Brian Sironi

Brian Sironi è nato a Seregno nel 1977. Si è laureato in Disegno Industriale al Politecnico di Milano e ha iniziato a collaborare con architetti, designer e artigiani professionisti del settore del design, come falegnami, fabbri, intagliatori e tappezzieri. Formatosi nel cuore della Brianza, il suo background è sia pratico che accademico, con un forte legame con il territorio locale, elemento integrante dei suoi progetti italiani cosmopoliti. Nel 2007, Brian ha proseguito la sua formazione negli Stati Uniti e, al suo ritorno in Italia, ha fondato il suo studio, lo Studio Brian Sironi. Nel suo lavoro si concentra sulla connessione tra oggetto e utente, forma e funzione, puntando alla forma più pura. Il suo scopo è migliorare la vita quotidiana delle persone, anche in pochi dettagli, o in singoli gesti, su piccola scala, aggiungendo qualcosa di straordinario e inaspettato in ogni oggetto.Nel 2010 viene selezionato per la mostra “The New Italian Design Reloaded” alla Triennale di Milano e al museo Santralistanbul di Istanbul. Il suo progetto più importante è la lampada Elica prodotta da Martinelli Luce, premiata con il premio speciale della giuria “Design dello Stupore” al concorso Young & Design (2009). Ha ricevuto altri prestigiosi riconoscimenti: IF Product Design Gold (2010) Good Design Award (2011), Red Dot Design Award (2011). Grazie alla lampada Elica, a 33 anni viene premiato con il Compasso d’Oro ADI.

Matteo Baroni

Matteo Baroni, architetto di Firenze e designer creativo, realizza ambienti e spazi su misura che mettono al centro i bisogni e i desideri umani. Ricercatezza, personalità e pregio prendono forma nei progetti e nelle realizzazioni firmate dall’architetto di Firenze Matteo Baroni in un perfetto equilibrio tra conservazioni e invenzioni. Matteo Baroni fonda tutta la sua attività su un unico obiettivo: mettere i bisogni e i desideri umani al centro di tutto ciò che realizza. Fondatore dell’omonimo studio MATTEOBARONIARCHITETTO dal 1995, insieme al suo Staff multidisciplinare a Firenze, porta avanti la sua filosofia che si materializza nei progetti e nelle creazioni che realizza. L’architetto di Firenze Matteo Baroni crea ambienti in cui ciascun essere umano si sente a proprio agio e così dal suo ingegno nascono spazi pubblici capaci di far sentire le persone a casa e abitazioni che emozionano profondamente.Sin dagli albori lo studio di architettura Matteo Baroni ha progettato e realizzato ogni progetto in modo personale e riconoscibile: oggetti creati da maestri del design storico convivono insieme a materiali di recupero e ad altri oggetti “su misura” per creare atmosfere particolari e affascinanti in un percorso visivo ed emotivo senza tempo. Matteo Baroni Architetto focalizza la sua ricerca sui dettagli per rendere apparentemente semplice ogni creazione, segno, proposta, suggerimento, innovazione e riferimento, anche se sofisticato. Un linguaggio ispirato a una serie di alchimie emozionali fatte di scelte inaspettate, conservazione, invenzioni, apprezzamento di stampe, lillà, lacche e ossidazioni.

Aziz Sariyer

Nato nel 1950 a Istanbul, Aziz Sarıyer ha iniziato a progettare professionalmente mobili e interior design dopo aver fondato Derin Design nel 1971. L’interesse di Sarıyer per la professione e il suo lavoro costante lo hanno collocato in una posizione importante nell’arena del design mondiale. Nel 1999, ha sviluppato la sua collezione che ha disegnato per Derin e un anno dopo, era tra i pochi marchi noti. Sarıyer ha lavorato con Cappellini, Moroso, Zeritalia e Scia.Nel 2004, Sarıyer è stato incluso nella 100 Designers of the 21st Century Encyclopedia, pubblicata da Terence Conran Publishing nel Regno Unito e il suo contributo per portare il concetto di design in Turchia per raggiungere i valori del design sviluppato del mondo è importante. Con molti premi nazionali e internazionali a suo nome, Sarıyer è stato anche ritenuto meritevole del Wallpaper Design Award per Birth Table nel 2006. Nel 2007, Sarıyer ha vinto premi nella categoria mobili per ufficio per il suo design ‘Gull Sofa’ presso l’Industrial Designers Association Turkey Design Awards e ‘The Moon Desk’ agli Elle Decor International Design Awards (EDIDA). Sarıyer ha anche ricevuto un Superior Design Award da Design Turkey con “Gull Sofa” nel 2008.Tra i progetti più noti di Sarıyer ci sono la libreria Pause (2003) disegnata per Moroso, Boomerang Sofa disegnato per Derin Design (2003), Liqurizia Sofa disegnato per Altreforme (2007) e Gull Sofa disegnato per Alparda.

