Jeffrey Bernett apre il suo studio nel 1995 a New York e nel 1996, sempre a New York, presenta all’International Contemporary Furniture Fair (ICFF) la sua prima collezione, Ideas for Production, premiata con l’Editor’s Award per il “Best of Show”. Da allora l’opera di Bernett si estende in numerosi campi e discipline, dai prodotti di design innovativi e funzionali a progetti più ampi e complessi. Nel 2020 Bernett fonda Consultants for Design Strategy (CDS), la prima società americana che collabora con diversi produttori, tra i più rinomati in Europa. CDS deve il proprio successo alla stretta collaborazione di un team di architetti di spicco, quali Bernett, Nicholas Dodziuk, Sarah Fels e Christopher Skodi. Alla base della filosofia di CDS vi è la convinzione che le migliori soluzioni emergano dall’apporto armonioso ed equilibrato di creatività, intelletto e umanità. CDS detiene numerosi brevetti ed ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali per il design.
Martino Gamper (nato nel 1971, Merano, Italia) vive e lavora a Londra. Ha iniziato come apprendista presso un mobiliere a Merano, per poi proseguire gli studi di scultura sotto Michelangelo Pistoletto all’Accademia di Belle Arti di Vienna. Ha completato un Master nel 2000 presso il Royal College of Art di Londra, dove ha studiato con Ron Arad. Lavorando tra design e luoghi d’arte, Martino Gamper si impegna in una varietà di progetti dall’exhibition design, interior design, commissioni una tantum e la progettazione di prodotti di serie per l’avanguardia dell’industria del mobile internazionale.Gamper ha presentato i suoi lavori e progetti a livello internazionale, mostre e commissioni selezionate includono: “Middle Chair”, The Modern Institute at Pollock House, Glasgow(2017); ‘Below Stairs’, Sir John Soane Museum, Londra, Regno Unito (2016); ‘100 sedie in 100 giorni’, MIMOCA, Marugame, Giappone (2015); ‘design is a state of mind’, Serpentine Sackler Gallery, Londra (2014); “Stanza del periodo”, Palais De Tokyo, Parigi; ‘Tu casa, mi casa’, The Modern Institute, Glasgow (2013); ‘Bench Years’, commissione del London Design Festival, V&A Museum, Londra (2012); ʻGesamtkunsthandwerk’ (Karl Fritsch, Martino Gamper e Francis Upritchard), Govett-Brewster Art Gallery, New Plymouth – Nuova Zelanda (2011); Progetto per Café Charlottenborg, Kunsthal Charlottenborg, Copenaghen (2011); ‘Bench to Bench’, arredo urbano pubblico a East London in collaborazione con LTGDC (2011);’A 100 chairs in 100 Days’, 5 Cromwell Place, Londra (2007);’Non sarebbe bello… un pio desiderio in Art & Design’, Centre d’Art Contemporain, Genève (2007).Gamper ha ricevuto il Moroso Award for Contemporary Art nel 2011 e il Brit Insurance Designs of the Year, Furniture Award nel 2008 per il suo progetto “A 100 Chairs in 100 days”.
Jozeph Forakis è nato a New York e ha ricevuto il Bachelor of Fine Arts in Industrial Design presso la Rhode Island School of Design. Dopo essersi trasferito a Milano, consegue il Master in Industrial Design presso Domus Academy. Dal 1993 al 1997 è stato Design Manager del Domus Academy Research Center. Nel 1995 è stato Consulting Design Director per Swatch Irony dove ha sviluppato iconici proddotti come: Swatch IRONY Scuba 200, Swatch IRONY AquaChrono and Swatch TALK, che integrava le funzionalità di un orologio e di un cellulare nello stesso prodotto per la prima volta al mondo.Nel 1999 è stato European Design Director per Motorola, dove ha guidato il team che ha realizzato il rivoluzionario cellulare V.70. Nel 2020 ha fondato il suo studio personale jozeph forakis … design a Milano, collaborando con importanti brand come Samsung, LG Yamaha Motors, Epson, Swatch, Swarovski e Magis. Il suo lavoro è caratterizzato per l’uso di materiali e tecniche di produzione innovative e per il suo profondo interesse verso la tecnologia digitale.Il suo lavoro è stato presentato in una mostra personale presso Italian Design Association ed esposto presso musei e gallerie internazionali durante mostre come “mutant materials in contemporary design” and “workspheres” al Moma.
