Mauro Saito

Alfonso Femia

nato a Taurianova, Reggio Calabria (IT) il 12 Dicembre del 1966.Laureato presso l’Università di Genova – facoltà di Architettura nel 1992. Iscritto all’Ordine degli architetti di Genova dal 1994 e al Regional Council of Île-de-France dal 1995.Alfonso Femia è stato “Visiting Professor” in diverse università italiane e straniere ed ha insegnato Progettazione Architettonica alla Kent State Univerity di Firenze e alla Facoltà di Architettura di Ferrara e di Genova.

Carlo Donati

John Pawson

L’architetto britannico John Pawson CBE, che ha fondato il suo studio con lo stesso nome nel 1981, è spesso salutato come il padre del minimalismo architettonico moderno: per quasi quarant’anni Pawson ha sostenuto il nulla come la forma più semplice di bellezza. Durante la sua brillante carriera, la semplicità come filosofia è qualcosa che ha esplorato nei progetti di vendita al dettaglio per Jil Sander, Calvin Klein, Christofer Kane e in vari monasteri, chiese, musei, progetti residenziali, hotel e anche una collezione completa di bagni contemporanei per COCOON.Poiché la maniglia della porta in bronzo di Alvar Aalto è stata definita la “stretta di mano di un edificio”, così il senso di entrare in contatto con l’essenza di una filosofia dello spazio attraverso tutto ciò che l’occhio vede o i tocchi della mano è un aspetto determinante del lavoro di Pawson. Il suo metodo consiste nell’avvicinarsi agli edifici e alle commissioni di progettazione esattamente nello stesso modo, sulla base del fatto che “è tutta architettura”.Che sia la scala di un monastero, una casa, una casseruola o un balletto, tutto è riconducibile a un insieme coerente di preoccupazioni per massa, volume, superficie, proporzione, giunzione, geometria, ripetizione, luce e rituale. In questo modo, anche qualcosa di così modesto come una forchetta può diventare un veicolo per idee molto più ampie su come viviamo e ciò che apprezziamo.

Massimo Roj

Massimo Roj nasce a Milano nel 1960. Si laurea in Architettura al Politecnico di Milano nel 1986. Dal 1982 lavora per diversi studi di architettura, tra cui Spinelli, Morisi e Helg e dal 1988 ricopre la carica di Project Architect e Project Manager per una società internazionale di progettazione. Nel 1994 fonda a Milano Progetto CMR, società italiana leader nel settore della progettazione integrata, dove svolge attività nei campi della Pianificazione degli spazi, Disegno degli interni e Architettura. Dal 2000 inizia ad esplorare nuovi mercati entrando a far parte di EAN, network europeo HOK, nel 2002 approda in Cina, dove oggi vanta una posizione consolidata. Con sede principale a Milano, Progetto CMR ha uffici in diverse città: Roma, Atene, Bahrain, Barcellona, Chennai, Dubai, Istanbul, Jakarta, Pechino, Praga, Singapore, Tianjin.

Domenico De Palo

Domenico De Palo nasce in italia nel ’76. A 19 anni comincia a disegnare interni ottenendo numerosi consensi. Si occupa anche di recuperi di edifici storici e artistici. Dopo anni di direzione creativa su varie installazioni pubbliche e private, comincia un percorso di ricerca sull’industrial design, realizzando progetti e prototipi in collaborazione con progettisti ed aziende nazionali ed internazionali, tra cui Antidiva, Viabizzuno, Antonio Lupi, Move, Dimensione disegno e Officina delle idee; spesso è ospite in eventi e manifestazioni di carattere artistico e di design. Alcuni suoi lavori hanno ricevuto premiazioni, come la Dodo’ per Viabizzuno al LIGHT+BUILDING vincendo il 2°posto presentato al ” The New Italian Design” a Milano e Madrid, Maggio 2007.Aprile 2008, nasce una nuova collaborazione con Antonio Lupi presentando “Il Canto del fuoco” dove il calore e la luce entrano a far parte del bagno; forme essenziali ed evocative, solo fuoco in tutta la sua essenza. A Marzo 2009 Milano apre le porte a “La Casa di Dodò”; un viaggio nel campo, nella forma alla ricerca della bellezza dove la sostanza si trasforma in sensazione. Incontro con gli elementi primordiali quali acqua, terra e fuoco in connessione con il mondo attraverso il corpo, la mente, l’anima. Domenico De Palo ha presentato due lavori per Viabizzuno, “La Stretta” e “La Taglio” al Fuori Salone di Milano, nell’aprile 2010.

