Aziz Sariyer

Nato nel 1950 a Istanbul, Aziz Sarıyer ha iniziato a progettare professionalmente mobili e interior design dopo aver fondato Derin Design nel 1971. L’interesse di Sarıyer per la professione e il suo lavoro costante lo hanno collocato in una posizione importante nell’arena del design mondiale. Nel 1999, ha sviluppato la sua collezione che ha disegnato per Derin e un anno dopo, era tra i pochi marchi noti. Sarıyer ha lavorato con Cappellini, Moroso, Zeritalia e Scia.Nel 2004, Sarıyer è stato incluso nella 100 Designers of the 21st Century Encyclopedia, pubblicata da Terence Conran Publishing nel Regno Unito e il suo contributo per portare il concetto di design in Turchia per raggiungere i valori del design sviluppato del mondo è importante. Con molti premi nazionali e internazionali a suo nome, Sarıyer è stato anche ritenuto meritevole del Wallpaper Design Award per Birth Table nel 2006. Nel 2007, Sarıyer ha vinto premi nella categoria mobili per ufficio per il suo design ‘Gull Sofa’ presso l’Industrial Designers Association Turkey Design Awards e ‘The Moon Desk’ agli Elle Decor International Design Awards (EDIDA). Sarıyer ha anche ricevuto un Superior Design Award da Design Turkey con “Gull Sofa” nel 2008.Tra i progetti più noti di Sarıyer ci sono la libreria Pause (2003) disegnata per Moroso, Boomerang Sofa disegnato per Derin Design (2003), Liqurizia Sofa disegnato per Altreforme (2007) e Gull Sofa disegnato per Alparda.

Cecilie Manz

Designer, nata nel 1972 in Danimarca. Vive e lavora a Copenaghen. Dopo essersi laureata alla Royal Danish Academy of Fine Arts – The School of Design nel 1997, con ulteriori studi presso l’Università di Arte e Design di Helsinki, Cecilie Manz ha fondato il proprio studio a Copenaghen nel 1998. Cecilie Manz Studio progetta mobili, stoviglie, illuminazione ed elettronica. Oltre aa essere una designer di prodotto, la parte principale del suo lavoro è costituita da prototipi sperimentali e pezzi unici scultorei.Vincitrice della Thorvald Bindesbøll Medal 2011 (Danimarca), del Bruno Mathsson Prize 2009 (Svezia), Kunstpreis Berlin 2008 (Germania), del Finn Juhl Architectural Prize 2007 (Danimarca), The Furniture Prize 2007 (Danimarca), The Crown Prince Couples Cultural Award 2014 (Danimarca), Designer of the Year 2018, Maison&Objet (Parigi), Award of Honor di E. Kold Christensen (Danimarca), Chevalier des Arts et des Lettres 2019 (Francia), the Three Year Working Grant della Danish Arts Foundation e molte altre sovvenzioni e onorificenze. Lavora con numerosi brand del design come Duravit, Fritz Hansen, Bang&Olufsen, Fredericia Furniture, Iittala, Muuto, Nils Holger Moormann, Nikari, Georg Jensen Damask, Gloster, Actus/Nissin, Reform, TAKT e altri.

