Constantin Wortmann ha studiato design industriale ad Amburgo e Monaco. Nel secondo anno ha lavorato prima come stagista e poi come designer freelance nel team del maestro dell’illuminazione Ingo Maurer. Nel 1998, ancora studente, ha co-fondato lo studio di design Büro für Form insieme a Benjamin Hopf. 1999 Laurea e prima mostra di prototipi a Lipsia e Francoforte. A Lipsia Constantin viene presentato a Thomas Schulte, CEO di Next. Seguono molti progetti di illuminazione e molti lavori artistici (logo, cavalletti, cataloghi, foto, sito web, …) per next (fino ad oggi!).Nel 2000 Büro für Form debutta a Milano al Salone Satellite e avvia collaborazioni con habitat e serien. Nel 2001 progettano il Fingermax, uno spazzolino a bastoncino per bambini, che vince il premio IF come migliore della categoria. Nei due anni successivi Wortmann e Hopf hanno continuato a realizzare prototipi e a presentare progetti a Milano e Colonia. Il risultato sono progetti per Ycami, VIBIA, Modoluce, Kundalini e Authentics. Nel 2004 BFF ha iniziato a collaborare con OSRAM, lavorando su concetti futuri con nuove tecnologie di illuminazione (Planon, LED, Oled) e con Koziol. Nel 2004 sono iniziati anche i progetti di design libero per il proprio marchio Items di Büro für Form.Durante la partecipazione al designboom’s mart di New York nel 2005 Constantin ha incontrato Paul Rowan, co-fondatore di umbra, e hanno iniziato una collaborazione di lunga durata. Mentre Benjamin Hopf ha abbandonato lo studio e dal 2006 ha intrapreso nuove strade, Constantin Wortmann ha iniziato a lavorare su accessori di alta gamma per Georg Jensen e sull’illuminazione per il marchio folle DARK e sta ancora una volta giocando con le abitudini di visione del suo pubblico.
Claus Breinholt è nato in Danimarca nel 1972 e vive e lavora a Copenaghen. Laureato in Furniture Design presso la Danmarks Designskole, nel 2003 ha aperto il suo studio a Copenaghen, dove opera nel campo del design industriale e dell’arredamento per i settori contract e casa. Ha vinto numerosi premi nazionali e internazionali, tra cui il FORBO Design Competition e il Danish Woodworking and Furniture Industries Competition. I suoi prodotti sono stati esposti dal 2000 al 2006 alla Scandinavian Furniture Fair di Copenaghen, nel 2001 al Salone Satellite di Milano, nel 2001 e 2003 alla International Furniture Fair di Stoccolma e all’Interzum di Colonia, in collaborazione con Reholz GmBH.
Claudio Dondoli viene da Colle Val d’Elsa, vicino a Siena, dove ancora oggi si trova Archirivolto. Dondoli conobbe Pocci a Firenze presso la Facoltà di Architettura dove facevano parte dello stesso gruppo di lavoro. Nel 1983 avviano uno studio che si occupa di progetti industriali e di architettura che nel 1989 si dedica esclusivamente a progetti di design industriale.