Nato in Belgio, e precisamente a Loreken, nel 1962, Vincent Van Duysen è un noto designer e architetto i cui progetti spaziano dall’architettura su larga scala, fino al design del prodotto, passando per l’arredo di interni. Dopo la laurea in Architettura conseguita a Gand, presso la facoltà di Sint-Lucas, Vincent Van Duysen inizia subito a lavorare, prima presso lo studio di Aldo Cibic a Milano, e in seguito ad Anversa, nello studio di Jean De Meulder. Poco dopo però, sempre ad Anversa, decide di fondare il suo studio, con il nome di Vincent Van Duysen Architects. Lo studio, dal 1990 ad oggi, è diventato un’importante realtà che conta oltre 20 collaboratori, e si occupa di prestigiosi progetti internazionali, di design del prodotto per numerosi brand e di interior design. Proprio il rapporto tra architettura, interni e product design è la chiave del lavoro di Vincent Van Duysen.Nei suoi progetti non troviamo mai uno sterile minimalismo, ma piuttosto essenzialità e purezza, che però non rinunciano mai a funzionalità e comfort. I volumi e gli spazi nei suoi progetti sono esaltati dalla purezza delle forme, disegnati dalla luce, modellati dai materiali. Progetti apparentemente semplici e lineari dall’esterno, nascondono al loro interno una complessità inaspettata, una cura del dettaglio che però non diventa mai eccessiva. Affronta tutti i nuovi progetti, che siano il design di un arredo o il progetto di un edificio, attingendo dal suo passato, raggiungendo il nuovo traguardo operando per “sottrazione”, partendo cioè da tanti elementi che man mano elimina, fino ad arrivare al giusto equilibrio.Tra i vari riconoscimenti ricevuti negli anni, Vincent Van Duysen ha ricevuto il Flemish Culture Prize for Design, è stato inserito nella lista AD100 redatta dalla prestigiosa rivista Architectural Digest, è stato nominato Designer dell’anno nel 2016 durante la 25a Silver Edition della Biennale Interieur che si tiene in Belgio. I suoi progetti sono inclusi in numerose pubblicazioni oltre che in alcune monografie interamente dedicate ai suoi lavori. Dal 2016 è il direttore creativo dei marchi Molteni&C e Dada e dal 2018 al 2020 ha collaborato con il team artistico di Kvadrat per lo sviluppo del brand Sahco.
Otto Canalda (Barcellona, 1977) è un’eccezione tra i giovani designer perché ha preferito iniziare la professione dal settore dell’industria, dove si realizzano realmente i progetti. Appena terminati gli studi presso la scuola Elisava di Barcellona, è entrato a far parte del nuovo dipartimento di sviluppo prodotto BD Barcelona Design, dove attualmente lavora insieme a Ramón Úbeda. Otto Canalda ha approfittato di questa preziosa esperienza che ha portato alla nascita di prodotti come le lampade Inout, Nanit e Triana, disegnate con Ramón Úbeda per Metalarte, o la sedia Binaria, sviluppata con il Dr. Badía per l’azienda Oken.
