Nato nel 1972, Matteo Ragni è un designer e architetto milanese. Laureato in Architettura al Politecnico di Milano, dal 1994 si occupa di progettazione nella sua accezione più ampia: accanto alle attività di docente in diverse università, anche internazionali, di art director e di architetto, il suo lavoro si concentra principalmente sul product design, instaurando negli anni svariate collaborazioni con aziende di arredi e complementi. Nei suoi progetti, il cui tratto distintivo è la pulizia del design e la voglia di conciliare funzione a innovazione tecnologica, non si discosta mai dai valori dell’azienda per la quale lavora, procedendo sempre a stretto contatto con il committente.A soli 29 anni è uno dei più giovani designer a ricevere il Compasso d’Oro nel 2001, per il design di Moscardino, la posata usa e getta multifunzione (è sia forchetta che cucchiaio) in materiale biodegradabile, disegnata per il brand Pandora Design insieme a Giulio Iacchetti, ed entrata nella collezione permanente del MoMa di New York. Sempre con Giulio Iacchetti riceve il suo secondo Compasso d’Oro nel 2014 per il design dei tombini realizzati per Montini: la sfida era quella di aggiungere un tocco di design ad oggetti normalmente anonimi e inosservati, grazie ai pattern decorativi impressi sulla superficie. Nel 2015 è invece il sistema HUB, disegnato da Ragni per il brand Fantoni, a vincere il premio Good Design Award, un sistema di arredo ufficio modulare, flessibile, personalizzabile, mutevole, adatto dunque alla nuova era del lavoro smart contemporaneo. Tra i tanti altri brand con i quali ha collaborato ricordiamo: Abet Laminati, Linvisibile, Alpi, Jannelli&Volpi, Twils, Very Wood.Grazie ai suoi progetti e allestimenti per Camparisoda, Matteo Ragni è presente nel volume edito da Corraini in occasione dei 100 del Futurismo: “Camparisoda: l’aperitivo dell’arte veloce futurista, da Fortunato Depero a Matteo Ragni”. Per la stessa casa editrice Corraini, ha curato lui stesso “Il manuale di metodologia progettuale” una vera e propria guida tascabile sui segreti per diventare un designer di successo. È stato protagonista anche di alcune mostre: nel 2013 a Toronto con la mostra a lui dedicata “Matteo Ragni: Almost 20 Years of Design” e nel 2015, durante la Tianjin International Design Week, con la personale “Matteo Ragni: Design for Better Days”.
Lo studio Massimo Broglio è stato fondato a Zanè in provincia di Vicenza nel 1988 e nel corso di oltre trent’anni di attività ha svolto numerosissimi incarichi in campo architettonico e interior design. E’ una realtà multitasking e multidisciplinare che si occupa di interventi su scale diverse, facendo proprio il concetto espresso da Ernesto Nathan Rogers: “Dal cucchiaio alla città”. Proprio per questo parafrasando Jean-Jacques Terrin: “Prendiamo spunto da questo modus operandi mediante l’attivazione di processi collaborativi e transdisciplinari, l’elaborazione di nuovi approcci partecipativi e l’adozione di strumenti e metodi per una migliore gestione delle complessità”. Infatti l’agenzia oltre al progettare Hotel in partnership con il collettivo H-desigh, cura anche l’art-direction dei brand Atelier12 e Fabrilis Lab.Lo studio vanta collaborazioni con numerosi marchi quali AntonioLupi, Cea Design, Olev Light, Trabà e Corà divisione parquet, per i quali progetta accessori e complementi dal design rigoroso ed essenziale. In campo architettonico, lo studio si è occupato della progettazione di edifici residenziali ed industriali oltre alla ristrutturazione e riconversione di numerosi fabbricati storici. Con l’arrivo nello studio di Tommaso Broglio, è stata allargata la sfera di attività con la creazione della divisione grafica / studio della corporate identity per supportare al meglio la clientela, dando così coerenza e continuità a tutto il processo creativo.Massimo Broglio, dopo la laurea al Politecnico di Milano ha continuato a studiare ed indagare il mondo dell’architettura e del design, e la sua vasta biblioteca è a completa disposizione dello studio dalla quale poter attingere a Idee e suggerimenti da convogliare nei nostri progetti per proporre idee sempre innovative e accattivanti.
