Massimo Castagna

Massimo Castagna (classe 1957) è un architetto laureatosi nel 1984 presso il Politecnico di Milano e fondatore nel 1986 dello studio AD architettura. Nel ruolo di architetto firma edifici residenziali, hotel e progetti come il laboratorio “Piramide” per il comitato scientifico Everest-K2-CNR realizzato per il Consiglio Nazionale delle Ricerche, installato in Nepal dal 1991 a quota 5050 mt e operativo ancora oggi; progetto selezionato per la XVIII Triennale di Milano. Dal 1991 ha ampliato il suo campo d’azione nel settore dell’arredamento con progettazioni e consulenze per lo sviluppo di prodotto, art direction e progettazioni di uffici e showroom per aziende italiane e internazionali come Acerbis International, Ceccotti Collezioni, Exteta, Flou, Gallotti & Radice, Henge, Minotti, Roda e Rossana. Per Ceccotti Collezioni, oltre a svolgere il ruolo di art director dal 2006 al 2009, ha firmato progetti come la credenza in massello di noce Sliding o la libreria modulare Flying Circles. Anche nel caso di Rossana cucine ha affiancato alla direzione artistica (condotta dal 2000 al 2006 e dal 2010 al 2012) la progettazione di sistemi cucina come HD23, HT50, TK38 e i più recenti K-IN / K-OUT: due modelli esteticamente identici tra loro ma molto diversi nel criterio di costruzione perché pensati, rispettivamente, per l’uso in interno e in esterno.Tra le sue collaborazioni più longeve c’è quella con Gallotti&Radice, dalla quale sono nati progetti ormai celebri come il sistema d’illuminazione Bolle, che deve il proprio successo alla sua relativa semplicità ed eleganza e che oggi è stato declinato in molteplici versioni, e il divano Audrey, realizzato in poliuretano espanso indeformabile e fibra poliestere con basamento in MDF. Tra le ultime novità progettate da Castagna per il brand figurano il divano modulare in poliuretano espanso Cloud Infinity, il tavolo in marmo Clemo-T, la lampada a sospensione Key-to-Heaven e la versione verticale della lampada Bolle.”Se dovessi usare solo una parola per descrivere il mio lavoro, sceglierei la libertà” dice Castagna in un’intervista pubblicata sul sito di Henge, brand di cui è direttore creativo sin dagli albori e per il quale ha recentemente progettato il nuovo showroom in Via della Spiga 34, inaugurato in occasione della Milano Design Week 2022. E continuando afferma: “Non voglio sentirmi vincolato dai cliché. Perseguo l’espressività della forma e della materia come un essere unico, portando il design oltre il formalismo e i confini delle produzioni industriali, superando il politicamente corretto. Il mio lavoro gioca sul confine tra design e influenze artistiche”. Numerosi e variegati sono i prodotti firmati per Henge, dalla lampada Tubular Horizontal a sospensione in ottone al letto Noctis imbottito in tessuto, dalla cucina Ozone in pietra al bancone bar Ozone Evo in metallo e onice, dalla parete attrezzata Loom Program Doors in legno massello alla poltrona Human in pelle.Dal 2000 Massimo Castagna è anche docente al Master “Manager d’interni” organizzato da Federmobile presso il Polidesign di Milano.

