Nilo Gioacchini

Dopo studi artistici e l’ISIA di Firenze, collabora con lo Studio di Marcello Nizzoli e associati di Milano, come responsabile per il Design. Caratterizza tutta la sua attività con un approccio di tipo metodologico, rendendo i suoi progetti liberi da convenzioni specialistiche o di tendenza. Attualmente, con il suo studio “Nilo Gioacchini Design”, opera nei più svariati settori del design: dalla progettazione di interni, anche nel settore aeronautico, passando attraverso il prodotto domestico, fino a quello per la collettività; sempre attivando sinergicamente tutte le varie esperienze progettuali possibili.Con la cattedra pluriennale presso L’ Accademia di Belle Arti di Firenze, sperimenta in maniera creativa, nuove metodiche progettuali. Il suo particolare metodo di lavoro coinvolge tutte le fasi del progetto. Si va da uno stretto rapporto con il marketing e la comunicazione, a quello generatore del sistema tra i diversi oggetti di uno stesso insieme. La superficialità formale viene sostituita con l’intelligenza creativa: oggetti non più come espressioni isolate, ma appartenenti ad un “sistema”, vero e proprio generatore creativo. Nella sua lunga esperienza professionale ha collaborato con importanti Brand italiani ed internazionali. La sua attività professionale è costellata da numerosi premi, ed i suoi prodotti esposti tra le più importanti mostre di settore, come ad esempio “Tuttuno” (Mobile Totale) al MOMA di New York.

Nitzan Cohen

Dopo aver lavorato per diversi anni come designer presso Konstantin Grcic Industrial Design e aver conseguito la laurea presso l’Accademia di design di Eindhoven, Nitzan Cohen ha fondato il proprio studio di design, lo Studio Nitzan Cohen. Uno studio di design multidisciplinare impegnato in progetti che spaziano da prodotti industriali, mobili e spazi alla direzione artistica e alla consulenza strategica. Collabora con un’ampia gamma di partner, da grandi aziende internazionali a piccoli laboratori artistici, istituti culturali e musei.Combinando il lavoro di progettazione con la ricerca e la didattica del design, negli ultimi anni Nitzan Cohen ha ricoperto una cattedra di Industrial and System Design presso l’HBK Saar di Saarbrücken e una cattedra presso il programma di master per lo spazio e la comunicazione dell’HEAD – Haute école d’art et de design di Ginevra. Attualmente Nitzan Cohen è professore di design del prodotto presso la facoltà di design e arte della Libera Università di Bolzano.

Nicolas Thomkins

Naoto Fukasawa

Naoto Fukasawa nasce nel 1956 a Yamanashi, in Giappone. Nel 1980 si laurea presso il dipartimento di Product Design della Tama Art University di Tokyo (dove attualmente è visiting professor) e nello stesso anno diviene responsabile dell’area sviluppo di Seiko Epson. Nel 1989 si trasferisce negli Stati Uniti, nella Silicon Valley, dove entra in ID Two (ora IDEO San Francisco) per poi rientrare a Tokyo nel 1996 dove fonda e dirige IDEO. Nel 2003 crea lo studio NAOTO FUKASAWA DESIGN, impegnandosi in numerose collaborazioni con marchi leader e brand internazionali su progetti che spaziano dalle apparecchiature elettroniche di precisione ai mobili, agli spazi interni e all’architettura.Nel settore del design ha collaborato con marchi prestigiosi: con Artemide disegna la famiglia di lampade orientabili da tavolo, da terra e da parete Demetra; per Alessi realizza molti oggetti tra i quali la linea di posate Itsumo e le serie di thermos, bollitori e teiere Nomu e Cha; per B&B Italia, produce le linee di arredo Papilio, Bull, Harbor composte da letti, tavoli e poltrone; dalla collaborazione con Boffi nasce la famiglia di lavabi e vasche da bagno monoblocco Sabbia e Lotus; proficua è la collaborazione con Danese Milano per il quale realizza le lampade in vetro opalino acidato Itka e la collezione di complementi d’arredo Bincan; per Magis, disegna la collezione di sedute Substance; per De Padova progetta la poltroncina So e la lampada Tsuki; con Thonet dà vita alla collezione di sedute Thonet 130, dal design classico ispirate alla celebre sedia Thonet. Con Muji, azienda in cui fa parte del comitato consultivo per il design, disegna il pluripremiato Lettore CD a parete.Nella sua carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti e molte delle sue opere fanno oggi parte delle collezioni di musei quali il MoMa di New York, il Victoria and Albert Museum di Londra e il Designmuseum Danmark. Nel 2007, la Royal Society of Arts del Regno Unito gli ha conferito il titolo di Honorable Royal Designer for Industry e nello stesso anno vince gli EDIDA e viene nominato Designer of the Year. Nel 2017 è diventato membro della giuria del Loewe Craft Prize. Insieme al designer Jasper Morrison, ha curato la mostra Supernormal. Sensations of the ordinary, allestita prima a Tokyo nel 2006, successivamente a Londra e nel 2007 a Milano. È stato presidente del Good Design Award dal 2010 al 2014. Nel 2012 ha fatto parte della commissione giudicatrice del Premio Braun; nello stesso anno diviene curatore del Japan Folk Crafts Museum di Tokyo. Nel 2018 è stato insignito del Premio Isamu Noguchi. Fukasawa ha pubblicato con il fotografo Tamotsu Fujii il volume The Outline – The Unseen Outline of Things e con la casa editrice Phaidon Press due importanti monografie: Naoto Fukasawa nel 2007 e Naoto Fukasawa Embodiment nel 2018.

