative Viganò trae la capacità di osservare e trovare ispirazione da ciò che lo circonda; in un’intervista afferma: “Tutto ciò che mi colpisce è in qualche modo una fonte di ispirazione per me. Ogni forma d’arte è inclusa in questo: dall’architettura alla letteratura, dalla moda alla musica. Dopotutto, non è il progetto un atto di poesia?”. Giuseppe Viganò, appassionato di arti visive, vede nell’uso di nuovi materiali un’opportunità, un momento di conoscenza e di indagine creativa. Secondo Viganò un buon progetto d’industrial design deve basarsi su tre principi: sull’idea di affinità, ovvero l’oggetto deve rispecchiare la personalità dell’acquirente; sull’impiego, dove l’oggetto deve incontrare le necessità di chi lo utilizza e deve essere disegnato per dare una risposta; sul costo, che deve essere coerente con quanto proposto. Il suo stile può definirsi eclettico sempre attento al mutare della società e a favorire le esigenze del contemporaneo. In quest’ottica guida il proprio team nella ricerca di una risposta formale e funzionale ai bisogni collettivi realizzando oggetti e ambienti eleganti mai convenzionali.Numerose sono le collaborazioni all’attivo, sia nell’ambito degli allestimenti (che lo vedono spesso protagonista al Salone del Mobile di Milano), sia nella realizzazione di prodotti; tra i brand con cui lavora si segnalano: Poliform, Arflex, Bonacina Pierantonio, Bonaldo, Visionnaire, Arketipo, CIA International, Cogliati & Cogliati, Confalonieri, Matteo Grassi, Emmemobili, Estel, F.lli Longhi, Frighetto, Gamma International, Horus, Ivano Redaelli, Lema, Minotti, Misuraemme, Porada, Saba Italia, Rivolta e la pelle, Tappeti Artexa, Tisettanta, Turri, LiuJo Living Collection, YDF, Reflex, Twils, MEMEDESIGN, Morelato. La seduta Ellipses progettata per Bonacina Pierantonio è stata segnalata per partecipare alla selezione per l’ADI INDEX 2010, per il Premio Compasso d’Oro ADI.
Classe 1959, Giuseppe Bavuso vive e lavora a Seregno in Brianza; in questo territorio, riferimento per il comparto dell’arredo, fonda nel 1986 lo studio Product Design con cui affronta diverse scale del progetto: dall’interior design all’automotive, dalla progettazione di interni per treni all’architettura, dagli allestimenti fieristici ad apparecchiature bio-medicali. Illuminante e fondamentale è l’incontro con Bruno Munari, una frequentazione che segna sin dagli esordi il suo modo di interpretare la professione di designer. Nel settore dell’arredamento, instaura proficue collaborazioni con diverse aziende di rilevanza internazionale, sia in veste di progettista sia di direttore creativo, occupandosi del prodotto nella sua totalità, dall’ideazione, all’ingegnerizzazione, alla comunicazione visiva, sempre ricercando soluzioni innovative volte a migliorare gli standard qualitativi, la durabilità del prodotto e a rivoluzionare l’idea di living contemporaneo.Significativo è il suo sodalizio con Ernestomeda di cui diviene art director e progetta cucine dall’alto valore ergonomico, formale ed estetico; cucine realizzate con materiali sostenibili e atossici, seguendo processi di produzione “green”. Tra le soluzioni innovative, che incontrano principi ergonomici, si annoverano il tavolo girevole Cyclos, le dispense In Space, il sistema Medley, il pensile In Line del modello Soul e la penisola estraibile Evolution del modello IconColor, mentre rispondono al concetto di salubrità in cucina l’Anta Air e la Maniglia Tag Filter. Con il sistema di cucine Icon è segnalato da “ADI Design Index” per il concorso “Compasso d’Oro” e nello stesso anno vince il Red Dot Award 2013.Pluriennale è anche la collaborazione con Rimadesio che gli è valsa diversi riconoscimenti a livello nazionale e internazionale come il primo premio “KBB Review New Year’s Honor-List For 2000” per il sistema di librerie e cabine armadio Zenit, nel 2005 la selezione “ADI Design Index” per il concorso Compasso d’Oro con il sistema “Graphis” e nel 2008 la segnalazione sempre per il Compasso d’Oro ADI con la porta per interni Vela. Tra gli altri progetti per Rimadesio figurano anche la Libreria Wind e la Libreria Opus.Come designer collabora assiduamente