Massimo Scolari

Massimo Scolari (1943). Laureato in Architettura a Milano nel 1969. Nel 1973 ha iniziato ad insegnare Storia dell’Architettura a Palermo e Storia e Tecnica del Disegno presso l’Istituto Universitario di Architettura di Venezia (IUAV). Divenne Professore Associato nel 1983 e Professore Ordinario nel 1986. I suoi studi sulla rappresentazione sono stati pubblicati da Marsilio in Il disegno obliquo (2005). Tra il 1975 e il 1993 è stato Visiting Professor in diverse università tra cui: Cornell University, Cooper Union N.Y., Institute for Architecture and Urban Studies N.Y., Technische Universität Vienna, Harvard University, Cambridge. Dal 2006 è Davenport Visiting Professor presso la Yale School of Architecture.Editore di “Controspazio”, “Casabella”, “Lotus International”, direttore di “Eidos” (1989 – 1995) e della collana di libri di architettura di Franco Angeli (1973-1988).Dal 1989 al 2011 ha disegnato mobili per Giorgetti di cui è stato anche art director fino al 2001.Ha tenuto mostre in Europa, Giappone, Russia e Stati Uniti. Le sue opere sono nelle collezioni permanenti del MoMa (New York), del Teheran Museum of Contemporary Art, del Deutsches Architektur Museum (Francoforte) e del Centre Pompidou (Parigi). Ha realizzato installazioni per le Biennali di Venezia 1980, 1984, 1991, 1996 e 2004 e per le Triennali di Milano nel 1973 e 1986.Nel 2001 ha rassegnato le dimissioni dall’università italiana. Nello stesso anno conseguì la licenza di pilota. Nel 2007 Skira ha pubblicato una monografia in occasione della sua mostra personale al Museo Civico di Riva del Garda ora tradotta in inglese per la Mostra alla Yale School of Architecture (febbraio-maggio 2012) e alla Cooper Union (ottobre-novembre 2012). Nel 2014 ha ricevuto l’Arnold W. Brunner Memorial Prize in Architecture, assegnato dall’American Academy of Arts and Letters di New York.

Maurizio Peregalli

Maurizio Peregalli nasce a Varese nel 1951. Dopo gli studi in filosofia intraprende la professione di designer, in particolare legando il proprio nome al marchio ZEUS, nato da un gruppo di amici con l’idea di dare vita a un luogo libero e indipendente dove scambiare esperienze e idee intorno a temi del design, della moda e dell’arte e dove promuovere un design minimalista in contrapposizione all’onda postmodernista colorata ed eclatante. Maurizio Peregalli si fa interprete di queste idee e fin dal 1984, anno della fondazione, si dedica allo sviluppo del marchio ZEUS, di cui oggi è socio e direttore creativo. Il brand debutta nel 1985 aprendo uno showroom in via Vigevano a Milano e portando al Salone del Mobile la prima collezione di oggetti firmata Peregalli; parallelamente nello showroom vengono presentate DEA Design Europeo Anteprima, mostra dedicata alla produzione artigianale, e la serie “archetipo” disegnata composta da Sedia, Tavolo, Poltroncina, Savonarola e Panca, nomi questi che restituiscono immediatezza comunicativa e che sottolineano la loro matrice essenziale, minimalista e lineare.Le presentazioni di ZEUS in concomitanza con il Salone del Mobile continuano negli anni successivi divenendo una tappa di riferimento della kermesse milanese; nel 1988 in collaborazione con One Off, Quartett, Neotu e Disform viene organizzata una esposizione negli ex capannoni industriali dell’Ansaldo, negli spazi attualmente occupati dal museo Base in via Tortona, con l’intento di aprire il design e l’arte alla città in maniera inedita. La crescita costante di ZEUS come gruppo e come marchio porta Maurizio Peregalli nel 2014 a trasferire la sede negli spazi di un ex garage di 1000mq in corso San Gottardo, a pochi passi dai Navigli, e a creare in quell’architettura anni ’50 il Garage Blu, ancora oggi sede di ZEUS e punto di riferimento del design milanese. Sin dagli esordi lavora per committenti privati e per grandi aziende come Giorgio Armani, Replay, Furla e Giglio Palermo per le quali progetta, ingegnerizza e produce catene di negozi in Italia e all’estero. I prodotti sono realizzati interamente in Italia, più nello specifico negli stabilimenti di Vignola, Modena, e Fizzonasco, Milano, in modo artigianale e con particolare attenzione ai materiali, alla sostenibilità ovvero al “ciclo della vita”, all’economicità e alla durabilità.Maurizio Peregalli si dimostra un instancabile sperimentatore. Nella sua filosofia vi è l’idea di produrre serie limitate di prodotti, sobri e funzionali; caratteristica ricorrente è l’impiego del metallo, spesso nel caratteristico nero, rigorosamente non verniciato in modo che possa assorbire i segni del tempo. In alcuni casi il metallo viene esaltato nell’accostamento con materiali pregiati come marmo, legno o vetro. Questa qualità ben si mostra nella linea ZEUS ART ideata da Peregalli e massima espressione del manifesto ideologico del brand. Alcuni dei pezzi più noti di ZEUS sono il tavolo-consolle Shelf Mezzo Ala ottenuto da un foglio di metallo lucido, la panca Fratino in lamiera bronzo scuro, lo sgabello Irony con struttura in acciaio inox e imbottito in microfibra e la sedia Millepunte con struttura in tubolare quadrato e seduta in gomma sottile.Parallelamente al suo lavoro di designer, Maurizio Peregalli ha sempre mantenuto un ruolo attivo come promotore di mostre e iniziative culturali, spesso realizzate presso lo showroom di Milano. Con il progetto di DESIGN ENSEMBLE, ZEUS raccoglie intorno a sé alcuni marchi omologhi e assonanti nella ricerca di una sintesi tra modernità e tradizione per una qualità naturale del prodotto, con lo scopo non solo di mostrare i propri prodotti ma anche di far conoscere nuovi designer, giovani artigiani e produttori a tutto il mondo. Tra i collaboratori di cui Peregalli ha saputo nel tempo circondarsi ci sono nomi come Ron Arad, Marie Christine Dorner, Doriana & Massimiliano Fuksas, Krit Jiratkaruen, Claudio Nardi, Franco Raggi, Christian Theill e Roberto Tognon.

