Daniel Duarte

Jader Almeida

Fabrizio Citton

Designer e fondatore di Arter&Citton, uno studio di architettura e design. Il suo lavoro di progettazione si estende a vari campi, come l’architettura, il design, l’interior design, la comunicazione e la vendita visiva.

Junya Ishigami

Enfant prodige dell’architettura giapponese, Junya Ishigami nasce nella prefettura Kanagawa nel 1974, e si laurea in Architettura e Pianificazione alla Tokyo National University of Fine Arts and Music nel 2000.Inizia la sua carriera presso lo studio SANAA prima di aprire il proprio studio junya.ishigami+associates nel 2004. Tra i suoi progetti più interessanti: Table, un tavolo in acciaio lungo 10 metri e con un piano di pochi millimetri che oscilla, progettato nel 2005, Balloon un pallone aerostatico fuori scala presentato nell’ambito di una mostra sugli spazi del futuro al Museo di Arte Contemporanea di Tokyo nel 2007, lo spazio polifunzionale per il campus del Kanagawa Institute of Technology a Tokyo sempre nel 2007 e l’allestimento del Padiglione Giapponese della Biennale di Architettura di Venezia nel 2008.A settembre 2010, la giuria della 12. Mostra internazionale di Architettura di Venezia assegna a Ishigami il Leone d’0ro per il miglior progetto. “Architecture as air: study for chateau la coste” è un’installazione che esplora una nuova forma di trasparenza e trascende i concetti di leggerezza e materia, segni distintivi della cifra progettuale dell’architetto giapponese.

Anthony Duffeleer

L’architetto fiammingo Anthony Duffeleer dirige l’agenzia Frap con sede ad Anversa insieme all’architetto Freia Rombouts. Il duo è specializzato in product design e architettura. Oltre a questo, Duffeleer è l’iniziatore di Xala, una collezione di must-have per la casa e il giardino. Come designer, è particolarmente interessato alla ricerca del giusto metodo di produzione. Nel 2010 ha progettato un originale divisorio per BuzziSpace, chiamato BuzziPlant.

Jean-Philippe Nuel

Dall’interior design del primo hotel Baccarat a DubaL a un hotel Taj in India, da Le Grand Baicon, un boutique hotel a Tolosa, alla riconversione del Palais de Justice a Nantes, Jean-Philippe Duel ha dato il suo nome a una successione di progetti originali, ognuno diverso dall’altro. Il fattore comune è che sono tutti hotel di lusso, un settore in cui Jean-Philippe Duel si è affermato negli ultimi anni come uno dei nuovi nomi più rispettati a livello internazionale. Architetto di fama, a volte viene convinto ad allontanarsi dal suo campo di attività principale per dedicarsi ad altri tipi di progetti, come appartamenti privati, showroom (la galleria De Dietrich / Pierre Gagnaire e quella di Lellevre), boutique (il flagship store Pole a Tokyo) o l’allestimento del Salon Meuble Paris. Architetto di formazione, il successo nella sua carriera non è stato casuale. È nato nell’est della Francia in una famiglia in cui due dei suoi zii erano architetti e i suoi genitori appassionati di decorazione e design.”Tra le pile di riviste di interior design che avevamo in casa, c’erano oggetti che oggi sono diventati alcuni dei grandi classici del design, come un tavolo e delle sedie di Saarinen, una lampada Arco di Castiglioni e la lampada Pipistrella di Aulenti. È piuttosto divertente sapere che oggi potrei usare questi stessi oggetti in ambienti che sarebbero ancora considerati del tutto contemporanei”. Jean-Philippe Nuel ha seguito la tradizione familiare studiando architettura, presso il Beaux Ads (1JP4) di Pads. Tuttavia, non si è fatto illusioni quando ha iniziato la sua carriera professionale dopo aver conseguito la laurea.

Irene Goldberg

Nata in Venezuela nel 1970, Irene si è trasferita in Israele nel 1983, e si è laureata alla Mackintosh School of Architecture di Glasgow nel 1997. Ha lavorato con Pitsou Kedem Architects tra il 2005 e il 2017, seguendo gli schemi progettuali e lo sviluppo del concept di molti progetti dello studio, inclusi quelli degli spazi commerciali. Nel 2014, Irene e Pitsou hanno fondato il brand OBJECT – small scale design – una collaborazione nella quale i due creano oggetti di utilizzo giornaliero che completano le architetture che costruiscono. Dal 2018, Irene è l’unica titolare del marchio.Nel 2017 Irene fonda Baranowitz Goldberg Architects con Sigal Baranowitz. L’esperienza di ampio respiro delle due fondatrici, che si esplica in diversi campi del design, permette al lavoro dello studio di spaziare attraverso tutti i gradi della progettazione. Che sia un oggetto o un edificio, trovare la scintilla che inneschi il processo creativo è ciò in cui si basa il loro lavoro.