con Alivar, azienda toscana per cui ha firmato diversi prodotti: letti, divani, librerie, complementi d’arredo e accessori per la casa. Nel 1990 a Köln, con il progetto dell’imbottito Pick Up per Brunati si aggiudica il 1° Premio “International Design Award” mentre nel 2012 a Toronto con le lampade Skate e Kate di Domus Line riceve il secondo premio “Index Design Awards 2012”. Di lunga data è anche la collaborazione con Erco, società comasca di serramenti di cui Bavuso è art director dal 2011. Con questa azienda contribuisce a conferire all’elemento finestra un valore estetico, nascono così le collezioni Shade, segnalata nel 2013 da “ADI Design Index” per il concorso “Compasso d’Oro” e Dry con cui l’azienda si è aggiudicata il Red Dot Awards nel 2019.
Giulio Iacchetti nasce nel 1966 a Castelleone in provincia di Cremona. Per un biennio frequenta la Facoltà di Architettura di Milano per poi abbandonarla nel 1987 a causa del servizio di leva; riprende gli studi di Disegno industriale presso la Scuola di formazione professionale della Regione Lombardia con sede a Crema dove si diploma nel 1990 con il progetto di una maniglia, che poco dopo viene messa in produzione dall’azienda Frascio di Lavenone. Riprenderà gli studi universitari nel 2004 iscrivendosi a Conservazione e restauro dei beni culturali, nella sede di Ravenna dell’Università di Bologna, dove si laurea nel 2008.Importante è l’incontro con Matteo Ragni, con il quale nel 2000 progetta la posata multiuso e biodegradabile Moscardino per Pandora Design, che viene insignita del Premio Compasso d’Oro ed entra a far parte della collezione del MoMA di New York. Ha inizio così un’intesa attività di designer che lo vede collaborare con prestigiosi marchi del design, come: Abet Laminati, Alessi, Artemide, Fontana Arte, Foscarini, Ifi, Magis, Pandora design. Cura la direzione artistica per aziende come Ceramica Globo, Coccio Design, Dnd, Myhome e Danese Milano. Per quest’ultima disegna numerosi oggetti, tra i quali: il fermacarte in cemento Medhelan, il sottomano Secondo piano, il gioiello infradito Tau, la caraffa in ceramica Sula, il formaghiaccio in gomma Lingotto. Particolarmente proficua è anche la collaborazione con iB rubinetterie che sotto la sua direzione creativa ha prodotto una ricca collezione di rubinetti e miscelatori. Per Sambonet progetta le posate Duetto ed Elba. Per Alessi il tagliacarte Uselen e la collezione vino Noè.Nel 2009 viene insignito del Premio dei Premi per l’innovazione conferitogli dall’allora Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano per il progetto Eureka Coop, realizzato per Coop Italia con cui ha portato il design nella grande distribuzione organizzata. Nello stesso anno la Triennale di Milano ospita una sua mostra personale intitolata “Giulio Iacchetti. Oggetti disobbedienti”. La sua attenzione al rapporto tra realtà artigiana e design lo porta, nel 2012, a ideare Internoitaliano, progetto concepito come “fabbrica diffusa”, ovvero come sistema di produzione e vendita di oggetti d’arredo formato da una rete di laboratori artigianali e di aziende manifatturiere di qualità con le quali firma e produce arredi e complementi ispirati al fare e al modo di abitare italiano. Contestualmente porta avanti una personale ricerca verso nuovi temi di progetto come quello della croce da cui è nata la mostra “Cruciale”, tenutasi al Museo Diocesano di Milano, nella Basilica di Santo Stefano Rotondo a Roma e al Castello di Lombardia a Enna.Nel 2014 vince il suo secondo Compasso d’Oro per la serie di tombini Sfera, disegnata con Matteo Ragni per Montini. Nello stesso anno viene presentato, in occasione del Fuori Salone di Milano, “Surf-o-Morph” progetto realizzato in collaborazione con il surfista e designer Francesco Aldo Fiorentino, dove il connubio tra design e sport si traduce nella realizzazione di nuove tavole da surf performanti, che nelle linee rimandano alle sagome rispettivamente di un’Orca, di un Delfino e di uno Squalo. Un progetto che è stato premiato con una ‘Menzione d’Onore’ dall’ADI Compasso D’Oro International Award 2017 durante l’edizione dal tema “Sport-performance and Innovation.