Matteo Nunziati

Matteo Nunziati nasce a Bologna nel 1972 e si forma a Milano frequentando il liceo artistico della Fondazione Sacro Cuore e successivamente l’Accademia di Belle Arti di Brera dove si laurea nel 1995. Nel capoluogo lombardo apre il proprio studio nel 2000 dedicandosi all’architettura d’interni e al design. Si specializza nella progettazione d’interni di lusso, realizzando hotel, centri benessere, spazi residenziali e commerciali. I suoi lavori incarnano l’idea del made in Italy e dell’alta qualità e sono presenti, oltre che in Italia, in molti Paesi: Emirati Arabi Uniti, Qatar, Arabia Saudita, Kuwait, India, Maldive, Cina e Stati Uniti d’America. Sono diversi i brand con cui lavora, tra questi: Bonaldo, Coro, Ento, Fiam, Florim, Flou, Fontana Arte, i 4 Mariani, Kreoo, La Murrina, Lema, Listone Giordano, Lualdi Porte, Molteni & C., Natevo, Pacini & Cappellini, Poliform, Poltrona Frau, Rapsel, Tonon, Turri, oltre a ricoprire il ruolo di Art Director per Rubelli Casa.Significativa è la sua collaborazione con la Trump Organization, leader mondiale nel settore real estate, che lo incarica di realizzare molte delle proprie sedi, a partire dalla Trump Towers a Pune in India (2017) con cui vince anche il NDTV Property Awards; seguono il rinnovamento del Trump National Doral a Miami in Florida (2018-2022) e le Trump Towers a New Delhi e Kolkata in India (2018). Rilevanti sono anche il Radisson Blu Residence a Dubai Marina, il Radisson Blu Hotel Apartments del Dubai Silicon Oasis, l’Aston Martin Residence di Miami, il grande hotel a 5stelle di Doha il Freser Suites West Bay (alto più di cinquanta piani e premiato con il World Travel Award nel 2017), l’hotel e ristorante di lusso Mandarin Oriental (2019), e ancora la Oryx Tower (2021), edificio residenziale di lusso di ventidue piani, e il progetto delle business class lounge del Hamad International Airport. Nell’ambito del design residenziale progetta e realizza numerosi interventi, tra cui si ricordano la penthouse del Bosco Verticale di Milano con cui vince anche il premio del Royal Institute of British Architects (RIBA) 2018 for International Excellence e l’attico a New York all’interno del grattacielo 432 Park Avenue che è considerato uno degli edifici residenziali più alti e prestigiosi del mondo.Dal 2004 svolge attività didattica soprattutto in collaborazione con Domus Academy e con alcune università e istituti come la National Tapei University of Technology, l’IDI – Interior Design Institute di Milano e la Tshinghua University Shenzhen in Cina. È anche relatore in numerose conferenze internazionali e nel 2006 viene selezionato tra i progettisti più influenti del design internazionale dal 1954 al 2006 in occasione della mostra “50+2y Italian Design” presso il National Art Museum of China. È stato inoltre considerato tra i migliori 100 International Architect/Interior and product designer nella pubblicazione “Icon Architects 2018”. Sono molteplici i riconoscimenti internazionali ottenuti durante la sua ventennale carriera, sia nel campo dell’architettura sia in quello del design. Oltre ai premi già citati si ricordano: il Good Design Award Chicago 2011; il Wallpaper Design Award 2011; il Reddot Design Award 2012; il Cityscape Award 2013; l’Elle Deco International Design Awards 2020 con Rubelli Casa; il London Design Award 2019; l’IDA Design Award; gli ADA Archiproducts Design Awards nel 2020 e 2021. Inoltre, Sky TV gli ha dedicato una serie di quattro episodi in cui Matteo Nunziati descrive le sue esperienze e il suo lavoro nel settore del design.

