Jessica Signell Knutsson

Ilse Crawford

Ilse Crawford è una designer, accademica e direttrice creativa britannica con la semplice missione di mettere i bisogni e i desideri umani al centro di tutto ciò che fa. Come fondatrice di Studioilse, insieme al suo team multidisciplinare con sede a Londra, dà vita alla sua filosofia. Ciò significa creare ambienti in cui gli esseri umani si sentano a proprio agio; spazi pubblici che fanno sentire le persone a casa e case che sono abitabili e hanno senso per le persone che le abitano. Significa progettare mobili e prodotti che supportano e migliorano i comportamenti e le azioni umane nella vita di tutti i giorni. Significa ristabilire l’equilibrio umano in marchi e aziende che hanno perso la strada. In qualità di fondatrice del dipartimento di Uomo e Benessere presso la Design Academy Eindhoven, la sua missione si estende a nutrire una nuova generazione di studenti che si chiedono sempre perché e come il loro lavoro migliora la realtà della vita.

Johan Lindau

Ola Wihlborg

Ola Wihlborg ha studiato alla Beckmans School of Design ed ha ricevuto una serie di premi e riconoscimenti tra cui i seguenti: Red Dot Design Award, Ikea Scholarship. Inoltre Wihlborg ha partecipato a numerose mostre nazionali ed internazionali, quali ad esempio “Stars” Galerie Pascal, Design Bienalen St. Etiene, Swedish Design in Tokyo, 100% Design London e Möbelmässan Stockholm. Tra le aziende che gli hanno commissionato dei lavori possiamo citare Ikea, Asplund, Playsam e Collection Pascale.

Sotiris Lazou

Guido Faleschini

Alice Barki

Alice Barki è una designer che crede che i progetti debbano nascere da un’attenta osservazione del mondo circostante. I suoi lavori sono a 360°, crea forme complesse frutto dell’ispirazione che trae da un’analisi della natura, dell’ambiente e delle forme che la circondano. Ha lo Studio a Milano, docente di Product e Interior Design in tre Università milanesi, completa il suo percorso professionale alternando collaborazioni, consulenze e partecipando ad eventi legati al mondo del Design con passione e dedizione.

Sebastian Herkner

Il designer Sebastian Herkner, nato a Bad Mergentheim in Germania nel 1981, si è formato alla HfG Offenbach University of Art and Design, dove ha studiato Product Design, concentrandosi sulla progettazione di oggetti e mobili. Dopo una breve parentesi lavorativa nello studio di Stella McCartney a Londra, fonda nel 2006 il proprio studio, con il quale progetta mobili, lampade e oggetti per aziende come Ames, & Tradition, Cappellini, ClassiCon, Dedon, Ex.t, Fontana Arte, Gubi, Linteloo, Moroso, Pulpo, Rosenthal, Schramm Werkstätten, Thonet, Wittmann e Zanotta, ma anche progetti di architettura d’interni e allestimenti museali ed espositivi.A connotare il lavoro di Herkner sono la sensibilità per il colore, i materiali e le trame, l’amore per l’artigianato e la curiosità per le nuove tecnologie e le culture dei diversi Paesi. Aspetti che gli sono valsi premi prestigiosi come l’IF Award, l’Iconic Award e l’Elle Deco International Design Award (EDIDA). Nel 2016 è stato scelto per realizzare la Das Haus di IMM Cologne, nel 2019 Maison&Objet lo ha eletto “Designer of the Year” 2019 e, nel 2021, ha vinto il premio EDIDA come Designer of the Year. Frutto di questo approccio è per esempio la sedia 118, sviluppata per il marchio tedesco Thonet combinando, da un lato gli aspetti caratteristici dell’azienda come l’antica tecnica di curvatura a vapore, dall’altro la fresatura CNS, precisa ed economica.La sua curiosità verso le diverse culture trova invece riscontro nella poltroncina Banjooli, parte della collezione M’Afrique di Moroso: la forma si ispira alla danza eseguita dal banjooli (il maschio dello struzzo in lingua wolof) per corteggiare la femmina. Come tutti gli arredi della collezione, Banjooli è realizzata dagli artigiani africani intrecciando il filato utilizzato per le reti da pesca.‎ Il prodotto più famoso disegnato da Herkner è il tavolino Bell, progettato per ClassiCon nel 2012: un oggetto che ribalta le abitudini percettive, utilizzando un materiale leggero e fragile come il vetro come base per un piano in metallo che sembra così fluttuare nello spazio. Un capolavoro di artigianato, realizzato interamente a mano, che nel 2020 è stato proposto anche nella versione tavolo da pranzo.Tra i progetti più recenti figurano: Moro, la poltrona per La Manufacture che prende il nome dal famoso doge veneziano, e trae la propria forma avvolgente dagli interni degli storici palazzi italiani; l’appendiabiti in acciaio e legno Host per il marchio cinese Stellar Work, pensato sia per l’ambito domestico che per l’hotellerie; la famiglia Blume Collection per Pedrali, caratterizzata da forme morbide e arrotondate e dal sofisticato profilo in estruso di alluminio; la LET Lounge Chair di Fritz Hansen. La sua esperienza di designer è testimoniata in numerose pubblicazioni e attraverso lectures, talks e workshop che egli stesso tiene nelle università, accademie e istituti di design di tutto il mondo.

