Nato a Milano nel 1958; dopo aver frequentato l’Istituto Europeo del Design di Milano nel 1993 inizia a lavorare come freelance progettando inteni, sistemi espositivi e packaging. Collabora con diversi studi di architettura e nel 1997 approda allo studio Lissoni Associati di Milano dove tuttora e’ coordinatore nel settore design. Nel 1998 ha co-fondato il gruppo Codice31 e dal 1999 disegna per Fontana Arte, Pallucco Italia, MOS by Cover, Glas Italia, Coro, Artelano, Diamantini&Domeniconi ModoLuce.
Carlo Cumini nasce a Gemona del Friuli (UD) nel 1953 dove tuttora opera professionalmente. Conclude nel 1974 gli studi tecnici presso l’Istituto Marinoni di Udine e inizia a lavorare nell’azienda di famiglia quale addetto alla progettazione e vendita di arredi per la casa. Dal 1979 al 1984 progetta singoli pezzi di arredamento che diventano seriali per l’azienda Cumini a partire dal 1985 e per Horm dalla sua fondazione nel 1989. Nel 1993 inizia ad avvicinarsi agli arredi per esterni e partecipa alla realizzazione di alcuni prodotti del “giardino di pietra” per “Il Laboratorio del Marmo”. Nel 1995 presenta a Udine Emporio Casa Cumini e sempre in quell’anno inizia la collaborazione con Alberto Freschi, imprenditore di Conegliano e Bancolini Carlo che vive e lavora a Marrakech dove esplora l’artigianalità del posto.
Fondatore dello Studio Rari, di cui era direttore creativo, Bruno Rainaldi ha collaborato come art director con aziende tra cui Alivar, Blum, MDF, Mussi Italy, Sintesi. Nel 1994 partecipò al rilancio di Dilmos, in particolare con la collezione Dilmos edizioni. Nel 2002 fondò MOCO extra ordinary furniture, collezione di mobili e complementi che comprende la libreria verticale Ptolomeo, con cui vinse nel 2004 il Compasso d’Oro ADI. Nello stesso anno aprì con Marta Giardini Entratalibera, spazio di design e arte contemporanea nel centro di Milano.Due anni dopo, con Massimo e Flavia Ciatti, lanciò la collezione di specchi Facebox-genuine mirrors, diventando inoltre socio di Ciatti a Tavola, che l’anno dopo avrebbe presentato con lo stesso nome un sistema di contenitori per l’area cucina/living. Tra i suoi più recenti progetti di design una collezione di lampade per Terzani luce pensata; la serie delle testiere da letto della collezione DeSide (Gruppo Sintesi) di cui era anche direttore artistico; Modè, collezione di contenitori per Baleri Italia; Max8, sistema di contenitori a carrucola per Ciatti a Tavola.Con Marta Giardini ha infine progettato la collezione di tappeti 4Feet per Mussi Italy e, per CCR, Ptolomeo and his Family, una collezione di librerie che sviluppa l’idea di della Ptolomeo. A Euroluce 2007 aveva presentato per Terzani luce una nuova collezione di lampade.