Monica Armani

Monica Armani nasce a Trento nel 1964. Figlia dell’architetto Marcello Armani, noto esponente del movimento razionalista italiano, si occupa di architettura, progettazione di interni e design del prodotto. Le sue creazioni si contraddistinguono per l’eleganza delle forme, ricercate e pulite, e la spiccata vocazione funzionale. Nel 1996 Monica Armani dà vita, insieme a Luca Dallabetta, a “Progetto 1” una collezione autoprodotta che la porta ad affermarsi tra gli esponenti del design contemporaneo. In collaborazione con Jean Nouvel, firma la ristrutturazione dell’ex Cinema Excelsior di Milano: due sale cinematografiche, una sopra l’altra, vengono trasformate in una grande area commerciale, inglobate in un progetto più ampio che prevede sette piani, collegati con un unico grande spazio, in grado di svolgere la sua funzione valorizzando anche l’antico uso del sito.Un elemento importante per Monica Armani è l’illuminazione, nelle sue più ampie accezioni: se nel progetto dell’Excelsior viene data molta enfasi all’illuminazione tramite installazioni video, nel progetto “Cloud Cover”, un sistema modulare utilizzato come copertura per installazioni temporanee e stand, la fonte di luce è irradiata dalle nuvole posizionate sul soffitto, subendo interessanti variazioni cromatiche. Per l’azienda Luceplan, Monica Armani disegna “Silenzio”, un sistema d’illuminazione che combina la funzione di fare luce con le elevate prestazioni di fonoassorbenza del rivestimento in tessuto Kvadrat, realizzando quindi un oggetto, ideale in ambienti lavorativi o contract, che garantisce un perfetto equilibrio tra arredamento e funzionalità. Oltre al progetto Cloud Cover, Monica Armani ha progettato diverse architetture temporanee, mobili, smontabili e riconfigurabili, soluzioni versatili e sostenibili, in sintonia con la sua sensibilità verso i temi ambientali: per Poltrona Frau ha creato “Lounge”, una struttura di 8000 mq che è possibile allestire e ricostruire altrove con facilità; “Tempo” per GiPlanet, una struttura modulare flessibile, temporanea e riconfigurabile, ideale per grandi o piccole realtà espositive.Nel design di prodotto Monica Armani si è imposta come una delle firme più note nel panorama contemporaneo e collabora con molte importanti aziende di settore, come B&B Italia, Boffi, CP Parquet, Luceplan, LAGO, Snaidero, Gallotti e Radice, Molteni&C, Moroso, KFF, Bross, Punt Mobles, Tribù, Turri, Varaschin, Viccarbe, Zucchetti Kos. Nel progetto di “Nomad”, i pouf multiuso realizzati per Tribù, Monica Armani riesce a unire confort e tecnologia grazie ad una struttura drenante in EPS, imbottita in dry foam. Sempre per l’azienda Tribù, “Tosca” è invece un divano per esterni, che si contraddistingue per le sue linee morbide, con scocca in acciaio inossidabile, verniciato e rivestito da una treccia di un tessuto innovativo: una mousse di schiuma racchiusa in una guaina senza cuciture di textilene lavorato a maglia e poliolefine, in grado di rendere il tessuto morbido e resistente agli agenti esterni. Il tema dell’intreccio si ritrova anche nella collezione “Emma” per il brand Varaschin, in cui lo schienale ha una struttura in alluminio verniciato a polvere, rivestito con corda intrecciata.