Roberto Gobbo

Nato a Treviso, Italia, nel 1956, si laurea in architettura nel 1982 presso lo IUAV di Venezia. Si dedica dapprima all’arte partecipando a varie rassegne di pittura. Nel 1980 riceve il premio “Assemblaggio 80” a Spoleto e nel 1982 è invitato alla mostra “Autoritrattazioni” presso la Fondazione Bevilacqua La Masa a Venezia. Dal 1979 al 1983 cura la regia televisiva di una serie di documentari sull’arte e sull’architettura trasmessi dalla RAI e presentati nel 10° ed 11° Festival Internazionale del Film sull’Arte e di Biografie d’Artisti, Asolo, rispettivamente nel 1982 e 1983. Sempre nel 1983 apre il proprio studio operando nel campo dell’architettura e del design. Nel 1987 cura l’allestimento della mostra d’arte “I Cinque”, Scuola Grande di S. Giovanni Evangelista, Venezia e nel 1989 “Lino Bianchi Barriviera”, Montebelluna.Dal 1988 collabora con Euromobil e Zalf e dal 1996 con Désirée, curando la progettazione di prodotti, showroom ed allestimenti in fiere italiane ed internazionali. Per il Gruppo Euromobil ha progettato nel 1999 il Forum e la nuova esposizione. Nel 2000 ha partecipato alla mostra “Essere Ben Essere”, organizzata dalla rivista Interni presso la Triennale di Milano, con un’opera sul tema della cucina convivio. Nello stesso anno ha realizzato un’installazione dal titolo “La sala Telematica” in occasione di Abitare il Tempo a Verona. Entrambi i progetti sono stati realizzati con Euromobil. Un suo progetto è stato selezionato per I.DoT – Italian Design on Tour 2004/2005 – una mostra itinerante dei prodotti piu’ rappresentativi del design contemporaneo italiano – prima tappa New York, Chelsea Art Museum – Maggio 2004. Nel 2007 e nel 2009 ha progettato gli allestimenti di due grandi mostre antologiche su Carmelo Zotti, a cura rispettivamente di Philippe Daverio e Brigitte Brand, svoltesi la prima presso il Padiglione dell’Esprit Nouveau a Bologna e la seconda presso il Museo Correr a Venezia. Dal 2007, per il Gruppo Euromobil, progetta l’installazione “ i luoghi dell’arte i luoghi del design” ad ArteFiera ArtFirst, fiera internazionale d’arte contemporanea che si svolge annualmente in gennaio a Bologna.

Jeff Miller

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