Alessandro Mattei
Autore di storie plasmate nella materia. Spirito nomade dall’attitudine internazionale. Poliedrico architetto, Gio Pagani fonda il suo studio di progettazione a Parma nel 1995 con l’obiettivo di offrire soluzioni architettoniche e di design votate a un’eleganza fuori dagli schemi, dove audacia ed eclettismo si sposano ad una costante ricerca di funzionalità: “Il design è un valore che non può prescindere dall’utilità, deve essere necessariamente funzionale a uno scopo”. Il viaggio e la scoperta si rivelano presto chiavi fondamentali per la maturazione del suo spirito creativo, guidato da una forte propensione allo scambio, all’interazione, in cui la convergenza di impulsi diversi genera una forte carica stilistica. “Non ho radici, amo viaggiare, ed è straordinario pensare che in ogni luogo si possa costruire qualcosa di nuovo,” spiega Gio Pagani. “Il dinamismo è uno stimolo. Non solo il dinamismo creativo ma anche quello legato ai miei viaggi. Milano, Londra, Parigi e New York sono luoghi in cui ho bisogno di passare del tempo per confrontarmi con la realtà, le nuove ispirazioni, le prospettive future”. Ispirazioni dal mondo, racchiuse in progetti d’architettura, che hanno trovato la loro espressione e collocazione in tutto il mondo.L’atto di progettare, che si tratti di edifici, siano essi alberghi o abitazioni, oppure d’interni abitativi o spazi retail, porta Gio Pagani ad esprimere una creatività originale, riflesso del suo ampio background esperienziale. Gio Pagani si dedica anche alla creazione di oggetti unici, dando vita a percorsi che coinvolgono tutti i sensi in un vortice emozionale, in cui l’immaginazione e la fantasia si combinano all’esperienza tattile e materica. La collezione GIOPAGANI è il risultato di tutti gli impulsi che hanno guidato il suo percorso professionale, dove l’amore per il progetto e per lo studio della materia si sposano, plasmando oggetti in cui la lungimiranza del design e l’afflato contemporaneo della moda si combinano in un gusto personale e raffinato, sempre votato a donare un senso di benessere e arricchimento alla quotidianità. “Bisogna circondarsi di oggetti che ci possano orientare nella vita di tutti i giorni. Perché alcuni di loro contribuiranno a dare un senso a cose più importanti,” crede fermamente Gio Pagani.
Il gusto e la visione ben definiti dello Studio Dorothée Delaye si esprimono nella trasformazione di edifici o appartamenti parigini classici, riprendendo elementi esistenti, aggiungendo uno sfondo neutro, l’uso di materiali naturali e una scelta molto ricercata di mobili in stile vintage. Ha creato uno stile unico che riflette il suo gusto personale – mescolando il vecchio con il nuovo, il sofisticato con il bohémien, il moderno con il retrò. Una formula vincente e collaudata. “Cerco di creare spazi atmosferici e sensibili che si abbelliscono con il tempo. Mi piace immaginare e riprogettare aree che tendono a un design elegante e maschile. Il mio valore speciale si trova nella ricchezza di dettagli personalizzati che posso apportare a un progetto. Il dettaglio che farà la differenza”.
Gianni Pettena (Bolzano 1940) è architetto, artista, critico e storico dell’architettura. È stato membro della Global Tools, professore di Storia dell’Architettura Contemporanea all’Università di Firenze, ha insegnato alla California State University di Firenze e all’Architectural Association di Londra. Co-fondatore e ispiratore alla fine degli anni ’60 del movimento dell’Architettura Radicale Italiana, da cui ha avuto origine gran parte della sperimentazione contemporanea nel campo dell’architettura e del design, svolge un lavoro sperimentale volto ad eliminare i confini disciplinari e a rivisitare e reinventare alfabeti e linguaggi attraverso progetti, arredi, installazioni, mostre, scritti teorici, saggi e testi. L’unicità del suo lungo lavoro anche sul piano storico, consiste nel rifiuto dei codici e canoni consueti della progettazione, nella realizzazione di interventi temporanei e in una costante ricerca di alleanze con l’arte concettuale, il Radical design austriaco, la Land Art e la musica sperimentale. Il suo lavoro è stato presentato in musei e istituzioni come la Biennale di Venezia, il Mori Museum di Tokyo, il Barbican Centre di Londra, il Pac di Milano, il Museion di Bolzano, il Frac Centre di Orléans, il Centres Pompidou di Parigi e Metz. Il suo archivio è conservato presso il CCA di Montréal.
