Filip Streit
Salih Teskeredžic ha conseguito la laurea presso la Facoltà di Architettura di Sarajevo nel 1987 e il Master in Product Design, presso l’Accademia di Belle Arti di Sarajevo nel 2003. Il professore universitario Salih Teskeredžic insegna Design industriale dal 2004 e dal 2006 è capo del dipartimento di Product Design presso l’Accademia di Belle Arti di Sarajevo e visiting professor presso la Facoltà del Politecnico di Bihac e della Facoltà di Ingegneria Civile di Sarajevo. Nel 2000 fonda il suo primo studio di design e architettura a Vienna, e nel 2007 fonda lo studio AD ARTE a Sarajevo. L’obiettivo principale degli studi è quello di dedicarsi al design del prodotto, all’interior design e all’architettura.Le sue opere sono state prodotte in diversi paesi europei: Austria, Danimarca, Italia e Germania, oltre che in Bosnia ed Erzegovina. Ha esposto in diverse fiere tra cui Milano, Colonia, Parigi, Copenaghen, Vienna, Ulm, Zagabria, Belgrado, Sarajevo, nonché nelle mostre personali: Design+Architektur a Vienna nel 1999, Sarajevo 1997 e 2001.
Carlo Nason proviene da una delle più antiche famiglie di vetrai muranesi. Ha sempre dimostrato un’attitudine alla progettualità innovativa, intuendo in anticipo che una materia come il vetro di Murano, ricca di storia e tradizione, poteva essere un formidabile veicolo per espressioni progettuali caratterizzate da sorprendenti novità. Un talento straordinariamente espressivo alimentato da una continua “lotta interiore”, la costante ricerca del miglioramento accettando con umiltà i propri limiti imposti in primis dal “design” stesso che in quanto tale non è un’espressione artistica e che il mercato deve consacrare. Nel corso della sua carriera, Nason ha collaborato con diverse aziende legate al mondo del vetro. Ha scelto de majo per creare una bellissima lampada da terra rigorosamente moderna: Bilbao- una creazione di altissima qualità a livello di design e per l’importanza del designer.
Per Céline Wright, «il lavoro fatto a mano è l’unica energia umana non inquinante.» Tutti i suoi oggetti fatti a mano sono creati fondendo tecniche ancestrali utilizzando materiali naturali e non inquinanti, richiedendo diversi tipi di manipolazioni speciali. Ogni lampada è un pezzo unico: una delle sue lampade a forma di nuvola, ad esempio, è modellata e strutturata a mano, e può essere composta da più di 2000 fasce di carta. Utilizzando solo un pennello, la sua realizzazione può richiedere fino a 4 giorni di lavoro.Celine Wright riabilita la reputazione della carta, questo “materiale dimenticato” nella nostra società industriale. Washi, carta giapponese che si distingue per il suo bianco, possiede numerose virtù poco conosciute in Europa: resistente e traslucida, permette di creare enormi luci con un’estrema leggerezza; Cirrus, una luce di 2m20 pesa meno di 5kg. Delicato e funzionale, illustra perfettamente la favola della quercia e del giunco, l’apparente fragilità della carta non lascia trasparire la sua resistenza.
Marco Merendi è nato a Faenza il 2 maggio 1968 da mamma ceramista olandese e padre albergatore romagnolo, ereditando dal nonno materno, dirigente philips, la passione e la curiosità per l’elettricità domestica. Si laurea in Architettura presso la Facoltà di Architettura di Firenze nel 1996 con una tesi in disegno industriale in collaborazione con il Team Minardi Formula 1. Appena laureato si trasferisce per un periodo ad Amsterdam dove collabora con lo studio ‘LITE: daglicht / kunstlicht adviezen’ occupandosi della realizzazione di oggetti luminosi e della progettazione illuminotecnica di grandi spazi.Prima di trasferirsi a Milano, progetta gli interni dei bilici della Minardi Formula 1 e del Team Honda Gresini, sfruttando la passione per il mondo dei motori e del wind-surf ai fini di conoscere e sperimentare sempre nuovi materiali e tecnologie. Ha collaborato con lo Studio Cerri e Associati e con lo studio Ivana Porfiri nella progettazione di interni di yacht, gallerie d’arte, allestimenti, oggetti di design ed abitazioni private. Ha fatto il consulente per Artemide, azienda leader del settore illuminotecnico, occupandosi di design e di ricerca e sviluppo prodotti.Vive e lavora a Milano dove la sua ricerca ed i suoi interessi spaziano continuamente tra architettura, design, luce e comunicazione. Collabora con aziende come: Lavazza, Gruppo Pentole Agnelli, FontanaArte, Viabizzuno (con la quale ha vinto a Francoforte il premio ‘Design Plus’ 2002 con la lampada bamboo), davide groppi, Buzzi & Buzzi, Segno, R+Light, RossettiLight, Aluproject, Dovetusai, MDF Italia, Rapsel, Nito e Danese Milano. Insegna Industrial Design alla Scuola Politecnica di Design (SPD) di Milano.