Bruno Munari (Milano, 1907-1998) è stato uno dei protagonisti della scena artistica italiana del Novecento. La sua attività inizia nel 1926, durante il secondo movimento Futurista, accanto a Severini, Marinetti, Aligi Sassu e Prampolini. Nel 1927 partecipa alla collettiva dal titolo Trentaquattro Pittori Futuristi, alla galleria Pesaro di Milano, ma ben presto sviluppa una visione autonoma che lo porterà ad avvicinarsi agli artisti astrattisti, tra i quali Fontana, Melotti, Reggiani. Negli anni Trenta Munari abbandona la pittura per esplorare il concetto del movimento delle forme nello spazio, da un punto di vista differente. Le sue sperimentazioni, teorizzate nel Manifesto dell’Aeroplastica Futurista (1934), lo porteranno alla creazione di opere plastiche come la Macchina Aerea, le Macchine Sensibili e le Macchine Inutili, esposte alla galleria Il Milione di Milano nel 1933. Allo stesso tempo Munari si dedica alla grafica, fondando, nel 1930, lo studio R+M con Riccardo Castagnedi, e instaurando, nel dopoguerra, alcune collaborazioni con le case editrici Einaudi, Mondadori, Italgeo, Corraini. Nel 1948 fonda il Movimento Arte Concreta e inizia ad esplorare il mondo del design, grazie alla collaborazione con l’azienda Danese.In circa settant’anni di attività, Bruno Munari ha creato opere che spaziano dall’arte alla grafica, dal design alle collane di libri: ricordiamo le Forchette parlanti, realizzate in acciaio inox, accompagnate dal libro illustrato con i disegni e le grafiche (1958); l’installazione Concavo-Convesso (1947) e la serie di quadri astratti Negativo-Positivo (1963); i libri per l’infanzia, come i Prelibri (1980), i Libri Tattili e i Libri Illeggibili (1957), uno dei quali è esposto al MoMA di New York. Sempre al MoMa sono esposte le opere L’Ora X Clock (1945) e Girondella Kinetic Objet (1965). Nel campo del design, Munari ha realizzato oggetti iconici come il posacenere Cubo, che ha ricevuto il premio Compasso d’Oro ADI nel 1954, e la lampada Falkland (1964), entrambi per Danese.Tra le opere che hanno ricevuto premi e riconoscimenti, si ricordano il giocattolo in gommapiuma Scimmietta Zizí (Compasso d’oro ADI 1954) e l’Abitacolo per Robots (Compasso d’Oro ADI 1979). Inoltre, gli vengono assegnate la Medaglia d’oro della Triennale di Milano per i Libri Illeggibili, il premio Lego per il suo contributo allo sviluppo della creatività nei bambini e il suo 4° Compasso d’Oro ADI, nel 1994, come premio alla carriera.
Sono nata e vivo a Milano dove, a seguito di studi classici, ho frequentato l’Istituto Europeo di Design. Parallelamente all’apertura del mio primo studio, ho avuto l’occasione di iniziare una collaborazione con la rivista Interni, durata poi molti anni. Quest’ultima esperienza mi ha permesso di sviluppare capacità di analisi e sintesi, che si sono rivelate fondamentali per la mia formazione professionale. Il primo approccio significativo al mondo del design lo ho avuto con un’azienda del settore arredamento: Robots, con la quale ho collaborato per diversi anni come consulente progettuale, formandomi come progettista all’interno di una realtà aziendale. E’ stato un inizio felice in quanto il primo prodotto che ho disegnato e firmato per loro, la cassettiera Zen, ha esordito sul mercato nel 1989 con due segnalazioni: il XV Premio Compasso d’Oro e il concorso Young&Design.Nei primi anni di attività mi sono dedicata a collaborazioni con aziende di settori diversi, dall’illuminazione, al casalingo, dal complemento d’arredo, al settore bagno, l’esordio di una lunga carriera, ricca di soddisfazioni personali e riconoscimenti come il Design Plus 2009 – ISH vinto con il progetto della vasca Jolie di Regia. La mia professionalità si è poi arricchita, grazie ad un’innata attitudine a costruire rapporti continuativi, di un aspetto importante e cioè quello di essere in grado di comprendere le realtà aziendali, analizzando le problematiche di ogni nuovo progetto in senso globale e acquisendo nel tempo un tipo di approccio alla progettazione mirato e diretto. E’ cosi che nascono di volta in volta i miei prodotti, dalla sintesi tra le esigenze concrete del mercato e gli obiettivi studiati al fianco delle aziende.Un prodotto di design, è sempre frutto di un lavoro di ricerca e di sperimentazione. Le caratteristiche principali che a mio parere deve avere un designer sono la sensibilità, quella che rende capaci di interpretare attraverso stimoli esterni, mode e tendenze traducendoli poi in progetti innovativi e la capacità di sapersi confrontare con i processi produttivi, cioè con tutte le fasi e i passaggi che portano dall’idea iniziale alla produzione. La fabbrica è il luogo deputato alla trasformazione dei nostri progetti, dall’ipotesi alla realtà, ed è per questo che poter vivere questa esperienza in prima persona è fondamentale per la propria crescita professionale. Tanti dei miei progetti sono nati proprio in fabbrica sperimentando, insieme a chi materialmente svolge il lavoro della produzione, per arrivare alla soluzione ideale per poter realizzare un determinato oggetto.Da sempre ho lavorato in questo modo, sedendomi a discutere con modellisti, tecnici e responsabili di produzione, cercando ogni volta la maniera di coinvolgerli e appassionarli in prima persona nelle difficoltà che a volte i miei progetti presentavano, e riuscendo insieme a loro a trovare le giuste soluzione anche per le idee più ardue. Ciò vuol dire capire e imparare nuove tecnologie e non solo, significa essere disponibili a modificare il proprio progetto per assecondare i metodi di produzione, e non restare statici sulle proprie convinzioni, intraprendere nuovi percorsi, ascoltare le difficoltà e trovare soluzioni innovative. Questo è l’aspetto più stimolante del mio lavoro che negli anni ho approfondito, spinta da un’innata curiosità verso i materiali che mi ha portato ad acquisire una conoscenza delle tecnologie di lavorazione tale da poter usare la mia creatività in maniera sempre propositiva e concreta.
