Hadi Teherani

Hadi Teherani, responsabile creativo del Gruppo Hadi Teherani, costruisce grattacieli, uffici aziendali, complessi di appartamenti, centri commerciali, stazioni ferroviarie, agenzie governative ed edifici universitari, progettando sia gli esterni che gli interni. Altri progetti che ha sviluppato includono stand espositivi, showroom e flagship store. Architetto e designer di frontiera, Hadi Teherani utilizza l’architettura come punto di partenza del suo approccio olistico al design. L’aggiunta degli interni e del design dei prodotti di Teherani, dalle finiture dei pavimenti alle cucine modulari, fino alle cerniere delle porte, gli consente di creare un’architettura completa e di grande impatto, apprezzata a livello internazionale.I progetti di Hadi Teherani possono essere acquistati da importanti produttori tedeschi come Anta, Walter Knoll, Thonet, Vorwerk e Zumtobel. Tra i numerosi premi di design ricevuti, Hadi Teherani è stato premiato con il Designpreis der Bundesrepublik Deutschland, l’iF Design Award e il Red Dot Design Award for Best of the Best. È anche vincitore del Neocon Gold. Il Gruppo Hadi Teherani ha sede ad Amburgo ed è specializzato in architettura, interior design, product design e consulenza. Altri uffici si trovano a Francoforte, Mosca, Abu Dhabi e Bangalore.

Shinobu Ito

Shinobu Ito è una Designer, Design director Giapponese con una vasta esperienza di lavoro in svariati settori, tra cui architettura, interior e space, product, industrial e packaging design. Laureata alla Tama Art University, consegue un Master presso la Domus Design Academy in Design Direction. Tra il 1988 e il 1995 lavora in CBS SONY (Sony Music Entertainment) come designer con accezione di marketing, pianificazione e promozione. Attualmente è attiva in Italia, come consulente e progettista per aziende europee e giapponesi. Inoltre ha attività nella sostenibilità del design per il patrimonio culturale.Ha ricevuto premi prestigiosi nel campo del design come “Copasso d’Oro” (2011, Italia), “Compasso d’ Oro Menzione d’Onore” (2011, Italia), “Red dot Award Best of the Best” (2016, Germania, Singapore), “Design Plus” (2016, Germania), “NY NOW Best Product” (2017, USA), ”The Good Design Award (2001, Giappone), “Mastro d’arte della pietra” (2019, Italia_premio Mastro della pietra ha raggiunto il 700° anniversario) e molti altri premi. Alcuni progetti presero parte alle collezioni permanenti della Triennale di Milano.Shinobu Ito è professore di contratto presso la Domus Academy di Milano, il Politecnico di Milano, Raffles Milano (talia) e visiting professor la Tama Art University (Giappone). Progetto Professore Associato del Research Center for Advanced Science & Technology della Università di Tokyo. E’ membro dell’ ADI / Associazione Disegno Industriale (Italia), membro della JAFCA / Japan Fashion Color Association (Japan) e dell’ APDF / Asia Pacific Designers Federation (China). Fa parte della giuria di Internatio- nal Design Award compreso IAI Design Award (Cina). Nel 2008 venne pubblicata la loro biografia “Setsu & Shinobu Ito_East-West Designer” (Logos Italy).

Birgit Lohmann

Nata ad Amburgo, Germania, Birgit Lohmann ha studiato disegno industriale a Firenze prima di trasferirsi a Milano, dove ha vissuto e lavorato dal 1987. Per 20 anni ha lavorato come progettista e responsabile sviluppo prodotto per un vasto numero di architetti italiani e designer master, tra cui Achille Castiglioni, Vico Magistretti, Bruno Munari, Enzo Mari e Renzo Piano. Ha lavorato anche come storico del design per i dipartimenti di giustizia e case d’aste internazionali. Come ricercatore e docente, ha tenuto seminari sul design industriale in varie prestigiose università internazionali. Nel 1999 ha co-fondato Designboom, dove attualmente è editor-in-chief, capo del programma di formazione e curatore di mostre internazionali.