Nato nel 1969, si laurea in Architettura nel 1996 con il massimo dei voti e menzione per la sua tesi. Iscritto all’Albo dell’ordine degli Architetti di Milano, nel 1998. Le sue prime esperienze sono state fatte in piccoli Studi di Architettura nella provincia di Milano, e dopo un periodo come stagista, nel 1999 ha cominciato la sua collaborazione presso DOBP architects in vari progetti, che includono lo studio di fattibilità per la Talamo Lodge, Ubi Maior Club, progetto di complesso residenziale a Milano e degli uffici di Lauda Air a Malpensa. Nel 1999 è stato architetto responsabile per il progetto del nuovo quartier generale, Lorenzon Techmec System e del design d’interni di motoryacht San Lorenzo di 25 mt.Nel 2000, è stato nominato Direttore di Progetto, guidando per la fase di concept il progetto della nuova sede di Torno Internazionale SpA. a Milano, il progetto completo ed i lavori di ristrutturazione di uno yacht di 51 metri, il layout del nuovo Studio DOBP a Milano, il progetto del nuovo Ponte di Alessandria (leader del progetto Richard Meier) e per il Concorso del nuovo quartier generale del Gruppo Richemont. Dal 2001 lavora anche come IT manager nello sviluppo informatico dell’ufficio ed è responsabile per la presentazione grafica e multimediale di tutti i progetti. E’ anche il leader della divisione di yacht design.E’ diventato Partner (il più giovane dello Studio) nel 2002 ed è stato l’architetto leader per la maggior parte dei progetti tra i più importanti di ultima realizzazione dello Studio come il Car-park ed edificio uffici di Alessandria, Car-park e show room a Milano, Torre TAI di 120 m di altezza ad Istanbul, edificio R&D ad Istanbul, uffici Vodafone in tutta Italia. Dal settembre 2004 è Chief Executive Officer dello Studio. Attualmente è Senior Partner e Managing Director supervisore di tutti i maggiori progetti dello Studio e architetto leader dei più grandi e noti progetti dello Studio nel mondo come New fair in Moscow, Novgorod Globe town masterplan, Third millenium square Pisa, MY 120 mt, Vodafone Italia Village Hqs Milano, Abdi Ibrahim Great Masterplan, Istanbul.Nell’aprile 2005 firma con Dante Benini il design del sistema di sgabelli e tavolini XYZ e seduta LSD.Nel 2009 con Dante Benini firma il design del radiatore TESO per Antrax . Tra il 2006 e 2007 è stato architetto responsabile delle vittorie nei concorsi di progettazione internazionale tra cui Fastweb hqs in Milano, San Nazzaro Brescia Masterplan.
