Jeffrey Bernett

Jeffrey Bernett apre il suo studio nel 1995 a New York e nel 1996, sempre a New York, presenta all’International Contemporary Furniture Fair (ICFF) la sua prima collezione, Ideas for Production, premiata con l’Editor’s Award per il “Best of Show”. Da allora l’opera di Bernett si estende in numerosi campi e discipline, dai prodotti di design innovativi e funzionali a progetti più ampi e complessi. Nel 2020 Bernett fonda Consultants for Design Strategy (CDS), la prima società americana che collabora con diversi produttori, tra i più rinomati in Europa. CDS deve il proprio successo alla stretta collaborazione di un team di architetti di spicco, quali Bernett, Nicholas Dodziuk, Sarah Fels e Christopher Skodi. Alla base della filosofia di CDS vi è la convinzione che le migliori soluzioni emergano dall’apporto armonioso ed equilibrato di creatività, intelletto e umanità. CDS detiene numerosi brevetti ed ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali per il design.

Staffan Holm

Ulla Christiansson

Thomas Bentzen

Thomas Bentzen Industrial Design è uno studio di design con sede a Copenaghen fondato nel 2010. Il design di Thomas Bentzen è caratterizzato da semplicità, razionalità e funzionalità. Con design semplici e narrativi, crea prodotti significativi per la vita di tutti i giorni. La sua passione è progettare prodotti che coinvolgano e creino curiosità, che siano funzionali e semplici e soddisfino i bisogni umani durante l’uso. Esplora costantemente la forma, la funzione e le potenzialità dei materiali nel progettare prodotti durevoli.Thomas Bentzen è saldamente radicato nella tradizione del design danese, sottolineando la conoscenza dei materiali, l’artigianato e i processi di produzione industriale razionale. La prototipazione e la creazione di modelli sono elementi chiave nel suo processo di progettazione. Thomas Bentzen ha lavorato come Head of Design per Muuto dal 2013 al 2015 e come Design Manager dal 2011 al 2013. Dal 2005 al 2010, Thomas Bentzen è stato Senior Designer e successivamente Partner presso lo Studio Louise Campbell. Si è laureato presso la Royal Danish Academy of Fine Arts – School of Design nel 2003.

Jean Prouvé

Jean Prouvé (1901-1984) è stato un designer e architetto francese, nonché uno degli esponenti più influenti del movimento moderno. Jean Prouvé nasce a Nancy; suo padre Victor è un pittore, scultore e incisore della scuola Art Nouveau: un artista molto versatile, che si dedica inoltre a diverse arti decorative, progettando e realizzando arredi, opere in vetro e in ceramica, rilegatura,… Jean Prouvé cresce dunque in un ambiente in grado di favorire la sua creatività e il suo interesse nell’applicazione di diversi materiali: prima di iscriversi alla scuola di ingegneria, ha l’occasione di formarsi come fabbro e la sua conoscenza approfondita dei metalli sarà sempre alla base del suo lavoro, nel corso di tutta la sua carriera.Una volta diplomato, nel 1923 apre un laboratorio, dove si dedica alla progettazione e produzione di mobili moderni in metallo; nel 1947 al laboratorio si affianca una fabbrica vera e propria, che Prouvé lascerà otto anni dopo a causa di divergenze con gli azionisti di maggioranza. In questi anni collabora con alcuni dei più noti designer francesi della sua epoca, tra cui Le Corbusier e Charlotte Perriand. Le sue scaffalature per i dormitori della Cité internationale universitaire de Paris, progettata con Perriand e l’artista Sonia Delaunay nel 1952, sono forse gli esempi più noti tra le sue collaborazioni lavorative. Negli anni a seguire si occupa anche di consulenze per grandi progetti architettonici parigini: nel 1971 è proprio Prouvé, in qualità di presidente di giuria, a sostenere la scelta del progetto di Renzo Piano e Richard Rogers per il nuovo Centre Pompidou.Per quanto riguarda il suo lavoro di designer, Prouvé ha progettato oggetti di diversa natura, dai tagliacarte alle lampade, fino alla ferramenta per porte e finestre e si è dedicato anche alla progettazione di elementi prefabbricati, modulari, e di allestimento espositivi, sempre con un occhio di riguardo all’ottimizzazione dei processi produttivi a livello industriale. Dal 2002, in collaborazione con gli eredi Prouvé, Vitra si occupa della ristampa dei progetti del grande designer francese. Ciascun progetto rivela l’approccio da ingegnere di Prouvé: la sedia Standard (1934) ha le gambe anteriori in tubolare di acciaio, mentre quelle posteriori sono progettate in lamiera pressopiegata, per garantire un miglior supporto del peso, che si scarica appunto sulle gambe posteriori; il Tabouret Solvay (1941) è uno sgabello in cui gli elementi strutturali e portanti sono esplicitamente visibili, con quattro gambe sostenute da un elemento centrale in acciaio; Potence (1950) è una lampada girevole dalla forma semplice ed essenziale, progettata per la “Maison Tropicale”, prototipo di edificio prefabbricato per le colonie francesi.

