Nato a Marblehead, Massachusetts, USA. Vive e lavora a New York City, USA. – Richard Phillips è noto per i suoi dipinti straordinariamente caratteristici, che confondono i confini tra pubblicità, vita alta, pornografia e moda, e le loro ambivalenti interrelazioni nella cultura popolare. A partire dai primi anni ’90, Phillips ha portato avanti l’appropriazione di immagini trovate nell’arte contemporanea, incarnando il discorso critico della Pop Art e creando collisioni attraverso i soggetti e le tecniche pittoriche.Il lavoro di Phillips riguarda la commerciabilità dell’uomo, i suoi desideri, le sue idee, le sue azioni, la sua identità, la sua sessualità, la sua politica e i suoi desideri. Traduce il suo editing di immagini sia in disegni che in dipinti, sfruttando la qualità iconica delle immagini. In particolare, i ritratti femminili di Phillips hanno attirato l’attenzione. Il suo stile di esecuzione, le pennellate delicate, a volte con l’uso di smalti, e l’attenzione a specifici dettagli corporei e appliques li rendono iperrealisti.I suoi soggetti, spesso tratti dalla cultura pop o dalla politica, sono presentati con pochi dettagli naturalistici o indizi del luogo o dell’ambientazione. Guardando fuori dalle loro cornici in una vuota perfezione, Phillips genera il suo marchio di uguaglianza tra lo spettatore e l’immagine, basato sulla trasformazione dell’esperienza da riconoscimento abietto a libera speculazione filosofica.
Nata a Roma nel 1986, si laurea nel 2012 in Architettura UE all’Università la Sapienza di Roma e si specializza in Home Decoration nella scuola Central Saint Martin a Londra. Iscritta all’ Albo degli Architetti di Roma e Provincia, ha collaborato con diversi studi di architettura a Roma.
Giulia Balducci è illustratrice, laureata presso l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino.La sua poetica è determinata da un connubio tra illustrazione e fumetto, reso attraverso uno stile pittorico acquisito durante il suo percorso di studi. La base della sua tecnica espressiva è la continua sperimentazione di materiali, che non impongono uno stile univoco, ma piuttosto uno stile in continua mutazione ed evoluzione.La narrativa per l’infanzia, in particolare, è parte integrante della sua opera.
Victoria Wilmotte è nata nel 1985 a Parigi, dove ha studiato interior design a Camondo. Successivamente ha conseguito un master in product design con Ron Arad al Royal College of Art di Londra. Dopo la laurea, nel 2008 è tornata nella sua città natale, Parigi, e ha aperto il suo primo studio di design, dove ha creato progetti per la Tools Gallery di Parigi e opere per la sua prima mostra personale nel 2009 presso la galleria Pierre Bergé & Associés di Bruxelles. Victoria Wilmotte ha disegnato progetti per ClassiCon, Carpenters Workshop Gallery, Legrand, Equip’Hôtel, Made in Design, Poliform, La Pierre de France, La Redoute, Vervloet, Wallpaper, LCDA, Ikea, Piasa, Systra, Land Rover.Il processo di progettazione di Wilmotte può essere paragonato a quello di uno scultore: pesa i volumi e gli spazi vuoti, rimuove il materiale fino a trovare l’angolo perfetto o la curva ideale, e lucida le superfici fino a raggiungere con precisione la struttura, l’aptica e la rifrazione della luce che cerca.
Giorgio Ragazzini vive e lavora a Imola.Diplomato all’ISIA nel 1988, consegue il Master di Domus Academy a Milano.Con il progetto per la sedia “AIDA”, ha iniziato una collaborazione con la Mazzei. Lavora alla stesura di “La cintura di Orione” di Orion Belt, edito da Longanesi, che accompagnava l’uscita di una serie di complementi disegnati da Richard Sapper per Alessi.Nel 1990 fonda l’omonimo Studio di Design.Per alcuni anni è stato assistente dell’Architetto Francesco Coppola e poi insegnante di progettazione presso l’ISIA di Faenza.La sua attività professionale si articola in diverse direzioni: design, art direction, interior design, pianificazione e organizzazione eventi, food court, web e grafic design.I suoi lavori sono stati presentati nell’ambito delle rassegne espositive nazionali e internazionali, in collaborazioni con le aziende con cui collabora da diversi anni.Tra le aziende ci sono:Vittorio Bonacina, Bross, Maxitalia, Prototipo, Bamax, Giomo, Mazzali, Fendi Casa, G5 Cucine, Errebi Cucine, Altrenotti, Casaitalia, Barilla, Pentagono, View, Phorma, Ceramica Casalgrande Padana, Polaris, Di Iorio cucine, Salcon, Gamma international, Bagnaresi Casa, Mobidline.Fare design significa avere uno sguardo attento a tutto il complesso mondo che ruota intorno alla realizzazione di un idea, e il designer che accompagna l’idea in tutte le sue fasi evolutive, coordinando tutte le altre professionalità necessarie per realizzare l’idea con efficacia.