Barlas Baylar

Arik Levy

Nato nel 1963 a Tel Aviv, in Israele, Arik Levy è un noto artista e designer. Ancora studente di grafica e scultore in erba, nel tempo libero si dedica al surf, sua grande passione, e lavora in un atelier che produce tavole da surf, creando decorazioni personalizzate. All’età di 25 anni decide di lasciare Israele e intraprende diversi viaggi, dapprima in Svizzera, dove si diploma in disegno industriale all’ArtCenter Europe di Vevey nel 1991, poi in Giappone, e infine a Parigi, dove si stabilisce nel 1992. Curioso e poliedrico, in parallelo all’insegnamento in alcune scuole di design europee, si dedica con successo a diverse attività, dalla scenografia teatrale alla moda, dalla fotografia all’arte. Oggi alcune sue opere, tra le quali sculture, installazioni e pezzi di design, sono esposte in gallerie e musei prestigiosi in tutto il mondo. Dal 1997 al 2003 lavora con l’artista e grafico newyorkese Pippo Lionni, con il quale crea l’agenzia indipendente LDesign. Nel 2004 fonda il proprio studio Arik Levy art & Design, che sviluppa sia l’attività artistica che il design di prodotto. Firma di punta di aziende come Vitra e Vibia, ha lavorato con altri brand prestigiosi come Baccarat, Emu, Desalto, Molteni, Zanotta, Danese, Lasvit, e, fedele alla sua idea di design democratico, ha creato collezioni anche per marchi più accessibili.E’ difficile racchiudere lo stile di Arik Levy in una semplice definizione, viste le molteplici fonti di ispirazione che animano il suo design. Oggetti minimalisti si alternano ad altri dalle complesse geometrie sfaccettate, rigorose linee rette dialogano con morbide curve, i pieni si alternano ai vuoti in una dialettica che unisce tecnica e poesia. Il risultato sono oggetti mai banali, impregnati di un forte carattere. Tra i suoi prodotti più apprezzati, rientrano le collezioni di lampade per Vibia, come Fold (2011), North (2017), la pluripremiata Wireflow (2017), fino alla più recente Ghost (2021). Molto feconda la collaborazione con il marchio parigino Forestier, specializzato nella produzione di lampade, per il quale firma diverse collezioni, come Cage (2012) in metallo e carta di riso, Mesh (2012), la più recente Take Away e la ricca gamma di lampade Bamboo, sviluppata a partire dal 2014 in numerose versioni.La lunga e fruttuosa collaborazione con Desalto ha permesso al designer di sviluppare progetti di arredo che vanno dalle poltrone ai tavoli, dagli sgabelli ai mobili contenitori, mentre per il marchio EMU ha disegnato collezioni complete di arredi da esterno, tra i quali l’iconica seduta Shine, utilizzata sul set cinematografico del film « Non è un paese per giovani » di Giovanni Veronesi (2017). La collaborazione con Vitra ha portato alla realizzazione dei sistemi per ufficio ABC (2003), Storage (2004), WorKit (2008) e all’iconico portaoggetti Toolbox (2010). Tra i lavori più recenti, possiamo citare la collezione di sedute per ufficio Marien152 per Coalesse e la linea di sanitari e arredobagno Voyage per VitrA. Tra i premi e i riconoscimenti ricevuti nell’ambito della carriera come designer di prodotto, c’è il Wallpaper*Design Awards nel 2009 per il letto Landscape per Verardo, seguito dal Good Design Award nel 2011 per la sedia Pattern per EMU, i tre premi per la linea bagno Bowl per Ibani, l’Iconic Awards nel 2015, il Design Plus Award sempre nel 2015 e il German Design Award nel 2016. Più di recente, la lampada Sticks per Vibia si è aggiudicata l’Archiproducts Design Award 2019.

Christian Hoisl

Christian Hoisl si laurea presso l’Università di Scienze Applicate di Disegno Industriale di Monaco. Dal 1987 al 1992 collabora con Herbert Schultes e Martin Dettinger allo sviluppo del System 25 per Bulthaup. Poi, con lo studio, System Design, sviluppa cucine, bagni, uffici e mobili da esterno. Nel 2000 fonda il proprio studio a Monaco e si occupa dello sviluppo di mobili, accessori ed elettrodomestici per diversi produttori tedeschi e italiani. Per Schönbuch, Christian Hoisl ha progettato il gancio a muro LUX.

