John Bennett

Nato a Preston nel 1958 (Gran Bretagna), John Bennett si laurea in furniture design al Politecnico di Leeds nel 1980. Successivamente frequenta il Royal College of Art per gli studi post-laurea (dal 1980 al 1983, Master of Design | RCA).Nel 1983 si trasferisce in Italia e ha iniziato a collaborare con Tecno spa a Milano su diversi progetti: il primo progetto è stato la progettazione di sedute per auditorium presentate alla fiera di Milano, con Norman Foster ha lavorato al sistema di arredo Nomos e con Richard Rogers al progetto di arredo per il nuovo edificio Lloyds a Londra. La filosofia progettuale di Tecno forgiata da Osvaldo Borsani era “design senza moda” e la ricerca della longevità del prodotto. Questo approccio alla progettazione ha avuto un’influenza importante e ha avviato la sua ricerca personale di obiettivi e obiettivi simili in molti lavori futuri come professionista designer Per le sue realizzazioni John Bennett ha ricevuto diversi riconoscimenti.

Francesco Brambilla

Lorenzo Palmeri

Lorenzo Palmeri, architetto, si occupa di progettazione, attivo nei campi del design, architettura, art direction, insegnamento, composizione e produzione musicale. Tra i suoi maestri Bruno Munari e Isao Hosoe con cui ha collaborato per diversi anni. Ha progettato tante cose: abitazioni, chitarre, lampade, vasi, tavoli…, cioccolatini. In veste di art director ha seguito vari progetti e percorsi aziendali, tra questi Invicta, 2007; DesignRe; Lefel (progetto di design dell’editore Feltrinelli) 2009-2010; Arthemagroup, 2010; Stone Italiana dal 2012, Vicentina Marmi, 2019. Tra i principali clienti: Fumagalli componenti, Valenti Luce, Arthemagroup, Korg, Noah guitar, Garofoli, Andreoli, Guzzini, Invicta, Upgroup, Caffè River, De Vecchi, Nissan, Feltrinelli, Napapijri, Pandora Design, Lavazza, Corvasce, Danese, Ernst Knam, Jannelli&Volpi, Caimi Brevetti, DeVorm, Valcucine, Stone Italiana, Dornbracht, ECO-oh!, Vicentina Marmi, Acqua Chiarella.Si occupa di didattica dal 1997, insegnando presso le più rinomate scuole di design nazionali e internazionali. In campo musicale ha scritto colonne sonore per teatro e installazioni. Nel 2009 è uscito l’album “preparativi per la pioggia”, con la collaborazione di ospiti prestigiosi quali Saturnino al basso e Franco Battiato. A fine 2014 è arrivato “erbamatta”, suo secondo album e nel 2019 “la natura del parafulmine” e nel 2021 “4 (Crediti Cosmici dance floor)”. Ha partecipato a numerose mostre collettive e personali. I suoi progetti hanno vinto e sono stati selezionati per importanti premi nazionali ed internazionali. Nel 2017 è stato nominato tra gli “Ambasciatori del Design Italiano” nell’ambito dell’Italian Design Day.

Francisco Gomez Paz

Francisco Gomez Paz nasce a Salta, in Argentina, nel 1975. Dopo la laurea in Industrial Design conseguita presso l’Universidad Nacional de Cordoba si trasferisce a Milano, dove nel 1999 consegue il Master in Design presso la Domus Academy. Dal 2000 collabora con Domus Academy nei settori della ricerca e della didattica, diventando nel 2005 Design Manager del Domus Design Lab. Dopo aver lavorato per alcuni anni con l’ingegnere Alberto Meda e con l’architetto Paolo Rizzatto, apre il proprio studio a Milano nel 2003 avviando un’intensa attività di progettista al fianco di prestigiose aziende del design internazionale.L’approccio progettuale di Francisco Gomez Paz è fortemente sperimentale ed è segnato dalla totale libertà e dalla profonda curiosità. A fondamento del suo lavoro si pone una attenta e costante ricerca tecnica ed estetica sui materiali; da queste premesse nascono opere innovative, proiettate nel futuro che sorprendono sia a livello tecnologico sia sul piano formale. Ne sono testimonianza le lampade che realizza con Luceplan: Hope (2009), lampada a sospensione firmata con Paolo Rizzatto che reinterpreta il tradizionale lampadario a corona con cristalli a goccia e che vince il Premio Compasso d’Oro; Illusion (2013) lampada da parete e da soffitto; Tango (2014), lampada da terra a luce indiretta; Mesh (2015), lampada da soffitto a led dal forte impatto scenografico; Bulbullia (2018), applique a led in alluminio e policarbonato, dalla forma discreta e astratta.Nel 2014 apre in Argentina, nella sua città natale, un nuovo studio pensato come atelier e laboratorio dove dar forma a prodotti sostenibili realizzati sotto il marchio Gomez Paz Design & Crafted; è qui che nasce Eutopia, sedia priva di chiodi, estremamente leggera, resistente e sostenibile che gli vale nel 2020 il Premio ADI Compasso d’Oro e che entra nella collezione del Vitra Design Museum. Numerosi sono i premi e i riconoscimenti internazionali conseguiti da Gomez Paz: nel 2016 riceve il Red Dot Award “Best of the best” per la lampada Mesh di Luceplan; nel 2008 si aggiudica assieme ad Alberto Meda il primo premio dell’Index Award per la bottiglia Solar, contenitore pensato per comunità prive di acqua potabile, in grado di disinfettare l’acqua grazie a un sistema a energia solare, oggetto presentato alla mostra Design and Elastic Mind del MOMA di New York e poi entrato nella collezione dello stesso museo; riceve il premio dei Premi all’Innovazione nel design dal Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano per il lampadario Hope.