Kazuhide Takahama nasce in Giappone nel 1930 e dopo aver completato gli studi in Architettura a Tokyo, inizia a lavorare nello studio di Kazuo Fuioka. Nel 1957 viene in Italia per visitare la Triennale di Milano dove conosce Dino Gavina con cui lavorerà per molti anni. Nel 1963 si trasferisce a Bologna ed entra in contatto con i più attivi designer italiani dell’epoca. Sviluppa un proprio lessico stilistico ben definito in un clima di profusi scambi culturali. I mobili che disegna sono caratterizzati da linee pulite e sobrietà formale. Nelle sue opere i segni della cultura orientale in cui si è formato si sovrappongono a tratti della cultura occidentale in cui è stato immerso. Nel febbraio 2010, all’età di 80 anni, Kazuhide Takahama muore improvvisamente.
Nato in Borgogna (Francia) nel 1880, Xavier Pauchard è figlio e nipote di un conciatetti di zinco. Ha fondato una fabbrica di articoli per la casa che ha integrato una grande innovazione in Francia: l’uso della zincatura a caldo. Questa tecnica protegge i manufatti in ferro dall’ossidazione immergendoli in un bagno di zinco fuso a 450°C. Appassionato di metallo, ha impiegato anni per perfezionare la sua padronanza del ferro e poi dell’acciaio, fino a dargli la forma che desiderava. Visionario, ha disegnato mobili standard che fossero pratici, modulari e commerciabili. Nel 1925 creò l’iconica Chair A, seguita da altri pezzi come Chair T37, il tavolo KUB e molti altri. Nel 1927 registra un marchio per la sua azienda di mobili in metallo e nasce TOLIX. I suoi figli lo seguirono nell’attività e disegnarono altri pezzi come Table 55 e Armchair A56.
Sébastien Cordoleani è un designer francese, nato nel 1978, che vive e lavora tra Barcellona, Aix-en-Provence e Parigi. Dopo essersi diplomato all’ENSCI nel 2004, ha iniziato a lavorare in uno studio svolgendo diverse forme di ricerca nel campo del design prima di entrare a far parte del team dello studio di Andrée Putman. Nel 2006 ha iniziato a lavorare al fianco di Frank Fontana, per poi aprire il proprio studio nel 2010. Il suo lavoro cerca di creare un’articolazione tra la ricerca sperimentale incentrata sull’importanza dei processi inerenti alla progettazione e l’affermazione della necessità essenziale che il design sia incentrato sull’uso. Il suo lavoro comprende prodotti industriali, mobili e lavori sullo spazio, dagli studi investigativi iniziali alla produzione dell’opera finita.Parallelamente alle collaborazioni con Audi, Ricard, Moustache, Gandia Blasco e Cinna, ha continuato a sviluppare il progetto “Materiali per il pensiero” (Matières à penser) iniziato nel 2006 e basato sull’osservazione dei materiali e sul savoir-faire. Questo lavoro ha dato vita a collaborazioni regolari con una vasta gamma di artigiani e produttori, come Selaneuf, la Manufacture de Sèvres, il produttore di dolci Papabubble e diversi artigiani di grande talento sia in Messico che in Giappone. Questo approccio è stato riconosciuto in diverse occasioni: ha ricevuto il Grand Prix per la Creazione dalla città di Parigi nel 2005, è stato in residenza a Villa Kujoyama a Kyoto nel 2007 ed è stato il vincitore dell’Audi Talents Awards e del Grand Prix Design Parade 03 a Villa Noailles nello stesso anno.