Catharina Lorenz

Nata a Monaco, Germania. Dal 1986 al 1991 ha studiato Industrial Design presso la Fachhochschule di Darmstadt, dove si è laureata nel gennaio 1991 con un diploma in Industrial Design. Nello stesso anno inizia a lavorare per Hollington Associates a Londra. Nel 1993, di nuovo in Germania, lavora per Tinz.DCC e Via 4 Design. Nel 1995 inizia a collaborare con Sottsass Associati a Milano, dove rimane fino all’autunno 1999. All’inizio del 2000 apre il proprio studio a Milano. Nel 2001 fonda a Milano lo studio di design Lorenz * Kaz insieme a Steffen Kaz. Lavorano per clienti come Antonio Lupi, Bedont, Colé, DePadova, DuPont, General Motors-Cadillac, Omnidecor, Rossin, Zeitraum. Oltre a lavorare per altri clienti, hanno lanciato una propria linea di mobili, che producono e vendono con il marchio Lorenz * Kaz.

Roberto Favaretto

Chi Wing Lo

Architetto che dal 1996 con il suo design ha contribuito ad indirizzare la Giorgetti verso nuove prospettive, Chi Wing Lo è stato promotore del design italiano in Russia. La sua aspirazione verso un design senza connotazioni temporali ha portato le sue collezioni all’attenzione mondiale e molti dei suoi progetti continuano ad essere molto ricercati. I suoi lavori di architettura e di design sono stati premiati, esposti in varie mostre e pubblicati in ambito internazionale. Nel 2007 è stato invitato dal Governo di Hong Kong per contribuire a commemorare il decimo anniversario di unificazione con la Cina. Lo stesso anno la Radio Television Hong Kong trasmette un documentario sulla sua vita e i suoi lavori. Lo è stato Direttore Artistico per Giorgetti S.p.A. dal 2004 al 2006 e presidente della giuria della Design Biennale 2009 a San Pietroburgo. La sua casa a torre ad Atene è stata nominata nel 2009 per il premio internazionale di architettura Mies van der Rohe.Cresciuto a Hong Kong, Lo si è laureato e specializzato in Architettura all’Università di Harvard, ottenendo un premio per la miglior tesi nel 1988. Ha insegnato alla Syracuse University, NY, ed è stato membro della Akademie Schloss Solitude a Stoccarda. Oltre ad essere Visiting Critic in diverse Università in Grecia e all’estero, Chi Wing Lo è un attivo professionista che integra architettura, design di mobili e d’interni per progetti a Milano, Atene, Istanbul, Yalta (Crimea), Beirut, Dubai e Pechino.Dal 2010 ha iniziato a lavorare sulle sculture che aveva immaginato nei disegni di To Kardizu 1992. Mostre di queste sculture sono state programmate e pianificate nei prossimi anni in diverse parti dell’Estremo Oriente.

