Andrea Zani nasce a Lumezzane (BS) nel 1980. Terminate le scuole dell’obbligo presta opera nelle aziende del territorio, dapprima seguendo le lavorazioni nel campo della tecnologia del taglio e saldatura laser e successivamente nel settore dei casalinghi. Nel 2003 seguendo le sue aspirazioni frequenta “Machina Institute”, laureandosi in Design Industriale. Ad oggi. collabore con diverse aziende che operano nel settore dell’ arredamento, articoli per la casa, il bagno e illuminazione. (Serafino Z
Già durante gli studi di design alla Hochschule für Gestaltung Offenbach, Michael Raasch si concentrava sulla progettazione di illuminazione, mobili e accessori. Il suo modo di affrontare il lavoro era già completo e le sue creazioni, come serien.lighting e Anta, venivano prodotte da aziende rinomate già durante gli studi. Nel corso degli anni, altre creazioni sono state prodotte da rinomati produttori. Michael Raasch ha vinto diversi premi internazionali di design e le sue opere si trovano nella collezione permanente del Chicago Athenaeum Museum.
Eleonore Peduzzi Riva, nata nel 1939 a Milano, si è occupata principalmente di architettura pubblica e privata, ma ha lasciato un’impronta decisiva anche nell’ambito del design, come artista di rilievo durante gli anni ’60. Importanti le collaborazioni con alcune aziende come Artemide, Vistosi, De Sede: tra i suoi progetti più famosi, infatti, ricordiamo i tre posacenere impilabili in vetro di Murano per Vistosi, del 1960, il centrotavola Spyros per Artemide, sempre dello stesso anno e la lampada da terra Vacuna per Artemide, del 1968. Vera e propria icona, ancora oggi in produzione è il divano componibile non-stop DS-600, realizzato per De Sede nel 1972, in collaborazione con Ueli Berger, Heinz Ulrich e Klaus Vogt. Durante gli anni ’70 ha lavorato per Vistosi insieme ai più grandi designer, Vico Magistretti, Gae Aulenti ed Ettore Sottsass. Nel 1972 ha esposto alla XXXVI Biennale di Venezia. Oggi vive e lavora tra la sua città natale e Milano.
Johan van Hengel (nato nel 1981) è un designer di prodotti con sede a Rotterdam e con una formazione tecnica in design industriale. Durante gli studi in Design del prodotto industriale presso l’Università di Scienze Applicate dell’Aia, nei Paesi Bassi, ha sviluppato un interesse per il design di mobili, illuminazione e accessori. Tor, un comodo tavolino progettato per Montis (in collaborazione con Ralf Lamble), gli è valso un Talent Award. Nel 2013, Johan ha avviato il suo studio. I suoi progetti sono stati commissionati da diverse aziende di design olandesi e scandinave. La sua natura di problem solving e l’attenzione alla funzione, alla materialità e alla tecnica nel suo design hanno portato Johan a ricevere diversi riconoscimenti, dal Talent Award di Elle Decoration (2010) all’IF design award (2016). Per HAY Johan ha progettato il paralume 30degrees.
Sven Adoplh ha conseguito un diploma presso la HFG Schwabish Gmund, in Germania, e un master presso la Cranbrook Academy of Art, Bloomfield Hills MI, USA. È un ex borsista Fulbright i cui lavori da studente hanno vinto diversi concorsi internazionali di design in Giappone, Corea e Stati Uniti. Sven ha un’ampia esperienza nel campo del design, avendo collaborato con studi di consulenza internazionale a Boston, San Francisco, Mila e Zurigo, oltre che con Philips Design. Come professionista ha prodotto o co-prodotto una vasta gamma di lavori premiati per clienti di alto livello.
Nato in Baviera, Alexander Lorenz ha una formazione accademica in Business Administration presso l’Università di Colonia e Erlangen-Norimberga, dove si è concentrato sulla gestione della catena di approvvigionamento, psicologia e finanza. Dopo aver collaborato con importanti aziende industriali e con la propria attività, Alexander ha creato il sistema brevettato Kivo, in grado di trasformare qualsiasi spazio per soddisfare qualsiasi esigenza. Essendo un architetto di prodotto ha depositato diversi brevetti e ottenuto diversi premi di design. Fondatore, creatore, e direttore di FORMKIND. La sua esperienza include progettazione parametrica, programmazione, algoritmi, tecniche di produzione, modellazione 3D e visualizzazione. Combinando principi scientifici e imprenditoriali, pensiero innovativo e tecnologia digitale, Alexander produce soluzioni per il posto di lavoro di oggi.
