Matteo Origoni

Roberto Minotti

L’azienda Minotti nasce negli anni Cinquanta da un’intuizione di Alberto Minotti. La dimensione artigianale delle origini si modifica presto, già negli anni Sessanta l’azienda ha caratteri industriali. Il passaggio successivo si deve ai figli, Renato e Roberto Minotti, alle redini dell’azienda dal 1991 dopo la prematura scomparsa del padre, che iniziano un processo di crescita ed espansione verso i mercati internazionali. Responsabili delle strategie aziendali, a partire dal 1998 condividono la linea creativa e i principi estetici dei prodotti con l’architetto Rodolfo Dordoni, a cui affidano un ruolo strategico di coordinamento delle collezioni Minotti. Una storia di eccellenza italiana che negli anni ha visto l’ingresso in azienda anche della terza generazione, nelle persone di Alessio, Alessandro, Susanna e Leonardo, che hanno raccolto le sfide del terzo millennio, del mondo digitale e multiculturale.

Andrea Rossini

Architetto Andrea Rossini ha il suo studio a Milano, si occupa principalmente di ristrutturazione d’interni, arredamenti privati e locali pubblici, e’ anche l’architetto dei programmi televisivi “Cerco casa disperatamente” e “Vendo casa disperatamente” in onda su Discovery Real Time

Studio Costa Architecture

Today, human behavior, habits, culture and societies are evolving rapidly at both global and local levels. Cities will have to evolve and adapt to meet these new emerging requirements. Studio Costa Architecture’s answer is: A New Humanism, an approach to architecture that puts the human factor before all others, based on understanding and anticipating the future expectations of the people who will inhabit the cities of tomorrow.

Hermann Czech

Moreno De Giorgio

Moreno De Giorgio è nato a Treviso nel 1967. Con una forte propensione per il disegno, affianca la pratica presso gli atelier di progetto agli studi universitari in Architettura a Venezia dove si laurea con lode nel 1997, con una tesi di residenza prefabbricata per un habitat rurale, successivamente pubblicata per l’uso nuovo dei materiali e il particolare dispositivo di filtraggio della luce solare. Nel 2000 entra nella multidisciplinare Hangar Design Group che avrà sedi di lì a poco a Milano, New York e Shanghai dove guida Hangar Lab, il dipartimento interno di design, orientato alle dinamiche del progetto contemporaneo per le aziende. Numerosi i viaggi studio all’estero per approfondire il retail, l’office, l’ architettura e il design. Come project leader di Hangar ha modo di conoscere e collaborare con alcune delle più prestigiose realtà industriali italiane per le quali comincia anche a ideare i primi apparecchi di illuminazione e i primi prodotti per l’ufficio.Il suo studio, aperto nel 2006, si concentra sugli aspetti peculiari del disegno per l’ Industria e affronta molti temi di progetto alle differenti scale con un approccio “glocal” . L’ attività personale ricorda quella di un “artigiano”, con un forte radicamento al territorio di appartenenza, ma sensibile alle tematiche e alle esperienze di respiro globale, come la sostenibilità, l’efficienza, il paesaggio. Viene coinvolto come consulente in attività di ricerca sul prodotto industriale e nella progettazione di “format”, ripetibili e declinabili, per gli spazi espositivi e gli interior. Dalla percezione dello spazio connesso alle scelte illuminotecniche nasce il maggior interesse professionale e una autentica passione per le nuove tematiche del lighting design che con i Led è definitivamente entrato in una rivoluzione epocale. La ricerca sul come illuminare in maniera efficace e confortevole quelli che indistintamente considera veri e propri “habitat” per l’uomo contemporaneo, dalla residenza ai luoghi di lavoro, dagli spazi per il commercio a quelli espositivi, approda nel 2012 al progetto NYX by Karboxx , una innovativa collezione per l’illuminazione degli spazi professionali.

Otto Wagner

Otto Wagner (Penzing, Vienna, 1841 – Vienna 1918), architetto e urbanista austriaco, fu tra i maggiori maestri dell’architettura moderna, ed influì decisamente, come insegnante e teorico, sull’evoluzione architettonica tra la fine del 19° e l’inizio del 20° secolo. Dopo aver studiato alla Technische Hochschule di Vienna (1857-60) e, per un breve periodo, alla Baukademie di Berlino, frequentò (1860-63) l’Akademie der Bildenden Künste di Vienna, presso cui divenne professore nel 1894. Parallelamente all’attività didattica, nel 1894, avviò i suoi lavori architettonici.In polemica con gli indirizzi accademici tradizionali, difendendo la Secessione viennese, Wagner promosse la semplificazione della composizione architettonica, sottolineata da un analogo uso delle soluzioni strutturali e dei materiali da costruzione, dove anche la decorazione diviene funzionale alla definizione delle volumetrie.