Massimo Castagna (classe 1957) è un architetto laureatosi nel 1984 presso il Politecnico di Milano e fondatore nel 1986 dello studio AD architettura. Nel ruolo di architetto firma edifici residenziali, hotel e progetti come il laboratorio “Piramide” per il comitato scientifico Everest-K2-CNR realizzato per il Consiglio Nazionale delle Ricerche, installato in Nepal dal 1991 a quota 5050 mt e operativo ancora oggi; progetto selezionato per la XVIII Triennale di Milano. Dal 1991 ha ampliato il suo campo d’azione nel settore dell’arredamento con progettazioni e consulenze per lo sviluppo di prodotto, art direction e progettazioni di uffici e showroom per aziende italiane e internazionali come Acerbis International, Ceccotti Collezioni, Exteta, Flou, Gallotti & Radice, Henge, Minotti, Roda e Rossana. Per Ceccotti Collezioni, oltre a svolgere il ruolo di art director dal 2006 al 2009, ha firmato progetti come la credenza in massello di noce Sliding o la libreria modulare Flying Circles. Anche nel caso di Rossana cucine ha affiancato alla direzione artistica (condotta dal 2000 al 2006 e dal 2010 al 2012) la progettazione di sistemi cucina come HD23, HT50, TK38 e i più recenti K-IN / K-OUT: due modelli esteticamente identici tra loro ma molto diversi nel criterio di costruzione perché pensati, rispettivamente, per l’uso in interno e in esterno.Tra le sue collaborazioni più longeve c’è quella con Gallotti&Radice, dalla quale sono nati progetti ormai celebri come il sistema d’illuminazione Bolle, che deve il proprio successo alla sua relativa semplicità ed eleganza e che oggi è stato declinato in molteplici versioni, e il divano Audrey, realizzato in poliuretano espanso indeformabile e fibra poliestere con basamento in MDF. Tra le ultime novità progettate da Castagna per il brand figurano il divano modulare in poliuretano espanso Cloud Infinity, il tavolo in marmo Clemo-T, la lampada a sospensione Key-to-Heaven e la versione verticale della lampada Bolle.”Se dovessi usare solo una parola per descrivere il mio lavoro, sceglierei la libertà” dice Castagna in un’intervista pubblicata sul sito di Henge, brand di cui è direttore creativo sin dagli albori e per il quale ha recentemente progettato il nuovo showroom in Via della Spiga 34, inaugurato in occasione della Milano Design Week 2022. E continuando afferma: “Non voglio sentirmi vincolato dai cliché. Perseguo l’espressività della forma e della materia come un essere unico, portando il design oltre il formalismo e i confini delle produzioni industriali, superando il politicamente corretto. Il mio lavoro gioca sul confine tra design e influenze artistiche”. Numerosi e variegati sono i prodotti firmati per Henge, dalla lampada Tubular Horizontal a sospensione in ottone al letto Noctis imbottito in tessuto, dalla cucina Ozone in pietra al bancone bar Ozone Evo in metallo e onice, dalla parete attrezzata Loom Program Doors in legno massello alla poltrona Human in pelle.Dal 2000 Massimo Castagna è anche docente al Master “Manager d’interni” organizzato da Federmobile presso il Polidesign di Milano.
Martin Ballendat è un designer di successo internazionale da 35 anni. Nato a Bochum nel 1958, ha seguito i suoi studi di design alla Folkwangschule di Essen. Dopo 3 anni come impiegato presso l’azienda Sedus al confine svizzero, ha assunto la direzione del Dipartimento del Design e dello Sviluppo dell’azienda Wiesner Hager in Austria in 1986 e ha influenzato il loro design per oltre 10 anni. Nel 1995 ha fondato il suo studio in Alta Austria e poco dopo un secondo studio in Germania. Nel frattempo, Design Ballendat è diventata un’azienda con 16 dipendenti che lavora per più di 40 marchi molto noti in più di 16 paesi. Ha vinto oltre 150 premi ed onorificenze di Design, tra cui 40xRedDot-Award e oltre 20 Best of Best, Silver o Gold Awards ed è stato Designer of the year 2019 nel Regno Unito (Mixology-Award). Martin Ballendat è stato anche docente e professore ospite presso le scuole di design di Graz e Salisburgo per 15 anni.