Dopo una laurea in architettura in Olanda e varie esperienze in Francia, Térence Coton si trasferisce a Milano dove ottiene un Master in Product Design presso l’Istituto Marangoni. La sua versatilità guadagna presto l’interesse del settore, prima grazie a SOPRA TUTTO, un lussuoso lavabo modulare progettato per Flaminia nel 2015 e successivamente vincendo il secondo premio al ‘1st design contest’ per occhiali da sole di lusso con Slice of Vice per Salviani ed il concorso Versace Home. Nel 2016 Térence fonda Térence Coton Design, suo studio omonimo a Milano e Londra dove crea i suoi design fortemente influenzati dal Razionalismo olandese dei suoi anni universitari a Eindhoven, l’eleganza francese con cui è cresciuto, e l’artigianalità italiana scoperta a Milano.Contemporaneamente, comincia a collaborare con Hands on Design, piattaforma che collega designer internazionali e mastri artigiani, con lo scopo di tramandare la bellezza dell’artigianalità attraverso oggetti di alta qualità ed estetica senza tempo. Vincitore di uno dei premi piú prestigiosi, il Red Dot Award: Product Design 2018 con il vaso TULIP presentato al Salone del Mobile 2018 a Milan, nel Superloft di Cappellini. Oggi le sue creazioni includono oggetti per la casa, come mobili, lampade, oggetti per la tavola, e concept di interior design per diversi brand che infonde con un pensiero razionale e geometrico: i suoi design sono ispirati alla sua vita internazionale, base della sua comprensione delle abitudini culturali che utilizza per creare nuove estetiche che nascondono l’iperfunzionalità dei suoi design. Questo approccio contemporaneo offre opportunità di gioco e libertà come fonte di sorpresa e piacere per l’utente.
Maurizio Giordano è un architetto originario di San Biagio della Cima (Imperia), che nel 1990, dopo il diploma di pianoforte e la laurea in architettura, lascia definitivamente la Liguria per aprire il proprio studio a Milano. Al lavoro sulla forma accosta quello sulla scrittura che lo impegna del campo della critica d’architettura, del design e, dal 2004, nel campo della narrativa. “L’Autore è persona che cambia ogni giorno. In modo inconsueto, repentino. Questo miracolo, tipico dell’uomo, accade se resti naive, attento e appassionato.”
Nato a Milano il 22 agosto del 1960, dopo gli studi liceali al Leonardo da Vinci, si trasferisce per una anno a Parigi fino al 1979, dove frequenta la scuola di grafica “Atelier Albers”. Iscritto alla Facoltà di Architettura, presso il Politecnico di Milano, si laurea con la Prof. Franca Helg con una tesi di progettazione architettonica. Dopo la laurea, si trasferisce per due anni a Londra, dal 1984 al 1986, dove progetta e realizza, con Laura Agnolotto, oggetti radio e televisori. Rientrato a Milano, nel 1987, inaugura, nel cuore della città, in Via Amedei 3, lo studio-laboratorio, ideato anche come spazio-espositivo, con l’amica e collega Laura Agnoletto. Insieme, partecipano a numerose mostre in Italia e all’estero, realizzando diversi “pezzi unici” a cavallo tra arte e design.Parallelamente, progettano lampade e complementi d’arredo per diverse aziende quali: Memphis, Nemo, Mastrangelo, FontanaArte, Pallucco, Zeus, Status, Slide, Glas, Swatch, Martini, Kundalini; per quest’ultima azienda, Marzio Rusconi Clerici, disegna la lampada “Shakti” selezionata per il compasso d’oro. Designer e architetto progetta e allestisce, interni di uffici, residenze e alberghi, tra cui Clear Channel Italia, la società di comunicazione Doing a Milano e l’Hotel Le Terrazze a Ispra.Nel 1989 realizza una seduta e un televisore da indossare per la scenografia del programma Rai “Alla scoperta dell’Arca”. Nei primi anni 90 progetta diversi allestimenti per vetrine, tra le quali Fiorucci Milano.Dai primi anni del 2000 ha collaborato, in diverse occasioni, con Turner&Townsend Project Management Italia. Da segnalare i concorsi per la progettazione delle lampade per la pista ciclabile di San Remo e la passeggiata a mare di Varazze (Liguria), quello del nuovo Palazzo del Cinema di Venezia al fianco dello studio Boeri (Venezia) e del “modam”, Museo e Scuola della moda a Milano, in collaborazione con l’Atelier Mendini di Milano. Nel 2008 progetta un nuovo edificio per i laboratori di ricerca al Policlinico di Milano, in collaborazione con l’architetto Alessandro Traldi, attualmente in costruzione a Milano. Dal 1985, partecipa a numerose mostre personali e collettive. Dal 2008 collabora con lo storico negozio milanese, Tessuti Mimma Gini, per la realizzazione di sedute e punti luce.
