Dopo essersi diplomato al Politecnico di Milano e all’Alta Scuola Politecnica, Antonio Aricò ha studiato design di metallo e gioielli al Duncan of Jordanstone College of Art in Scozia, design di prodotto al Royal Melbourne Institute of Technology in Australia e design di mobili tradizionali in Spagna. Per lui il design racchiude in sé tanti valori diversi, che riguardano sia gli oggetti che le persone. Come membro di Deepdesign Studio, Antonio ha lavorato per il Gruppo Barilla, Nivea Beiersdorf, Lavazza, Serralunga e Skitsch. Nel 2010 ha partecipato alla mostra “L’Anima Sensibile Delle Cose” presso il Triennale Design Museum. Dal 2011, Antonio si è concentrato sui suoi progetti e collezioni personali, coltivando solo alcuni rapporti professionali con grandi clienti italiani.Sempre lavorando e giocando, Antonio ha sviluppato la sua forte passione in molti anni ed è già stato esposto in giro per l’Europa, in Germania al DMY, in Italia durante il Salone Del Mobile di Milano, a Torino per la fiera WABI SABI, in Polonia nel museo della ceramica del Design Centrum Kielce e in Francia al Maison & Objet, per una delle sue collaborazioni con Seletti. La sua ultima collezione, “Back Home”, ha avuto un grande successo e ha dimostrato l’eccellenza del suo sviluppo tecnico e il suo tenero amore per le forme e le linee. Avendo realizzato molti progetti in collaborazione con suo nonno e altri membri della famiglia, Antonio è abile nel lavorare in team ed è costantemente aperto a ispirazioni e nuove idee. Questa fiducia nelle persone che ama e nelle persone, in generale, ha aiutato anche in varie collaborazioni con, ad esempio, Garage Design e Seletti.Vicino alla sua famiglia, alle sue radici e alla sua cultura, Antonio è desideroso di spingere i suoi confini del design ma sempre nel rispetto della tradizione, le tradizioni della sua famiglia. Seguendo sempre le sue emozioni e sentimenti, Antonio ora sta cercando di espandere le sue iniziative e creare nuove partnership in Europa e nel mondo. Circondato dalla semplicità, nella sua famiglia e nella natura, Antonio ha ritrovato freschezza, spontaneità e soluzioni intelligenti e istintive, le stesse che il suo nonno sceglieva 40 anni fa. E per entrambi, l’entusiasmo ha fornito una solida base. La collaborazione è ora l’obiettivo di questo giovane designer.
Karim Rashid è uno dei designer e architetti più creativi, prolifici e anticonformisti del panorama contemporaneo. Nato al Cairo nel 1960, da padre egiziano e madre inglese, cresce in un ambiente artistico e cosmopolita, tra Londra e Ottawa, in Canada, dove si diploma in Industrial Design alla Carleton University nel 1982. Si specializza poi in Italia, tra Napoli e Milano, e infine si stabilisce a New York, dove nel 1993 apre il suo studio. Sensibile ai temi sociali e all’ecosostenibilità, Karim Rashid immagina un futuro ideale nel quale il design sia accessibile a tutti, in un mondo dominato dalla bellezza. Da questo mondo ideale scaturiscono le sue opere, caratterizzate da un mood futuristico ed eccentrico, nelle quali il colore gioca un ruolo essenziale. Il suo stile è caratterizzato da toni pop o pastello, da accostamenti audaci e da finiture laccate lucide. Il rosa assume lo stesso valore neutro e universale del bianco. Tra i materiali, Karim Rashid privilegia la plastica e le solid surface, che per le loro proprietà possono essere colorate e stampate a piacere, sublimando le forme morbide e sensuali che contraddistinguono il suo lavoro.Il grande successo di Karim Rashid, considerato oggi tra i 10 designer più influenti al mondo, inizia nel 1996, con il lancio del cestino Garbo di Umbra, realizzato in plastica con stampaggio a iniezione, la cui forma sinuosa si ispira alla silhouette della stella del cinema Greta Garbo. Seguono le sedie Oh Chair di Umbra (1999) e le coloratissime sedie per bambini Kapsule Chair di Offi (2001). Nello stesso periodo porta avanti anche il progetto di arredo d’interni del ristorante Morimoto a Philadelphia, e, nel 2004, dell’hotel Semiramis di Atene. Da allora Karim Rashid firma una numerosa serie di progetti, che lo porta a dividersi tra il design di prodotto e il design di interni, l’architettura e la moda, l’arte e la grafica, la musica e il packaging.Nella sua intensa carriera, che comprende anche la pubblicazione di alcuni libri e l’allestimento di mostre, riceve oltre 300 premi di design. Tra i numerosi arredi e complementi progettati Da Karim Rashid, troviamo le collezioni di lampade Cadmo (2006) per Artemide, Cyborg (2015) per Martinelli Luce, Apex (2015) per Fontana Arte, Floob (2007) per Kundalini, e le collezioni in vetro di Murano per Purho. Molti i progetti anche per l’ambiente bagno, con le collezioni Enjoy e Amedeo (2015) per Ceramica Cielo, e il lavabo Lap Plus per Glass Design (2020). Tra gli arredi, i mobili contenitori Tide e Blend per Casamania & Horm, la chaise longue trasformabile Dragonfly per Bonaldo (2006), la collezione Voxel per Vondom (2010), il sistema di sedute Superblob per Edra (2002), gli sgabelli Kant per Casamania (2006) i mobili da giardino Swell per Talenti (2009) e tra i più recenti, il sistema di sedute Heartbeat per l’azienda canadese Neinkamper (2019) e il tavolino da picnic con sedie integrate Klover per Punto Design (2020).