Indirizzato al design per formazione culturale e naturale passione, Paolo Castelli inizia a disegnare prodotti di successo per l’azienda di famiglia – Domodinamica – nella quale entra prima con ruolo gestionale e che acquisisce successivamente con la Paolo Castelli SPA. L’amore per il design unito alla visione imprenditoriale sull’intero ciclo del prodotto, permettono a Paolo Castelli di concepire collezioni e pezzi dove la parte creativa è sempre accompagnata ad un approccio concreto volto alla ricerca delle migliori soluzioni tecniche ed estetiche.
Dopo gli studi di storia dell’arte presso le Università di Tolosa e Bordeaux e i corsi di arte applicata in pittura a tempera con l’iconografa greca Eva Vlavianos, Jean Christophe Clair ha capito di non essere interessato a un solo campo artistico, ma di voler esplorare il legame tra le arti, i loro punti d’incontro e l’unicità del loro rapporto. Di conseguenza, ha studiato canto al Conservatorio di Bordeaux e a quello di Parigi, oltre che scenografia e costume. Divora avidamente ogni libro e partitura, cerca stimoli e temi interessanti e costruisce nuovi ponti creativi. Rifiutando il ruolo del designer come creatore di produzioni seriali, si appassiona alla ceramica e agli straordinari oggetti di Rometti, riversando in questo nuovo campo le diverse influenze culturali accumulate negli anni, imparando nuove tecniche e aprendo nuove strade per la storica azienda di Umbertide. Le fantasie e i motivi del suo immaginario trovano forma espressiva nell’argilla, nei colori e nelle forme di oggetti che non seguono semplicemente le tendenze, ma sogni e visioni ispirati ai grandi classici o rubati alla vita quotidiana. Come in una favola, ha inaugurato un nuovo, straordinario percorso creativo come Direttore Artistico della Rometti.
Helidon Xhixha nasce a Durazzo nel dicembre del 1970. Figlio d’arte, trascorre la sua infanzia nello studio del padre dal quale eredita una forte passione per le fine arts, ma soprattutto per la scultura. Mentre inizia a frequentare l’Accademia delle Belle Arti di Tirana, decide di trasferirsi in Italia. Nel 1998, grazie a una borsa di studio, ha la possibilità di frequentare la Kingston University di Londra e migliorare così le sue tecniche d’incisione, scultura e fotografia. Nel febbraio 1999, si laurea all’Accademia delle Belle Arti di Brera a Milano. In breve tempo viene riconosciuto nell’ambito accademico per il suo stile, sperimentando e realizzando opere con una tecnica innovativa che utilizza la sua materia prediletta: l’acciaio inox. I suoi lavori hanno un ruolo importante nell’arena internazionale dell’arte. Innumerevoli sono le sue esposizioni in Italia e all’estero (America, Dubai, Germania, Francia, Austria, Russia, Inghilterra, Princ. di Monaco, Svizzera etc) e numerose sono le opere pubbliche e monumentali realizzate.
Nata a Padova, Valeria si laurea in Disegno Industriale presso lo IUAV di Venezia nel 2015. Dopo aver collaborato con alcuni studi, dal 2019 lavora come designer indipendente spaziando dal design di prodotto – con focus sui materiali sostenibili e sul design circolare – a progetti di interni, ai quali affianca l’attività di art direction. Interessata alle arti e alle differenti culture, ogni suo progetto è il risultato di una ricerca che parte dalla fascinazione per una forma, un gesto o un’espressione verbale: nel suo design questo si esprime attraverso la cura di ogni dettaglio che da vita a oggetti poetici, nei quali gli elementi materici e le caratteristiche funzionali vanno di pari passo con concetti immateriali o più profondi.