Matthias Demacker

Massimo Luca

Saper coniugare qualità tecnico-estetica e alta tecnologia è frutto della sensibilità intelligente di Massimo Luca, che, unita all’esperienza professionale nell’interior design – gli ha presto consentito di varcare i confini nazionali. Massimo, infatti, dopo gli studi in urbanistica allo IUAV, vanta una carriera ventennale in studi di progettazione d’avanguardia a contatto con designer di rilievo. Collabora, in seguito, con aziende di spicco del mondo dell’arredamento spaziando dalla progettazione di cucine ai complementi d’arredo fino a prodotti in alluminio ad elevata tecnologia. Determinanti anche gli scambi culturali con designer affermati del calibro di Karim Rashid, Carlo Colombo e Ross Lovegrove. Infine, non sono pochi i progetti di successo, che trovano spazio in edifici progettati da Armani Casa, Matteo Thun e Renzo Piano.L’esercizio stilistico di quegli anni e lo studio meticoloso dei materiali – in particolare l’accostamento tra alluminio e vetro – ha portato Massimo Luca a sviluppare un pensiero eclettico che trascende il mero virtuosismo estetico, conducendo le sue opere di design nella terra delle innovazioni funzionali ad alto carico tecnologico. Nel 2004 il designer Massimo Luca da vita al progetto ADL con l’obiettivo di creare prodotti carichi di tecnologia che rappresentino una funzione architettonica all’interno delle abitazioni. Le sue porte diventano così, non solo semplici oggetti di arredamento ma varchi di futuro negli spazi abitativi contemporanei, aperture che non dividono gli ambienti ma che entrano in sinergia con essi, andando a creare quelli che Ludwig Mies Van der Rohe ha definito degli “spazi fluenti”.

Marta Laudani

Marta Laudani, laureata in architettura, lavora prevalentemente a Roma e a Milano. Opera nel campo del design (per, tra gli altri, Driade, Fiam, Glas, Oluce, Salviati), dell’architettura d’interni (i suoi lavori sono stati pubblicati sulle principali riviste italiane e internazionali e, nel 2004, ha partecipato alla sezione “Notizie dall’interno” della Biennale di Architettura di Venezia) e dell’allestimento (nel 2001, a Roma, per conto di Fiat Engineering, ha progettato la ristrutturazione del Museo della Civiltà Romana). La sua attività progettuale è sempre stata affiancata da una forte attenzione critica ai temi dell’abitare e del design: dal 2001 al 2005 ha insegnato Architettura degli Interni e Storia del Design Contemporaneo all’Università La Sapienza di Roma. È autrice di numerosi articoli apparsi su riviste come Abitare, Arredare e Domus e di libri pubblicati da Electa e Abitare Segesta.