Nato a Prato nel 1962, si diploma presso l’Istituto d’arte di Porta Romana (Firenze), sezione design nel 1980. Entra fin da giovanissimo nel mondo del lavoro collaborando come project manager con lo Studio B di Prato, per il quale concepisce e realizza molti lavori in Italia e all’estero, tra cui, nel 1986, lo scenografico palco costruito all’interno dello Stadio Artemio Franchi di Firenze per la messa di Papa Giovanni Paolo II. Gli Anni’80, sono un periodo fondamentale nella sua formazione, con tanta esperienza, oltre che al tavolo da disegno, anche in “cantiere”, dove, grazie alla sua innata curiosità, sviscera ogni aspetto dei materiali e del loro utilizzo. Nel 1991 crea lo Studio Ceri, che fin dagli albori, si contraddistingue anche per la sua predisposizione al contract, realizzando “chiavi in mano” centinaia di progetti, tra cui tutti i punti vendita Sasch. Luca Ceri, col suo staff, dal 2010 è artefice del design e degli arredi delle catene messicane Sears e Sanborns; dal 2012 cura la progettazione e il design di tutti i negozi Venchi a livello mondiale; nel 2018 disegna per Telcel, la compagnia telefonica nazionale messicana, le innovative facciate dei flagship di Avenida Presidente Masaryk e Avenida Paseo de la Reforma a Città del Messico. Per Zazzeri nel 2004 disegna la collezione Moon e successivamente le collezioni Toscano e Noox.
Luca Botto è nato a Udine nel 1966. Ha studiato presso il Dipartimento di Architettura di Venezia e, contemporaneamente, ha sviluppato il suo interesse per il campo del design industriale in modo indipendente. Si occupa di interior design, progettando residenze e negozi in Italia e all’estero, e di industrial design. I suoi primi prodotti sono God save the Queen e la poltrona Hayku per Accento; per Meson’s disegna la cucina White Flower e Little box, un elemento contenitore dalle proporzioni rigorose. Si tratta di una serie di progetti per i quali è stata sviluppata ad hoc la tecnica della sublimazione del vetro. Questa tecnica dà il massimo risalto alle composizioni floreali del fotografo Massimo Gardone, che caratterizzano entrambi i progetti.
Lina è nata in Colombia nel 1972 ma da oltre quindici anni vive e lavora a Milano. Dopo aver conseguito la laurea in Industrial design alla UPB – Universidad Pontificia Bolivariana – di Medellín, nel 1997 ha acquisito il Master in “Bionics and Design” presso l’ Istituto Europeo di Design di Milano. Nel 2000 inizia la sua collaborazione come Design Director dello studio Total Tool Milano partecipando a diversi progetti strategici, che hanno ricevuto dei riconoscimenti, per aziende nazionali e internazionali, fra cui SVGomma (Siliconi metallescenti – Menzione d’Onore Compasso D’Oro 2004), Q-Free (Urban ticket design – selezione Design Index 2007) e Play+ (Intrecci – selezionato per la mostra “D come Design, la mano, la mente, il cuore”, Museo Nazionale di Scienze Naturali, Torino 2008).Fonda e dirige il gruppo di “Design and Bionics” alla UPB in Colombia mentre svolge attività di docenza. Ritornata in Italia viene chiamata a tenere lezioni e workshop internazionali sul design strategico. Matura contemporaneamente esperienze nel settore del Packaging cosmetico per lo studio Fragile, del Wellness design per Focusdesign (partner Technogym) e del Product design per l’elettronica di consumo con lo Studio Villa partecipando a progetti per Eutron (Usb smart cart reader – Award Winner Industrial Design SMAU 2001), e Promelit LG (Telephone – Award Winner Industrial Design SMAU 2002).Dal 2009 inizia la sua attività di Design Consultant per Serralunga, Design Mesa, Tognana Porcellane – progetto “Globe” insieme al designer grafico Stefano Mandato – Deborah Group Italia, Porcelanosa – Progetto “Entasi” con l’ Arch. Giulio Ceppi – ed MDF Italia. Per quest’ultima, Lina ha coinvolto la stilista Carolina Galan, declinando un proprio approccio interdisciplinare – sviluppato negli anni ed in continua evoluzione – volto ad una sintesi estetica, innovativa ed emotiva, progettando insieme il nuovo divano componibile THEA.