Christophe Pillet nasce nel 1959 a Montargis in Francia; si diploma all’Ecole Nationale Supérieure d’Art di Nizza nel 1985 e l’anno successivo consegue un master alla Domus Academy di Milano. I suoi esordi sono segnati dalla collaborazione con Martine Bedin e Michele De Lucchi nel gruppo Memphis e successivamente, dal 1988 al 1993, con Philippe Starck. Nel 1994, quando apre il proprio studio a Parigi, viene nominato “Créateur de l’année” in occasione del Salon du Meuble de Paris, il primo di una lunga serie di prestigiosi riconoscimenti che conseguirà in tutto il mondo e che lo porteranno a esporre le sue opere in numerosi e importanti musei come il Centre Georges Pompidou di Parigi e il Museo delle Arti Decorative di Lucerna. Il suo lavoro si distingue per sobrietà formale, qualità artigianale ed eleganza stilistica, approccio che si traduce nelle diverse scale del progetto, dall’architettura alle scenografie, dall’arredamento d’interni al product design. Ha progettato le boutique Lancel in Francia e nel resto del mondo, l’Hotel Sezz a St Tropez, l’Hotel Sahrai e il ristorante Maison Blanche a Fez, gli stand per Renault ai saloni automobilistici internazionali.È design director di Lacoste e collabora stabilmente con importanti aziende: con Cappellini disegna la poltrona Sunset e il divano e tavolini High Time; per Flexform disegna la serie di sedie Echoes S.H. e Any Day linea di sgabelli, scrivanie e mobili; con Driade realizza la famiglia di arredi Meridiana con tavolo rotondo, sgabello e sedia girevole. Proficua è la collaborazione con Emu da cui nasce la linea Round con sedie, tavoli, poltroncine, sgabelli, ombrelloni e lettini. Per Oluce dà vita alle lampade Niwa (a sospensione), Plume (da tavolo) e Berlin (a parete e a soffitto). Con Lema firma numerosi prodotti a partire del 2013, tavoli, divani, credenze. Per Tacchini disegna la seduta South Beach (2006), la collezione di poltroncine e sedie Mayfair (2008) e la sedia Memory Lane (2018). Con Kartell dà vita ai vasi Shibuya dove la plastica diviene preziosa come se fosse vetro soffiato di Murano.Costante nel suo percorso professionale è il legame con il mondo della moda vantando collaborazioni con stilisti come Catherine Malandrino e Jean Claude Jitrois. Tra i riconoscimenti a livello internazionale riceve il Red Dot Design Award, il Wallpaper Design Award e il Prix d’Excellence at Salon International du Luminaire, nel 2019 il Silmo d’Or Awards e il German Design Award e nel 2021 si aggiudica l’ADA Archiproducts Design Awards per la Lyon Armchair prodotta da Enne.
Nato nel 1968 a Starnberg e cresciuto in Italia, Christian Horner ha studiato design all’Università di Arti Applicate di Vienna e si è laureato con lode nel 1994 alla master class di Ron Arad. Tra il 1997 e il 2000 Horner ha lavorato in rinomati studi di design a Parigi e Milano. Da più di quattro anni Christian Horner progetta numerosi mobili per l’azienda austriaca di mobili per ufficio Bene. La qualità dei suoi progetti con le loro linee eleganti e la forma unica è stata riconosciuta in numerose occasioni con premi internazionali e premi per l’innovazione. Nel 2000 ha fondato lo studio di progettazione “Soda Designers” insieme a Nada Nasrallah, lavorando per “Fontana Arte”, “MDF Italia”, “Rapsel”, “Ligne Roset” e “Wittmann”.
Christian Hoisl si laurea presso l’Università di Scienze Applicate di Disegno Industriale di Monaco. Dal 1987 al 1992 collabora con Herbert Schultes e Martin Dettinger allo sviluppo del System 25 per Bulthaup. Poi, con lo studio, System Design, sviluppa cucine, bagni, uffici e mobili da esterno. Nel 2000 fonda il proprio studio a Monaco e si occupa dello sviluppo di mobili, accessori ed elettrodomestici per diversi produttori tedeschi e italiani. Per Schönbuch, Christian Hoisl ha progettato il gancio a muro LUX.
