Roberto Monsani

Roberto Monsani inizia la sua attività professionale a Firenze progettando edifici per abitazioni e piani urbanistici di lottizzazione in Toscana. Tra gli anni ‘70 e ‘90 progetta edifici commerciali e negozi in Europa, America e Asia. Nel 1973, dalla ristrutturazione di un centro vendita all’interno di Palazzo Ferroni, nasce Life: pensato come soluzione artistica, è diventato un prodotto industriale nel 1974, anno in cui prende il via la collaborazione tra Acerbis e Monsani. I lavori recenti più importanti sono stati realizzati a Roma: il recupero di spazi di rappresentanza e l’arredo all’interno dello storico Palazzo Borghese, e la riqualificazione del Teatro Adriano in Piazza Cavour.

Setion Branko

Ron Arad

Ron Arad nasce a Tel Aviv nel 1951 e si forma come architetto, artista e designer; dopo aver frequentato a Gerusalemme la Bezalel Academy of Arts and Design si trasferisce a Londra per studiare nella prestigiosa Architectural Association, scuola in cui avrà come maestro Bernard Tschumi. A trent’anni, nel 1981, fonda con Caroline Thorman lo studio One Off, per poi dare vita nel 1989 allo studio Ron Arad Associates; nel 1994 apre a Como il Ron Arad Studio e nel 2008 crea lo studio Ron Arad Architects. La sua intera produzione si pone al confine tra arte e design; la sua ricerca si caratterizza per la continua sperimentazione sulla forma dei prodotti e sulla possibilità espressiva di materiali come acciaio, alluminio, fibra di carbonio e polietilene. Parallelamente all’attività di progettista ha esercitato il ruolo di docente alla Hochschule di Vienna in qualità di guest professor e al Royal Collage of Art di Londra, istituzione presso cui ha diretto il Dipartimento di Design Product (dal 1997 al 2009) e dove viene nominato Royal Academician nel 2013.Dopo gli esordi e i primi successi raggiunti con oggetti non convenzionali come la Rover Chair (1981), la luce da tavolo Aerial (1981) e la Transformer Chair (1985), Ron Arad avvia collaborazioni con le più importanti aziende al mondo: per Kartell progetta la celebre libreria a parete Bookworm (1997) e le sinuose sedie impilabili FPE (Fantastic Plastic Elastic, 1997); per Moroso si ricordano le sedute della Spring Collection (1991), lo scenografico divano Victoria and Albert (2000), l’avvolgente Ripple Chair (2005) e il sistema modulabile di sedute e pouf Misfits (2007); per Vitra realizza nel 1997 la sedia Tom Vac che viene esposta insieme a molti altri pezzi nella mostra Ron Arad: Yes to the Uncommon! allestita presso il Vitra Design Museum. Per Alessi progetta il vaso in acciaio inox Babyboop, con Driade la poltroncina in polietilene Clover e la poltrona a dondolo MT3, per iGuzzini la lampada da scrivania Pizzakobra, per Venini preziosi vasi in vetro soffiato e per Nude diversi set di bicchieri in cristallo.Tra le opere di architettura nel 1994 realizza il Foyer del Teatro dell’Opera di Tel Aviv, città in cui inaugura nel 2008 anche il Museo del Bauhaus; nel 2009 realizza il complesso commerciale Médiacité a Liegi in Belgio e nel 2010 il Design Museum Holon in Israele disegnato con Bruno Asa. Tra i progetti speciali si segnala la Fiat 500 Couture, presentata nel 2014 con il nome 500 Ron Arad Edition, automobile prodotta in serie limitata. Le sue opere, sia d’arte sia di design, sono conservate nelle collezioni dei più prestigiosi musei al mondo come il Centre Pompidou di Parigi, il Metropolitan Museum of Art di New York e il Victoria & Albert Museum di Londra. Il suo lavoro è ampiamente descritto in numerosi libri e riviste pubblicate in tutto il mondo.