Christoph Ingenhoven

Christoph Ingenhoven è nato a Düsseldorf nel 1960; ha studiato architettura presso l’Università Tecnica del Reno-Westfalia di Aquisgrana e un anno all’Accademia d’Arte di Düsseldorf. Nel 1985 ha fondato lo studio di architettura Ingenhoven Architects a Düsseldorf. Oltre all’attività di progettista, è membro della giuria, esperto e relatore in numerosi concorsi, tiene discorsi in tutto il mondo ed è membro dell’Ordine degli Architetti della Renania Settentrionale-Vestfalia, del BDA (Federal German Architects) e del RIBA, Royal Institute of British Architects. Christoph Ingenhoven può senza dubbio essere definito “Star-Architect”. Lui e il suo rinomato studio di architettura Ingenhoven Architects, che attualmente conta circa 70 dipendenti, sono stati insigniti di importanti premi internazionali per il design di edifici e prodotti. Ingenhoven si è fatto conoscere per il riuscito connubio tra ecologia e tecnologia.

Matteo Thun

Matteo Thun, il cui nome completo è Mathäus Antonius Maria Graf von Thun und Hohenstein, è un designer e architetto italiano, nato nel 1952 a Bolzano. Cresce in un contesto familiare particolarmente fecondo essendo i genitori i conti altoatesini Lene e Otmar Thun, fondatori nel 1950 a Castel Sant’Antonio dell’azienda Thun specializzata nella produzione di oggetti in porcellana e ceramica. A differenza del fratello minore Peter non segue l’azienda ma intraprende un percorso formativo che lo vede iscriversi prima all’Accademia di Salisburgo, dove ha come docenti gli artisti Oskar Kokoschka ed Emilio Vedova, e poi alla facoltà di Architettura di Firenze dove nel 1975 si laurea con l’architetto Adolfo Natalini. Dopo alcuni anni e un lungo viaggio negli Stati Uniti si trasferisce a Milano, dove nel 1980 inizia a lavorare nello studio Ettore Sottsass Associati con Aldo Cibic e Marco Marabelli. Nel 1981 fonda, con Ettore Sottsass Jr., Hans Hollein, Arata Isozaki, Andrea Branzi e Michele de Lucchi, il gruppo Memphis, collettivo italiano di design e architettura attivo fino dal 1987 divenuto un brand internazionale, che si afferma sulla scena postmoderna degli anni Ottanta in opposizione alle tendenze minimaliste del design anni Settanta, da loro considerate senza personalità in opposizione a progetti caratterizzati dall’uso di colori brillanti e di linee audaci e un sapiente recupero del kitsch.Nel 1982 inizia a insegnare Design Industriale e Ceramica presso la Universität für angewandte Kunst (Università di arti applicate) di Vienna. Nel 1984 decide di fondare il proprio studio di architettura e design multiculturale con sede a Milano e a Monaco di Baviera dedicandosi alla progettazione, spaziando dall’architettura al design industriale fino alla comunicazione; il suo lavoro si caratterizza per l’approccio umanista, attento all’uso dei materiali e sempre rivolto ai valori della sostenibilità. Dal 2001 viene affiancato dal socio Antonio Rodriguez. Tra le opere di architettura realizzate si ricordano: la casa prefabbricata “O Sole Mio” del 1990; gli hotel di lusso Vigilius Mountain Resort sul Monte San Vigilio vicino a Lana in Alto Adige, il Side Hotel Hamburg ad Amburgo in Germania, il Waldhotel Health & Medical Excellence a Merano in Svizzera, il progetto per IntercityHotel, celebre catena di hotel tedesca, che Matteo Thun definisce esempio del “Three Zero Concept” in cui il fine è quello di applicare i principi di chilometro zero, zero waste, e zero CO2. Oltre a hotel e strutture per l’accoglienza, Matteo Thun firma progetti come: il Davines Village in collaborazione con Luca