Arik Levy

Nato nel 1963 a Tel Aviv, in Israele, Arik Levy è un noto artista e designer. Ancora studente di grafica e scultore in erba, nel tempo libero si dedica al surf, sua grande passione, e lavora in un atelier che produce tavole da surf, creando decorazioni personalizzate. All’età di 25 anni decide di lasciare Israele e intraprende diversi viaggi, dapprima in Svizzera, dove si diploma in disegno industriale all’ArtCenter Europe di Vevey nel 1991, poi in Giappone, e infine a Parigi, dove si stabilisce nel 1992. Curioso e poliedrico, in parallelo all’insegnamento in alcune scuole di design europee, si dedica con successo a diverse attività, dalla scenografia teatrale alla moda, dalla fotografia all’arte. Oggi alcune sue opere, tra le quali sculture, installazioni e pezzi di design, sono esposte in gallerie e musei prestigiosi in tutto il mondo. Dal 1997 al 2003 lavora con l’artista e grafico newyorkese Pippo Lionni, con il quale crea l’agenzia indipendente LDesign. Nel 2004 fonda il proprio studio Arik Levy art & Design, che sviluppa sia l’attività artistica che il design di prodotto. Firma di punta di aziende come Vitra e Vibia, ha lavorato con altri brand prestigiosi come Baccarat, Emu, Desalto, Molteni, Zanotta, Danese, Lasvit, e, fedele alla sua idea di design democratico, ha creato collezioni anche per marchi più accessibili.E’ difficile racchiudere lo stile di Arik Levy in una semplice definizione, viste le molteplici fonti di ispirazione che animano il suo design. Oggetti minimalisti si alternano ad altri dalle complesse geometrie sfaccettate, rigorose linee rette dialogano con morbide curve, i pieni si alternano ai vuoti in una dialettica che unisce tecnica e poesia. Il risultato sono oggetti mai banali, impregnati di un forte carattere. Tra i suoi prodotti più apprezzati, rientrano le collezioni di lampade per Vibia, come Fold (2011), North (2017), la pluripremiata Wireflow (2017), fino alla più recente Ghost (2021). Molto feconda la collaborazione con il marchio parigino Forestier, specializzato nella produzione di lampade, per il quale firma diverse collezioni, come Cage (2012) in metallo e carta di riso, Mesh (2012), la più recente Take Away e la ricca gamma di lampade Bamboo, sviluppata a partire dal 2014 in numerose versioni.La lunga e fruttuosa collaborazione con Desalto ha permesso al designer di sviluppare progetti di arredo che vanno dalle poltrone ai tavoli, dagli sgabelli ai mobili contenitori, mentre per il marchio EMU ha disegnato collezioni complete di arredi da esterno, tra i quali l’iconica seduta Shine, utilizzata sul set cinematografico del film « Non è un paese per giovani » di Giovanni Veronesi (2017). La collaborazione con Vitra ha portato alla realizzazione dei sistemi per ufficio ABC (2003), Storage (2004), WorKit (2008) e all’iconico portaoggetti Toolbox (2010). Tra i lavori più recenti, possiamo citare la collezione di sedute per ufficio Marien152 per Coalesse e la linea di sanitari e arredobagno Voyage per VitrA. Tra i premi e i riconoscimenti ricevuti nell’ambito della carriera come designer di prodotto, c’è il Wallpaper*Design Awards nel 2009 per il letto Landscape per Verardo, seguito dal Good Design Award nel 2011 per la sedia Pattern per EMU, i tre premi per la linea bagno Bowl per Ibani, l’Iconic Awards nel 2015, il Design Plus Award sempre nel 2015 e il German Design Award nel 2016. Più di recente, la lampada Sticks per Vibia si è aggiudicata l’Archiproducts Design Award 2019.

Carsten Gollnick

CARSTEN GOLLNICK DESIGN è uno studio di design industriale nel cuore di Potsdam, appena fuori Berlino, in Germania. Il design di Carsten Gollnick rivela la sua affinità con l’estetica asiatica. Combinazioni speciali di materiali nobili sono caratteristici del suo linguaggio creativo, che fonde il purismo con l’eleganza moderna e ha incluso lavori per Carpet Concept e Walter Knoll. La collaborazione con Schönbuch ha prodotto i programmi dell’area d’ingresso HESPERIDE e HESPERIDE DYO, nonché i nobili accessori per interni CAPSULE.

Carlo Urbinati

Carlo Urbinati (Roma, 1949) architetto e designer, ha frequentato la Facoltà di Architettura, seguendo corsi di interior design e scenografia. Nel 1972 inizia a collaborare come product designer con diverse aziende italiane operanti nei settori del mobile, dell’imbottito, dell’illuminazione, dell’arredo bagno e della cucina. Concentra i suoi studi sulle materie plastiche e collabora con numerose aziende internazionali in Austria, Giappone, Australia e Spagna. Il suo principale campo d’azione riguardava anche le forniture complete per alberghi, negozi e la realizzazione di stand fieristici.

Carlo Tamborini

Nato a Milano nel 1958; dopo aver frequentato l’Istituto Europeo del Design di Milano nel 1993 inizia a lavorare come freelance progettando inteni, sistemi espositivi e packaging. Collabora con diversi studi di architettura e nel 1997 approda allo studio Lissoni Associati di Milano dove tuttora e’ coordinatore nel settore design. Nel 1998 ha co-fondato il gruppo Codice31 e dal 1999 disegna per Fontana Arte, Pallucco Italia, MOS by Cover, Glas Italia, Coro, Artelano, Diamantini&Domeniconi ModoLuce.

