Cristian Malisan

Nasce a Udine (Italia) nel 1975. Studia l’arte dei metalli e dell’oreficeria presso l’Istituto d’Arte di Udine. Collabora con diversi atelier di oreficeria dove apprende le tecniche artigianali. Entra all’Università di Architettura di Venezia dove frequenta lo studio di Augusto Romano Burelli e Paola Gennaro. Nel 2002 inizia una lunga collaborazione nello studio di Enrico Franzolini nel campo dell’architettura e della progettazione di prodotti e interni. È in questo periodo di collaborazione che vince il concorso per la progettazione dell’area esterna e della sala principale dell’Hypo Alpe Adria a Klagenfurt (Austria). Nel 2004 si laurea in Disegno Industriale presso l’Università IUAV di Venezia dove in questi anni di formazione vince il concorso promosso da “Smartech Italia” di un progetto barbecue. Nel 2004 partecipa a Mostre Internazionali sul settore del design, come “S Key” (coordinato da M. De Lucchi alla Triennale di Milano, dove presenta un prodotto realizzato da Andrómeda Murano) e “Est-Est-Est” (evento parallelo a Promosedia). Nel 2006 apre il proprio studio a Udine, dove si occupa di progettazione di prodotti, spazi commerciali/espositivi e graphic design. Attualmente collabora con aziende del settore del mobile come Accademia, Adotta, Bross e Potocco.

Javier Pastor

Sergio Calatroni

Lawrence Weiner

Lawrence Weiner, una delle figure centrali nella formazione dell’arte concettuale, negli ultimi cinque decenni ha studiato forme di visualizzazione e distribuzione che sfidano i presupposti tradizionali sulla natura dell’oggetto d’arte. Il suo mezzo principale sono state le sculture murali che consistono in lettere dipinte non descrittive, con gli elementi descritti nei suoi testi che fungono da materiale. Le sue opere sono nelle collezioni del Museo Solomon R. Guggenheim, New York; la National Gallery of Art, Washington, DC; il Centre Georges Pompidou, Parigi e la Tate Gallery, Londra, tra gli altri. Mostre selezionate: Pérez Art Museum, Miami; Museo Stedelijk, Amsterdam; Museo Nivola, Orani e Museu d’Art Contemporani de Barcelona.

Fulvio Bulfoni

Gaëlle Lauriot-Prévost

La carriera di Gaëlle Lauriot-Prévost è strettamente legata a quella di Dominique Perrault, che concepisce e supervisiona tutti i progetti dello studio in qualità di direttore artistico. Il lavoro di Dominique Perrault è anche quello di Gaëlle Lauriot-Prévost, frutto di una collaborazione reciproca che dura da oltre vent’anni.Formatasi alla scuola Camondo, Gaëlle Lauriot-Prévost si è unita a Dominique Perrault nel 1989, un anno dopo il diploma. Per oltre vent’anni Gaëlle Lauriot-Prévost ha partecipato attivamente alla progettazione e allo sviluppo dei più grandi progetti dello studio: la Biblioteca Nazionale di Francia, il Velodromo e la Piscina Olimpica di Berlino, la Corte di Giustizia Europea e il Centro Olimpico di Tennis di Madrid o l’Università Ewha Womans di Seoul, premiata con numerosi riconoscimenti.I suoi interni invitano a un’immersione introspettiva nel cuore dell’edificio che non sempre si riflette sugli esterni. Riflettono le intenzioni dell’architetto in una scala intima, rimanendo sempre umani. In qualità di direttore artistico dello studio, svolge un ruolo fondamentale nell’assicurare la qualità architettonica di tutti i progetti, in quanto i suoi requisiti non sono solo tecnici e artistici, ma anche umani.

Élise Fouin

Classe 1979, Élise Fouin vive e lavora a Parigi. Dopo essersi diplomata all’École Boulle, è stata nominata «talent à la carte» a Maison & Objet nel 2010. Ha anche esposto lavori nella mostra «in Vitro/ Génération Boulle» per VIA Paris prima di essere integrata nel Pavillion Français durante la fiera “100% Design” a Londra. Nel 2011 ha partecipato alla mostra «Lampes Tempête» per Designer’s Days, seguita nel 2012 da «L’Emoi du Design» al museo Matadero di Madrid. Nel 2013 Élise Fouin ha partecipato al Design Tour, oltre che alla Design Biennale di Saint Étienne.

