Matteo Fumagalli in arte Fumatto, nasce a Milano nel 1976, città dove vive tutt’ora e portatrice di consiglio . Poliedrico dalla matita al muro, dalla modellazione alla decorazione, dal fare al disfare. Attualmente collabora con diverse agenzie a progetti editoriali e realizza opere legate al suo progetto di ricerca scotch&bic.
Laura Zeni frequenta l’Accademia di Brera e dagli anni ’80 partecipa a diverse mostre personali e collettive in Italia.Nel 2012 in occasione della fiera White alla MyOwnGallery di Superstudiopiù a Milano, inaugura la personale “Laura Zeni. Illuminazioni” a cura di Fortunato D’Amico, con catalogo Skira.Nel 2013 espone allo Spazio Tadini e partecipa alla collettiva al Macs – Mazda Con-Temporary Space di Milano; è presente al Fuori Salone presso Superstudio 13 e ad AAM – Arte Accessibile Milano, nello spazio Eventiquattro ed espone ad Alba e allo Spoleto International Art Fair 2013.Partecipa alla IX Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea di Firenze e agli eventi di Arte da Mangiare.In occasione di Fiera ArteCremona 2014 espone al Palazzo Comunale; alla Milano Design Week 2014 è presente a Superstudio Più nell’evento “Double Room” del Gruppo Porcelanosa e al Temporary Museum for New Design. Partecipa alle collettive alla Fortezza del Priamàr di Savona, all’International Festival Art Expo Spoleto 2014 e allo Spazio Tadini di Milano. È presente con una personale alla Triennale di Milano.Attualmente vive e lavora a Milano
Nasce a Catania nel 1960. Dopo gli studi nell’amata Sicilia, nel 1978 si trasferisce a Roma per rincorrere il suo sogno, la moda, iscrivendosi all’Accademia di Costume e Moda. Successivamente si trasferisce a Milano, dove apre uno show room, ma è nell’atelier di Catania, aperto dai genitori nel 1958, che Marella Ferrera segue personalmente la produzione delle sue creazioni. Il debutto ufficiale nel fashion system internazionale risale al 1993, quando la sua collezione sfila sulle passerelle di “Alta Moda Roma” e viene acclamata come rivelazione dell’anno. Nel 1995, sempre nella terra natale, inaugura uno studio-atelier dedicato al mondo della sposa, ancora oggi punta di diamante delle sue collezioni. Nel 2001 sfila a Milano con la collezione prêt à porter, ma la sua passerella preferita, nonché la più attesa, resta quella romana dell’alta moda, dove tutt’oggi sfila nel calendario ufficiale. Altra grande passione della stilista è ilteatro, con il quale ha collaborato svariate volte per la realizzazione di costumi, tanto da fondare,sempre a Catania, un laboratorio teatrale.
Niccolò Tardelli, giovane artigiano e designer, ragazzo del quartiere storico dell’Oltrarno fiorentino, che, cresciuto tra antiquari, botteghe artigiane e atelier di artisti, frequenta il laboratorio de Il Bronzetto per dare forma alle sue idee.
Nata nel 1971, Joana Vasconcelos è un’artista visiva nota per le sue sculture monumentali, la cui pratica venticinquennale si estende al disegno e al cinema. L’artista aggiorna il concetto di arti e mestieri al XXI secolo e incorpora oggetti di uso quotidiano con ironia e umorismo, creando un ponte tra l’ambiente domestico e lo spazio pubblico e mettendo in discussione la condizione della donna, la società consumistica e l’identità collettiva. Il successo internazionale è arrivato in occasione della prima Biennale di Venezia mai curata da donne con The Bride nel 2005, seguita da Trafaria Praia, il primo padiglione galleggiante della Biennale in rappresentanza del Portogallo nel 2013.L’artista più giovane e l’unica donna mai presente alla Reggia di Versailles, con un record di 1,6 milioni di visitatori, la sua mostra del 2012 è stata la più visitata in Francia negli ultimi 50 anni. Nel 2018, Vasconcelos è stata la prima portoghese a esporre al Guggenheim Bilbao con una grande retrospettiva, che è stata una delle più visitate nella storia del museo e ha raggiunto il quarto posto nella Top 10 annuale delle mostre di The Art Newspaper. Nel 2022 prepara, tra le altre opere, un Albero della Vita per la Cappella del Castello di Vincennes (Parigi, Francia) e il suo progetto più ambizioso: la Torta Nuziale per il Waddesdon Manor di Lord Jacob Rothschild (Inghilterra).
Franco Guerzoni (Modena, 1948), artista, fin dai primi anni Settanta si dedica alla produzione di opere che raccontano una personale esplorazione del mondo dell’archeologia, concentrandosi in particolare sulle stratificazioni della cultura e sull’ideale di “antico” come perdita e assenza. Adotta precisi sistemi di rappresentazione delle immagini, utilizzando anche la fotografia e facendo continuamente riferimento al lavoro dei suoi contemporanei (tra cui Vaccari, Parmiggiani e Ghirri). Negli anni Ottanta ha realizzato grandi tappezzerie in carta che indagano l’idea di una geografia immaginaria (“Carte di viaggio”, “Grotteschi” e “La parete dimenticata”), mentre nel 1990 ha presentato il progetto “Decorazioni e rovine” in una mostra personale alla Biennale di Venezia.A partire dagli anni Novanta realizza ampi cicli di opere che proseguono la sua indagine sul tempo e sulla poetica delle rovine, con un approccio interpretativo che crea una sorta di “archeologia senza restauro”. Dal 2006 trasferisce la sua pittura sui muri stessi, alimentando l’idea di una forma di pittura “murale” che insegue il rapporto con lo spazio, l’architettura e il tempo, utilizzando il pigmento come strumento di rivelazione, scoperta ed espressione della memoria, una presenza forte che emerge quasi liricamente dalla superficie bianca. Guerzoni ha esposto in numerose gallerie di importanza nazionale e in molte istituzioni pubbliche (tra cui la Galleria Rondanini di Roma, la Rotonda della Besana di Milano, la Galleria Civica di Modena, la Galleria Civica di Arte Contemporanea di Trento, la GAM di Torino e il Nervi Polo Museale di Genova).