Claudio Silvestrin

Claudio Silvestrin nasce nel 1954 a Zurigo e si forma sia a Milano, sotto la guida del designer e architetto Angiolo Giuseppe Fronzoni, sia a Londra presso l’Architectural Association. Italiano naturalizzato britannico, tra il 1986 e 1988 lavora con John Pawson per poi aprire nel 1989 lo studio Claudio Silvestrin Architects a Londra e dal 2006 anche a Milano. I lavori di Claudio Silvestrin hanno carattere internazionale e spaziano dal progetto di architettura all’interior design per case e resort, dalle gallerie d’arte e musei, ristoranti, hotel, negozi di lusso sino al design di mobili. Numerose e prestigiose sono le collaborazioni che instaura a livello internazionale, tra queste si ricordano quelle con: Giorgio Armani, Calvin Klein, Giada, Anish Kapoor, Victoria Miro, Fondazione Sandretto Re-Rebaudengo, YTL Singapore, Illy Coffee, Princi, Rainer Becker di Zuma e Kanye West. Nel campo del design del prodotto collabora con Dema, Boffi, Cielo, Poltrona Frau, Glass Italia, Cappellini, Minotti Cucine e Nilo.Il suo stile, austero e minimalista, si traduce nella progettazione di spazi e oggetti caratterizzati da eleganza, essenzialità e da una particolare attenzione ai dettagli tecnici, estetici e funzionali. Silvestrin ha spesso dichiarato che fin da piccolo ha seguito la propria indole artistica, ponendo particolare attenzione verso la natura. Oggi Claudio Silvestrin viene riconosciuto tra i più importanti architetti italiani del Minimalismo. Già nel 1999 la casa editrice Birkhäuser Architecture gli dedica il libro monografico “Claudio Silvestrin Architects” scritto da Franco Bertoni, autore anche dell’introduzione di un altro suo libro “The non-materiality of the material” (2011, Alemandi). Importanti sono anche “Eye Claudio” di Francesco Alberoni (2006, Viabizzuno) e “Timeless Italian Style: Architecture, Design, Philosophy” (2017, Design Media Publishing) entrambe pubblicazioni dedicate al suo lavoro. Nel 2021 gli viene dedicato il film “Art to Art – The Becoming Of A Virtuoso”, presentato durante la Design Week di Milano, e primo di una serie di film prodotti da Giada, brand italiano di lusso nato a Milano, che decide di portare sullo schermo la propria filosofia attraverso la storia e voce degli artisti con cui collabora.Nel 2003 vince l’Artib Award, il Contract World Award e la Medaglia d’Oro per l’Architettura Italiana alla Triennale di Milano; nel 2005 l’International Award Architecture in Stone, il Travel+Leisure Magazine Design Awards e il Wallpaper Magazine Design Awards. Seguono i premi ricevuti nell’ambito di Archip – Domus (Russia) Magazine Award e il Best Comunicator Award nel 2008; il CNBC Asia-Pacific Property Awards nel 2009; il Chicago Athenaeum International Architectural Award nel 2009, 2014, 2019 e 2021; il South East Asia Property Awards nel 2011; il FIANCI Prix d’Excellence Awards nel 2013; il LEAF Award nel 2016; il Designer Kitchen and Bathroom Awards nel 2018; il 24° Mapic Awards – Best Outlet Centre e A’ Design Award – Bronze Award nel 2019; e l’Iconic Awards nel 2020 e 2021.Nel 2006 ha cofondato ClaudioSilvestrinGiulianaSalmaso Architects, una società che si dedica ai concorsi di architettura. In parallelo all’attività di progettista svolge numerose docenze in qualità di visiting professor, nel 2013 è stato nominato ‘Walton Critic and tutored’ presso la Catholic University of America, a Washington DC.

