Mauro Saito
Sebastiano Canzano nasce a Bari nel 1971 e si laurea con il massimo dei voti presso l’Istituto Universitario di Architettura di Venezia con una tesi dal titolo ‘Un Museo d’Arte Contemporanea per bambini’. Durante il percorso universitario, la formazione presso il Prof. Raymond Perrachon a Marsiglia e presso il Prof. Umberto Tubini a Venezia è stata fondamentale ai fini della creazione della sua identità espressiva. Dopo una serie di esperienze lavorative svolte tra Londra, Lipsia e Marsiglia, nel 2001 apre il suo studio a Bari: da allora lo studio ha accumulato esperienza nel gestire un progetto dal concept fino al dettaglio di piccola scala, sia in Italia sia all’estero.La ristrutturazione in Puglia e nel mondo di edifici storici e ville, così come la realizzazione di appartamenti, uffici e case di alto livello costituiscono solo una parte dei numerosi progetti in cui Sebastiano Canzano è coinvolto. Sebastiano Canzano è infatti attivo anche nel real estate market: in qualità di property hunter cerca e seleziona i migliori immobili sul mercato pugliese fornendo ai suoi clienti un servizio completo chiavi in mano.Ogni progetto è frutto di un lungo studio del concept al fine di rendere gli spazi oasi accoglienti, in armonia con tutti gli elementi presenti. L’essenzialità è la costante di ogni progetto: l’intento è quello di rimuovere il superfluo, senza intaccare il nucleo delle cose. In tal senso la luce gioca un ruolo chiave: spazi, finiture, mobili sono concepiti tenendo a mente il fondamentale contributo di tale elemento. La simmetria è il tratto essenziale dei progetti di Sebastiano Canzano, cardine di tutti concept. Insieme a Francesco Marella fonda Archimake, un open box dove architettura, design e arte coesistono sinergicamente. Un network di professionisti pensato per essere un booster di relazioni e competenze.
Progettazione civile ed industriale, sia pubblica che privata; una parte dello studio si occupa di arredementi per interni.
Studio di progettazione architettonica, paesaggio e design per una committenza sia pubblica che privata. L’attivita’ professionale e’ abbinata ad un’attivita’ didattica e di ricerca universitaria.
Matteo Thun, il cui nome completo è Mathäus Antonius Maria Graf von Thun und Hohenstein, è un designer e architetto italiano, nato nel 1952 a Bolzano. Cresce in un contesto familiare particolarmente fecondo essendo i genitori i conti altoatesini Lene e Otmar Thun, fondatori nel 1950 a Castel Sant’Antonio dell’azienda Thun specializzata nella produzione di oggetti in porcellana e ceramica. A differenza del fratello minore Peter non segue l’azienda ma intraprende un percorso formativo che lo vede iscriversi prima all’Accademia di Salisburgo, dove ha come docenti gli artisti Oskar Kokoschka ed Emilio Vedova, e poi alla facoltà di Architettura di Firenze dove nel 1975 si laurea con l’architetto Adolfo Natalini. Dopo alcuni anni e un lungo viaggio negli Stati Uniti si trasferisce a Milano, dove nel 1980 inizia a lavorare nello studio Ettore Sottsass Associati con Aldo Cibic e Marco Marabelli. Nel 1981 fonda, con Ettore Sottsass Jr., Hans Hollein, Arata Isozaki, Andrea Branzi e Michele de Lucchi, il gruppo Memphis, collettivo italiano di design e architettura attivo fino dal 1987 divenuto un brand internazionale, che si afferma sulla scena postmoderna degli anni Ottanta in opposizione alle tendenze minimaliste del design anni Settanta, da loro considerate senza personalità in opposizione a progetti caratterizzati dall’uso di colori brillanti e di linee audaci e un sapiente recupero del kitsch.Nel 1982 inizia a insegnare Design Industriale e Ceramica presso la Universität für angewandte Kunst (Università di arti applicate) di Vienna. Nel 