Cédric Honet è nato nel 1972 a Parigi, dove oggi vive e lavora. All’età di sedici anni ha iniziato con i graffiti e da allora si è fatto un nome nella scena. Prima lungo i binari del treno a Parigi, poi in altre città europee e infine in Asia, in città come Bejing o Tokio. Honet esclude completamente l’idea di introdurre graffiti sensu stricto nell’area espositiva. Egli considera i graffiti a modo suo, cioè come una pratica: un “atto” e non solo il suo risultato. I graffiti sono registrati come un atto di natura “simbolica”, un’azione quotidiana. All’illustrazione gotica, ispirata soprattutto alla sua vita in movimento, unisce l’esplorazione romantica e il riciclo di luoghi abbandonati, dimenticati e nascosti.Sia durante i suoi viaggi, passeggiando per le città, sia durante la realizzazione di graffiti, Honet si diverte a scoprire cose nuove e cerca l’avventura dell’ignoto. Ogni volta che intraprende un viaggio attraverso l’Europa, la bellezza delle sue opere si erge lungo tutto il percorso come una moderna “via crucis”. È per questo che sceglie con tanta meticolosità i luoghi dove lasciare le sue creature e le sue parole. Attraverso scheletri, mostri, donne morte e testi cablati, descrive un mondo che esiste solo nel profondo. L’illustratore e graffitista è regolarmente invitato ad abbellire luoghi con la sua arte, come la sala concerti Fri-Son di Friburgo in Svizzera, la stazione della metropolitana di Krienau a Vienna o il turismo di Marsiglia. Ha anche collaborato con marchi di moda, tra cui Lacoste, Prada e Louis Vuitton.
Carlo Ravaioli, nato il 12 febbraio 1954 a Coccolia, da una famiglia di mezzadri, ha trascorso la sua infanzia nella fertile pianura romagnola tra Forlì e Ravenna. Crescendo tra le campagne, ha condiviso la casa con tre famiglie di fratelli, condividendo il lavoro nei campi e gli spazi comuni. Durante l’estate, aveva l’ampio territorio circostante come campo di gioco, dove poteva correre liberamente tra i dodici ettari di terreno coltivato. Fin da giovane, Carlo ha dimostrato interesse per l’arte e il disegno, creando quadri e sperimentando con materiali come la creta e il legno. La sua passione lo ha portato a fare il suo primo quadro a olio a soli sei anni. Tuttavia, i genitori speravano che intraprendesse una carriera diversa, forse come medico o avvocato, e lui ha inizialmente frequentato il liceo scientifico.Il suo interesse per l’arte e il disegno, in particolare per i surrealisti come Salvador Dalì, ha continuato a crescere, così come la sua curiosità per l’esoterismo e l’alchimia. Questo periodo non è stato facile per lui, poiché aveva difficoltà a socializzare con i compagni di scuola e ha iniziato a soffrire di cefalee che in seguito lo avrebbero portato a ricoveri in ospedale. Dopo il diploma, Carlo si è iscritto alla facoltà di architettura a Firenze, ma ha avuto difficoltà a seguire i corsi e ha trascorso il suo tempo nei musei e a fotografare. Nel frattempo, le sue cefalee peggioravano, costringendolo a rimanere al buio durante le crisi.Dopo i ricoveri ospedalieri, Carlo ha lasciato l’università e è tornato a Coccolia. Nel 1976, l’anno successivo, la sua salute ha iniziato a migliorare e ha deciso di frequentare un corso di disegno anatomico presso l’ospedale Rizzoli di Bologna, dove si è distinto e ha ottenuto riconoscimenti per le sue illustrazioni anatomiche. Nel 1979, completamente ristabilito, ha ottenuto il diploma di illustratore anatomico e ha iniziato a lavorare presso uno studio di grafica e disegno tecnico a Ravenna, dove si è ispirato al decorativismo di artisti come Klimt. Nel 1980, la sua famiglia si è trasferita a Villafranca, dove Carlo ha continuato l’attività di grafico in proprio e ha iniziato a dipingere in modo continuativo, sperimentando con tecniche derivate dal fumetto e dall’arte di Klimt.Negli anni ’80, ha intensificato la sua ricerca artistica, esponendo i suoi quadri in mostre collettive e guadagnando riconoscimenti come grafico e fotografo. La sua attenzione alla tecnologia e all’artigianato lo ha reso abile nella computer grafica e nella preparazione dei colori tradizionali. Negli anni ’90, Ravaioli si è allontanato dalla fotografia, ha continuato a dipingere e ha studiato artisti come Modigliani, Casorati, Carrà e De Chirico. Ha intrapreso una strada artistica personale, affinando il suo stile e la sua tecnica. Nel 1998, ha tenuto la sua prima mostra personale all’oratorio di S. Sebastiano a Forlì, segnando l’inizio della sua carriera come pittore. Da allora, la pittura è diventata la sua principale passione, con un’attenzione scrupolosa ai dettagli tecnici e una continua ricerca di nuove espressioni artistiche.