Nao Tamura (1976) è una designer di origine giapponese che ha studiato comunicazione e design grafico presso la Parsons School of Design di New York. Dopo alcune collaborazioni in studi di progettazione newyorkesi, fonda la propria agenzia a Tokyo; un’attività che in poco tempo trasferisce a Brooklyn dove attualmente lavora. La sua vocazione al mondo del design nasce dal contesto famigliare: trova origine nella linea di abbigliamento fondata negli anni ’40 da sua nonna ed è segnata dall’attività di sua madre, designer d’interni, e di suo padre, designer industriale.Il lavoro di Tamura si caratterizza per la costante ricerca di un equilibro armonico tra innovazione ed estetica, tra tecnologia e sostenibilità. Le sue opere si definiscono nella semplificazione, nel ricorso alle forme della natura e nella combinazione tra cultura giapponese e linguaggi diversi. In quest’ottica disegna ad esempio nel 2012 per l’azienda finlandese Nikari lo sgabello in legno July e per il brand Nanimarquina i tappeti Quill, pezzi unici prodotti artigianalmente che si ispirano alla natura. Il suo studio ha un approccio multidisciplinare e vanta importanti collaborazioni, come ad esempio con: Artek, Nike, Wonderglass, Issey Miyake. Per Miyake disegna l’orologio unisex 1/6 in stile industriale. Più recentemente Tamura ha disegnato progetti per il brand giapponese di light design Ambientec; da questa collaborazione nascono Turn e Sage, famiglie di lampade senza filo con ricarica USB dalle forme essenziali e classiche, altamente innovative anche sotto l’aspetto dell’ottica.Nao Tamura ha lavorato anche nel campo dell’architettura realizzando un blocco di servizi igienici, pubblici e altamente accessibili, dal colore rosso, su un lotto triangolare nel quartiere centrale di Shibuya a Tokyo; un intervento che s’inserisce nel progetto Tokyo Toilet gestito dalla Nippon Foundation che coinvolge altri importanti progettisti come Toyo Ito, Shigeru Ban, Tadao Ando, Fumihiko Maki. Per questo progetto ha ricevuto il Good Design Award e il Premio EDIDA Japanese Social Design Project. Numerosi sono i premi e i riconoscimenti ricevuti in carriera: l’IF Product Design Award, il Red Dot Design Award, l’Industrial Design Excellence Award, l’EDIDA Young Designer Talent, il Good Design Award, l’ADI Design Index, l’How Annual International Design Competition e l’Archiproducts Design Awards. Nel 2019 per Lexus realizza l’installazione SunShower in occasione di Design Miami, progetto dall’impronta multimediale e scenografica.
Sam Hecht è nato a Londra nel 1969. La sua formazione è iniziata presso la Central Saint Martins School of Art. Il suo interesse per il design industriale e l’architettura lo ha portato ad apprendere da David Chipperfield. Hecht ha così iniziato a definire lo stile che caratterizza la sua personalità di designer: una profonda ricerca dell’essenziale, un’acuta osservazione del mondo in cui viviamo e la convinzione che la semplicità possa essere fonte di ispirazione. Nel 1993 ha completato il suo Master al Royal College of Art, seguito da 3 anni in California con IDEO e 3 anni a Tokyo. In questo periodo ha collaborato con Naoto Fukasawa, producendo alcune sorprendenti tipologie di prodotti nel corso di 6 anni. Nel 2002 ha co-fondato Industrial Facility con Kim Colin. Ha iniziato a lavorare con i produttori e il numero di clienti è aumentato in pochi anni.Per Muji Japan ha creato il “Second Phone” (2004), che gli ha permesso di essere invitato a diventare Retained Designer per World Muji. Per Taylor’s Eye Witness, un’azienda di Sheffield, è diventato anche designer principale producendo notevoli sequel del lavoro di Robert Welch, selezionati per il Museum Fur Kunsthandwerk di Francoforte e insigniti del premio Design Plus e IF Gold per il 2006. Più recentemente è stato nominato Design Advisor di Herman Miller. La sua carriera comprende anche attività di insegnamento e conferenze. Tra il 2006 e il 2010 ha ricoperto il ruolo di Senior tutor presso il Royal College of Art di Londra, formando la Platform 12 e nel 2011 è stato nominato visiting professor presso l’HfG Karlsruhe in Germania. Nel 2010 ha ricevuto il premio “Designs of the Year” per la Branca Chair. Nel 2008 è stato eletto Royal Designer for Industry (RDI), il più alto riconoscimento che un designer possa ricevere nel Regno Unito, ed è stato anche nominato per il Prince Philip Design Prize.
Marius Valaitis si è laureato alla Kaunas University of Technology, specializzandosi in Design e Tecnologia dei prodotti in legno. Designer e produttore di mobili, è ispirato maggiormente dalla capacità umana di creare, e prova sempre una sensazione meravigliosa quando uno schizzo diventa una cosa reale. Segue l’intero processo dall’inizio alla fine: schizzi, progettazione, selezione dei materiali, fino alla realizzazione dell’oggetto finito. Nelle sue creazioni utilizza spesso legno vecchio, scarti di legno o di pannelli, vecchi vetri o metalli.
Sabrina Bettini, 1978, Sao Caetano do Sul, Brasile. Si laurea in architettura all’universita’ Mackenzie di San Paolo, e inizia a lavorare presso alcuni studi di architettura prima in Brasile e successivamente in Italia, dove, trasferitasi dal 2003, matura significative esperienze sul campo e contemporaneamente ottiene la laurea presso lo IUAV di Venezia. Grazie all’incontro con Stefano Sandonà intraprende una serie di collaborazioni nel campo del design sino a diventare parte integrante dello studio.
Nato nel 1986, si laurea nel 2012 in Disegno Industriale al Politecnico di Milano. Tra il 2008 e il 2012 collabora come Junior e Senior Designer nello studio Odoardo Fioravanti a Milano, per poi spostarsi a New York nello studio di Jonathan Olivares. Nel 2012 inizia la collaborazione con aziende del Design italiano che lo porta a presentare al Salone del Mobile dello stesso anno i primi pezzi da Designer Indipendente. Nel Settembre 2013 viene selezionato dall’Istituto Italiano di Cultura di New York come Top Young Industrial Designer. Lo studio, con sede a Pavia, si occupa di design del prodotto in tutte le sue declinazioni per aziende italiane ed internazionali.