1984 decide di fondare il proprio studio di architettura e design multiculturale con sede a Milano e a Monaco di Baviera dedicandosi alla progettazione, spaziando dall’architettura al design industriale fino alla comunicazione; il suo lavoro si caratterizza per l’approccio umanista, attento all’uso dei materiali e sempre rivolto ai valori della sostenibilità. Dal 2001 viene affiancato dal socio Antonio Rodriguez. Tra le opere di architettura realizzate si ricordano: la casa prefabbricata “O Sole Mio” del 1990; gli hotel di lusso Vigilius Mountain Resort sul Monte San Vigilio vicino a Lana in Alto Adige, il Side Hotel Hamburg ad Amburgo in Germania, il Waldhotel Health & Medical Excellence a Merano in Svizzera, il progetto per IntercityHotel, celebre catena di hotel tedesca, che Matteo Thun definisce esempio del “Three Zero Concept” in cui il fine è quello di applicare i principi di chilometro zero, zero waste, e zero CO2. Oltre a hotel e strutture per l’accoglienza, Matteo Thun firma progetti come: il Davines Village in collaborazione con Luca Colombo, sede e fabbrica dell’azienda italiana Davines alle porte di Parma, che si sviluppa su una superficie di 80.000mq e che coniuga bellezza e sostenibilità reinterpretando le forme rurali tradizionali della zona; e ancora l’ospedale pubblico specializzato in ortopedia Waldkliniken a Eisenberg in Germania, in cui ripensa il modo di realizzare i luoghi di degenza in armonia con il contesto circostante.Rifiutando l’idea che il design possa essere mero “gusto estetico” promuove un approccio “ZERO Design” ovvero perseguendo l’ideale di una forma al servizio della semplicità e della immediata intuizione d’uso da parte del fruitore. Fin dagli esordi con il Gruppo Memphis, per cui ha disegnato diversi oggetti, Matteo Thun è rimasto ancorato alle origini e soprattutto al disegno di ceramiche per interni, a partire dai primi lavori come i lampadari Santa Fe, Santa Ana e Santa Monica, il gruppo di contenitori e coppe della serie Nefertiti degli anni Ottanta fino alla tazzina disegnata per Illy in occasione del Salone del Mobile di Milano del 2019. Il suo lavoro spazia dalla rubinetteria ai divani, passando per luci e per le ceramiche: per Matteo Thun il design di prodotto deve riflettere l’anima del marchio e deve essere costantemente al servizio della quotidianità. Negli anni Novanta viene chiamato alla direzione artistica di Swatch; parallelamente collabora con numerose aziende, tra cui: Alessi, Antrax, Artemide, Baxter, Bulgari Orologi, Campari, Casamania&Horm, Désirée Divani, Driade, Duravit, Ethimo, Falper, Fantini Rubinetti, Geberit, iGuzzini, Inda, iSimar, Jaquar, Klafs, Lavazza, Leucos, Olimpia Splendid, Panzeri, Raspel, Riva 1920, Simes, Tiffany, Valli&Valli, Venini, VitrA Bathrooms, Wittmann, Zucchetti. E non manca la collaborazione con l’azienda di famiglia Thun.Matteo Thun riceve tre volte il Compasso d’Oro dell’ADI per l’Eccellenza nel Design nel 1987, 1989 e 1991; nel 2010 ritira il Wallpaper Design Award. Vince il Good Design Award 2011 per Onto, Duravit, il Simon Taylor Award 2011 alla Carriera della rivista Designer e il Green Good Design Award 2011 per Isy System, Zucchetti. Nel campo dell’architettura e del design d’interni, il suo Side Hotel di Amburgo viene nominato Albergo dell’Anno nel 2001, il rifugio di montagna Vigilius vince il Wallpaper Design Award nel 2004 e nel 2005 il Radisson SAS di Francoforte è decretato il miglior albergo aperto nell’anno dai Worldwide Hospitality Awards. Nel 2007 riceve il Prix Acier Construction per la Hugo Boss Strategic Business Unit in Svizzera. Nel 2004 Matteo Thun è ammesso alla Interior Hall of Fame di New York ed è membro della RIBA, la Royal Association of British Architects.
