Frédéric Sofia

Tra grafica e finzione, realismo strutturale ed estetica formale, Frederic Sofia si fa strada istintivamente, dal mondo degli oggetti all’arte contemporanea. Autodidatta, la sua formazione ha seguito percorsi atipici e trasversali. Funziona senza metodologia, senza teoria, con un’intuizione pratica che non ha bisogno di spiegazioni. Interviene sull’oggetto in modo al tempo stesso classico e virale. Le trasformazioni, i messaggi, sono sottilmente veicolati. I riferimenti subdoli prendono forma e si propagano. Senza frontiere, anima ibrida, riconosce i segni di appartenenza, rispetta i singoli gruppi, desacralizza i simboli anche quando li ripristina. Un richiamo all’evoluzione delle cose, un omaggio a ciò che ama, sia esso industriale o ambientale. Il suo design parla il linguaggio dell’immaginario collettivo e celebra l’anima dell’oggetto.

Jean-François D’Or

Jean François d’or (1974) è un designer industriale.Le sue creazioni sono semplici, senza pretese e logiche. Jean-François D’Or mira sempre a infondere un po ‘di poesia nel suo lavoro.Si è laureato in design industriale presso ENSAV La Cambre, a Bruxelles nel 1998. Da allora ha accumulato una solida e varia esperienza a New York e in seguito ha lavorato a stretto contatto con designer affermati ed esigenti come Maarten Van Severen e Hans De Pelsmacker.Ha fondato il suo studio di design industriale nel 2003

Raffaella Mangiarotti

Raffaella Monica Mangiarotti, architetto, designer e creative director, nasce nel 1965. Si laurea con lode in Architettura al Politecnico di Milano nel 1991 con Tomàs Maldonado e nel 1994 consegue il dottorato di ricerca sui temi del design for environmental ovvero sull’impatto ambientale dei prodotti industriali complessi. Nello stesso Politecnico, dal 2001, è ricercatrice e insegna Industrial Design e Design per la Moda. Nel 1995 incontra Matteo Bazzicalupo nella redazione della rivista Modo e dopo alcuni anni di esperienze individuali – che la vedono collaborare con Marco Zanuso e con Francesco Trabucco – decide di fondare con lui nel 1999 lo studio deepdesign, realtà di progettazione innovativa in diversi ambiti: dal packaging alimentare all’elettronica di consumo, dall’arredo alla cosmesi. L’attività dello studio si riconosce nell’approccio funzionale e sostenibile. In questa direzione hanno realizzato progetti e disegnato prodotti per aziende ed enti come: Barilla, Brevi, Castelli Haworth, Coca Cola, Comitato Giochi Olimpici Torino 2006, Coop, Daimler Chrysler, Fratelli Rossetti, Giorgetti, Glaxo Smithkline, JVC, Kitchen Aids, Kraft Suchard, Imetec, Inblu, Mandarina Duck, Misuraemme, Nec, Panasonic, RSVP, San Lorenzo, Whirlpool Europe.Nel 2010 fonda lo studio Raffaella Mangiarotti dove si specializza in design di mobili, art direction, showroom e stand espositivi, e attivando collaborazioni con brand internazionali. È stata art director di Serralunga (2010-2015), Manerba (2014-2018) e IOC (dal 2018). Con quest’ultima avvia una proficua collaborazione da cui nascono diversi prodotti: Monforte, un divisorio fonoassorbente in tessuto; la poltroncina Lodovica, la chaise longue Bicocca, il tavolino ovale Guastalla, le poltrone e i divani Ghisolfa con schienale alto, le sedie da ufficio Magenta, le scrivanie e i tavoli da riunioni Cordusio e Sempione. Anche con Manerba progetta e realizza diversi mobili come la famiglia di divani, poltrone e poltroncine Undecided, i tavoli Litta, il pouf imbottito CUP e i divani Bague. Per B-Line disegna la collezione di divani, poltroncine, pouf e divanetti in tessuto Merano.Alcuni dei suoi prodotti sono esposti in musei e fanno parte di collezioni permanenti oltre a essere pubblicati in numerosi libri e riviste. La lampada Dandelion fa parte della collezione del Design e Architettura del MoMA di New York. La Triennale di Milano ha dedicato alla sua attività la personale “L’anima Sensibile delle Cose” curata da Cristina Morozzi (con catalogo Electa). Ha ricevuto diversi riconoscimenti internazionali: è stata premiata nei concorsi Young & Design (1996, 1997,1999, 2000), Cosmopack (1995, 1996), Esaedro (1997), ID Award (2004), Selezione Compasso d’Oro (2005), il Green Dot Award (2009). Negli anni 2017, 2018 e 2021 è stata nominata Ambasciatrice del Design Italiano nel mondo. Nell’ambito della sua attività di ricercatrice al Politecnico di Milano è autrice di diversi brevetti e ha pubblicato numerosi studi sul rapporto tra progetto e sostenibilità, moda e design, estetica e tecnologia; nel 2000 pubblica il libro “Il DFE in impresa. Design for Environment: il progetto di prodotti eco-compatibili” per Maggioli editore.

