Una laurea in architettura e una forte passione per la musica.Peregrina tra Roma e Milano lavorando nei migliori studi di progettazione; ha fatto parte del team di progettazione per la nuova illuminazione LED della cappella Sistina e della Basilica Superiore di San Francesco d’Assisi.Oggi è concept designer per Makris, si occupa inoltre di progettazione architettonica, grafica e comunicazione visiva.
Sergio Alberto Danese fonda il proprio studio di architettura a Milano nel giugno del 1990 che da subito chiamerà 21architettura; lo Studio è caratterizzato da uno spirito internazionale e sviluppa progetti di architettura residenziale, uffici e negozi in Italia, in Francia e nel Principato di Monaco. Sergio A. Danese svolge anche attività didattica presso il PoliDesign Bovisa, Dipartimento di Disegno Industriale del Politecnico di Milano, quale docente nel Master DXA per professionisti stranieri il cui Direttore Didattico è l’Architetto Francesco Trabucco noto designer italiano contemporaneo: è titolare del corso di architettura internazionale contemporanea con focus sulle grandi opere in corso di sviluppo nella città di Milano.
L’architetto Flemming Lassen (1902-1984) è stato un architetto e designer modernista, tra i pionieri del funzionalismo danese. È particolarmente noto per i suoi mobili imbottiti, e ha ricevuto importanti riconoscimenti internazionali nel mondo del design per le sue poltrone, oggi sono note per “lo stile Flemming Lassen”. Come suo fratello Mogens Lassen, Flemming sapeva già da piccolo di voler diventare architetto. Nacque in una famiglia di artisti, sia la madre che il padre erano infatti pittori. Da bambino, lui e suo fratello spendevano tutti i loro risparmi in libri di architettura e il loro passatempo preferito era misurare le case con l’intenzione di disegnarle.I fratelli Lassen hanno frequentato la scuola con Arne Jacobsen, con il quale hanno stretto una forte amicizia. La loro relazione continuò fino all’età adulta e Flemming Lassen e Arne Jacobsen mantennero uno stretto legame come colleghi. Nel 1929 fu bandito un concorso per progettare la ´Casa del Futuro´ e insieme presentarono il loro contributo per la mostra tenutasi al Forum di Copenaghen. Il risultato fu l’ormai famosa casa circolare, che presentava una pista di atterraggio per elicotteri sul tetto e TV a schermo piatto alle pareti. Il loro design ha vinto il primo premio al concorso e la “Casa del futuro” ha assicurato il riconoscimento internazionale a Flemming Lassen e Arne Jacobsen, fornendo loro la svolta come importanti architetti internazionali. Flemming Lassen e Arne Jacobsen hanno continuato la loro collaborazione, progettando edifici come il municipio di Søllerød, compresi gli interni.Flemming ha continuato a progettare molti edifici importanti durante il resto della sua vita, sviluppando diversi mobili iconici per completare gli interni dei suoi progetti. Oggi, i suoi modelli sono rari e tipicamente distintivi, il che li rende molto attraenti per i collezionisti e spingono i prezzi d’asta a livelli record. In effetti, un design originale di Flemming Lassen, la poltrona Tired Man del 1935, detiene il record di sedia più costosa mai venduta in Danimarca. Flemming ha vinto numerosi premi e sovvenzioni per la sua architettura durante la sua vita e rimane un’influenza significativa sulla scena del design scandinavo fino ad oggi.
Titolare presso R12 architetti_Architettura e progettazione.
Tra me e l’architettura è stato amore a prima vista.La facoltà del Politecnico di Torino ha rappresentato l‘inizio di un percorso nel quale ho avuto la possibilità di coltivare alcune tra le mie più grandi passioni e di inseguire il sogno di fare dell’architettura il mio mestiere.Negli anni universitari ho mosso i primi passi all’interno della computer grafica 3D, convinto del fatto che l’architettura sia molto più che progettare edifici capaci di stare in piedi, ma che invece si tratti di ARTE, disciplina capace di suscitare emozioni, espressione estetica dell’interiorità umana. Credo che il mondo della visualizzazione 3D rappresenti per l’architettura uno strumento potentissimo e che il rendering sia un ottimo modo per dare un volto a quelle emozioni e farle arrivare dritte al cuore del pubblico.Le Corbusier diceva che “L’architettura è un fatto d’arte, un fenomeno che suscita emozione, al di fuori dei problemi di costruzione, al di là di essi. La Costruzione è per tener su: l’Architettura è per commuovere”.
GRAZIELLA ZAFFANELLA nasce a Milano l’8 febbraio 1965, laureata in Architettura al Politecnico di Milano. Dal 2005 libera professionista di occupa di grafica, design, architettura e arredamento, muovendosi da un settore all’altro con interesse e passione. Firma numerosi progetti in collaborazioni con lo Studio AP di Milano. Negli anni recenti l’amore per la fotografia è diventata parte integrante della professione.
Graduated in Law in 1986 and Architecture at Milan’s Polytechnic in 1996.Worked in the studios of Berni-Leroy and Rosanna Monzini.Briefly worked with Umberto Riva.Between 1998 and 2006 he worked with Giuseppe Della Giusta.Founded Raboni Architetti in 2007.
Giuseppe Raboni è un architetto e designer milanese la cui apertura e curiosità gli hanno permesso, fin da giovanissimo, di formarsi e lavorare all’estero. Nato a Milano, cresce respirando architettura da entrambi i genitori. Il padre Fulvio insegna arredamento al Politecnico e la madre, Rosanna Monzini, si dedica alla progettazione di interni e alle ristrutturazioni. Terminato il Liceo, indeciso sulla scelta universitaria, coglie l’opportunità di frequentare una summer session alla UCLA in California. Finiti i corsi, la sua esperienza americana prosegue attraversando gli USA in Greyhound, visita San Francisco, Arcosanti in New Mexico e New York. Da queste esperienze intuisce la sua propensione per le discipline creative. Rientrato in Italia si iscrive alla facoltà di Architettura presso il Politecnico di Milano. Desideroso di conoscere realtà diverse, al quarto anno di università frequenta un anno alla Cooper Union di New York, un’accademia di grande prestigio alla quale si accede per mezzo di una borsa di studio. Una sorta di Erasmus ante Litteram dove apprende un nuovo modo di studiare architettura con ritmi e metodi diversi, ottenendo quel imprinting che lo condizionerà nelle sue scelte future.