Monica Bernasconi

Monica Graffeo

Monica Graffeo è nata nel 1973 a Pordenone, dove ha frequentato studi classici. Successivamente Monica ha studiato alla Scuola Italiana di Design di Padova, dove ha conseguito una specializzazione in Design industriale. Ha immediatamente iniziato a lavorare con Gabriele Centazzo, designer e proprietario di Valcucine, avendo collaborato con lui già durante gli studi. Nel 1998 Monica Graffeo ha iniziato la sua carriera professionale e la collaborazione con Kristalia, per la quale non solo ha progettato prodotti, ma ha anche lavorato come consulente per lo sviluppo del prodotto (1998-2006). Allo stesso tempo, Monica ha anche insegnato alla Scuola Italiana Design dal 1997 al 2005. Nel 2004 Monica ha fondato con alcuni amici Disguincio, società di design. Dal 2008 è art director di Geelli: Geelli è una giovane azienda di oggetti in gel poliuretanico, che stampa da sola. Attualmente Monica lavora come free lance specializzata in design industriale e offre i suoi servizi come consulente di design a varie società, come Italamp, Martex, Geelli, Lago, Ciacci-Kreaty, ZilioAldo & C., Plust e altre.

Norbert Wangen

Nasce a Prüm, in Germania nel 1962. Si laurea in architettura presso la Technical University di Monaco di Baviera. Nel 1995 partecipa a diverse fiere a Monaco e New York con un prodotto brevettato: la sedia Attila entrerà nella collezione Vitra Design Museum. Nello stesso anno, durante la ristrutturazione di un appartamento a Monaco, inventa la prima cucina con piano scorrevole: k2 presentata nel 2000 in occasione delle fiere del mobile a Colonia, Milano e Chicago. Nel 1998 viene selezionato fra i 100 migliori architetti d’interni e designers dalla rivista Architektur & Wohnen.Nel 2002 viene presentata, a Colonia e Milano, la cucina k10 con un nuovo sistema di aspirazione. Nel 2003 il marchio norbert wangen viene ceduto a Boffi. Negli anni successivi la collezione di cucine si arricchisce con k11 e k12. Nel 2004 Norbert Wangen viene premiato dalla rivista Wallpaper come migliore domestic design. Nel 2007 presenta la cucina k14 (innovativa per la purezza delle linee e l essenzialità del design); il lavabo in marmo di Carrara L10 e la rubinetteria cucine e bagni w1.Nel 2008 arricchisce la collezione bagni con l introduzione del sistema mobili B14, che nel 2010 si evolve in B15.Nel 2009 presenta la cucina k1; nel 2012 il bagno b20 e 21 e la cucina k20. Nel 2014 collabora al progetto di design di interni per l’Hotel Flushing Meadows di Monaco. Nel 2015 Norbert Wangen è stato selezionato da Wallpaper come uno dei 100 migliori product designers. Nel 2018 la cucina K20 evolve in K21. Nel 2019 la serie K si arricchisce dei nuovi modelli K5, K6 e K6+6