Designer ed Ingegnere Davide Vercelli fonda il proprio studio nel 2005 dopo un percorso di ricerca svolto presso il Politecnico di Torino. Lo studio si occupa di sviluppo di prodotto, di strategie di crescita, di comunicazione e di reti. Design, bellezza, responsabilità e profitto sono le parole chiave che segnano ogni nostro intervento. Un approccio multidisciplinare e trasversale ha permesso allo studio negli anni di affiancare i clienti come consulente globale occupandosi di product design, di brand design, brand strategy e di exibit.Dal 2013 curiamo e progettiamo il principale evento collettivo di Cersaie (Aggregati, Cer-Sea, Cer-Stile, Cer-Sail, Milleluci, The Sound of Design), dedicato al contract e al wellness. Docente presso lo IED di Torino e Guest Professor presso il Politecnico di Milano.Vanta numerosi riconoscimenti internazionali: dieci selezioni per l’Adi Design Index, due al Compasso d’Oro, due premi Young & Design, tre Design Plus, un premio all’Ida (International Design Awards) ed un Good Design Awards. È coordinatore della commissione tematica Abitare per l’Adi Design Index.
Elena Salmistraro nasce a Milano nel 1983. Si laurea in Industrial Design al Politecnico di Milano nel 2008 e l’anno seguente fonda con l’architetto Angelo Stoli (compagno di vita e di lavoro) il proprio studio di progettazione dedicandosi al disegno di prodotto e al progetto architettonico. La sua attività si estende nei settori del product design, dell’arte e dell’illustrazione vantando collaborazioni con aziende come Apple, Disney, Ikea, Vitra, Moooi, Alessi, Cappellini, Huawei, Lavazza, Nike, Replay, Timberland. I suoi lavori esprimono una sintesi tra arte e design e si caratterizzano per la cura dei dettagli, per l’attenta ricerca estetica e formale, per l’approccio concettuale. Molte delle sue creazioni sono prodotte in edizioni limitate e sono state selezionate per importanti mostre d’arte e design, molte delle quali promosse dal Triennale Design Museum di Milano. Le opere di Elena Salmistraro sono inoltre state esposte nelle principali fiere internazionali del settore del design e presentate in prestigiose gallerie come: Rossana Orlandi, Antonio Colombo Gallery, Dilmos, Camp Design Gallery, SecondoMe, My Own Gallery e Subalterno1.Numerose sono le collaborazioni che intraprende con importanti aziende del design. Proficuo è il suo legame con Scapin Collezioni, da questo incontro nascono variegati prodotti: Particella, appendiabiti in legno dalla forma scultorea; la panca Ione, i tavoli Nuclide e Isotopo, il tavolino Anodo, che insieme costituiscono una collezione di arredi in marmo e poliuretano di matrice grafica e tribale; Catodo, vaso in legno, vetro e ceramica. Importante è anche la sua collaborazione con Natuzzi Italia, azienda per la quale firma il divano reclinabile Calilla, la poltrona girevole Ensis, lo specchio ovale Anemonia, la libreria con funzione di lampada Lophelia, il tappeto Gorgonia. Nel settore dei tappeti disegna una collezione per CC-Tapis caratterizzata da forme geometriche e con nomi ispirati da celebri matematici: Cartesio, Eulero, Pitagora. Per Texturae disegna una collezione di carte da parati fantasiose, ironiche e colorate.È stata nominata Ambasciatrice Mondiale del Design Italiano nel 2017 in occasione dell’Italian Design Day, iniziativa promossa dalla Triennale di Milano in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Da allora ha partecipato a meeting a Zurigo, Roma/Farnesina 2018 e Kiev 2021. Nel 2017 vince il premio “Salone del Mobile Milano Award” come “Best Emerging Designer”. Nel 2018 è stata nominata Ambassador di Brera Design District per il FuoriSalone in occasione del Salone del Mobile di Milano e per questa circostanza ha progettato un’installazione per Timberland nel cuore del distretto. Vince numerosi e importanti premi come i “Good Design Awards”, gli “ADA Archiproducts Design Awards”, “ADI Ceramic & Bathroom Award”, “Icon Awards”, “Salone del Mobile Award”, “Big See Award”; nel 2018 vince il “Premio Icona” di Marmomac con il progetto “Marea”.