Eric Solé nasce nel 1960 a Parigi. I suoi primi progetti si sono concentrati maggiormente sulla ricerca tecnica sui principi della trasformazione, sulle sedie pieghevoli, sulle lampade da ufficio o sull’uso di materiali per sfruttarne le proprietà strutturali. Il suo interesse per la progettazione illuminotecnica è dovuto in particolare alla continua evoluzione della disponibilità di materie prime. Più che di nuovi materiali c’è soprattutto la comparsa di diverse fonti, dimensioni, forme e tecniche. È questa novità che, secondo lui, rende impossibile anticipare la forma di un apparecchio d’illuminazione.”Una bella lampada deve essere come un oggetto vivo, trasformandosi quando si accende. Deve parlarci, illuminarci e darci conforto quando è buio.” La sua applique Mesmeri è il riflesso di questa magia. Muore il 20 giugno 2015 in Spagna.
Architetto, giornalista e blogger, Massimo Rosati si occupa da sempre di design e comunicazione. Dopo aver collaborato con i principali editori e aver diretto per 14 anni il mensile LA MIA CASA, ha fondato Designstreet.it, il web magazine dedicato al design contemporaneo. È designer per passione. Come consulente strategico di design e comunicazione, aiuta le piccole e medie imprese a crescere, a riposizionarsi, a innovarsi, a progettare una comunicazione efficace, a entrare nel mondo del design. Aiuta i grandi brand a migliorarsi e a creare progetti di comunicazione. Con oltre 20 di esperienza nel settore, è considerato oggi uno dei più autorevoli giornalisti di design. Come giornalista e blogger, aiuta i brand a crescere, ad aumentare la visibilità e a generare business sulla rete. Forte della sua esperienza nel web, insegna alle aziende come fare business con i Media Digitali. Gestisce professionalmente, coordina, crea contenuti per i Corporate Blog e i Social Network di molti brand.
Pittore, Architetto e Designer, Mariano Moroni spazia nelle complessità dell’arte visiva contemporanea. Espone oltre che in Italia, Austria, Cina, Francia, Germania, Giappone, Lussemburgo, Portogallo, Spagna, Ungheria, Stati Uniti. Ha ottenuto riconoscimenti sia in Italia che all’estero. selezionato in concorso dal Peggy Guggenheim Collection di Venezia. Di recente ha esposto al PAC e al Palazzo della Triennale di Milano , al J.K.J. Center di New York , al Museo dell’ Ara Pacis di Roma ” Il palazzo della Farnesina e le sue collezioni”, con tra gli altri Michelangelo Pistoletto, Ron Arad , Pininfarina … e Padiglione Italia alla 54° Biennale di Venezia.Da molti anni collabora con note aziende Italiane creando installazioni e complementi d’arredo. Le sue opere di design, oltre che nelle maggiori città italiane, sono state esposte a Parigi, Francoforte, Londra, Osaka, New York…..Il lavoro dello studio copre anche i diversi ambiti dell’architettura intesa come espressione artistica: attinge dal dialogo con i clienti, dalle loro richieste, dal contesto e dal paesaggio, fornendo guida e vigore al progetto. All’attivo numerosi edifici di edilizia residenziale, industriale e commerciale oltre a progetti di trasformazione urbana e interior design.