Giotto Stoppino

Tre volte vincitore del Compasso d’oro, Giotto Stoppino (30/04/1926 – 23/08/2011) è stato architetto, urbanista e designer, pioniere della progettazione di complementi d’arredo in materiali plastici. Studia prima allo IUAV di Venezia e poi al Politecnico di Milano, dove ha l’occasione di incontrare Ernesto Nathan Rogers, che lo coinvolge anche in progetti del suo studio BBPR e nella redazione di articoli per la rivista “Casabella”, di cui Rogers è direttore. Nel 1951 cura con Rogers e con il suo collega Vittorio Gregotti, ancora studente, l’allestimento della sala dedicata all’“Architettura misura dell’uomo” della IX Triennale di Milano. Nel 1953 fonda a Novara lo studio Architetti Associati, insieme a Lodovico Meneghetti e allo stesso Vittorio Gregotti. Lo studio, attivo per 15 anni, sarà molto prolifico, come dimostra l’archivio donato al Comune di Milano, contenente oltre 250 progetti di urbanistica, architettura e disegno industriale e un totale di quasi 4000 disegni.In questi anni Stoppino, Meneghetti e Gregotti spaziano tra l’architettura e il design, l’urbanistica e gli allestimenti, progettando per esempio le case operaie a Cameri (Novara), così come la poltrona Cavour per S.I.M. (oggi in catalogo Frau), caratterizzata da una struttura in legno curvato, e la lampada da tavolo 537 per Arteluce (oggi parte della collezione permanente del MoMA, New York). Fondamentale per comprendere l’approccio dello studio nel campo dell’architettura d’interni, è l’allestimento per la “Trasformazione spaziale della zona dei servizi” alla mostra “La casa abitata” (1965), nel quale Stoppino, Meneghetti e Gregotti propongono soluzioni innovative, che poi riporteranno anche nei loro progetti reali.Nel 1968 Stoppini apre il proprio studio di architettura e collabora con marchi internazionali del design, come Acerbis, ArteLuce, Bernini, Calligaris, Driade. Grazie alla collaborazione con Kartell, ha l’occasione di sperimentare i materiali plastici e progettare quelle che diventeranno vere e proprie icone del design, come il Tavolo Impilabile (1968) e il portariviste 4676 /1972). Partecipa più volte alla Triennale di Milano ed è tra gli architetti italiani coinvolti nella grande mostra internazionale “New Domestic Landscape”, che si svolge nel 1972 al MoMA di New York. In parallelo, svolge anche attività di insegnamento: le sue lezioni all’università di Palermo sono raccolte nel volume “Dalla natura dei materiali al progetto”, edito nel 1994 e illustrato con i suoi disegni.Nel corso della sua carriera riceve tre volte il Compasso d’Oro: nel 1979 per la credenza Sheraton (Acerbis International), nel 1991 per la maniglia Alessia (Olivari) e infine nel 2011 alla carriera. Muore a Milano il 23 agosto 2011.