Danny Venlet

Venlet è nato nel 1958 a Victoria, in Australia, da genitori olandesi. Ha studiato interior design al Sint-Lukas, l’Istituto di Architettura e Arti di Bruxelles. Dopo la collaborazione con Neil Burley (1988) e Marc Newson (dal 1998 al 1990), nel 1991 apre il proprio studio, Venlet Interior Architecture. I suoi progetti di design spaziano da residenze private, loft, bar e ristoranti fino a showroom e uffici di grandi aziende. Esempi recenti sono il salone di parrucchiere “Savagan” a Bruxelles e la mostra “La Belgique des Autres” a St Etienne. I progetti d’interni ei design di mobili di Venlet si caratterizzano per il loro stile internazionale contemporaneo. Dice che gli oggetti nascono da un’interazione tra arte, scultura e funzione. Questi oggetti danno una nuova descrizione allo spazio in cui sono collocati – con rispetto, ma anche con relativo umorismo. Gli oggetti Venlet sono discreti, ma proprio per questo non meno evidenti.

Daniele Lago

Daniele Lago, classe 1972, è Chief Executive Officer e Head of Design di LAGO. Ultimo di dieci fratelli, Daniele, dopo una carriera pallavolistica, all’inizio degli anni 2000 inizia l’inserimento in azienda sentendo la necessità immediata di generare significati, non fermandosi alla semplice produzione di pezzi di arredamento. Daniele ha creduto da subito nella “centralità della persona” e nella “cultura” come assett strategici di sviluppo dell’azienda di famiglia, trasformando la gestione esclusivamente famigliare in gestione con forte orientamento al merito, all’equità, all’apertura e alla contaminazione manageriale. Questa ricetta semplice ed innovativa ha permesso di trasformare la piccola LAGO artigiana in un’azienda che oggi conta quasi 200 dipendenti e un fatturato che sfiora i 30 milioni di euro, una realtà internazionale che è punto di riferimento nel mondo del design.Come Head of Design, Daniele ha individuato una nuova visione del design, il cui baricentro passa dal designer al fruitore, sviluppando in Lago non più prodotti definiti, ma prodotti disposti al dialogo, che funzionano come alfabeti o ingredienti. Daniele ha la convinzione che tutti possono e devono sviluppare il loro potenziale creativo ed è per questo che i prodotti da lui disegnati sono delle matrici in cui il consumatore e l’interior designer possono metterci del loro per farselo proprio. Sospensione, modularità, colore, contrasto e mimesi sono i codici genetici dei prodotti da lui disegnati.

Daniela Puppa

Architetto e designer poliedrico, ha fatto dello stile e dell’eleganza il proprio tratto distintivo. Parole d’ordine: energia e curiosità applicate al product e fashion design. Laureata al Politecnico di Milano, inizia come redattrice della rivista Casabella e partecipa alla nascita di Modo. Al mondo del design si avvicina attraverso le sperimentazioni con i gruppi di Alchimia e Memphis. Da allora non si è più fermata, spaziando dal mondo del mobile, all’illuminotecnica, al textile design. In parallelo, a Parigi collabora come designer di accessori per il gruppo LVMH e Dior. Con FontanaArte ha una relazione di lunga data: nei primi anni ’80 – sotto la direzione artistica di Gae Aulenti – progettava insieme a Franco Raggi gli allestimenti per gli eventi che vedevano protagonista l’azienda. Nel 1992 disegna per l’azienda milanese Prima Signora, lampada da terra dall’eleganza intramontabile. Svolge attività didattica al Politecnico di Milano nella Facoltà di Disegno Industriale, allo IULM e alla Domus Academy di Milano, dove tiene seminari ed è relatore di progetti che riguardano le connessioni tra il sistema moda e design.

Daniel Rode

Daniel Rode, nato in Francia nel 1967, si laurea come architetto e designer di interni all’Ecole Boulle di Parigi e inizia a lavorare nel settore della moda come designer di valigie e accessori, in Cina e a Hong Kong. Nel 1992 avvia la propria società di design a Parigi per concentrare la propria creatività sul mondo dell’arredamento d’interni. Nel 1999 decide di trasferirsi in Italia e di fondare la Rode Design srl, con l’obiettivo di stabilirsi nel cuore del processo creativo. Progetta oggetti funzionali e belli, il cui spirito è assolutamente ottimista. Le sue creazioni incarnano un paradossale connubio tra robusto realismo e leggerezza onirica.Stranamente, gli oggetti di Daniel Rode non possono fare a meno di essere sognanti, al di là della loro logica interna. Attento osservatore di tutte le cose in fase di genesi, Daniel Rode si muove verso un linguaggio intuitivo e puro. Attualmente collabora con diversi marchi famosi. Il denominatore comune di tutte le sue creazioni è il corpo umano: modella prodotti ergonomici con metodi non convenzionali e materiali duttili. La sua attenta ricerca è stata premiata con importanti riconoscimenti internazionali.

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