Christophe Pillet

Christophe Pillet nasce nel 1959 a Montargis in Francia; si diploma all’Ecole Nationale Supérieure d’Art di Nizza nel 1985 e l’anno successivo consegue un master alla Domus Academy di Milano. I suoi esordi sono segnati dalla collaborazione con Martine Bedin e Michele De Lucchi nel gruppo Memphis e successivamente, dal 1988 al 1993, con Philippe Starck. Nel 1994, quando apre il proprio studio a Parigi, viene nominato “Créateur de l’année” in occasione del Salon du Meuble de Paris, il primo di una lunga serie di prestigiosi riconoscimenti che conseguirà in tutto il mondo e che lo porteranno a esporre le sue opere in numerosi e importanti musei come il Centre Georges Pompidou di Parigi e il Museo delle Arti Decorative di Lucerna. Il suo lavoro si distingue per sobrietà formale, qualità artigianale ed eleganza stilistica, approccio che si traduce nelle diverse scale del progetto, dall’architettura alle scenografie, dall’arredamento d’interni al product design. Ha progettato le boutique Lancel in Francia e nel resto del mondo, l’Hotel Sezz a St Tropez, l’Hotel Sahrai e il ristorante Maison Blanche a Fez, gli stand per Renault ai saloni automobilistici internazionali.È design director di Lacoste e collabora stabilmente con importanti aziende: con Cappellini disegna la poltrona Sunset e il divano e tavolini High Time; per Flexform disegna la serie di sedie Echoes S.H. e Any Day linea di sgabelli, scrivanie e mobili; con Driade realizza la famiglia di arredi Meridiana con tavolo rotondo, sgabello e sedia girevole. Proficua è la collaborazione con Emu da cui nasce la linea Round con sedie, tavoli, poltroncine, sgabelli, ombrelloni e lettini. Per Oluce dà vita alle lampade Niwa (a sospensione), Plume (da tavolo) e Berlin (a parete e a soffitto). Con Lema firma numerosi prodotti a partire del 2013, tavoli, divani, credenze. Per Tacchini disegna la seduta South Beach (2006), la collezione di poltroncine e sedie Mayfair (2008) e la sedia Memory Lane (2018). Con Kartell dà vita ai vasi Shibuya dove la plastica diviene preziosa come se fosse vetro soffiato di Murano.Costante nel suo percorso professionale è il legame con il mondo della moda vantando collaborazioni con stilisti come Catherine Malandrino e Jean Claude Jitrois. Tra i riconoscimenti a livello internazionale riceve il Red Dot Design Award, il Wallpaper Design Award e il Prix d’Excellence at Salon International du Luminaire, nel 2019 il Silmo d’Or Awards e il German Design Award e nel 2021 si aggiudica l’ADA Archiproducts Design Awards per la Lyon Armchair prodotta da Enne.

Charles Eames

Charles Ormond Eames, Jr iniziò molto precocemente l’attività di progettista tanto da essere impiegato, già all’età di soli 14 anni, nei laboratori della Laclede Steel Company.Studiò architettura alla Washington University a St. Louis. Propose ai suoi professori lo studio dell’opera di Frank Lloyd Wright ma, dapprima dissuaso dall’intento, fu poi espulso dalla scuola in quanto – si legge nel commento di uno dei professori – “il suo punto di vista era troppo moderno”.Una grande influenza ebbe su di lui l’architetto finlandese Eero Saarinen con cui condivise alcune esperienze professionali e di cui divenne amico. Nel 1938, su invito di quest’ultimo, si trasferì nel Michigan, dove studiò architettura alla Cranbrook Academy of Art, per poi insegnarvi successivamente divenendo anche direttore del dipartimento di Disegno industriale.Nel 1941 vinse, con Eero Saarinen, il concorso per il MoMA di New York relativo all'”Organic Design in Home Furnishing” (Design organico nell’arredamento domestico). Il loro lavoro mostrò un nuovo modo di concepire il mobile in legno, sperimentando l’uso di compensato in legno curvato, come fatto pochi anni prima da Alvar Aalto.Nel 1941 si congiunse in seconde nozze con Ray Kaiser, anche lei architetto e designer, con cui condivise la successiva vita professionale. A seguito del matrimonio si trasferì a Los Angeles in California, dove fondò con la moglie quello che da allora in poi fu conosciuto come lo studio degli “Eames”.Alla fine degli anni ’40 fu coinvolto nel programma sperimentale Case Study Houses di edilizia residenziale, disegnando tra l’altro la propria casa, successivamente indicata come un esempio antesignano dell’architettura high-tech.La produzione poliedrica degli Eames si sviluppò in diversi campi comprendendo, oltre al design, anche l’architettura e il cinema.Fu insignito di diversi prestigiosi premi tra cui si citano: il Kaufmann International Design Award nel 1961, il 25 Year American Institute of Architects Award nel 1977, il Queen’s Gold Medal for Architecture nel 1979.

Claudio Dondoli

Claudio Dondoli viene da Colle Val d’Elsa, vicino a Siena, dove ancora oggi si trova Archirivolto. Dondoli conobbe Pocci a Firenze presso la Facoltà di Architettura dove facevano parte dello stesso gruppo di lavoro. Nel 1983 avviano uno studio che si occupa di progetti industriali e di architettura che nel 1989 si dedica esclusivamente a progetti di design industriale.

Claudio Nascimben

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