Joan Gaspar

Joan Gaspar ha studiato design industriale alla scuola di Artes y Oficios a Barcellona. Nel 1988 ha iniziato a lavorare per VAPOR S.A producendo lampade minimaliste. Dal 1992 ha collaborato con diverse aziende per creare nuove linee di prodotti (Mery S.A, Industries Conesa S.A, Manufactures Rocal S.A, Santa & Cole S.A, B-Lux, Sellex, Daisalux S.A). Dal 1996 ha collaborato a stretto contatto con il società Marset Iluminacin, lo sviluppo di nuovi prodotti e la direzione del prodotto per l’azienda. Il suo lavoro è stato selezionato in diverse occasioni per i premi del FAD. Nel 1995 riceve il primo premio al Concorso del Mobile della Comunidad Castilla la mancha e nel 2000 vince il primo premio al Salone Internazionale del Mobile di Valencia. Nel 2001 è stato decorato con il Delta de Plata per la gamma di lampade Atlas disegnate per Marset Iluminacin.Dal 1998 tiene corsi di Materiali e Tecnologie applicate al design industriale, presso la Scuola di Design Elisava di Barcellona. Nel 2002 ha aperto uno studio professionale di design a Barcellona collaborando con varie aziende su nuovi concetti di prodotto. Dal 2003 tiene corsi di progetti presso la EINA School of Art and Design di Barcellona. Il suo lavoro è stato Editore in numerose riviste di design nazionali e internazionali. Nel 2003 l’editoriale di Phaidon ha incluso vari suoi prodotti nel libro “SPOON” sui migliori giovani designer industriali del mondo.

Stefan Schöning

Dopo essersi laureato in Product Development ad Anversa, nel 1994 Stefan Schöning fonda il suo studio multidisciplinare. “La diversità alimenta la creatività”: è partendo da questo concetto che Stefan Schöning delinea il proprio stile lavorando in vari settori, dai giocattoli all’illuminazione, dall’arredo ai prodotti di consumo. Tutti questi settori richiedono un approccio diverso, consentendo l’acquisizione di competenze intercambiabili. Questa filosofia spinge Stefan Schöning a creare un design che va molto oltre la produzione di serie. Ogni progetto di design consente di applicare tecnologie e materiali inediti, in modo da rafforzare l’identità del singolo prodotto. L’eliminazione è una fase importante del processo di ideazione: “se tracciate una linea, questa deve sostituire tutte le linee ridondanti. deve esserci solo quella linea, con tutte le sue caratteristiche. Questo è assolutamente necessario per preservare il mondo dall’inquinamento e dagli eccessi.”

Sylvain Willenz

Sylvain Willenz è un designer belga che ha fondato il suo studio a Bruxelles nel 2004. Si è laureato al corso MA Design Products del Royal College of Art di Londra (2003). Il suo studio di design ha vinto diversi iF Awards e il Red Dot “Best of the Best” Award in Product Design, è stato nominato Belgian Designer of the Year nel 2009 e lavora regolarmente nel campo dell’istruzione per istituzioni come ECAL e ENSAV La Cambre. Willenz è un designer particolarmente curioso, immerso nel linguaggio dei prodotti e dei processi industriali. Il suo lavoro abbraccia varie tipologie e si ispira spesso a grafici, disegni e altre fonti 2D: il suo desiderio è quello di creare design eleganti e puliti che siano allo stesso tempo sconosciuti e familiari. Per HAY, Willenz ha progettato Rebar.

Patrick Seha

Sebastian Bergne

Industrial Designer diplomato al Royal College of Art di Londra, Sebastian Bergne ha aperto il proprio studio nel 1990. Da allora il suo lavoro ha spaziato in molti ambiti. I suoi numerosi progetti, dal cavatappi al bollitore dalla padella alla matita dado, sono stati realizzati in collaborazione con importanti marchi del settore quali Authentics, Tefal, MUJI, Habitat, De Beers, Luceplan, Moulinex, Gaia & Gino e Vitra. Il suo stile e meno marcatamente riconoscibile, quanto piuttosto una continua ricerca di nuove risposte appropriate ai differenti problemi di design, sia in progetti firmati sia in progetti anonimi. I suoi progetti sono riscontrabili in molte pubblicazioni e hanno ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali. Alcuni suoi lavori fanno parte della collezione permanente del MoMA di New York e del Design Museum di Londra.

Roger Arquer

Nato a Barcellona (1975), Arquer si è laureato in Design Industriale alla Escola Superior de Disseny (ESDI) nel 1998. Un anno dopo si trasferisce a New York per lavorare in una società di consulenza di design. Nel 2003, Arquer va a Londra per iscriversi al Royal College of Art studiando prodotti di design sotto le direttive di Ron Arad. Nel 2005, dopo il completamento degli studi, apre il proprio studio di design a Londra. Da allora ha lavorato per diverse aziende come: Eno, Torsten Van Elten, Mathmos, o Royal VKB. Mentre espone i propri lavori in tutto il mondo egli è anche un professore di disegno industriale presso il Central Saint Martins e Camberwell.- Docente presso il Central Saint Martins. Ottobre’08 ad oggi- Docente presso l’Università di Camberwell. Ottobre’07 ad oggi- Costituisce il proprio studio di design, Roger Arquer Industrial Design. Ottobre’05- Master in Design Products al Royal College of Art. Londra. 2003-05- Designer alla Alfredo Häberli, Zurigo, Svizzera. Luglio – Settembre’04- Junior Designer presso una società di consulenza di design. New York. Dicembre’ 99 – Gennaio’ 02- Stage presso Lievore/Ather/Molina. Barcellona. Novembre’98 – Gennaio’99- Dottorato BA in Design Industriale presso la ESDI. Sabadell, Barcellona. 1994-1998

Claudia Melo

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