Jean-Marie Duthilleul

Nel 1995 l’architetto ed ingegnere francese Jean-Marie Duthilleul ha realizzato il progetto di ristrutturazione delle stazioni ferroviarie francesi SNCF, per cui ha disegnato il sistema di sedute pubbliche RS, realizzate da Tecno ed oggi diffuse nel mondo. Jean-Marie Duthilleul nasce in Francia nel 1952 e vanta un significativo percorso universitario che lo porta a conseguire tre diverse lauree in meno di cinque anni (1975, Ingegneria alll’Ecole Polytechnique; nel 1977, Ingegneria Civile all’Ecole des Ponts et Chaussées; nel 1979, Architettura all’Ecole Nationale Supérieure des Beaux-Arts). Per cinque anni lavora presso la Segreteria Generale del “Groupe Central des Villes Nouvelles” (Gruppo Centrale dei Nuovi Comuni), dove è capo del dipartimento di Sviluppo edArchitettura e coordina progetti di ampio respiro come, ad esempio, l’Esposizione Mondiale di Parigi del 1989.Nei primi anni Novanta approda a SNCF (Société Nationale des Chemins de Fer) di cui, per cinque anni, è Direttore del Dipartimento Costruzioni. Oggi Duthilleul è Direttore del Dipartimento di Sviluppo Urbano e Capo Architetto di SNCF ed è quindi responsabile di tutti gli studi relativi allo sviluppo e all’architettura urbani per SNCF. In SNCF, tra i numerosi progetti coordinati da Duthilleul ricordiamo: Gare Montparnasse, Gare du Nord, le nuove stazioni di Lille-Europe, Roissy, Chessy-EuroDisneyland, così come le stazioni del TGV Atlantique e le stazioni del TGV Mediterranèe (Valencia, Avignone e Marsiglia). Dal 1997 Duthilleul è Presidente di AREP, un ufficio multi disciplinare di ingegneria, attivo in aree differenti, dall’ingegneria relativa alla pianificazione e costruzione urbane al design all’arredo urbano. Jean Marie Duthilleul è anche un accademico. Insegna, infatti, “Teoria delle Strutture Costruttive” all’Ecole des Ponts et Chaussées di Parigi.

Gae Aulenti

Gae Aulenti, nata nel 1927 a Palazzolo dello Stella (Udine), si forma tra Firenze e Torino, quindi, finita la guerra, si trasferisce a Milano per studiare architettura al Politecnico di Milano, dove si laurea nel 1953. Nei primi anni della sua carriera (1955-1965) lavora all’interno della redazione di “Casabella-Continuità”, sotto la direzione di Ernesto Nathan Rogers, e, insieme ad alcuni colleghi editori della rivista, come Aldo Rossi e Vittorio Gregotti, partecipa al movimento del Neoliberty, in risposta alle tendenze razionaliste dei decenni precedenti e alle correnti organiche che negli stessi anni stava portando avanti un altro gruppo di architetti che gravitavano intorno a Bruno Zevi. In questo primo periodo Gae Aulenti disegna per Poltronova la sedia a dondolo Sgargul (1962), ispirandosi alla poltrona basculante n. 1 di Thonet, prodotta esattamente 100 anni prima, e le sedie da giardino Locus Solus (1964), oggi rieditate da Exteta.Il suo interesse per il design industriale la porta a collaborare con le più importanti aziende del settore e progettare arredi presto diventati iconici, utilizzando i materiali più diversi: dalla sedia pieghevole April per Zanotta (1964) al tavolo in marmo Jumbo per Knoll (1965), dalla sedia 4794 in poliuretano per Kartell (1974) al Tavolo con ruote per Fontana Arte (1980), ispirato a un carrello industriale in uso nell’azienda e oggi incluso nella collezione di design del MoMA. In parallelo, Gae Aulenti si dedica alla ristrutturazione e alla progettazione di interni, a partire dalla collaborazione con la Olivetti, azienda per la quale rinnova lo showroom di Parigi nel 1966-1967, curandone sia l’architettura che il design (con la celebre lampada Pipistrello), e progetta quello di Buenos Aires (1968).Nel 1972 fa parte degli architetti e designer chiamati a contribuire alla mostra “Italy: the new Domestic Landscape” curata da Emilio Ambasz al MoMa di New York, che lancerà molti professionisti italiani sul panorama internazionale. Nel corso degli anni Settanta, collabora con Luca Ronconi e altri intellettuali all’ambizioso Laboratorio di Progettazione Teatrale di Prato, per il quale curerà scenografie sorprendenti. Negli anni Ottanta cura allestimenti museali di altissimo profilo, come quelli del Musée d’Orsay (1980-1986), del Musée National d’Art Moderne all’interno del Centre Pompidou (1982-1985) a Parigi e la ristrutturazione di Palazzo Grassi a Venezia (1985-1986). In anni più recenti ha curato il progetto di piazzale Cadorna a Milano (2000) e la ristrutturazione del Palavela di Torino per le Olimpiadi invernali del 2006. Gae Aulenti muore a Milano il 31 ottobre 2012, all’età di 84 anni.