Sperimentazione, ricerca, funzionalità, studio costante di materiali, tecnologie di produzione e loro nuove applicazioni… sono alcuni degli elementi da cui parte lo sviluppo di ogni progetto firmato da Massimiliano Della Monaca.Lo studio della forma non è l’obiettivo ma la conseguenza di conoscenze tecniche che consentono di creare oggetti innovativi, come Estrema, entrata nel Guinness dei Primati come la sedia più leggera del mondo, solo 617 grammi di fibra di carbonio.
L’architetto e interior designer Diego Grandi nasce a Rimini nel 1970 e sceglie Milano come luogo di elezione: qui si laurea in Architettura al Politecnico e fonda nel 2002 DGO_Diego Grandi Office, studio di progettazione che si occupa di interior, product e design consultancy. Il suo primo progetto come designer è relativo ai Tappeti Satellitari Mapper (2000): una famiglia di tappeti autoprodotti ispirati alla serie fotografica Atlante di Luigi Ghirri che interpretano l’idea del non luogo attraverso superfici astratte, dettate dal rilievo topografico delle temperature della crosta terrestre. Il tema della superficie, insieme a quello del decoro, caratterizza gran parte della produzione di Diego Grandi, costantemente alla ricerca di un’identità più profonda, che va oltre l’immediatezza visiva per relazionarsi con tutti gli elementi che concorrono alla definizione del progetto. A questo si aggiunge la capacità di far convergere riferimenti ai grandi protagonisti della storia dell’architettura e del design e interpretazioni personali. Emblematici di questo approccio sono le collezioni City/Streets di Lea Ceramiche (2007) e la successiva Block di Skitsch (2009): rispettivamente una linea di ceramiche da rivestimento e di tappeti che rileggono la città come trama di pieni e vuoti, trasformandola in pattern e portando una porzione di superficie urbana in un contesto domestico.Ulteriori esempi della poetica di Diego Grandi si trovano nella collezione di carte da parati modulare Le Module firmata per Jannelli&Volpi nel 2002, che trasforma la matrice razionalista delle piante dei bagni di Le Corbusier in rigoroso elemento decorativo; e nella tovaglietta monoposto Mollicola, disegnata per Essent’ial nel 2015, un progetto che attraverso una serie di fori rappresentanti la molecola dell’amido, lascia depositare le briciole, lasciando una traccia simbolica di quello che mangiamo per suggerire una riflessione sullo spreco alimentare.Tra i suoi progetti più noti e apprezzati realizzati c’è la collezione Type 32 per Lea Ceramiche (2013), in cui il gres porcellanato effetto legno trova un suo linguaggio contemporaneo attraverso un alfabeto decorativo formato da trentadue lettere, con il quale crea una superficie potenzialmente senza limiti. La ceramica è protagonista anche dei numerosi progetti firmati per Azzurra Ceramiche, dei quali l’ultimo è Leuca (2022), famiglia di lavabi che si ispira al paesaggio marino, riprendendo in astratto il disegno di un’onda attraverso un profilo dal tratto accogliente.Tra le aziende con cui collabora più assiduamente c’è anche Zucchetti.Kos, per la quale ha recentemente firmato la famiglia di rubinetteria Closer e il sistema doccia omonimo (2017), connotati da forme pure, accentuate dal colore nero. Nel 2016 disegna e realizza, in collaborazione con Kriska Decor, la facciata della sede di Archiproducts Milano in via Tortona attraverso l’impiego di una composizione di leggere maglie in alluminio. All’attività di designer Diego Grandi affianca quella di docente presso università e scuole di design.
