Nato a Ferrara, di professione webmaster e grafico pubblicitario, Stefano Bonazzi da oltre dieci anni realizza composizioni e foto manipolazioni digitali ispirate al mondo dell’arte pop-surrealista. Le sue opere sono state esposte in Italia così come a Londra, Miami, Seoul, Monaco, Zhengzhou. L’artista parte da immagini fotografiche rielaborate con approfondita meditazione. Cortocircuiti visivi nei quali i volti sono nascosti da maschere. Apre il sipario a figure immobili sospese in uno spietato equilibrio incerto. Colpiscono le composizioni metafisiche, stranianti, in cui tutto è dove non dovrebbe essere: caos calmo. Analisi disillusa degli stati d’animo dell’essere, frutto della sua visione cinica che induce a soffermarsi sull’asprezza della società. La sua creatività non si ferma all’immagine ma si espande anche nel mondo delle parole, infatti ha esordito come scrittore nel 2011, con il racconto “Stazioni di posta”, scelto da Gianluca Morozzi per l’antologia Auto Grill, fino ad arrivare al suo primo libro “A bocca chiusa“(Newton Compton), una fiaba nera dai contorni torbidi. A Novembre 2017 è stato pubblicato il suo secondo romanzo “L’abbandonatrice” per Fernandel editore.
Stefano Fioresi nasce a Modena il 28 luglio 1965. Dopo il diploma artistico, intraprende differenti esperienze a livello professionale, in Italia e all’estero. Tra le commissioni di particolare rilevanza, risulta la realizzazione di una serie di pannelli per la sede Ferrari di Maranello riproducenti la visione complessiva degli stabilimenti della casa del Cavallino (1990). Dalla fine degli anni Novanta si dedica a una personale ricerca artistica che unisce l’osservazione dell’attualità a uno stile espressivo unico, caratterizzato dall’utilizzo di una pittura granulosa che all’acrilico mescola polvere di marmo seguita da una stesura finale di resina. Crea un nuovo linguaggio visivo che si costruisce attraverso fasi successive a partire dalla ripresa fotografica, e che, nelle rielaborazioni seguenti, risente dell’influsso dei media e delle immagini pubblicitarie. I numerosi viaggi in Italia e all’estero, tra Europa e America, arricchiscono il suo patrimonio visivo di un repertorio di immagini in cui la città diventa soggetto o scenario della sua opera.Tra le principali mostre a partire dall’inizio del Duemila, ricordiamo nel 2003 la personale “NYC – New York City”, a cura di Maurizio Sciaccaluga, presso la Galleria Factory di Modena, dove lo sguardo si posa sulla città di New York e sui suoi passanti; nel 2006 la mostra MUSEUM, dedicata alla rivisitazione dei classici della storia dell’arte, presso la Chiesa di Sant’Onofrio “il Fuligno” a Firenze, a cura della Galleria San Lorenzo, con testo critico Anna Caterina Bellati. Di particolare rilievo inoltre la partecipazione alla 52 BIENNALE DI VENEZIA del 2007 con l’evento collaterale “Caos project”, tenutosi presso la Scuola Grande di San Giovanni Evangelista, a Venezia, dove presenta una installazione di forte impatto visivo, costituita da 80 opere che ripetono 12 soggetti diversi realizzati con la tecnica degli stencil e spray su una texture di “santini” propagandistici. Sempre dedicata agli skyline della metropoli newyorkese in rapporto alle visioni notturne di Parigi, la personale “NIGHT ‘N’ NUIT” del 2008 alla Galleria San Lorenzo di Milano, a cura di Chiara Canali, mentre con la personale del 2012 “re-Visiting MoMA” alla Galleria MOdenArte di Modena, l’attenzione è volta a cogliere l’emozione dei visitatori che percorrono le stanze del Museo d’Arte Moderna di NY.Del 2013 è l’invito a partecipare al “64° Premio Micchetti: La Bellezza Necessaria” al Museo di Palazzo San Domenico di Francavilla al Mare e, successivamente, la realizzazione della mostra personale “Pop & The City” alla Galleria Studio C41 di Parigi, a cura di Elisa Bertacchini-Benzaquen. Tra i progetti pubblici ricordiamo la presenza nell’Esposizione Internazionale di Scultura ed Installazioni “OPEN”, con una installazione al Lido di Venezia nelle edizioni del 2006, 2010 e 2013. Significativo, nel 2015, l’invito a partecipare alla collettiva “Self: Portraits Of Artists In Their Absence” presso il National Academy Museum di New York, a cura di Filippo Fossati, Diana Thompson e Maurizio Pellegrin. Stefano Fioresi vive e lavora a Modena e in qualunque città gli capiti di visitare con spirito da flâneur contemporaneo.