David Adjaye OBE, Principal Architect di Adjaye Associates, è uno dei principali architetti della sua generazione. Descritto come un architetto con la sensibilità di un artista, il suo uso ingegnoso dei materiali e la messa in mostra della luce hanno definito il suo lavoro da quando ha fondato il suo studio nel 2000. È nato in Tanzania nel 1966 e ha vissuto in diverse città del continente africano fino a quando stabilendosi a Londra all’età di tredici anni. Dopo aver ottenuto un B.Arch. alla London South Bank University, si è laureato con un Master in Architettura al Royal College of Art nel 1993, dove ha vinto la RIBA Bronze Medal. I progetti sono stati diversi per scala, pubblico e area geografica.Comprendono numerose case private, mostre e padiglioni, nonché importanti centri artistici e importanti edifici pubblici in Europa, Nord America, Medio Oriente, Asia e Africa. Questi dimostrano il suo approccio ponderato alla comprensione delle esigenze del collegio elettorale servito da ciascun edificio e il rispetto per la loro integrazione – culturale e architettonica – all’interno del locale esistente. Le opere civiche completate sono: due biblioteche di quartiere a Washington DC; Scuola di gestione di Mosca SKOLKOVO; Il Bernie Grant Arts Center di Tottenham; il Museo di Arte Contemporanea di Denver; Rivington Place – un centro di arti visive a Londra; Lo Stephen Lawrence Center di Lewisham; il Nobel Peace Center di Oslo; e gli Idea Store di Chrisp Street e Whitechapel, due nuove biblioteche pionieristiche nel quartiere londinese di Tower Hamlets.La sua più grande commissione è il progetto per progettare il National Museum for African American History and Culture dello Smithsonian Institution nel National Mall di Washington DC, che è in costruzione. Sul posto c’è anche il progetto di edilizia sociale Sugar Hill nell’Harlem di New York, un complesso commerciale e artistico a uso misto a Beirut, in Libano, e un concept store a Lagos, in Nigeria. Nel Regno Unito, sta lavorando a una serie di progetti tra cui un nuovo “hub della moda” a Hackney, Londra. I progetti in Ghana includono il Princes Town Resort a cinque stelle, l’Elmina College e lo sviluppo residenziale di Roman Ridge Gardens.
Maurizio Angelillis, architetto e designer, nel 2009 fonda lo studio professionale con il nome di “Map – Maurizio Angelillis Progetti”, sviluppando la passione per il design industriale e rendendola un’attività professionale parallela a quella dell’architetto; ha maturato attitudini in molteplici aree di attività, interessando varie scale di intervento, dall’elaborazione di sistemi urbanistici fino all’ingegnerizzazione di prodotto, scommettendo, di volta in volta, sull’energia e la collaborazione con altri studi di progettazione, nell’idea di un grande gruppo in costante mutazione. Tutt’ora partecipa a concorsi di progettazione di architettura e design industriale affrontando temi più svariati, attento da sempre alle qualità ambientali nell’architettura, nel design e nella mobilità urbana.
Christoph Ingenhoven è nato a Düsseldorf nel 1960; ha studiato architettura presso l’Università Tecnica del Reno-Westfalia di Aquisgrana e un anno all’Accademia d’Arte di Düsseldorf. Nel 1985 ha fondato lo studio di architettura Ingenhoven Architects a Düsseldorf. Oltre all’attività di progettista, è membro della giuria, esperto e relatore in numerosi concorsi, tiene discorsi in tutto il mondo ed è membro dell’Ordine degli Architetti della Renania Settentrionale-Vestfalia, del BDA (Federal German Architects) e del RIBA, Royal Institute of British Architects. Christoph Ingenhoven può senza dubbio essere definito “Star-Architect”. Lui e il suo rinomato studio di architettura Ingenhoven Architects, che attualmente conta circa 70 dipendenti, sono stati insigniti di importanti premi internazionali per il design di edifici e prodotti. Ingenhoven si è fatto conoscere per il riuscito connubio tra ecologia e tecnologia.