Colombo, sede e fabbrica dell’azienda italiana Davines alle porte di Parma, che si sviluppa su una superficie di 80.000mq e che coniuga bellezza e sostenibilità reinterpretando le forme rurali tradizionali della zona; e ancora l’ospedale pubblico specializzato in ortopedia Waldkliniken a Eisenberg in Germania, in cui ripensa il modo di realizzare i luoghi di degenza in armonia con il contesto circostante.Rifiutando l’idea che il design possa essere mero “gusto estetico” promuove un approccio “ZERO Design” ovvero perseguendo l’ideale di una forma al servizio della semplicità e della immediata intuizione d’uso da parte del fruitore. Fin dagli esordi con il Gruppo Memphis, per cui ha disegnato diversi oggetti, Matteo Thun è rimasto ancorato alle origini e soprattutto al disegno di ceramiche per interni, a partire dai primi lavori come i lampadari Santa Fe, Santa Ana e Santa Monica, il gruppo di contenitori e coppe della serie Nefertiti degli anni Ottanta fino alla tazzina disegnata per Illy in occasione del Salone del Mobile di Milano del 2019. Il suo lavoro spazia dalla rubinetteria ai divani, passando per luci e per le ceramiche: per Matteo Thun il design di prodotto deve riflettere l’anima del marchio e deve essere costantemente al servizio della quotidianità. Negli anni Novanta viene chiamato alla direzione artistica di Swatch; parallelamente collabora con numerose aziende, tra cui: Alessi, Antrax, Artemide, Baxter, Bulgari Orologi, Campari, Casamania&Horm, Désirée Divani, Driade, Duravit, Ethimo, Falper, Fantini Rubinetti, Geberit, iGuzzini, Inda, iSimar, Jaquar, Klafs, Lavazza, Leucos, Olimpia Splendid, Panzeri, Raspel, Riva 1920, Simes, Tiffany, Valli&Valli, Venini, VitrA Bathrooms, Wittmann, Zucchetti. E non manca la collaborazione con l’azienda di famiglia Thun.Matteo Thun riceve tre volte il Compasso d’Oro dell’ADI per l’Eccellenza nel Design nel 1987, 1989 e 1991; nel 2010 ritira il Wallpaper Design Award. Vince il Good Design Award 2011 per Onto, Duravit, il Simon Taylor Award 2011 alla Carriera della rivista Designer e il Green Good Design Award 2011 per Isy System, Zucchetti. Nel campo dell’architettura e del design d’interni, il suo Side Hotel di Amburgo viene nominato Albergo dell’Anno nel 2001, il rifugio di montagna Vigilius vince il Wallpaper Design Award nel 2004 e nel 2005 il Radisson SAS di Francoforte è decretato il miglior albergo aperto nell’anno dai Worldwide Hospitality Awards. Nel 2007 riceve il Prix Acier Construction per la Hugo Boss Strategic Business Unit in Svizzera. Nel 2004 Matteo Thun è ammesso alla Interior Hall of Fame di New York ed è membro della RIBA, la Royal Association of British Architects.

Maurizio Angelillis

Maurizio Angelillis, architetto e designer, nel 2009 fonda lo studio professionale con il nome di “Map – Maurizio Angelillis Progetti”, sviluppando la passione per il design industriale e rendendola un’attività professionale parallela a quella dell’architetto; ha maturato attitudini in molteplici aree di attività, interessando varie scale di intervento, dall’elaborazione di sistemi urbanistici fino all’ingegnerizzazione di prodotto, scommettendo, di volta in volta, sull’energia e la collaborazione con altri studi di progettazione, nell’idea di un grande gruppo in costante mutazione. Tutt’ora partecipa a concorsi di progettazione di architettura e design industriale affrontando temi più svariati, attento da sempre alle qualità ambientali nell’architettura, nel design e nella mobilità urbana.

Henning Larsen

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