L’architetto e designer inglese Nigel Coates nasce a Malvern nel 1949 e si forma alla Nottingham University e alla Architectural Association di Londra. Nel 1983 fonda il gruppo di progettazione sperimentale NATO (Narrative Architecture Today), con associata l’omonima rivista; due anni dopo, con Doug Branson, dà vita al Branson Coates Architecture, uno studio londinese di architettura attivo fino al 2006. Tra le sue realizzazioni più note ci sono: il Metropole Restaurant (1985) e il Parco Café Bongo (1986) a Tokyo; l’Arca di Noè (1988) a Sapporo; il negozio londinese di Katharine Hamnett in Sloane Street (1988) e quello di Jigsaw in Knightsbridge (1992). Nel 2006 Coates avvia il proprio studio di design e architettura, con il quale sviluppa progetti “dalla città alla madia”, con un focus sulla riqualificazione di edifici esistenti. Tra i progetti più rilevanti dello studio di architettura di Nigel Coates ci sono l’Hoxton Hotel a Londra, per il quale ha sviluppato la strategia di branding e il masterplan interno, e il ristorante Wallop alla Glyndebourne Opera.Particolarmente importante è anche l’attività didattica svolta da Coates: dal 1995 al 2011 è stato capo del Dipartimento di Architettura del Royal College of Art, dove attualmente è Professore Emerito; ha pubblicato numerosi libri – tra i quali Guide to Ecstacity (Laurence King, 2003), Collidoscope (Laurence King, 2004) e Narrative Architecture (Wiley, 2012) – e nel 2012 è stato premiato con l’Annie Spink Award che riconosce il suo eccezionale contributo all’educazione architettonica.Nel suo ruolo di designer Nigel Coates collabora con aziende come Ceramica Bardelli, Gebrüder Thonet Vienna, Fornasetti, Fratelli Boffi, Glamora, L’Abbate, Poltronova, Richard Ginori, Slamp, Terzani e Varaschin, dando forma a oggetti che spesso si ispirano alle forme antropomorfe. Per lui, infatti “tutta l’architettura e gli arredi sono modellati intorno al corpo umano e a come esso percepisce il mondo” e la sensualità riveste un ruolo fondamentale nel processo progettuale. Emblema di questo approccio è la collezione Baroccabilly, una famiglia di dieci pezzi, composta da mobili e lampade in edizione limitata realizzata in collaborazione con Poltronova, che fonde il senso arioso del barocco con lo spirito ribelle della cultura musicale rockabilly.Nel campo dell’industrial design firma, per Gebrüder Thonet Vienna, la poltroncina imbottita LEHNSTUHL, una lounge chair con struttura in legno di faggio piegato a vapore e seduta e schienale in paglia di Vienna, disponibile anche nella versione imbottita; per Fratelli Boffi il divano curvo Back to Back, la poltrona in velluto Plum, quella in cavallino Gattona e la famiglia di tavoli Scoubidou; per l’Abbate la voluttuosa poltrona Bump. Con il brand Slamp, di cui è stato Art Director dal 2008 al 2010, ha progettato diverse famiglie di lampade, tra le quali le scenografiche Medusa, Lillibet, Ginetta e Fiorella.
Nato a Copenaghen, in Danimarca, nel 1923. Ha studiato come ebanista prima di frequentare la Scuola di Arti e Mestieri e l’Accademia Reale di Belle Arti di Copenaghen. Si è laureata in design del mobile nel 1946. Nello stesso anno ha fondato un proprio studio di design insieme a Jørgen Ditzel e ha continuato a lavorare nel settore del design fino a poco prima della sua morte, avvenuta a Copenhagen nel giugno 2005. Fin dall’inizio della sua carriera, negli anni del dopoguerra, è stata sempre stimolata da nuovi materiali e nuove tecniche. Nanna ha lavorato con vari materiali come la fibra di vetro, il vimini e la gommapiuma, e in varie discipline come l’ebanisteria, la gioielleria, la tavola, l’arte applicata e il tessile. Negli anni ’50 ha sperimentato la realizzazione di sedute a piani divisi.Dal 1968 all’86 ha vissuto a Londra, fondando con Kurt Heide la casa di arredamento internazionale Interspace a Hampstead. Tra i suoi progetti in continua produzione ci sono gioielli per Georg Jensen, tessuti per Kvadrat e mobili per Fredericia, Kvist, Getama e altri. Nanna Ditzel ha esposto a livello internazionale con mostre One Woman ad Amsterdam, Berlino, New York, Vienna, Londra, Stoccolma, Milano, Glasgow, Manchester, Reykjavik, Parigi e a livello nazionale in Danimarca. Ha ricevuto numerosi premi internazionali, tra cui, nel 1990, la medaglia d’oro al Concorso Internazionale di Design del Mobile, in Giappone, per la sua Panca per due (Fredericia). Nel 1996 è stata eletta Honourable Royal Designer, Royal Society of Arts, a Londra, e nel 1998 ha ricevuto la borsa di studio per artisti a vita dal Ministero della Cultura danese.
