Nato nel 1975 a Haan, in Germania, figlio di un lavoratore immigrato turco, Cengiz Civan trovò la sua strada nel settore del mobile e del design – facendo deviazioni e senza una formazione ufficiale. Insopportabile, studente ribelle , privo di interesse ed erroneamente orientato, dopo aver interrotto la propria formazione professionale, Civan ha casualmente iniziato a vendere sculture di gesso e ben presto ha creato la propria collezione. Si è anche agevolmente cimentato nel settore della gioielleria. Nel corso degli anni, ha ampliato la progettazione, la vendita e la produzione di gioielli in oro. Casualmente, Civan passò al settore del mobile, lasciando eclissare lentamente le attività nel settore della gioielleria. Dopo aver rilevato un’esposizione di arredamenti insolvente , l’autodidatta stabilì il suo obiettivo principale. Senza capitale, ma dotato di perseveranza e di uno spiccato senso di interpretazione dei desideri dei consumatori, Cengiz Civan fondò una delle più rinomate case del settore. Riuscì a creare qualcosa da zero, la lunga esperienza nell’interpretare le aspettative dei clienti e del mercato ed il coraggio di osare nuove idee, tramutarono la sua esperienza commerciale in lavoro creativo. Con il suo primo disegno, la Panca Sequoia, disegnò un divano per il tavolo da pranzo – creando e ricreando qualcosa di tradizionale e comodo mai sperimentato prima.
Giacomo Balla (Torino 18 luglio 1871- Roma il 1° marzo 1958) è stato un pittore, scultore, scenografo e autore di “parolibere” italiano. Fu un esponente di spicco del Futurismo e firmò con gli altri futuristi italiani i manifesti che ne sancivano gli aspetti teorici. Figlio unico di Giovanni e Lucia Giannotti fin da adolescente mostra interesse per l’arte e frequenta a Torino un corso di tre anni presso la Regia Accademia Albertina di Belle Arti. Nel 1895 lascia Torino per stabilirsi a Roma dove rimarrà tutta la vita. Qui nel 1901 conosce Umberto Boccioni e Gino Severini e dipinge alcuni dei suoi capolavori come La Pazza.Nel 1904 sposa Elisa Marcucci e nasce la sua prima figlia Lucia che, dopo la sua adesione al futurismo, sarà chiamata Luce. A seguito della pubblicazione da parte di Marinetti nel 1909 del Manifesto Le Futurism su Le Figaro, nel 1910 Balla sottoscrive il Manifesto dei Pittori futuristi e La pittura futurista. Durante questo periodo, dipinge alcuni dei suoi capolavori come Bambina che corre sul balcone e studi per Compenetrazioni iridescenti. Nel 1914, nasce Elica il cui nome rappresenta un omaggio al motto di Marinetti. Nel 1915 con Depero sottoscrive il manifesto Ricostruzione Futurista dell’universo.Nel 1918 pubblica il Manifesto del colore Dal gennaio 1920 entra a far parte della redazione della rivista Roma Futurista; decora il cabaret Bal Tic Tac, locale di cabaret romano che fu alla moda per tutti gli anni venti. Nel 1929 trasferisce la sua casa in Via Oslavia 39b a Roma. Nel 1937 scrive una lettera al giornale Perseo, in cui proclama la sua estraneità “ad ogni manifestazione futurista…nella convinzione che l’arte è assoluto realismo “. Da quel momento è accantonato dalla cultura ufficiale, sino alla rivalutazione, nel dopoguerra, delle sue opere e di quelle futuriste in genere.
Serena Papait nasce a Portogruaro (Venezia) nel 1985, dove consegue il diploma magistrale e inizia a coltivare la sua passione per l’arte, partecipando a diverse mostre collettive del territorio.Nel 2004 si iscrive al Corso di Laurea in Disegno Industriale presso l’Università IUAV di Venezia. Durante il percorso di studi svolge il tirocinio all’interno dello studio tecnico dell’azienda Foscarini, dove ha modo di approfondire il suo interesse per l’illuminazione. Questo tema la porta ad intraprendere anche un percorso di ricerca parallelo nella fotografia, collaborando con il prof. Paolo Morello.Dopo aver conseguito la laurea in Disegno Industriale del Prodotto inizia a collaborare prima con l’architetto Enrico Franzolini e successivamente con diverse aziende del territorio come designer free lance, tra cui Foscarini, Karboxx, Disguincio.
Nata a Parigi. Formazione artistica: Ecole des Métiers d’Arts et des Arts Appliqués. Diplomata al BTS (brevet de technicien supérieur). È entrata a far parte del Roset Bureau d’Etudes nel 1976. Le sue ultime creazioni per Ligne Roset sono state: Opus, Petit Matin, Confidences. Lavora come libera professionista dal 1997, e ha disegnato i vasi Sassi per Ligne Roset e il divano Zilia per Leolux. Si orienta anche verso una produzione prettamente artistica, organizzando una mostra ogni anno.
Fabbro e maestro artigiano del ferro, ha proseguito sin da giovanissimo l’attività di fabbro del padre Felice che si svolgeva in un piccolissimo locale della zona ottocentesca di Ostuni. Vincenzo ha unito alla sua capacità manuale una grande curiosità e una visione che ne ha caratterizzato l’intero percorso lavorativo. Già negli anni 60 aveva alle sue dipendenze circa 50 collaboratori con i quali realizzava e installava arredi, infissi, recinzioni e cancelli in Puglia ma anche nelle regioni limitrofe, la sua intraprendenza lo ha spinto a confrontarsi con nuovi settori tra cui quello delle scaffalature metalliche diventato negli anni il core business dell’azienda. Ancora oggi nonostante gli 88 anni di età partecipa attivamente alla vita aziendale elargendo i suoi preziosissimi consigli e accompagnando i figli nella guida dell’azienda.