Garth Roberts

La carriera di Garth è iniziata nella sua città natale Toronto. Si è in seguito trasferito a New York dove ha realizzato progetti di interni, di prodotti e di immagine aziendale coordinata. Nel 2005 Garth ha allargato la sua presenza nel mondo del design in Europa dove gli è stata offerta subito l’opportunità di sviluppare progetti per le migliori aziende produttrici di arredamento quali B&B Italia e Zanotta. Il suo approccio trasversale al design è guidato da una filosofia estetica che crea una bilanciata e delicata tensione tra materiali puri e forme essenziali. Attualmente, Garth mantiene la sua visione internazionale sulla creatività vivendo e progettando tra Milano, Berlino e New York.

Jake Phipps

Jake Phipps si è diplomato alla scuola di design di John Makepeaces, il Parnam College, nel 1999. Ha iniziato la sua carriera come ebanista, progettando e realizzando pezzi unici su commissione. Nel 2005 ha aperto il suo studio di design a Londra e ha iniziato a concentrarsi sulla progettazione di prodotti per la produzione su larga scala. Con una miscela di arte, design, umorismo e invenzione, il suo lavoro coniuga forma e funzione per creare oggetti emotivamente espressivi e stimolanti. Il suo primo prodotto commerciale, la sedia pieghevole ISIS, è stato lanciato dall’autorevole Gebrüder Thonet di Vienna. È solo la seconda sedia pieghevole nei 150 anni di storia dell’azienda. Tra gli altri clienti figurano Tommy Hilfiger, Philippe Starck, Riva, Intercontinental Hotels, Novartis, Diageo e Harvey Nichols.

Clemens Weisshaar

Clemens Weisshaar è nato nel 1977 a Monaco. Dopo un apprendistato come operaio metallurgico, ha studiato Product Design al Central Saint Martins College of Art and Design e al Royal College of Art di Londra. Dopo tre anni come assistente di Konstantin Grcic, nel 2000 ha fondato il proprio studio. È consulente della società di ricerca AMO di Rem Koolhaas per le questioni relative al design industriale e lavora a progetti che spaziano dalla consulenza strategica all’architettura di mostre fino al design di prodotto. Weisshaar lavora e vive a Monaco e Stoccolma. Nel 2002 Clemens Weisshaar e Reed Kram (nato nel 1971 in Ohio) hanno fondato lo studio Kram/Weisshaar come piattaforma per integrare gli sforzi multidisciplinari.Con sede a Monaco e Stoccolma, lo studio si occupa di progettazione di spazi, prodotti e media. Tra i recenti incarichi di Kram/Weishaar figurano l’ideazione, la progettazione e l’esecuzione di installazioni e dispositivi multimediali per il nuovo negozio epicentro di PRADA a Beverly Hills, un’installazione interattiva per il Centre Georges Pompidou di Parigi, strumenti di visualizzazione dei dati per il gruppo BMW e PriceWaterhouseCoopers, il piano generale e l’architettura espositiva per “The Design Annual” a Francoforte, interfacce di commutazione per Merten e mobili per Moroso e ClassiCon. Il lavoro di Kram/Weisshaar fa parte delle collezioni permanenti della Die Neue Sammlung di Monaco, del Vitra Design Museum di Weil am Rhein e del Centre Georges Pompidou di Parigi.

Riccardo Arbizzoni

Nato a Monza nel 1938. Laureato alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano nel 1963, svolge la propria attività professionale nel campo dell’architettura, della ristrutturazione, dell’architettura degli interni e del design, collaborando con diverse aziende del settore. Alla attività di progettazione affianca l’attività didattica insegnando dal 1994 “Progettazione Sperimentale” – Master di Progettazione Industriale nel settore mobiliero al COSMOB di Pesaro.