Brodie Neill è un designer dinamico che cattura l’attenzione della scena internazionale del design con il suo nuovo ed entusiasmante uso della forma. La rapida ascesa al successo del giovane australiano ha dato vita a un’impressionante collezione di successi internazionali e a una vasta lista di clienti prestigiosi. L’approccio progressista di Brodie ha già dato vita al celebre progetto E-turn (Kundalini) e alla @ Chair, recentemente inserita tra i progetti più influenti della rivista Time. Altri progetti acclamati sono la chaise longue Remix e la sedia Reverb (The Apartment Gallery London), entrambi design progressivi che fondono la forma materiale con tecnologie avanzate. I continui sforzi creativi di Neill hanno portato alla collaborazione con il defunto leader della moda Alexander McQueen per l’ICFF di New York nel 2009. Il suo progetto più recente, Clover (Kundalini), una forma di luce scultorea ispirata alla natura, è stato presentato al Salone del Mobile di Milano di quest’anno.Brodie fonde il suo interesse per la forma, esplorato per la prima volta all’Università della Tasmania, con un approccio digitale progressivo sviluppato durante un master alla Rhode Island School of Design. Dopo aver lavorato con successo per importanti marchi a New York, Brodie ha fondato il suo attuale studio nell’East End di Londra, dove applica i suoi disegni fluidi e senza soluzione di continuità a una serie di oggetti, da quelli di serie alle edizioni speciali. Con un’ampia serie di esposizioni internazionali, Brodie continua ad attrarre i migliori produttori con la sua fusione unica di tecnologia ed estetica progressista.
Brian Sironi è nato a Seregno nel 1977. Si è laureato in Disegno Industriale al Politecnico di Milano e ha iniziato a collaborare con architetti, designer e artigiani professionisti del settore del design, come falegnami, fabbri, intagliatori e tappezzieri. Formatosi nel cuore della Brianza, il suo background è sia pratico che accademico, con un forte legame con il territorio locale, elemento integrante dei suoi progetti italiani cosmopoliti. Nel 2007, Brian ha proseguito la sua formazione negli Stati Uniti e, al suo ritorno in Italia, ha fondato il suo studio, lo Studio Brian Sironi. Nel suo lavoro si concentra sulla connessione tra oggetto e utente, forma e funzione, puntando alla forma più pura. Il suo scopo è migliorare la vita quotidiana delle persone, anche in pochi dettagli, o in singoli gesti, su piccola scala, aggiungendo qualcosa di straordinario e inaspettato in ogni oggetto.Nel 2010 viene selezionato per la mostra “The New Italian Design Reloaded” alla Triennale di Milano e al museo Santralistanbul di Istanbul. Il suo progetto più importante è la lampada Elica prodotta da Martinelli Luce, premiata con il premio speciale della giuria “Design dello Stupore” al concorso Young & Design (2009). Ha ricevuto altri prestigiosi riconoscimenti: IF Product Design Gold (2010) Good Design Award (2011), Red Dot Design Award (2011). Grazie alla lampada Elica, a 33 anni viene premiato con il Compasso d’Oro ADI.