Adolf Loos

Adolf Loos (Brno, 1870 – Kalksburg, 1933) è stato un architetto, designer e critico che ha apportato un importante contributo all’avvento del Movimento Moderno. Il periodo passato negli Stati Uniti, dal 1893 al 1896, durante il quale visita New York e scopre le opere dell’architetto Louis Sullivan a Chicago, lascia un segno profondo nella sua visione dell’architettura e della vita stessa, facendogli abbracciare a tutto tondo i nuovi concetti moderni di razionalità e funzionalità. Loos sviluppò una forte avversione per il cosiddetto ornamento, fino a criticare con veemenza, attraverso i suoi scritti Parole nel Vuoto (1900) e Ornamento e delitto (1908), il movimento della Secessione Viennese, al quale aveva aderito anni addietro.La carriera di Loos si divide tra la progettazione architettonica e d’interni, il design di mobili e la redazione di saggi e articoli. Tra i suoi progetti più rappresentativi a Vienna, ci sono: il Café Museum (1899), il palazzo Goldman & Salatsch (1901), detto Looshaus, la Steiner House (1910), la Horner House (1912), e la Moller House (1926). Per il Café Museum disegna la sedia omonima, ancora oggi prodotta dall’azienda Wiener GTV Design (Gebrüder Thonet Vienna), grazie a tecniche produttive all’avanguardia, ma che non intaccano la qualità artigianale del progetto originale: la Loos Cafè Museum, che prende ispirazione dai modelli n. 14 e n. 30 del catalogo Thonet e dalla n. 248 del catalogo Kohn, è una sedia elegante e semplice, realizzata con struttura in legno curvato, ma a sezione ellittica invece che rotonda, particolare che le conferisce più leggerezza, senza comprometterne la stabilità.Tutti i mobili e i complementi disegnati da Loos sono pezzi studiati per essere inseriti nei progetti curati da lui, sia residenze che luoghi pubblici. Oggi la sua eredità è raccolta e tramandata grazie all’iniziativa di Woka Lamps, un’azienda viennese che ha acquisito i diritti d’autore e che ha in catalogo diversi pezzi, tra i quali lampade, orologi e tavolini.

Giacomo Garziano

Affascinato fin da giovane dalla scienza e dalla composizione musicale, Giacomo Garziano si è formato prima come musicista e poi come architetto. Nel 2008 si è laureato alla Facoltà di Architettura di Firenze. Dopo oltre 10 anni di esperienza nel campo del design a Firenze, Parigi, Rotterdam e Amsterdam, Giacomo ha fondato GG-loop nel 2014 ad Amsterdam, con l’intento di generare un design e un’architettura innovativi e organici ispirati a processi biofili, sistemi matematici e proporzioni musicali.I progetti spaziano dal design di prodotto alla pianificazione urbana su larga scala e al design per i settori immobiliare, commerciale, infrastrutturale e culturale. L’approccio eclettico di Giacomo crea esperienze multisensoriali e oggetti che diventano un’estensione organica dell’utente. Il primo progetto realizzato da GG-loop, Gentle Genius, ha ottenuto un riconoscimento globale e ha stabilito gli standard dello studio in termini di concezione ed esecuzione. Altri progetti realizzati sono Freebooter e Mitosis, punto di riferimento internazionale per l’architettura biofilica.

Marco Carini

Marco Carini, classe ‘68, si diploma come interior designer presso l’Istituto di Arredamento e Architettura d’Interni di Cremona e inizia la libera professione negli anni ‘90. Diventa responsabile di progetto dello showroom Porro; per alcuni anni collabora con l’azienda Davide Groppi come designer e consulente di progetti luminosi e con lo Studio Bestetti Associati come consulente per i progetti di architettura. Nel suo lavoro trae ispirazione dal motto “I don’t want to be interesting, I want to be good” di Mies van der Rohe.La passione per la luce e le sue forme lo porta a ricercare un dialogo continuo tra grazia ed equilibrio, con un tocco ironico, a volte ludico. Oggi disegna prodotti per Salvatori, Granorte, Nodus Rug e Listone Giordano. La progettazione architettonica di Marco Carini è guidata da una ricerca costante e appassionata di soluzioni inedite e sostenibili, con materiali naturali che offrano ai clienti benessere e piacevolezza dell’abitare, senza tralasciare la poesia e l’armonia degli spazi. Con un approccio sempre più internazionale, che mescola suggestioni e colori, gli interventi d’architettura e di progettazione d’interni si estendono dall’Italia all’estero, in Francia, Spagna, India e UK.

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