Giuseppe Linardi è nato a Buenos Aires nel 1971. Giovanissimo si è trasferito a Follonica, in Toscana, dove vive e lavora. Ha frequentato il Liceo Artistico di Grosseto e si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Sebbene la prima fase del lavoro dell’artista sia stata dedicata all’Iperrealismo, il suo stile si è sviluppato in maniera più spontanea, passando attraverso varie tecniche e soggetti: dalle nature morte e i paesaggi ai grandi ritratti iperrealistici, dalle tecniche pittoriche del dripping alle sculture e alle installazioni. Negli ultimi anni, nella piena convinzione che ogni idea debba essere sviluppata attraverso mezzi appropriati, l’artista ha realizzato diversi progetti, muovendosi sempre al confine tra astrazione e figurazione.Oggi “decodifica” è la parola chiave del lavoro pittorico dell’artista. Le immagini che ha dipinto in passato, cercando di renderle il più possibile reali, quasi palpabili, vengono ora sezionate, smembrate e ridotte al limite della figurazione. Quella pittura così perfetta, realizzata in modo quasi maniacale, ora esplode e si frantuma in pennellate. Questi segni di schizofrenia, chiamati “codici” dall’artista stesso (da cui il nome “decodifica” dato alla sua tecnica), sono gli elementi costitutivi della sua nuova ricerca artistica. Si tratta di una tecnica pittorica che gli permette di dipingere più liberamente rispetto al passato, quando si atteneva alle regole della pittura iperrealista accademica. La sua tecnica attuale è il risultato di una lunga ricerca, di una sperimentazione sui soggetti, di una decostruzione e ricostruzione delle immagini.Tutte le immagini che dipinge con questa tecnica richiedono una profonda capacità di lettura, uno sforzo visivo che viene ripagato dalla scoperta del soggetto, che si svela lentamente e si arricchisce continuamente di nuovi dettagli. Le opere di Giuseppe Linardi sono un’esperienza ottica da non perdere. Le sue tele luminose sono fonti di sensazioni ottiche sconcertanti come immagini di occhi magici o schermi interattivi. Davanti ai suoi quadri gli spettatori rimangono ipnotizzati dalla decodifica dei segni che li riportano al caos di alcuni aspetti della vita quotidiana. L’abile manipolazione dei pigmenti dell’artista trasforma le immagini statiche in vibranti animazioni che diventano metafore dell’intricato disegno dell’universo.
Matteo Fumagalli in arte Fumatto, nasce a Milano nel 1976, città dove vive tutt’ora e portatrice di consiglio . Poliedrico dalla matita al muro, dalla modellazione alla decorazione, dal fare al disfare. Attualmente collabora con diverse agenzie a progetti editoriali e realizza opere legate al suo progetto di ricerca scotch&bic.
Laura Zeni frequenta l’Accademia di Brera e dagli anni ’80 partecipa a diverse mostre personali e collettive in Italia.Nel 2012 in occasione della fiera White alla MyOwnGallery di Superstudiopiù a Milano, inaugura la personale “Laura Zeni. Illuminazioni” a cura di Fortunato D’Amico, con catalogo Skira.Nel 2013 espone allo Spazio Tadini e partecipa alla collettiva al Macs – Mazda Con-Temporary Space di Milano; è presente al Fuori Salone presso Superstudio 13 e ad AAM – Arte Accessibile Milano, nello spazio Eventiquattro ed espone ad Alba e allo Spoleto International Art Fair 2013.Partecipa alla IX Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea di Firenze e agli eventi di Arte da Mangiare.In occasione di Fiera ArteCremona 2014 espone al Palazzo Comunale; alla Milano Design Week 2014 è presente a Superstudio Più nell’evento “Double Room” del Gruppo Porcelanosa e al Temporary Museum for New Design. Partecipa alle collettive alla Fortezza del Priamàr di Savona, all’International Festival Art Expo Spoleto 2014 e allo Spazio Tadini di Milano. È presente con una personale alla Triennale di Milano.Attualmente vive e lavora a Milano
Domitilla Bertusi, nasce a Losanna in Svizzera nel dicembre del 1982. A 15 anni si trasferisce con la famiglia a Roma, dove prosegue gli studi presso il Liceo Francese. Dopo la scuola, indecisa tra la Grafica e l’illustrazione, si iscrive al corso di Grafica all’Istituto Europeo di Design, diplomandosi dopo tre anni. Lavora di giorno come Free- lance, la sera però si dedica alla sua passione, il disegno. Col tempo decide di lasciare la grafica per l’illustrazione. Nel 2012 ha pubblicato con ElectaKids il suo primo libro Mimmi e Momi – Un giorno speciale. Nella primavera 2013 ha illustrato la campagna Kids Primavera/Estate per il sito Yoox.com Vive e lavora a Roma con il suo marito e le sue due bambine.
Lavora in pubblicità e editoria, sia in Italia che in Germania, Spagna, Giappone, Gran Bretagna e Francia. Nel 2004 fonda a Milano con altri artisti lo Studio Container, che si occupa di illustrazione, grafica, fotografia, web design, 3D. Alessandra ama acquerello e pennino a china, e realizza illustrazioni in cui la parte pittorica si unisce al digitale. Dal 2012 collabora regolarmente con il Gruppo Tod’s-Diego della Valle, con illustrazioni di moda ad acquerello. Sue sono le illustrazioni ad acquerello per il Calendario Lavazza 2015, con le fotografie di Steve Mc Curry. Ha partecipato a numerose mostre in Italia e all’estero, tra cui una collettiva a Milano, al Palazzo delle Stelline a Milano. Alessandra tiene regolarmente workshop di acquerello. Insieme ad altri artisti ha fondato nel 2011 IllustrAzioniincorso, che si occupa di organizzare workshop sui temi dell’editoria e dell’illustrazione, e che collabora con clienti come FAI, Fondo Ambiente Italiano e Unicef.
Palermitana di nascita, Adriana Glaviano ha frequentato a Milano l’Accademia di Brera. Illustratrice e grafica per diletto, si dedica alla moda prima come free-lance per le testate Condé Nast poi come giornalista a Vogue Italia. Nel Gruppo Rizzoli ha lavorato ad Amica, poi a Io Donna e ad Anna come vice direttore moda. Ritorna nel gruppo Condé Nast come fashion director di Vogue Gioiello e Vogue Pelle. Nel 2008 disegna la collezione “Cala di Volpe” per il gruppo Colony di Tom Barrack. Oggi è fashion director free lance e si occupa di illustrazione, grafica ed editoria.