Riccardo Fattori

Riccardo Fattori, artista e pittore, si è guadagnato da vivere disegnando per tutta la vita. Ha fatto mostre, pensando che il suo destino fosse quello di pittore, poi ha capito che la sua vita non era quella delle gallerie d’arte: preferiva il contatto con il mondo del lavoro, con l’industria, con la comunicazione pur continuando a dipingere e a considerarsi un “pittore”. Dopo anni di insegnamento e libera professione, si è dedicato alla grafica e al design in tanti settori diversi. Ha disegnato vestiti, illustrato libri, lavorato con Enti e Comuni, agenzie e grandi aziende, vinto concorsi pubblici e privati. Ha contribuito a fondare nuove realtà produttive attraverso la cura dell’immagine e anche l’invenzione del prodotto. Ha collaborato per moltissimi anni all’immagine e alla comunicazione di antoniolupi design e creato immagine, storia, visioni e molti prodotti per Cioccolato La Molina, azienda della quale è tuttora direttore artistico. Per quarant’anni ha illustrato Canti e opere dell’amico e maestro di vita Giuliano Scabia. Cura la grafica per i biscotti del Forno Steno.

Robin Day

Stephan Veit

Stephan Veit è nato nel 1968; nel 1996 ha conseguito il diploma finale in Product Design presso l’Università GH di Kassel. Negli anni 1996 e 1997 ha lavorato come assistente di ricerca presso l’Istituto per la visualizzazione e il design supportati dal computer dell’Università di Kassel. In particolare, si è occupato di ricerca, sviluppo e valutazione di processi nuovi e semplificati per la visualizzazione tridimensionale. Dal 1997 al 2002 ha lavorato come Senior Designer presso lo studio del Prof. Wulf Schneider und Partner a Stoccarda. Nel 2002 ha fondato il suo studio di design “Stephan Veit Produktdesign” a Stoccarda. Dal 2006 tiene lezioni su materiali e design presso l’Università di Scienze Applicate di Stoccarda.Da allora è stato premiato con numerosi riconoscimenti per il design: Red dot Award per il design di prodotto nel 1999, Sedus no Limits; Design Center Stuttgart Award 1999, Sedus no Limits WS 20; Red dot Award per il design di prodotto “best of the best” 2000, COR Arthe; IF Design Award 2002, Interlübke EO; Red dot Award per il design di prodotto 2002, Sedus High End; Design Award della Repubblica Federale di Germania 2002, Interlübke EO. Tra le aziende per cui ha progettato ci sono: COR, Designo, Dieter Knoll, Interlübke, Potocco, Rolf Benz AG, Sedus Stoll AG, Tonon & C. , WK Wohnen.

Takashi Kirimoto

Jerszy Seymour

Jerszy Seymour è un designer nel senso più ampio del termine. Vede il design come la creazione di situazioni, come la relazione generale che abbiamo con il mondo costruito, il mondo naturale, le altre persone e noi stessi, e quindi riguarda tanto l’abitazione del pianeta quanto l’abitazione della mente. Il suo obiettivo è la trasformazione della realtà, guidata da un umorismo costante, un senso di poesia contaminato e l’idea del GESAMTKUNSTWERK NON GESAMT. Il suo lavoro spazia dal gioco con oggetti, azioni, interventi e installazioni industriali e post-industriali, coprendo una vasta gamma di media e materiali, fino a film, performance, musica e scrittura.Nato a Berlino nel 1968, è cresciuto a Londra, dove ha studiato al South Bank Polytechnic (1987 – 1990) prima di intraprendere il percorso di Industrial Design al Royal College of Art (1991 – 1993). Poco dopo si trasferisce a Milano e inizia a lavorare sui propri progetti indipendenti. Nel 2004, Seymour si è trasferito a Berlino dove ha fondato il Jerszy Seymour Design Workshop e ha intrapreso una serie di progetti concettuali che cercano di rivitalizzare la posizione del design all’interno della società.Questi e altri progetti sperimentali e concettuali in corso costituiscono la spinta centrale del suo lavoro. Parallelamente, ha anche progettato prodotti e strategie per aziende tra cui Magis, Vitra e Alessi. Il lavoro di Seymour è stato esposto in molti musei in tutto il mondo, tra cui il Design Museum di Londra, il Vitra Design Museum di Basilea e Berlino e il Palais de Tokyo. Le sue opere si trovano nelle collezioni permanenti del Museum of Modern Art di New York, del ‘Fonds National d’Art Contemporain’, della Francia, del Centre Pompidou di Parigi, del MAK di Vienna e del ‘Musée d’Art Moderne Grand -Duc Jean’ in Lussemburgo. Come parte integrante della sua filosofia di bottega, insegna e tiene workshop presso il Royal College of Art di Londra, la Domus Academy di Milano, l’ECAL di Losanna, ecc.