Charlotte Perriand

Charlotte Perriand è una designer e architetto francese, nota per il suo contributo allo sviluppo del design moderno e per la sua lunga collaborazione con Le Corbusier e Pierre Jeanneret. Nasce nel 1903 a Parigi, in un contesto familiare artisticamente fecondo; nella capitale francese si diploma nel 1925 presso l’École de L’Union Centrale des Arts Décoratifs. Dopo due anni presenta la prima collezione di oggetti e arredi all’Esposizione parigina di Arti Decorative – Salon d’Automne 1927: si tratta del Bar sotto il tetto interamente costruito in rame nichelato e alluminio anodizzato. Nello stesso anno, all’età di ventiquattro anni, ha inizio la collaborazione con Le Corbusier e Pierre Jeanneret presso l’atelier di 35, rue de Sèvres a Parigi. Un sodalizio decennale che vede Charlotte Perriand contribuire significativamente allo sviluppo di molti progetti sia di design sia di architettura.Da questa solida collaborazione nascono opere dal profondo valore estetico, espressione del vivere moderno e che oggi rappresentano icone di storia del design e dell’architettura. Tra questi: l’Equipement intérieur d’une habitation presentati al Salon d’Automne del 1929 di cui molti pezzi, tra cui la celebre Chaise Longue, prima prodotta dalla tedesca Thonet, sono distribuiti dal 1965 in poi da Cassina, e la serie di arredi di Villa Church, a Ville-d’Avray. Attiva anche al di fuori dello studio, nel 1929, come la sua collega Eileen Gray, è tra i fondatori dell’U.A.M. (Union des Artistes Modernes). Nel 1930 intraprende un viaggio in Unione Sovietica, dove entra in contatto con alcuni esponenti del Costruttivismo russo. Nel 1933 è tra le poche donne a partecipare al IV CIAM (Congresso Internazionale di Architettura Moderna) ad Atene, a riconferma della sua grande influenza sui colleghi e nel dibattito internazionale.Nel 1937, Perriand lascia l’atelier per lavorare freelance e, grazie alla continua collaborazione con l’architetto giapponese Junzo Sakakura, nel 1940 parte per il Giappone invitata dal Ministero del Commercio e dell’Industria; qui, prosegue il lavoro iniziato nel 1933 dall’architetto Bruno Taut, supportando il governo nella proposta di strategie utili per affinare le tecniche di produzione e implementare le esportazioni verso i paesi occidentali. Durante questo soggiorno, durato circa due anni, visita università, fabbriche, laboratori e botteghe artigianali e approfondisce lo studio delle tecniche e dei materiali tradizionali sperimentando con il bambù la riproduzione di alcuni pezzi di design da lei disegnati negli anni precedenti. Organizza anche eventi e mostre, come l’esposizione “Tradition, sélection, création” nel 1941 a Tokio presso i grandi magazzini Takashimaya e nel 1942 a Osaka, con lo scopo di far conoscere al grande pubblico la tradizione artigianale del proprio paese.Nel 1946, terminata la Seconda Guerra Mondiale, Charlotte Perriand rientra a Parigi con il nuovo marito, incontrato in Vietnam, e la figlia, dopo numerose avventure e disavventure che racconta nella sua autobiografia “Un art de vivre” (1985). In Francia instaura legami professionali con diversi studi e attiva una nuova collaborazione con Le Corbusier, finalizzata all’elaborazione dell’attrezzatura interna della “cellula tipo” e della “cucina prototipo” per il progetto dell’Unité d’Habitation di Marsiglia. Numerose sono inoltre le collaborazioni che intraprende in questo periodo con artisti e architetti come Lùcio Costa, Paul Nelson, Fernard Léger, Ernő Goldfinger, Jean Prouvé, Roger Godino, Kenzo Tange.Charlotte Perriand trova la sua dimensione di designer soprattutto nelle sedute, tra queste si ricordano: oltre agli sgabelli alti da bar e alla chaise lounge, le sedute della collezione LC, la sua reinterpretazione del divano letto di Maria Antoniette la Duchessa, la poltroncina Swivel Seat. Altro pezzo iconico del suo repertorio è la Bibliothèque Tunisie, in cui sperimenterà l’uso del colore e della geometria. Tra le sue opere di architettura più note ci sono le stazioni sciistiche Les Arcs dell’Alta Savoia realizzate tra il 1967 ed il 1982, in cui riesce a coniugare il suo lavoro e il suo amore per lo sport e la montagna. Il regista francese Jacques Barsac, marito della figlia di Perriand, gira nel 1985, con la partecipazione dell’allora ottantenne Perriand il documentario “Créer l’habitat au XXe Siècle” per raccontare gli anni di lavoro, i successi e le lotte femministe. Dalla sua morte, avvenuta a Parigi nel 1999, sono innumerevoli le retrospettive e le mostre che celebrano Charlotte Perriand come pioniera del moderno e pilastro fondamentale di quello che è oggi il design funzionale, pratico ed essenziale.

Cory Grosser

Cory Grosser è un product designer, brand strategist ed educatore americano. Nel 2002 ha fondato il suo studio a Los Angeles. Nello stesso anno ha tenuto la sua prima mostra internazionale a Milano e ha ottenuto il suo primo progetto di consulenza da un’azienda Fortune 500. Da allora è diventato uno dei migliori designer di prodotti indipendenti americani. Da allora è diventato uno dei migliori designer di prodotti indipendenti d’America. La sua carriera è in equilibrio tra il lavoro di progettazione per marchi di design europei di alto livello, gli incarichi di consulenza strategica per grandi aziende e l’insegnamento alla prossima generazione di designer. Il suo lavoro è stato pubblicato in libri e riviste di tutto il mondo, comprese le copertine di numerose riviste. Surface Magazine lo ha nominato uno dei Top Avant-Garde Designers in America”. Il suo lavoro è apparso in televisione e in film in America e all’estero. Cory ha vinto numerosi premi, tra cui un ID Magazine Design Review Award, un Best of Neocon Award, un Gold Award all’IIDEX e una selezione I.Dot che rappresenta il meglio del design italiano. Il suo lavoro è stato esposto in mostre e musei di tutto il mondo.Cory è attivo nell’educazione al design. È membro della facoltà dell’Art Center College of Design di Pasadena, CA. Ha insegnato a studi avanzati sponsorizzati da Chrysler, Roxy, Honda, Ford, Indy Racing League e Bernhardt Design. È stato inoltre giudice in diversi concorsi di design, tra cui il concorso Bombay Sapphire Designer Glass 2007, il comitato di selezione per il Salone Satellite di Milano e i premi Spark. Ha tenuto conferenze e lezioni a livello internazionale in città diverse come Milano, Toronto e San Salvador. Nato a Rochester, NY, Cory si è laureato in Architettura presso la State University of New York a Buffalo e in Disegno Industriale presso l’Art Center College of Design.