Massimo Roj

Massimo Roj nasce a Milano nel 1960. Si laurea in Architettura al Politecnico di Milano nel 1986. Dal 1982 lavora per diversi studi di architettura, tra cui Spinelli, Morisi e Helg e dal 1988 ricopre la carica di Project Architect e Project Manager per una società internazionale di progettazione. Nel 1994 fonda a Milano Progetto CMR, società italiana leader nel settore della progettazione integrata, dove svolge attività nei campi della Pianificazione degli spazi, Disegno degli interni e Architettura. Dal 2000 inizia ad esplorare nuovi mercati entrando a far parte di EAN, network europeo HOK, nel 2002 approda in Cina, dove oggi vanta una posizione consolidata. Con sede principale a Milano, Progetto CMR ha uffici in diverse città: Roma, Atene, Bahrain, Barcellona, Chennai, Dubai, Istanbul, Jakarta, Pechino, Praga, Singapore, Tianjin.

Lorenzo Tosolini

Progettazione civile ed industriale, sia pubblica che privata; una parte dello studio si occupa di arredementi per interni.

John Pawson

L’architetto britannico John Pawson CBE, che ha fondato il suo studio con lo stesso nome nel 1981, è spesso salutato come il padre del minimalismo architettonico moderno: per quasi quarant’anni Pawson ha sostenuto il nulla come la forma più semplice di bellezza. Durante la sua brillante carriera, la semplicità come filosofia è qualcosa che ha esplorato nei progetti di vendita al dettaglio per Jil Sander, Calvin Klein, Christofer Kane e in vari monasteri, chiese, musei, progetti residenziali, hotel e anche una collezione completa di bagni contemporanei per COCOON.Poiché la maniglia della porta in bronzo di Alvar Aalto è stata definita la “stretta di mano di un edificio”, così il senso di entrare in contatto con l’essenza di una filosofia dello spazio attraverso tutto ciò che l’occhio vede o i tocchi della mano è un aspetto determinante del lavoro di Pawson. Il suo metodo consiste nell’avvicinarsi agli edifici e alle commissioni di progettazione esattamente nello stesso modo, sulla base del fatto che “è tutta architettura”.Che sia la scala di un monastero, una casa, una casseruola o un balletto, tutto è riconducibile a un insieme coerente di preoccupazioni per massa, volume, superficie, proporzione, giunzione, geometria, ripetizione, luce e rituale. In questo modo, anche qualcosa di così modesto come una forchetta può diventare un veicolo per idee molto più ampie su come viviamo e ciò che apprezziamo.

Mauro Saito

Keep in touch

Iscriviti alla nostra newsletter per restare sempre aggiornato sulle ultime novità, corsi e eventi imperdibili nel mondo del design!

Accetto la Privacy Policy e acconsento al trattamento dei miei dati per finalità di marketing.

Newsletter