Nato a Milano il 19 novembre 1935. Laurea in architettura nel 1960 presso il Politecnico di Milano. L’Arch. D’Urbino inizia l’attività nel campo dell’architettura pubblica e privata nel 1961 in collaborazione con Gionatan De Pas e Vittorio Bozzoli e la prosegue dal 1968 con Gionatan De Pas e Paolo Lomazzi (De Pas mancherà nel 1991) e infine, dal 2017, nel proprio nuovo studio. Negli anni ‘60/’70 sviluppa con particolare interesse l’attività di creazione di mobili e architetture temporanee, caratterizzata dall’uso di segni, materiali e tecnologie industriali avanzate; progetta e realizza una serie di strutture pneumatiche per il Padiglione Italiano all’Expo Mondiale di Osaka e per la XIV Triennale di Milano.Partecipa, con opere e allestimenti, a numerose mostre di settore, tra le quali: “Milano 70-70”, le Triennali, gli Eurodomus, la mostra “Italy New Domestic Landscape” al Moma del ’72, le Bio di Lubiana, diverse esposizioni itineranti ADI tra cui quelle sul Compasso d’Oro e la mostra “Italian Re Evolution-Design in Italian society in the eighties”. Progetta per l’ I.C.E. l’allestimento per la mostra “Italienische Mobel Design” allo Stadtmuseum di Colonia nel 1980 e il S.I.AL. 1992 a Parigi.De Pas D’Urbino e Lomazzi vengono invitati a progettare per diverse istituzioni: ricordiamo le lampade rituali per incarico del Museo di Gerusalemme, le mostre SAD a Parigi del 1985 e del 1987, la partecipazione alla XVII Triennale del 1988 per incarico delle Nazioni Unite, la partecipazione alla mostra itinerante “Bird House” del 1993 in Giappone, la partecipazione alla mostra “50 anni di design italiano e tedesco” per il museo KHA di Bonn nel 2000.Tra i numerosi premi e riconoscimenti ottenuti ricordiamo: il Compasso d’Oro – 1979 Milano, il BIO 7 – 1977 Lubiana e il BIO 9 – 1981 Lubiana, il Design Award Winner – 1998 Hannover.Numerose opere dello studio sono presenti nelle collezioni di design del Museum of Modern Art e del The Brooklin Museum di New York, del The Denver Art Museum del Colorado, del Victoria and Albert Museum di Londra, del Museo di Gerusalemme, dello Staatliches Museum fur angewandte Kunst di Monaco, dei Kunstgewerbemuseum di Berlino e di Zurigo, del Vitra Design Museum di Weil am Rhein e del Museo del Design della Triennale di Milano. La sua produzione è documentata nella letteratura storica sul design italiano e nelle principali pubblicazioni internazionali di architettura e design.All’attività progettuale l’Arch. Donato D’Urbino unisce quella teorica e quella culturale quali: la didattica, la partecipazione a numerose Giurie di concorsi, al Consiglio dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Milano (per il biennio 1993-94), alla Commissione edilizia del Comune di Abbiategrasso, alla Commissione edilizia del Comune di Milano dal 1997 al 1999 e la docenza al Politecnico di Milano – Facoltà di Design dal 1999. Nel 2018 gli viene conferito il premio Compasso d’Oro ADI alla carriera.
Nato in Belgio nel 1964, figlio di un ebanista, Dirk Wynants ha studiato Architettura d’interni e Design di mobili presso la Facoltà di Architettura Sint-Lucas di Gand. Con sede tra i campi di luppolo nelle Fiandre, in Belgio, il suo studio di design Dirk Wynants Design Works, o DWDW, si è cimentato in diversi settori del design di prodotto, ma è noto soprattutto per i suoi progetti di mobili per esterni. “I designer dovrebbero avere l’ambizione di cambiare il mondo in meglio”, è una convinzione che mette in pratica ogni giorno. Pertanto, ogni suo progetto deve guadagnarsi la sua ragione di esistere offrendo un importante valore aggiunto. I cambiamenti nella società sono l’ispirazione, l’attenzione alla sostenibilità è sempre presente.La sua metodologia di progettazione ha portato a innumerevoli premi di design, grazie all’attenzione che pone nel partire da un forte “perché”, al pensiero multidisciplinare e al guardare le cose da un’angolazione molto diversa, persino opposta. La convinzione che tutto abbia il potenziale per essere migliorato si combina con una curiosità molto ampia, mantenendo la capacità di liberarsi dalla conoscenza di ciò che già esiste. È un atteggiamento che cerca di far crescere nelle menti dei suoi studenti presso lo Shanghai Institute of Visual Arts, dove è responsabile dell’educazione al design industriale. Progettare buoni prodotti contribuisce alla qualità della vita di tutti. Insegnare come farlo è il moltiplicatore.