Maurizio Duranti

Maurizio Duranti è nato a Firenze nel 1949, vive a Milano dove opera come architetto e designer.Ha svolto attività didattica alla Facoltà di Architettura di Genova come assistente alla cattedra di arredamento dal 1976 al 1980. Ha insegnato progettazione all’Istituto Europeo di Design a Milano dal 1984 al 1989.Ha progettato architetture, allestimenti di mostre, di negozi, di show rooms spesso pubblicati sulla stampa nazionale ed estera per le loro caratteristiche particolarmente innovative.Si occupa di industrial design dal 1990 ed ha progettato prodotti di successo per importanti aziende nei vari settori della produzione per la casa con ogni tipo di materiale e tecnologia produttiva.Inoltre è Art Director ad ampio campo d’azione di alcune aziende.Ha ricevuto riconoscimenti come il GOOD DESIGN AWARD negli U.S.A. nel ’96/’97/’98/’03/’05 e la Segnalazione d’Onore al 18° Compasso d’Oro a Milano nel ’98.Numerosi prodotti da lui disegnati sono presenti nelle collezioni permanenti dei musei: Athenaeum di Chicago, Bunkamura Design Collection di Tokio, Neue Samlung Museum di Monaco di Baviera, Museo del Design e delle Arti decorative di Gent, Victoria & Albert Museum di Londra.Sulla sua opera, oltre a numerosi articoli pubblicati sulla stampa nazionale ed estera, sono state edite le monografie: “Maurizio Duranti, Avventure Progettuali”, D.Baroni, Agepe 1991 e “Maurizio Duranti, Disegni & Design”, D.Baroni, Collana I MENIR, Ed. L’archivolto, 1993.Tra le mostre personali ricordiamo: “Oggetti d’uso in legno e ceramica” (Milano 1988), Metafora dell’oggetto (Milano 1988), La casa mediterranea (Bologna 1991) Avventure Progettuali (Bologna 1991), La stanza della sposa (Bologna 1991) Rituali Domestici (Francoforte 1993), Going Home (San Francisco, Houston 1993), Abitare il Tempo (Verona, quasi tutte le edizioni), Good Design (Chicago ’96, ’97, ’98 e 2003).Ha partecipato a numerose mostre collettive in Italia, Germania, U.S.A, Giappone, Corea, Australia, Spagna, Belgio.I suoi oggetti sono carichi di un’ironia che si misura col vivere quotidiano. Pur avendo una profonda conoscenza dei processi produttivi e delle possibilità fisiche dei materiali, rifiuta l’immagine tecnologica in favore di un’immagine di tipo narrativo.

Massimiliano Mornati

Matteo Ragni

Nato nel 1972, Matteo Ragni è un designer e architetto milanese. Laureato in Architettura al Politecnico di Milano, dal 1994 si occupa di progettazione nella sua accezione più ampia: accanto alle attività di docente in diverse università, anche internazionali, di art director e di architetto, il suo lavoro si concentra principalmente sul product design, instaurando negli anni svariate collaborazioni con aziende di arredi e complementi. Nei suoi progetti, il cui tratto distintivo è la pulizia del design e la voglia di conciliare funzione a innovazione tecnologica, non si discosta mai dai valori dell’azienda per la quale lavora, procedendo sempre a stretto contatto con il committente.A soli 29 anni è uno dei più giovani designer a ricevere il Compasso d’Oro nel 2001, per il design di Moscardino, la posata usa e getta multifunzione (è sia forchetta che cucchiaio) in materiale biodegradabile, disegnata per il brand Pandora Design insieme a Giulio Iacchetti, ed entrata nella collezione permanente del MoMa di New York. Sempre con Giulio Iacchetti riceve il suo secondo Compasso d’Oro nel 2014 per il design dei tombini realizzati per Montini: la sfida era quella di aggiungere un tocco di design ad oggetti normalmente anonimi e inosservati, grazie ai pattern decorativi impressi sulla superficie. Nel 2015 è invece il sistema HUB, disegnato da Ragni per il brand Fantoni, a vincere il premio Good Design Award, un sistema di arredo ufficio modulare, flessibile, personalizzabile, mutevole, adatto dunque alla nuova era del lavoro smart contemporaneo. Tra i tanti altri brand con i quali ha collaborato ricordiamo: Abet Laminati, Linvisibile, Alpi, Jannelli&Volpi, Twils, Very Wood.Grazie ai suoi progetti e allestimenti per Camparisoda, Matteo Ragni è presente nel volume edito da Corraini in occasione dei 100 del Futurismo: “Camparisoda: l’aperitivo dell’arte veloce futurista, da Fortunato Depero a Matteo Ragni”. Per la stessa casa editrice Corraini, ha curato lui stesso “Il manuale di metodologia progettuale” una vera e propria guida tascabile sui segreti per diventare un designer di successo. È stato protagonista anche di alcune mostre: nel 2013 a Toronto con la mostra a lui dedicata “Matteo Ragni: Almost 20 Years of Design” e nel 2015, durante la Tianjin International Design Week, con la personale “Matteo Ragni: Design for Better Days”.

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