Ettore Sottsass

Ettore Sottsass Jr. nasce nel 1917 in Austria, a Innsbruck. Figlio di madre austriaca e dell’architetto trentino-tirolese Ettore Sottsass Sr. (1892-1953), si forma a Torino frequentando prima il Liceo scientifico e poi il Politecnico, dove si laurea in Architettura nel 1939. Ancora studente partecipa con il padre al concorso per il “Palazzo della Moda” di Torino. Nel 1943, a causa della guerra, interrompe ogni attività e si arruola volontario nella Divisione Monterosa. Da questa esperienza nasce il libro autobiografico “Scritto di notte”. Sopravvissuto agli anni da soldato, Sottsass Jr. riprende la propria attività a Milano nel 1947 aprendo uno studio di progettazione. L’anno successivo aderisce al gruppo MAC (Movimento di Arte Concreta) e assieme ad Atanasio Soldati, Grillo Dorfles, Bruno Munari, Gianni Monnet e Augusto Garau partecipa alla prima collettiva di Milano per poi promuove una mostra dedicata all’arte astratta italiana a Roma. Nel 1949 sposa la scrittrice Fernanda Pivano, ma il matrimonio della coppia entra in crisi negli anni ’70; si sposa una seconda volta all’età di 59 anni con Barbara Radice. Nel 1957 diventa art director di Poltronova e disegna gli armadi Superbox, rivestiti in laminato Print a righe, ispirati ai segnali stradali e ai distributori di benzina, i mobili della serie Fly cui appartiene Barbarella (1965) e lo specchio/lampada Ultrafragola (1970).Nel 1958 ha inizio il sodalizio con Olivetti che determina l’affermarsi di un nuovo stile per i prodotti da ufficio della grande azienda di Ivrea. Tra i pezzi più celebri si ricordano: le calcolatrici Elea 9003, Summa-19, Divisumma 26 e Logos 27 (1963), le macchine da scrivere Praxis 48 e Tekne (1964), Valentine (con Perry King, 1969) e il sistema per ufficio Synthesis (1973). Significativo è il progetto per il computer mainframe Elea 9003 (1959), grazie al quale vince il suo primo Compasso d’oro. L’interesse per l’Arte Psichedelica e le influenze della cultura underground della prima moglie portano Sottsass nel 1967 alla fondazione con il poeta statunitense Allen Ginsberg della rivista “Pianeta Fresco”. Aderisce al movimento del Radical Design in Italia e nell’ambito di questo filone con il gruppo Alchymia, partecipa al Design Forum di Linz nel 1979 presentando la Seggiolina da pranzo (in ferro cromato e laminato Abet Print), la lampada da terra Svincolo (che produce luci dai colori pop, grazie a neon rosa e neri) e il tavolino Le strutture tremano, tutti oggetti in cui l’unione di forme, colori e materiali produce nuovi canoni estetici che mirano a superare l’idea di ornamento.Nel 1980 fonda con Aldo Cibic, Matteo Thun, Marco Zanini e Marco Marabelli lo studio Ettore Sottsass Associati e l’anno seguente forma il gruppo Memphis con un collettivo di designer composto tra gli altri da Nathalie Du Pasquier, George Sowden, Michele De Lucchi, Matteo Thun, Marco Zanini e Martine Bedin. Negli anni successivi, Sottsass Jr. continua a lavorare come designer indipendente, progettando mobili, tessuti, ceramiche e oggetti d’arte, collaborando con diverse aziende come Alessi, Alpi, Artemide, BD Barcelona Design, B&B Italia, Brondi, Cocif, Etrusco, Glass Italia, Kaldewei, Knoll, Mirabili, Oak, Roche Bobois, Stilnovo, Venini e Zanotta. La produzione di Sottsass Jr. è vasta e tra i suoi pezzi più rappresentativi c’è la collezione di mobili realizzata per Memphis, divenuto un brand per il quale tra il 1981 e il 2000 firma cinquantacinque pezzi, molti dei quali rieditati più volte. Tra questi: la libreria Carlton, la lampada da tavolo Tahiti, lo specchio Diva e il tavolo quadrato Mandarin. Al Compasso d’Oro del 1959 ne seguono due nel 1970 per l’elaboratore elettronico G 170 per Honeywell con D.L. Higgins e J. L. Monk e per l’addizionatrice elettrica MC 19 con Hans Von Klier per Olivetti; un ulteriore Compasso d’Ora arriva nel 1989 per il servizio di posate Nuovo Milano per Alessi.Svariati sono i riconoscimenti, i premi e le onorificenze conseguite da Sottsass: nel 1976 gli viene conferita la Laurea honoris causa dal Royal College of Art di Londra e nel 1993 dalla Rhode Island School of Design negli Stati Uniti; seguono nel ’92 l’Officier nell’Ordine delle Arti e delle Lettere della Repubblica Francese, nel ’94 il Premio IF Arwad Design Köpfe da l’Industrie Forum Design di Hannover; nel ’96 l’Honorary Doctor del Royal College of Art di Londra e il Design Award del Brooklyn Museum di New York; nel ’97 l’Oribe Award della città giapponese di Gifu; e ancora le onorificenze della Glasgow School of Art nel 1999, del London Institute of Art nel 2001, del Politecnico di Milano nel 2001, l’onorificenza Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica italiana assegnata nel 2001 e la Medaglia d’Oro ai Benemeriti della Cultura e dell’Arte nel 2005.In qualità di architetto Sottsass progetta edifici in tutto il mondo, tra questi: i negozi di Fiorucci (1980), Esprit (1985) e Alessi (1987), l’edificio Condominiale di Viale Roma a Marina di Massa (1985), gli interni dell’Aeroporto di Milano Malpensa (1994). Nel 1997 progetta il piano urbanistico di Inchon in Corea (1997). Sottsass Jr. muore a Milano nel 2007. La sua eredità è celebrata in tutto il mondo attraverso mostre e pubblicazioni; molte delle sue opere sono presenti nelle collezioni dei più importanti musei internazionali di arte, architettura e design.

