Heidi Earnshaw
Per Alain van Havre, capo designer di Ethnicraft, l’ispirazione è tutto. Durante i 20 anni di collaborazione con l’azienda, ha influenzato pesantemente l’identità del design del marchio: “Voglio che i mobili Ethnicraft stupiscano le persone ogni singolo giorno. Perché se sei in grado di trascendere l’aspetto puramente funzionale ed evocare un’emozione, le persone possono costruire un rapporto con il loro oggetto ed esserne felici per molto, molto tempo. Questo è l’obiettivo finale.” Profondamente legato al suo ambiente e appassionato di materiali naturali, ha sviluppato una competenza eccezionale nella lavorazione del legno.Nel corso degli anni ha creato un suo proprio linguaggio formale, tradotto nella collezione Bok. Ritiene che affinché una persona possa connettersi con un progetto, è importante avvicinarla alla natura: “Forme più umane, più naturali, più vicine al nostro ambiente, forme che ci sono familiari.” Egli descrive in questo modo il suo lavoro. Per lui, la funzionalità del design non deve prevalere sulla creatività.Creare la bellezza a partire dalla complessità è un altro principio alla base della sua ispirazione. Un esempio del design ben studiato di Alain è la credenza Graphic. Cita il Weisman Art Museum di Frank Gehry, il cui talento nel trovare l’ordine nel caos lo ha ispirato nella progettazione della collezione Graphic. “È partito dal caos, ma dopo uno studio approfondito delle forme, è diventato una composizione visivamente seducente.” Come egli stesso dice, si tratta di aggiungere movimento alla superficie. “Mi piace essere sempre in movimento”, afferma. “Andare in bicicletta, fare kite, sciare, o guidare la macchina, queste cose mi danno energia. Sono dipendente dalla libertà di movimento in generale ed è per questo che sfuggo alla staticità anche nei miei progetti.”
Jos Muller è nato a ‘s-Hertogenbosch nei Paesi Bassi. Ha una formazione in elettronica e si è laureato come designer industriale alla Design Academy di Eindhoven con lode. Dopo una carriera nel settore informatico come designer industriale e manager R&D, nel 2005 ha avviato il proprio studio di design. Oltre a progettare mobili per esterni, stufe antincendio per interni ed esterni si è specializzato nella progettazione illuminotecnica a led e lavora come consulente e nella creazione dei propri progetti di illuminazione a led. “La forma e la funzione per armonizzarsi con l’aspetto e la sensazione sono gli elementi che cerco nei miei progetti.”
Nato nel 1976 a Treviso. Nel 1998 ha conseguito la laurea in Disegno Industriale presso lo IUAV di Venezia. Dal 1999 opera nel settore legno/arredo come progettista/designer. Dal 2013 collabora con Riva 1920.
Elio Fiorucci (Milano, 10 giugno 1935 – Milano, 20 luglio 2015) è stato uno stilista italiano, attivo nel settore della moda. Già a 17 anni inizia a seguire l’attività paterna, un piccolo negozio di pantofole nel centro di Milano. Nel 1967 apre il suo primo negozio a Milano, in Galleria Passarella: una finestra sul mondo con le novità di Carnaby Street, le hit parade londinesi e quelle statunitensi. Nel 1970 il nome Fiorucci diventa un marchio con una propria produzione industriale, distribuita in Europa, Sud America e Giappone e il negozio di Milano diventa un punto d’incontro dei giovani che si ribellano alle convenzioni. Nasce lo “Stile Fiorucci” e il concetto di lifestyle.Fiorucci è famoso in tutto il mondo. Nel 2004 la Camera di Commercio di Milano assegna a Elio Fiorucci il premio talent scout, imprenditore e comunicatore. Nel 2006 il sindaco di Milano Letizia Moratti conferisce a Elio Fiorucci l’Ambrogino D’oro per essere stato protagonista della moda Italiana, ” Elio Fiorucci ha rivoluzionato lo stile dei giovani cogliendo e miscelando le nuove tendenze dei ragazzi di tutto il mondo”. Nel 2007 viene inaugurata alla Triennale la mostra “Anni settanta, il decennio lungo del secolo breve”,e viene dedicato un spazio a Elio Fiorucci, “Fiorucciland”, come simbolo della rivoluzione del costume degli anni ’70
Shoichi Uchiyama è nato e cresciuto a Tokyo. Fina dalla sua fondazione nel 1977, il Shoichi Uchiyama Design Office si è impegnato nella creazione di apparecchi di illuminazione con una luce indiretta priva di abbagliamento che rendono gli oggetti eleganti e consentono alle persone di percepire la texture e la profondità degli oggetti. Cerca la qualità dell’illuminazione attraverso il design degli apparecchi di illuminazione e si dedica a realizzare l’effetto elegante della luce indiretta nello spazio. Come concetto di base, Uchiyama cerca di creare una distribuzione ideale della luce e di eliminare l’abbagliamento sgradevole controllando la luce, attraverso un’interpretazione delle caratteristiche della sorgente di luce.Crede che il processo di verifica, in particolare per l’effetto dell’illuminazione, sia indispensabile per realizzare un’illuminazione di alto livello. Preparando i prototipi in scala naturale con vere sorgenti luminose, esamina l’intensità e il colore della luce, le ombre proiettate sugli oggetti, e l’aspetto estetico dell’apparecchio. Un processo di design così rigoroso porta alla creazione di una forma semplice e funzionale che conferisce ai prodotti la bellezza minimalista della tradizione giapponese. Gli apparecchi di illuminazione di Uchiyama che sono creati tramite un calcolo preciso della luce, sono la conferma della sua filosofia del design. Ha vinto l’iF Award in Germania e il Good Design Award in Giappone per i design che ha creato dal suo talento unico.