Agatha Ruiz de la Prada, classe 1960, è una nota imprenditrice spagnola, oltre che artista, stilista e designer. Figlia di una nobildonna e di un architetto e collezionista d’arte, Agatha cresce in un ambiente colto e raffinato, e ha modo di ammirare le opere d’arte della vasta collezione del padre, tra le quali quelle firmate da Andy Warhol e da Mirò, artisti che ebbero una grande influenza sulla sua formazione. Accantonato il sogno di diventare pittrice, frequenta la Scuola di Arti e Tecniche della Moda di Barcellona. All’età di 20 anni comincia a lavorare nell’atelier madrileno dello stilista Pepe Rubio, e nel 1981 realizza le sue prime sfilate, nel Centro de Diseño e al Museo de Arte Contemporáneo di Madrid.Le sue creazioni riscuotono un successo immediato e travolgente, in una Madrid nel pieno del movimento culturale della Movida Madrilena. I suoi capi sono comodi e informali, realizzati con tessuti dai colori accesi, stampati con motivi semplici e infantili, come cuori, fiori e stelle stilizzati. Nel 1982 apre il primo negozio e presto le sue collezioni sono presenti sulle passerelle di Osaka, Parigi e Miami. Da allora la sua fama nazionale e internazionale non ha mai smesso di crescere, soprattutto dall’inizio della collaborazione con il grande magazzino spagnolo El Corte Inglés, nel 1992. Oggi il marchio Agatha Ruiz de la Prada copre diversi settori merceologici, dalla moda al packaging, dai gadgets alla bigiotteria, dalle borse alle scarpe. Inoltre, ha collaborato con prestigiosi marchi internazionali come, tra gli altri, la Mattel, per la quale ha realizzato un abito per la bambola Barbie, con la Bic per una linea di accendini, con BTicino per una serie di placche e ha partecipato al progetto Cow Parade Madrid.Appassionata di decorazione d’interni, si è dedicata alla creazione di mobili e articoli per la casa, stoviglie, sedie, tavoli, biancheria da letto e tappeti. Per Kartell ha reinterpretato la sedia Ghost, per Vorwerk ha disegnato una collezione di moquette, per Formica una coloratissima cucina. Il suo stile colorato e originale ha attirato l’attenzione del brand spagnolo Vondom, per il quale ha realizzato la collezione di mobili per bambini Agatha, composta da un tavolino e da poltroncine da giardino che condensano alla perfezione il suo linguaggio espressivo colorato, fatto di forme semplici ed evocative.
Charles Kalpakian è nato nel 1982 a Beirut (Libano). Titolare di un BTS Design Produit nel 2004, ha svolto un apprendistato di design di prodotto presso l’agenzia Ora-ïto prima di entrare a far parte degli architetti Leberre e Guillois come assistente di design nel 2005 e 2006. Ha collaborato con Frédéric Ruyant, ChafikDesign e VeniseWorkshop come designer e interior designer. Dall’aprile 2007 al luglio 2011 ha lavorato per l’agenzia Christophe Pillet come designer e poi come responsabile del team di progettazione. Attualmente Charles Kalpakian è un designer freelance che lavora su progetti che spaziano dall’arredamento al product design, dalle arti decorative alla scenografia. Nell’aprile 2011 ha partecipato alla mostra “Making of” a Milano, organizzata da Meet My Project. Nello stesso anno ha collaborato con Darenart per una collezione di luci e vasi e per il design del logo del ristorante “Colette” di Pierre Gagnaire per il Sezz Hotel di Saint-Tropez.Nel settembre 2011, nell’ambito della Settimana del Design di Parigi, ha presentato il prototipo di un mobile a parete ispirato alla percezione bistabile, attualmente presentato in una versione più grande e verticale denominata “Kinetism I” dalla Galerie BSL (edizione di 12 pezzi). Il design di Charles Kalpakian ha tre radici: La Francia, il Libano e la cultura della Street Art. Queste influenze sono evidenti nella reinterpretazione di alcuni motivi della storia delle arti decorative (come l’intarsio francese) e di motivi iconici della storia e della geografia libanese (come il legno di cedro libanese), filtrati dalla cultura urbana e contemporanea. Il tratto è ancora pulito, anche se il gesto ricorda talvolta la scrittura o la calligrafia.