Marie Mees

Dopo aver studiato design grafico e industriale all’Accademia delle Arti di Gent, ha aperto il proprio studio nel 1986, lavorando come designer di tessuti freelance per Paul Smith, Calvin Klein ed Esprit, tra gli altri. Dal 1990 il suo campo d’azione si estende all’interior design e collabora con Maarten Van Severen con il quale espone alla Triennale di Milano. Dal 1995 ad oggi il suo lavoro è stato esposto in vari importanti musei di design in tutto il mondo, e nel 1996 Mees ha ricevuto il premio internazionale di design “Design for Europe”, presentato da Rolf Fehlbaum e Antonio Citterio alla Biennale Interieur di Kortrijk, in Belgio. Nel 2000 Mees ha lanciato una collezione firmata di biancheria da letto e plaid denominata “SimplePlus di Marie Mees”. Attualmente la designer sta lavorando a varie collezioni con aziende come Arte (carta da parati), When Objects Work (John Pawson) e Casalis (tappeti), oltre alla sua gamma di tessuti per la casa.

Gunilla Lagerhem Ullberg

George Nelson

George Nelson (1908-1986), è considerato una delle figure più influenti nel panorama artistico del ventesimo secolo. Nella sua lunga carriera si interessò di architettura, urbanistica, design di interni, grafica, design di prodotto, scrittura, adottando un approccio eclettico e poco convenzionale. Laureatosi nel 1928 alla Yale University, si iscrive al corso di laurea biennale in Belle Arti, e nel 1932 vince il concorso “Rome Prize”. La borsa di studio gli consente di studiare architettura alla American Academy a Roma per due anni, e di viaggiare per l’Europa. Risalgono a questi anni le interviste ai maggiori esponenti del Movimento Moderno, come Mies Van de Rohe, Walter Gropius, Le Corbusier, Gio Ponti.Tornato negli Stati Uniti nel 1935, decide di lavorare come giornalista per riviste di architettura, e pubblica diversi libri, tra i quali il famoso “Tomorrow’s house” (1945), scritto a 4 mani con il collega Henry Wright. Nel volume George Nelson sviluppa il concetto di Storagewall, una soluzione allora rivoluzionaria, che consiste nell’attrezzare le pareti con armadiature a muro modulari e flessibili profonde 30 cm. Nello stesso periodo il fondatore di Herman Miller Furniture, D.J. DePree, stava cercando un nuovo direttore del settore Design e, dopo aver letto un articolo nella rivista Life dedicata al sistema Storagewall, decise di contattare George Nelson, il quale accettò l’incarico, seppure contro voglia. La carriera di designer, in effetti, non aveva mai attirato il creativo, più propenso ad un’attività teorica. Eppure, alcuni dei suoi progetti sono entrati a far parte delle icone indiscusse del design, ancora oggi prodotti e commercializzati da Herman Miller e da Vitra.L’approccio progettuale di Nelson di basava sull’idea del “design totale in relazione con il tutto” e sulla centralità dei bisogni dei fruitori. Tra i prodotti più apprezzati, ricordiamo la panca Nelson Bench (1946), la poltrona in pelle Coconut (1955), ispirata al guscio della noce di cocco, la scrivania Home Desk (1958), elegante e funzionale, con le classiche finiture dell’epoca in laminato e impiallacciatura in rovere. In qualità di art director di Herman Miller, George Nelson contribuisce alla crescita e al prestigio dell’azienda, lavorando al fianco di designer del calibro di Charles e Ray Eames, Alexander Girard, Isamu Noguchi, Robert Propst. In parallelo alla collaborazione con la Herman Miller, che durerà fino al 1972, Nelson porta avanti la sua attività di designer e architetto indipendente, fondando, nel 1947, il suo studio di New York, trasformatosi nel 1955 nella George Nelson Associates, Inc. Una delle commesse più interessanti che impegnarono lo studio fu quella che vide il designer creare una serie di orologi, caratterizzati da uno stile innovativo e dall’assenza di numeri. La collezione si compone di orologi da muro e da appoggio declinati in materiali, forme e colori diversi, realizzati in centinaia di varianti a partire dal 1947. Oggi la collezione Wall Clocks, è realizzata e commercializzata da Vitra, in virtù del fatto che il Vitra Design Museum ha acquisito l’archivio del designer. George Nelson muore a New York nel 1986.

Petra Lundblad-Fridén

Nils Gulin

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