Terence Conran

Sir Terence Conran è il presidente e fondatore di Conran Holdings (società che si occupa ristorazione e vendita al dettaglio) e lo studio di progettazione e architettura Conran & Partners. Conran, nato nel 1931, ha avviato la propria attività di produzione di mobili nel 1952, che si è evoluta nel marchio Conran & Partners. Nel 1980 Terence ha fondato la Conran Foundation, un fondo di beneficenza dedicato all’educazione del pubblico e dell’industria britannica sui valori del design industriale. Terence è attualmente il rettore del Royal College of Art di Londra ed ha ricevuto il premio Prince Philip Designer of the Year nel 2004 per i suoi servizi al design.

Nicola Novelletto

Industrial designer diplomato all’ISIA di Roma, ha collaborato con diversi studi quali Van Onck, Pasqui e Pasini, Zucchi. Nel 1993 apre il proprio studio a Milano, che opera in diversi settori: nautica, casalinghi, rubinetteria, orologeria e maniglieria. È stato docente presso lo IED e la facoltà di Disegno Industriale del Politecnico di Milano, insegnando in corsi di Modellazione e Prototipazione per il prodotto industriale, Rappresentazione e visualizzazione, Sviluppo concept.

Man Ray

Isabelle Rigal

Isabelle Rigal è nata a Parigi. Nel 1984 si diploma alla Scuola Superiore d’Arte di Saint Luc, in Belgio. Nel 1991 riceve il Premio di Design “Leonardo da Vinci” e il Premio V.I.A. per i prodotti francesi, patrocinato dal Ministero degli Affari Esteri francese. Attualmente insegna design all’Istituto Internazionale di Architettura e Design (I.D.E.A.) di Parigi ed è la prima assistente alla cattedra di Design Management. Collabora con diversi produttori di mobili italiani, francesi, tedeschi, americani, giapponesi e di Singapore, sia nel campo dell’arredamento industriale che in quello dell’interior design. I suoi progetti sono caratterizzati dalla fusione di diverse componenti della cultura internazionale, sempre mescolate con equilibrio e armonia.

Mario Alessiani

Il design come il giusto mix tra producibilità e produzione, con un occhio alla forma. La bellezza funzionale è il motto che accompagna il design di Mario Alessiani, dove l’attenzione non è focalizzata solo sulle linee di un prodotto ma sul processo di come queste si ottengano, al fine di avere la massima efficienza nella fase di produzione e la trasparenza di comunicarne i processi attraverso la forma, lasciando trasparire come questi sono fatti nel modo più onesto possibile. Cresciuto da due architetti nel centro Italia, Mario è sempre stato attratto dalla lampada Tolomeo di Richard Sapper nello studio del padre. Questa passione diventa il suo lavoro dopo la laurea allo IED di Roma e le esperienze lavorative a Londra. Nel 2013, a 24 anni, apre il suo studio di design. Dopo aver collaborato con aziende italiane ed internazionali, è stato selezionato tra i migliori under 30 creativi italiani da Virginio Briatore e Design People alla Triennale di Milano.

Warren Platner

Warren Platner (1919-2006) è stato un rinomato designer americano. Laureato in Architettura alla Cornell University nel 1941, inizia la sua carriera nello studio di Raymond Loewy e I.M. Pei, quindi lavora per Eero Saarinen, partecipando ai progetti per l’aeroporto internazionale Dulles di Washington, il Repertory Theatre al Lincoln Center di New York, la sede centrale della John Deere e diversi dormitori alla Yale University. In questi anni inizia a interessarsi anche al design per l’arredo. Nel suo lavoro il gusto Mid-Century si mescola con le sue personali esigenze di espressività, che lo portano ad un’interpretazione déco dello stile moderno americano: negli anni Sessanta gli arredi diventano così più eleganti e glamour, segnando una rottura con il minimalismo del decennio precedente, rottura di cui Platner si fa grande promotore. In ogni caso, nei suoi progetti ogni elemento decorativo, anche il più opulento, è sostenuto da un chiaro concetto architettonico: così, nel suo sorprendente progetto per gli interni del Windows on the World, il ristorante nella Torre Nord del World Trade Center di New York, specchi ed elementi in ottone sono integrati nell’architettura, anziché mere decorazioni.La sua collezione omonima per Knoll (1966) è famosa in tutto il mondo, una vera e propria icona di arredamento moderno. Il progetto unisce tecnologia e artigianato, e rivela una speciale attenzione per la persona e per lo spazio in cui essa si muove: il pezzo principale è la sedia, concepita come un’estensione del basamento in grado di avvolgere la persona seduta. Per questo progetto, Platner ha formulato personalmente il dettaglio delle tecniche di produzione: l’effetto optical delle basi delle sedute, che hanno la doppia funzione di struttura e ornamento, è infatti il risultato di una lavorazione artigianale molto complessa, che include per ciascun arredo oltre un migliaio di saldature, per oltre un centinaio di barre cilindriche in acciaio. Con la medesima tecnica oggi sono disponibili a catalogo non solo sedie, poltrone, sgabelli, ma anche tavoli e tavolini.Nel 2016, per il cinquantesimo anniversario del progetto, Knoll ha presentato la nuova finitura della struttura in placcato oro 18k, come in effetti era stata progettata già inizialmente da Platner, perché doveva ricordare “un covone di grano lucente”: la produzione su larga scala non permetteva però all’epoca di prevedere una finitura oro, che era stata quindi sostituita dal modello in acciaio nichelato.

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