Mathias Hoffman

Mathias Hoffmann è nato nel 1954 a Ulm/Donau, in Germania. La sua prima esposizione al colore e al design avviene nello studio tessile della madre, Gertrud Hoffmann, nota designer tessile tedesca. Dopo la laurea, Mathias ha lavorato come artista freelance a Monaco fino al 1971, quando ha iniziato a lavorare per Rolf Benz. Nel 1980, dopo dieci anni come product manager presso Rolf Benz, ha fondato il proprio studio di design con un team di designer. Oltre a specializzarsi nel design di prodotto, Mathias ha lavorato anche nel campo della progettazione di negozi al dettaglio e stand fieristici internazionali, nello sviluppo di nuovi prodotti e nella progettazione architettonica.

Joe Colombo

Joe Colombo (Milano 1930 – 1971) è stato un geniale e innovativo architetto e designer. Inizialmente dedicatosi alla pittura e alla scultura, passa poi, nel 1953, alla facoltà di Architettura al Politecnico di Milano, senza però completare il ciclo di studi. Le sue prime esperienze lo vedono impegnato nelle avanguardie artistiche, con l’adesione prima al Movimento Nucleare accanto a Enrico Baj e Sergio Dangelo, poi al MIBI (Movimento Internazionale per un Bauhaus Immaginista) accanto all’artista danese Asger Jorn, e infine al MAC (Movimento per l’arte Concreta), su invito di Bruno Munari. Già nei suoi lavori si intravvede quello che sarà il suo linguaggio, permeato di suggestioni fantastiche e futuristiche, nelle quali le nuove tecnologie giocano un ruolo centrale. Il suo progetto La città nucleare (1952) sintetizza la sua visione in forme totalmente innovative di appartamenti, mezzi di trasporto e infrastrutture.Alla morte del padre nel 1959, Joe Colombo apre uno studio con il fratello Gianni, che ha già intrapreso la carriera di artista. Nello studio hanno la possibilità di proseguire con le loro sperimentazioni, spesso influenzandosi a vicenda, e talvolta lavorando assieme allo stesso progetto, come avviene per la lampada Acrilica (1962) prodotta da Oluce, che riceverà la medaglia d’oro per il design alla XIII Triennale nel 1964. Questo evento rappresenta il trampolino di lancio di Joe Colombo nel mondo del disegno industriale. Il suo approccio al progetto è sempre sperimentale, che si tratti di forme, materiali, tecnologie o funzioni. Sono ormai entrati nella storia alcuni arredi disegnati negli anni Sessanta, come la Mini-Kitchen per Boffi (1963), la sedia No. 4801 per Kartell (1963-64), la sedia Elda, dedicata a sua moglie e prodotta per Combort F.lli Longhi (1963), la poltrona Nastro per Bonacina (1964), la lampada Aton di Oluce (1964), la lampada KD8 di Kartell (1964), il sistema di sedute Additional Living System di Kartell (1967), la poltrona Tube per Cappellini (1969). Nel 1967 la lampada Spider per Oluce vince il premio Compasso d’Oro ADI, che riceverà anche nel 1970 per il condizionatore d’aria progettato per Candy. La produzione si intensifica nel 1970, anno in cui vengono realizzati altri pezzi iconici come la collezione di lampade Topo, Colombo e Triedro per Stilnovo, la cassettiera per ufficio su ruote Boby e la poltrona Multichair per B-Line.Parallelamente al design di prodotto, Joe Colombo porta avanti progetti di design d’interni e di allestimenti, e sviluppa una serie di proposte radicali per l’ambiente domestico del futuro. Lo scaffale Kilometro (1967), allungabile all’infinito, gli armadi del Sistema programmabile per abitare T14 (1968), il sistema abitativo Box 1 (1968) e lo Square plastic system (1969), esplorano il concetto di spazio e di componibilità, proponendo soluzioni avanguardistiche che non raccolsero il favore dei produttori dell’epoca. Tuttavia, Colombo prosegue con le sue sperimentazioni sul concetto di cellula d’abitazione autonoma, con arredi polifunzionali e trasformabili all’occorrenza. Nel 1970 realizza i progetti Living Center, Visiona I, il letto Cabriolet, il pensile multifunzionale Rotoliving e il Total Furnishing Unit, presentato postumo alla mostra « Italy: the new domestic landscape » al MoMA di New York, nel 1972.Joe Colombo muore prematuramente nel 1971 all’età di 41 anni. Oggi lo studio, portato avanti dalla collaboratrice storica, l’architetto Ignazia Favata, ospita l’archivio del grande designer.