Laureato in disegno industriale nel 1999, prosegue il suo percorso di specializzazione partecipando a workshop per Rollerblade, Fila, Whirlpool, Alfa Romeo, Chicco, Roncato e Alessi. Dal 2004 sviluppa un design creativo incentrato sulla funzionalità dei prodotti, partecipa a mostre d’avanguardia nazionali e internazionali (come The New Italian Design 2007/2010, Nazionale Italiana Design, Openhouse, Wonderful Water World, Made For China) e viene pubblicato sulle più importanti riviste di design. Nel 2007 e 2008 entra a far parte del gruppo JoeVelluto, dove continua a operare ricerche e sperimentazioni su prodotti e spazi. Nel 2009 torna al ruolo di solista fondando Hole Design, una nuova agenzia di ricerca e sviluppo di concept.
Dalla progettazione di collezioni sperimentali alla produzione di cucine, librerie e mobili su misura, il designer Giacomo Moor risolve, nella sua pratica, la dualità tra ideazione e realizzazione. Nel suo studio-falegnameria a Milano, concretizza e rifinisce le idee: disegna prodotti per aziende, realizza edizioni limitate per gallerie di design, produce pezzi unici per clienti privati, seguendo interamente il processo. Nel 2016 è nominato Best Young Designer da Elle Decor Italia in occasione dell’EDIDA e sempre nello stesso anno vince il Best Young designer del Salone del Mobile Award. Nel 2017 ha vinto il Wallpaper Award con il kit del Legnamè.Nato nel 1981 a Milano, Giacomo Moor inizia a lavorare da giovane nella bottega di un falegname. Mentre frequenta il Politecnico di Milano sotto la guida del professore e architetto Beppe Finessi, Moor combina il rigore progettuale alla fascinazione per la bellezza e versatilità della lavorazione del legno. Dopo la laurea in Design con una tesi sul legno “Difetti di pregio. Ebanisteria tra scultura e design” pubblicata da Abitare, Giacomo Moor fonda il suo studio nel 2011, insieme alla compagna Aurelie Callegari.Il laboratorio è oggi una struttura articolata e multidisciplinare, un luogo di scambio e crescita, dove con un team complementare di progettisti e falegnami Moor condivide competenze, innovazione e ricerca insieme a metodi tradizionali e qualità artigianale, soddisfacendo le esigenze di una pluralità di committenti. Sempre teso a migliorare le tecniche di lavorazione del legno, Moor unisce la precisione del design all’esperienza di falegname, declinando la sua pratica in tre aree di azione: Limited, Industrial e Bespoke.
Giovanni Tomasini è un designer italiano classe 1985, con oltre 10 anni di esperienza nel campo del design di prodotto, specializzato nel design sostenibile ed esperto di nuove tecnologie e stampa 3D. Affianca all’attività di designer il ruolo di Art Director per diverse aziende, oltre ad essere formatore e docente in istituti superiori e università. Può vantare collaborazioni con i maggiori brand nazionali e internazionali, i suoi progetti sono stati esposti nelle più importanti fiere ed eventi di settore, aggiudicandosi numerosi premi e riconoscimenti.
Alberto Zattin è un collaboratore di Davide Groppi, per il quale ha disegnato alcune lampade. Il suo lavoro si sviluppa in progetti di direzione artistica, grafica, architettura, interior design e product design. Dopo aver sperimentato in ambiti differenti il tema della progettazione e della creatività, nel 2003 ha fondato, insieme a Paola Ascani, sua partner nella vita e nel lavoro, “Lo Studio” che ha sede a Reggio Emilia. Lo Studio Sviluppa progetti in diversi ambiti integrando direzione artistica e creativa, grafica, architettura, progettazione d’interni, styling e design di prodotto interpretando il progetto in senso umanistico, come azione coordinata di persone e discipline, nella convinzione che la creatività sia un atto plurale e condiviso. LO STUDIO è un luogo aperto a eventi culturali e collaborazioni con artisti e professionisti attivi in ogni campo.