Thomas Bentzen Industrial Design è uno studio di design con sede a Copenaghen fondato nel 2010. Il design di Thomas Bentzen è caratterizzato da semplicità, razionalità e funzionalità. Con design semplici e narrativi, crea prodotti significativi per la vita di tutti i giorni. La sua passione è progettare prodotti che coinvolgano e creino curiosità, che siano funzionali e semplici e soddisfino i bisogni umani durante l’uso. Esplora costantemente la forma, la funzione e le potenzialità dei materiali nel progettare prodotti durevoli.Thomas Bentzen è saldamente radicato nella tradizione del design danese, sottolineando la conoscenza dei materiali, l’artigianato e i processi di produzione industriale razionale. La prototipazione e la creazione di modelli sono elementi chiave nel suo processo di progettazione. Thomas Bentzen ha lavorato come Head of Design per Muuto dal 2013 al 2015 e come Design Manager dal 2011 al 2013. Dal 2005 al 2010, Thomas Bentzen è stato Senior Designer e successivamente Partner presso lo Studio Louise Campbell. Si è laureato presso la Royal Danish Academy of Fine Arts – School of Design nel 2003.
Il lavoro di Hella Jongerius (1963, Paesi Bassi) combina la tradizione con il contemporaneo, le più recenti tecnologie con tecniche artigianali secolari. Mira a creare prodotti con carattere individuale includendo elementi artigianali nel processo di produzione industriale. Jongerius vede il suo lavoro come parte di un processo senza fine, e lo stesso vale essenzialmente per tutti i suoi progetti. L’incompiuto, il provvisorio, il possibile, risiedono nell’attenzione per le imperfezioni, le tracce del processo di creazione e il potenziale rivelato di materiali e tecniche. Attraverso questo metodo di lavoro, Jongerius non solo celebra il valore del processo, ma coinvolge anche lo spettatore nella sua indagine.Nel 1993, dopo essersi diplomata all’Accademia di Disegno Industriale di Eindhoven, ha fondato lo studio Jongeriuslab, dove vengono sviluppati progetti indipendenti e lavori per importanti clienti, tra cui disegni tessili per l’azienda di tessuti per imbottiti Maharam, l’interior design dei Delegati Lounge del quartier generale delle Nazioni Unite a New York, interni delle cabine per la compagnia aerea KLM, l’installazione ‘Colour Recipe Research’ su invito del curatore Hans Ulrich Obrist per il MAK (Vienna) e l’installazione ‘A Search behind Appearances’, una collaborazione con Louise Schouwenberg commissionato da Serpentine Galleries. I progetti recenti includono mostre personali al Gropius Bau, Berlino (2021), Lafayette Anticipations (2019) e Nationalmuseum, Stoccolma (2019). Il suo Space Loom #1 è stato acquisito dal Centre Pompidou nel 2019.Nel 2017, Hella Jongerius ha ricevuto il Premio Sikkens, uno dei più antichi premi d’arte indipendenti dei Paesi Bassi, assegnato una volta ogni pochi anni a individui o istituzioni che si ritiene abbiano dato un contributo speciale al campo del colore. Negli ultimi anni Jongerius si è concentrato su progetti di ricerca, sfociati in mostre come Breathing color (mostra personale al Design Museum, Londra, 2017) Interlace – textile research (mostra personale a Lafayette Anticipations, Parigi, 2019) e Woven Cosmos (personale mostra al Gropius Bau, Berlino, 2021). Molti dei prodotti Jongerius si trovano nelle collezioni permanenti di musei come il MoMA, New York, il Victoria and Albert Museum, Londra, nonché Die Neue Sammlung, Monaco, e il Centre Pompidou, Parigi. Dal 2009 Hella Jongerius vive e lavora a Berlino.
Classe 1974, Stefano Bigi è cresciuto tra Francia e Italia. Da questa doppia cultura, ha acquisito il gusto per lo chic e il bello. Dopo aver studiato Arte in Francia, ha fatto esperienza e carriera nel campo della grafica e del webdesign. Però, durante quasi quattordici anni, non ha mai smesso di disegnare divani, sedie e oggetti ed è solo a 31 anni che deciderà di realizzare questa sua passione: Il design di mobili e oggetti. Nel 2005 si trasferisce a Milano e fonda il suo studio: Stefano Bigi design studio.