Tom Kelley

Il designer multiculturale Tom Kelley è nato nella Germania dell’Est e, dopo aver avuto pesanti problemi con il sistema e le sue conseguenze (2,5 anni di prigione nella Stasi), è arrivato a metà degli anni ’70 in Occidente. Ha studiato ad Aachen, a Monaco e a Long Beach / California. Vive dalla fine degli anni ’90 a Venezia, all’inizio per semplice coincidenza, per essere vicino ai clienti italiani. In seguito, aziende tedesche, austriache, ceche, giapponesi, statunitensi, olandesi, turche, indonesiane ecc. lo hanno portato in giro per il mondo, affinando il suo sguardo per le cose essenziali e importanti. Il suo background orientale gli fornisce in qualche modo la capacità di trovare soluzioni anche difficili, trovando compromessi che portano ai punti finali. Tutto questo vale anche per tutte le case, i negozi, gli stand per le fiere, ecc. che ha progettato nel corso degli anni. Come la ricostruzione della famosa villa Michael Thonet a Bystrice pod Hostynem e la progettazione di un museo della sedia nelle vicinanze.

Nika Zupanc

Nika Zupanc nasce nel 1974 in Slovenia, a Lubiana, città nella quale si laurea con lode presso l’Accademia di Belle Arti e Design nel 2000 e dove, nel 2008, apre il proprio studio di progettazione. In poco tempo raggiunge la notorietà con uno dei suoi primi lavori, la lampada Lolita disegnata per Moooi. Sempre nel 2008 debutta al Salone del Mobile di Milano con uno spazio all’interno del Padiglione Satellite, dove il suo stile leggero e ironico si fa subito notare a livello internazionale, favorendo l’incontro con diversi brand. Nel lavoro di Nika Zupanc l’arte, il cinema, la musica e la letteratura divengono fonte d’ispirazione per sviluppare progetti inediti, per certi versi teatrali e sorprendenti, sempre segnati dal carattere femminile e poetico. Tra le collaborazioni, oltre a Moooi, ci sono Qeeboo di Stefano Giovannoni, Sé di Pavlo Schtakleff, Moroso, Natuzzi Italia, Nodus Rug, Ghidini1961, Scarlet Splendour, Contardi Lighting e De Castelli. Tra i pezzi più noti si segnalano le sedie Golden (Moooi) e Ribbon (Qeeboo), che catturano l’attenzione per il disegno morbido e per l’aspetto ironico.In parallelo a queste prestigiose collaborazioni, Nika Zupanc disegna e produce collezioni di oggetti di design self-made; durante il Salone del mobile di Milano del 2013 ha presentato con il suo brand la lampada modulare Black Cherry che oltre all’aspetto pop si dimostra particolarmente funzionale. Romantiche e stravaganti sono anche le installazioni realizzate da Nika Zupanc, tra queste: “I Will Buy Flowers Myself” (2009) e “Gone with the Wind” (2010) entrambe allestite in occasione del Salone del Mobile di Milano presso gli spazi di Superstudio Più. Seguono le installazioni “Selfdiscipline” (2011) e “Summertime” (2012) che segnano l’inizio della collaborazione con Rossana Orlandi e di una serie di collezioni in edizione limitata.Nel 2013 trae ispirazione dalla scrittrice inglese Virginia Woolf e dal suo libro “Una stanza tutta per sé” (1929) per il concept alla base dell’installazione realizzata con Dior per Miss Dior; Zupanc viene selezionata assieme ad altre quattordici artiste e designer internazionali per interpretare la fragranza della nota maison francese. Per l’occasione crea uno studiolo rialzato da terra e composto da pareti di legno intagliato, che ricordano un cestino di paglia, in cui colloca una lampada, un tavolo e una sedia con la volontà di creare uno spazio minimo ed esistenziale in cui la singola persona è invitata a ritrovare se stessa.Nika Zupanc vanta numerosi premi e riconoscimenti internazionali: con l’armadio Longing (De Castelli) vince il premio speciale Salone del Mobile 2017; con la lampada Crystal (Contardi Lighting) si aggiudica il premio per il miglior design nel 2018. Nel 2020 si distingue per la collezione di sedute e divani Deep disegnate per Natuzzi Italia, aggiudicandosi con il divano Wave il premio ADA Archiproduct Design Award 2020.