Monica Graffeo è nata nel 1973 a Pordenone, dove ha frequentato studi classici. Successivamente Monica ha studiato alla Scuola Italiana di Design di Padova, dove ha conseguito una specializzazione in Design industriale. Ha immediatamente iniziato a lavorare con Gabriele Centazzo, designer e proprietario di Valcucine, avendo collaborato con lui già durante gli studi. Nel 1998 Monica Graffeo ha iniziato la sua carriera professionale e la collaborazione con Kristalia, per la quale non solo ha progettato prodotti, ma ha anche lavorato come consulente per lo sviluppo del prodotto (1998-2006). Allo stesso tempo, Monica ha anche insegnato alla Scuola Italiana Design dal 1997 al 2005. Nel 2004 Monica ha fondato con alcuni amici Disguincio, società di design. Dal 2008 è art director di Geelli: Geelli è una giovane azienda di oggetti in gel poliuretanico, che stampa da sola. Attualmente Monica lavora come free lance specializzata in design industriale e offre i suoi servizi come consulente di design a varie società, come Italamp, Martex, Geelli, Lago, Ciacci-Kreaty, ZilioAldo & C., Plust e altre.
Naoto Fukasawa nasce nel 1956 a Yamanashi, in Giappone. Nel 1980 si laurea presso il dipartimento di Product Design della Tama Art University di Tokyo (dove attualmente è visiting professor) e nello stesso anno diviene responsabile dell’area sviluppo di Seiko Epson. Nel 1989 si trasferisce negli Stati Uniti, nella Silicon Valley, dove entra in ID Two (ora IDEO San Francisco) per poi rientrare a Tokyo nel 1996 dove fonda e dirige IDEO. Nel 2003 crea lo studio NAOTO FUKASAWA DESIGN, impegnandosi in numerose collaborazioni con marchi leader e brand internazionali su progetti che spaziano dalle apparecchiature elettroniche di precisione ai mobili, agli spazi interni e all’architettura.Nel settore del design ha collaborato con marchi prestigiosi: con Artemide disegna la famiglia di lampade orientabili da tavolo, da terra e da parete Demetra; per Alessi realizza molti oggetti tra i quali la linea di posate Itsumo e le serie di thermos, bollitori e teiere Nomu e Cha; per B&B Italia, produce le linee di arredo Papilio, Bull, Harbor composte da letti, tavoli e poltrone; dalla collaborazione con Boffi nasce la famiglia di lavabi e vasche da bagno monoblocco Sabbia e Lotus; proficua è la collaborazione con Danese Milano per il quale realizza le lampade in vetro opalino acidato Itka e la collezione di complementi d’arredo Bincan; per Magis, disegna la collezione di sedute Substance; per De Padova progetta la poltroncina So e la lampada Tsuki; con Thonet dà vita alla collezione di sedute Thonet 130, dal design classico ispirate alla celebre sedia Thonet. Con Muji, azienda in cui fa parte del comitato consultivo per il design, disegna il pluripremiato Lettore CD a parete.Nella sua carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti e molte delle sue opere fanno oggi parte delle collezioni di musei quali il MoMa di New York, il Victoria and Albert Museum di Londra e il Designmuseum Danmark. Nel 2007, la Royal Society of Arts del Regno Unito gli ha conferito il titolo di Honorable Royal Designer for Industry e nello stesso anno vince gli EDIDA e viene nominato Designer of the Year. Nel 2017 è diventato membro della giuria del Loewe Craft Prize. Insieme al designer Jasper Morrison, ha curato la mostra Supernormal. Sensations of the ordinary, allestita prima a Tokyo nel 2006, successivamente a Londra e nel 2007 a Milano. È stato presidente del Good Design Award dal 2010 al 2014. Nel 2012 ha fatto parte della commissione giudicatrice del Premio Braun; nello stesso anno diviene curatore del Japan Folk Crafts Museum di Tokyo. Nel 2018 è stato insignito del Premio Isamu Noguchi. Fukasawa ha pubblicato con il fotografo Tamotsu Fujii il volume The Outline – The Unseen Outline of Things e con la casa editrice Phaidon Press due importanti monografie: Naoto Fukasawa nel 2007 e Naoto Fukasawa Embodiment nel 2018.