Pio Manzù

Pio Manzù, pseudonimo di Pio Manzoni, nasce a Bergamo nel 1939, ed è già un talento promettente del design italiano, quando perde la vita in un incidente d’auto nel 1969, a soli 30 anni. La sua breve ma intensa carriera nel mondo del disegno industriale ha comunque lasciato il segno. Cresce in un ambiente nel quale si respirano l’arte, la manualità, l’alchimia che trasforma i materiali, essendo figlio del celebre scultore Giacomo Manzù. Dopo gli studi classici a Milano, nel 1960 si trasferisce a Ulm, in Germania, per studiare disegno industriale alla Hochschule für Gestaltung. Il giovane Pio si distingue subito per il prodigioso talento, vincendo a soli 23 anni il concorso internazionale organizzato dalla rivista Année Automobile di Ginevra, con il progetto dell’auto Austin Healey 3000. Il prototipo, costruito dalla Carrozzeria Pininfarina ed esposto lo stesso anno al Salone di Torino e a quello di Londra, rivela in parte l’approccio visionario e innovativo di Pio Manzù al design. Nel suo intento di sviluppare veicoli originali e allo stesso tempo funzionali ed ergonomici, svolge una continua ricerca che coniuga caratteristiche tecniche e valori formali.Tra premi, riconoscimenti, la redazione di articoli e l’incarico da assistente all’università, Pio Manzù prepara la sua tesi di laurea, dal titolo “Design di un trattore da 80 CV”, per il quale mette a punto un innovativo sistema di sicurezza. Ottenuto il diploma di laurea nel 1964, crea il gruppo progettuale Autonova, impegnato nella ricerca sui materiali e sui processi produttivi nel campo delle autovetture. Con Autonova realizza i prototipi Autonova GT e la monovolume Autonova Fam, caratterizzata da un volume generoso all’interno e dalla presenza di 5 porte. Quest’ultimo progetto attira l’attenzione dell’ingegnere Dante Giacosa della FIAT, il progettista della Nuova 500, premio Compasso d’Oro ADI nel 1957. Per il giovane designer è l’inizio della collaborazione con l’azienda torinese, nonostante la politica di opposizione dei vertici verso le consulenze esterne. Dal 1967, anno in cui entra nella giuria del Compasso d’Oro, e fino al 1969, anno della sua prematura scomparsa, realizza per FIAT i prototipi del City Taxi, dell’Autobianchi Coupé e della FIAT 127, messa in produzione postuma nel 1971.Nel campo del design di prodotto, Pio Manzù intreccia collaborazioni con importanti brand per i quali firma oggetti divenuti iconici. Oltre a consulenze per Piaggio e Olivetti, realizza per Kartell un contenitore multiaccessorio da scrivania in plastica, oggi ricercatissimo dai collezionisti. Per Alessi disegna l’orologio Cronotime, il primo orologio italiano a transistor, esposto nella collezione permanente del MoMA di New York e ancora oggi presente nel catalogo dell’azienda. Alcuni progetti rimasti sulla carta, schizzi e prototipi, sono stati poi editati e prodotti postumi. Tra questi, la celeberrima lampada da terra Parentesi, della quale Achille Castiglioni, allora art director di Flos, ricevette i disegni da parte della vedova del giovane designer. Castiglioni modifica il corpo luminoso, mantenendo l’innovativo concetto del cavo appeso al soffitto, e teso da un peso agganciato alla base. Flos lanciò la lampada Parentesi sul mercato con la firma di entrambi nel 1971. Vincitrice del Compasso d’Oro ADI nel 1979, la lampada Parentesi è ancora oggi uno dei best sellers di Flos.Tra i documenti attualmente raccolti nell’archivio della GAMeC (Galleria d’arte moderna e contemporanea di Bergamo), si trovano alcuni progetti che hanno suscitato l’interesse di Renato Stauffacher, leader di Alias Design. Nella collezione Manzù dell’azienda bergamasca troviamo oggi Manzù Black, edit di un sedile ergonomico per autovettura progettato dal designer nel 1967, e i tavoli Manzù 08A, Manzù 08B e Manzù 08C, in origine destinati a casa Agnelli a Roma.

Eva Herdin

Jorge Herrera

Jorge Herrera è nato nel 1976 a Las Palmas de Gran Canaria, Spagna. Il 2008 rappresenta il punto di svolta nella carriera di Jorge Herrera con la creazione del suo studio indipendente. All’inizio della sua carriera Jorge Herrera lavora per aziende come Alfa Romeo, Arkoslight o Donaliving, il che significa una formazione globale e multidisciplinare che gli consente di approfondire ulteriormente tutti i settori del processo creativo e tecnico del design. Jorge Herrera Studio è stato fondato con un forte senso per i processi semplici, i dettagli e la passione.Dal 2009 lo Studio lavora in stretta collaborazione con Flos, impegnandosi in numerosi progetti con l’azienda italiana in aree quali l’immagine aziendale, lo sviluppo del prodotto e il marketing. Frutto di questa unione sono le App luminose (Red Dot Award 2012, Good Design Award 2012 Idea Award 2013), GO-IN (Red Dot Award 2013) e Find Me (Red Dot Award 2013). Verso la fine del 2013 The Studio diventa Art Director in prima linea di Stratta, creando l’intera immagine del marchio e disegnando le sei collezioni di mobili di punta dell’azienda spagnola.Jorge Herrera è docente ospite presso l’Istituto Europeo di Design (I.E.D) di Madrid, dove conduce regolarmente dei workshop. Nello stesso periodo avviene il salto definitivo verso l’arena internazionale. La partecipazione a fiere ed eventi porta a contatti e progetti per aziende in Svezia, Italia e Giappone…

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