Nanna Ditzel

Nato a Copenaghen, in Danimarca, nel 1923. Ha studiato come ebanista prima di frequentare la Scuola di Arti e Mestieri e l’Accademia Reale di Belle Arti di Copenaghen. Si è laureata in design del mobile nel 1946. Nello stesso anno ha fondato un proprio studio di design insieme a Jørgen Ditzel e ha continuato a lavorare nel settore del design fino a poco prima della sua morte, avvenuta a Copenhagen nel giugno 2005. Fin dall’inizio della sua carriera, negli anni del dopoguerra, è stata sempre stimolata da nuovi materiali e nuove tecniche. Nanna ha lavorato con vari materiali come la fibra di vetro, il vimini e la gommapiuma, e in varie discipline come l’ebanisteria, la gioielleria, la tavola, l’arte applicata e il tessile. Negli anni ’50 ha sperimentato la realizzazione di sedute a piani divisi.Dal 1968 all’86 ha vissuto a Londra, fondando con Kurt Heide la casa di arredamento internazionale Interspace a Hampstead. Tra i suoi progetti in continua produzione ci sono gioielli per Georg Jensen, tessuti per Kvadrat e mobili per Fredericia, Kvist, Getama e altri. Nanna Ditzel ha esposto a livello internazionale con mostre One Woman ad Amsterdam, Berlino, New York, Vienna, Londra, Stoccolma, Milano, Glasgow, Manchester, Reykjavik, Parigi e a livello nazionale in Danimarca. Ha ricevuto numerosi premi internazionali, tra cui, nel 1990, la medaglia d’oro al Concorso Internazionale di Design del Mobile, in Giappone, per la sua Panca per due (Fredericia). Nel 1996 è stata eletta Honourable Royal Designer, Royal Society of Arts, a Londra, e nel 1998 ha ricevuto la borsa di studio per artisti a vita dal Ministero della Cultura danese.

Nigel Coates

L’architetto e designer inglese Nigel Coates nasce a Malvern nel 1949 e si forma alla Nottingham University e alla Architectural Association di Londra. Nel 1983 fonda il gruppo di progettazione sperimentale NATO (Narrative Architecture Today), con associata l’omonima rivista; due anni dopo, con Doug Branson, dà vita al Branson Coates Architecture, uno studio londinese di architettura attivo fino al 2006. Tra le sue realizzazioni più note ci sono: il Metropole Restaurant (1985) e il Parco Café Bongo (1986) a Tokyo; l’Arca di Noè (1988) a Sapporo; il negozio londinese di Katharine Hamnett in Sloane Street (1988) e quello di Jigsaw in Knightsbridge (1992). Nel 2006 Coates avvia il proprio studio di design e architettura, con il quale sviluppa progetti “dalla città alla madia”, con un focus sulla riqualificazione di edifici esistenti. Tra i progetti più rilevanti dello studio di architettura di Nigel Coates ci sono l’Hoxton Hotel a Londra, per il quale ha sviluppato la strategia di branding e il masterplan interno, e il ristorante Wallop alla Glyndebourne Opera.Particolarmente importante è anche l’attività didattica svolta da Coates: dal 1995 al 2011 è stato capo del Dipartimento di Architettura del Royal College of Art, dove attualmente è Professore Emerito; ha pubblicato numerosi libri – tra i quali Guide to Ecstacity (Laurence King, 2003), Collidoscope (Laurence King, 2004) e Narrative Architecture (Wiley, 2012) – e nel 2012 è stato premiato con l’Annie Spink Award che riconosce il suo eccezionale contributo all’educazione architettonica.Nel suo ruolo di designer Nigel Coates collabora con aziende come Ceramica Bardelli, Gebrüder Thonet Vienna, Fornasetti, Fratelli Boffi, Glamora, L’Abbate, Poltronova, Richard Ginori, Slamp, Terzani e Varaschin, dando forma a oggetti che spesso si ispirano alle forme antropomorfe. Per lui, infatti “tutta l’architettura e gli arredi sono modellati intorno al corpo umano e a come esso percepisce il mondo” e la sensualità riveste un ruolo fondamentale nel processo progettuale. Emblema di questo approccio è la collezione Baroccabilly, una famiglia di dieci pezzi, composta da mobili e lampade in edizione limitata realizzata in collaborazione con Poltronova, che fonde il senso arioso del barocco con lo spirito ribelle della cultura musicale rockabilly.Nel campo dell’industrial design firma, per Gebrüder Thonet Vienna, la poltroncina imbottita LEHNSTUHL, una lounge chair con struttura in legno di faggio piegato a vapore e seduta e schienale in paglia di Vienna, disponibile anche nella versione imbottita; per Fratelli Boffi il divano curvo Back to Back, la poltrona in velluto Plum, quella in cavallino Gattona e la famiglia di tavoli Scoubidou; per l’Abbate la voluttuosa poltrona Bump. Con il brand Slamp, di cui è stato Art Director dal 2008 al 2010, ha progettato diverse famiglie di lampade, tra le quali le scenografiche Medusa, Lillibet, Ginetta e Fiorella.

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