Michaël Bihain

Christine Schwarzer

Antoni Gaudí

Antoni Plàcid Guillem Gaudí Cornet, meglio conosciuto come Antoni Gaudí, è considerato uno dei più grandi e geniali architetti della storia. Sebbene viene indicato come il principale esponente della corrente Modernista Catalana, sviluppatasi a Barcellona all’inizio del Novecento nel solco dell’Art Nouveau, Gaudí elaborò un linguaggio unico e personale difficilmente catalogabile. Nato nel 1852 in Catalogna, nei pressi di Tarragona, trascorre gran parte della sua infanzia nella fattoria della famiglia, per via della salute cagionevole. Gaudí si mostra interessato alla natura e alla matematica, ma il padre lo avvia al lavoro fin da giovanissimo, viste le modeste condizioni della famiglia, raccomandandolo alla fabbrica tessile El Vapor Nou a Reus. A questo punto la leggenda narra che il proprietario della fabbrica, Joan Tarras, sorprende il ragazzo intento a leggere un libro di aritmetica e, forse scorgendo i segni del genio, suggerisce al padre di fargli proseguire gli studi. Fatto sta che nel 1863 il giovane risulta iscritto al prestigioso collegio de la Escuela Pía de Reus. Ottenuto il diploma nel 1869, decide di studiare architettura, ma solo dopo diversi tentativi viene ammesso alla Escuela de Arquitectura di Barcellona, conosciuta come la Llotja, nel 1875. Nel frattempo, inizia a lavorare come disegnatore in diversi studi di architettura, per contribuire al notevole sforzo finanziario che la sua famiglia sta affrontando per permettergli di completare il ciclo di studi.Studente poco assiduo e svogliato, si rivela prolifico ed instancabile quando si tratta di disegnare arredi urbani, mobili, decorazioni, edifici. Gaudí si ispira a William Morris, John Ruskin e Viollet-le-Duc, e inventa nuove strutture architettoniche, mescolando tendenze medievaliste, suggestioni orientali ed elementi naturali in forme fluide ed organiche. Quando si laurea nel 1878, lavora per Josep Fontserè i Domènech al progetto del mercato di Born, per Del Villar alla cappella di Montserrat e per Joan Martorell i Montells, che Gaudí considera il suo maestro. Tuttavia, è il progetto della vetrina del lussuoso negozio di guanti Comella a far decollare la carriera di Gaudí, visto che il lavoro attira l’attenzione del giovane conte Eusebi Güell i Bacigalupi, che diverrà suo mecenate e fraterno amico. In pochi anni il geniale architetto lavora a progetti che cambieranno per sempre il volto di Barcellona, a partire dalle opere per Güell, come l’omonimo parco e il palazzo di famiglia, passando dai palazzi della ricca borghesia catalana, come Casa Calvet, Casa Battló e Casa Milà, detta La pedrera, fino al suo capolavoro incompiuto, il Tempio Espiatorio della Sagrada Familia, al quale lavora, in qualità di architetto capo, dal 1883 fino al 1911, anno della sua scomparsa.Gaudí realizza anche arredi e decorazioni per le dimore borghesi da lui progettate, alcuni dei quali sono oggi riproposti dall’azienda BD Barcelona Design, come la collezione di sedute Battló, le sedute e gli accessori della collezione Calvet, mentre l’azienda SAS Italia propone il pavimento in calcestruzzo Panot Gaudí, secondo il disegno originale concepito dall’architetto per Casa Milà. Gaudí muore nel 1911, investito da un tram mentre si reca nel cantiere dell’opera che oramai aveva assorbito tutta la sua vita, la Sagrada Familia.

Falper Design

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