Piero Bottoni

Piero Bottoni nasce nel 1903 a Milano dove si laurea in architettura nel 1926. Di formazione complessa (Brera e Politecnico), coltiva vasti interessi progettuali – architettura, urbanistica, restauro, allestimento, design e arredamento – in un intenso rapporto con le altre arti. È tra i protagonisti del Razionalismo, come della sua revisione critica. Dal 1929 al 1949 è delegato italiano ai Congressi Internazionali di Architettura Moderna; nel 1933 prende parte alla redazione della Carta di Atene, il manifesto dell’urbanistica razionalista (v. filmato di László Moholy-Nagy, nell’intervallo 6’39” – 6’58”, dove Bottoni è erroneamente presentato con il nome di Bodoni). Nello stesso anno è tra i promotori della rivista “Quadrante”. Dopo la guerra è membro della direzione di “Metron” ed è tra i fondatori del Movimento Studi Architettura.Dal 1949 al 1956 fa parte del comitato direttivo di “Urbanistica”. Nel 1945-46 è consultore nazionale della Camera dei deputati e dal 1956 al 1964 consigliere comunale a Milano. Già assistente di Giovanni Muzio al Politecnico di Milano – da cui era stato allontanato per motivi politici nel 1927 e nel 1937 -, solo nel 1951 può tenervi un corso di Urbanistica come libero docente. Vi tornerà nel 1964 come incaricato di Allestimento e museografia. Nel frattempo, dal 1954 al 1965, insegna Tecnica urbanistica alla facoltà di Ingegneria di Trieste. Dal 1967 è ordinario di Urbanistica al Politecnico di Milano fino al 1971, quando viene sospeso, con tutto il Consiglio della facoltà di Architettura, dal ministro Misasi, contrario alla sperimentazione didattica.Oltre a molti arredamenti e oggetti di design, realizza importanti architetture, prima del 1945, a Milano, Livorno, Reggio E., Imola, Napoli, Bologna, Lecco, Massa e Valera Fratta e, dopo la guerra, a Milano, Sesto Calende, Storo, Ferrara, Bologna, Capri e Sesto S. Giovanni. Tra le due guerre partecipa a numerosi concorsi di urbanistica e disegno urbano riguardanti Genova, Verona, Milano, Piacenza, Como, Bologna e Roma. È tra gli autori di due piani che hanno segnato la storia dell’urbanistica italiana: il Piano della Valle d’Aosta, promosso da Adriano Olivetti nel 1936, e il Piano A.R.(Architetti Riuniti) del 1944-45. Nel dopoguerra, come Commissario Straordinario della Triennale, promuove e progetta il Quartiere sperimentale QT8 (v. il racconto di Graziella Tonon sul QT8 e il racconto di Giancarlo Consonni sul Monte Stella). Altri progetti urbanistici interessano, oltre a Milano, Vignola, Modena, Mantova, S. Gimignano, Brescia, Sesto S. Giovanni, Siena, Breuil, Ferrara, Marina di Pisa, Verbania e San Remo. Muore nel 1973 senza aver potuto riprendere l’insegnamento.

Keep in touch

Iscriviti alla nostra newsletter per restare sempre aggiornato sulle ultime novità, corsi e eventi imperdibili nel mondo del design!

Accetto la Privacy Policy e acconsento al trattamento dei miei dati per finalità di marketing.

Newsletter