Marc Berthier

Designer e architetto, Marc Berthier è stato uno dei primi designer a collaborare con Magis, per la quale ha progettato numerosi oggetti e collezioni. La sua attività è a respiro internazionale, principalmente basata sull’industrial product design. Lavora in Francia con Lexon, in Italia con MAGIS, in Germania con Black Design, a Hong Kong con Hedworth, in Giappone con Dé Signe. Ha ottenuto i seguenti riconoscimenti: Grand Prix National de la Création Industrielle, René Gabriel Award, Compasso d’Oro ADI 1991 e 1994, Forum Design Awards 1995, 1997, 1998, Design Plus 1999, American Design Award 1999.Alcune delle sue creazioni sono state selezionate per le collezioni permanenti del Musée National d’Art Moderne, dell’Arts-Décoratifs Museum, del Fond National d’Art Contemporain in Francia e per il MoMA di New York. Marc Berthier è “Chevalier des Arts et des Lettres” e ha ricevuto anche la “Médaille de l’Art et de l’Industrie”. E’ stato rappresentante francese presso la Comunità Europea nella commissione “La Maison Européenne”. Nel 2002 ha fondato Eliumstudio a Parigi insieme alla figlia Élise, Pierre Garner e Frédéric Lintz, a cui si è poi aggiunta Anne Klepper.

Francesco Binfarè

Francesco Binfaré nasce a Milano nel 1939. Con la famiglia trascorre gli anni della guerra in un paese della Valtellina, contesto che lo esorta alla contemplazione e all’osservazione della natura. Negli stessi anni, grazie al padre, impara a disegnare e a dipingere. Determinante è nel 1960, all’età di ventun anni, l’incontro con i fratelli Cassina, fondatori a Meda dell’omonima azienda di mobili di design e arredamento, che gli consente di entrare in contatto con la produzione industriale. Il disegno diviene uno strumento di indagine disciplinare sugli archetipi del design e dell’architettura; in quest’ottica si colloca il ciclo di opere grafiche realizzato tra il 1967 e il 1980 (tra le quali Il Gigante e l’ombra o La Colpa e l’architettura), con cui prefigura i temi nodali del postmoderno.Binfaré dichiara, scherzando, di aver ricevuto l’incarico da Cesare Cassina per essere “l’Architetto dei suoi Architetti” e, infatti, caratteristica del suo ruolo in Cassina è stata l’aver affiancato, senza aspirazioni di protagonismo, i designer nella creazione di oggetti innovativi, che si affermeranno come icone di successo del design italiano. Il suo spirito dinamico e creativo lo porta alla direzione del Centro Cesare Cassina, un laboratorio di design nel quale trasferisce i processi della pratica artistica e indaga nuovi metodi per agevolare la progettualità individuale e collettiva dei designer. In questo contesto nascono: Maralunga di Vico Magistretti, Up 5 e Sit Down di Gaetano Pesce, Bambole di Mario Bellini e AeO di Archizoom. Negli stessi anni coordina la realizzazione dei progetti per la storica mostra “Italy: New Domestic Landscape” al MoMA di New York (1972) e realizza viaggi di ricerca in India, Stati Uniti e Giappone (1970-1973).In parallelo alla collaborazione con Cassina, si fa promotore di iniziative personali: nel 1973 fonda “Braccio di ferro” con Gaetano Pesce e Alessandro Mendini per la produzione di oggetti d’avanguardia in serie limitate; nel 1974, al fine di indagare le infinite possibilità offerte dai nuovi mezzi di comunicazione nell’iter progettuale, crea Environmedia con Mario Bellini e Pierpaolo Saporito. Nel 1980 decide di fondare il proprio Centro di Design e Comunicazione per occuparsi della promozione di progetti come: Cab di Mario Bellini; Wink di Toshiyuki Kita; Tramonto a New York di Gaetano Pesce.Nel 1992, Binfaré viene invitato da Massimo Morozzi – architetto e designer tra i fondatori di Archizoom – a entrare nel team di progettazione di Edra, una collaborazione che segna l’inizio di una nuova stagione. Per l’azienda toscana disegna: L’Homme et la Femme (1993), Tangeri (1994), Angels (1996), On the Rocks (2004), Flap (2006), Sfatto e Tronco (2011), Absolu (2015), Essential (2016) e Standard (2012), forse uno dei suoi pezzi più iconici, un divano sempre diverso perché diverso è il modo in cui le persone “vivono” e non solo siedono questo spazio avvolgente e confortevole. Le opere di Francesco Binfaré sono presenti in musei e collezioni internazionali come il MoMA di New York e alcuni suoi arredi sono stati inseriti nei vari progetti di Casa Italia delle Olimpiadi di Rio 2016, di PeyonChang 2018 e di Tokyo 2020. La sua lunga carriera è stata consacrata nel 2022 con il premio Compasso d’Oro ADI alla Carriera.

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