Edoardo Gherardi

Edoardo Gherardi è nato nel 1973 e si e laureato nel 1999 presso lo IUAV di Venezia. Ha fondato gherardiarchitetti nel 2000 a Treviso e Castelfranco Veneto. Ha vinto il terzo premio Young & Design nel 2006 e nel 2007, l’Iconic Award nel 2017 (Product – Best of the best) e il German Design Award nel 2018 (Excellent Product Design) per il rubinetto Regolo, il German Design Award nel 2020 (Excellent Architecture) per il Museo di Santa Caterina e la Nuova Sede Ascom, l’Iconic Award nel 2020 (Innovative Architecture) per villa MB e per il Museo di Santa Caterina, il Premio In-Architettura 2020 (Veneto) e l’A’ Design Award 2021 (Silver Winner) per il Museo di Santa Caterina, il Premio Architettura città di Bassano 2021 (secondo posto) per villa MB, il BIGSEE Wood Design Award 2021 per villa MB, l’Iconic Award nel 2021 per Diemme Academy.E’ stato selezionato per il Premio Compasso d’Oro nel 2018. Dal 2021 é art director di Varaschin ed é art director di diverse aziende nel settore dell’arredo. Opera in molti settori, dalla progettazione urbana all’interior, al design del prodotto e a quello navale. Segue l’allestimento delle principali mostre d’arte in Italia dell’ultimo decennio e si occupa di molteplici progetti anche in diversi paesi esteri, tra i quali Svizzera, Lussemburgo e Qatar, per citarne alcuni. Nel 2021 è stato invitato a partecipare alla XVII Biennale di Architettura di Venezia 2021 con la mostra “Escapology”.

Gianluigi Landoni

L’architetto Gianluigi Landoni si è laureato in architettura al Politecnico di Milano ed è iscritto all’Albo professionale degli Architetti della provincia di Varese. Nel ‘85 ha partecipato alla fondazione del gruppo di tendenza di design “Amalgama”. Dall’88 al ‘90 project manager presso lo studio di Rodolfo Bonetto. Dal 1991 è partner nello studio Progetica Design dove svolge attività di ricerca e sviluppo del disegno industriale approfondendo i temi del product design.Dal 2001 svolge l’attività professionale in proprio come consulente ad aziende “design oriented”in vari settori produttivi. Si occupa parallelamente d’allestimenti e realizzazioni per aziende di arredamento nel settore alberghiero e commerciale.Ha inoltre partecipato a mostre e concorsi, ricevendo premi e riconoscimenti, non ultima la segnalazione all’edizione 1991 del Compasso d’oro e successivo Premio Compasso d’oro nell’edizione del 1998.Ha svolto attività didattica presso l’International College of Design e l’Istituto Europeo di Design (IED) Milano.La curiosità e il desiderio di approfondire le proprie ricerche creative hanno portato a lavorare nei vari comparti produttivi, collaborando con aziende di fama internazionale tra cui: Artnova, Boffi, Bottarini, Candle-FontanaArte, Carmenta, Colombo Design, Con&Con Confalonieri, Contardi Lighting, LG Chem, Cristina Rubinetterie, Desalto, Dessié, Discipline, Emmebi Design, Frastema, Frauflex, F.lli Guzzini, Givilla, Halifax, Nitoarredamenti, Penta, Pirovano Bagni, Porada, Potocco, Quattrifolio, QDMagistroLab, Rapsel, Ravarini&Castoldi, Sovet, Sphaus, Tato, Teknai, Texturae-Karpeta, TCI-Philips, Vibieffe, Zambaiti.

Emanuele Svetti

Emanuele Svetti nasce a Cortona nel 1976 e, dopo aver completato la formazione alla Facoltà di Architettura di Firenze specializzandosi in Disegno Industriale sotto la guida del Maestro Roberto Segoni, fonda nel 2004 Studio Svetti Architecture.Inizia così un percorso di ricerca e approfondimento tecnico-progettuale, che esula dalla teoria e dal disegno, rivolto alla riscoperta dell’artigianalità e alla ricerca di nuovi materiali da poter applicare alla produzione industriale, o di elementi della tradizione da reinterpretare in chiave moderna in quello che ama definire “New Tuscan Style”.Da subito muove i primi passi nel mondo dell’interior interagendo con numerose aziende del settore del mobile e del contract per le quali cura il design di prodotto e la strategia di mercato.Sono questi anni fondamentali per la sua formazione professionale nel corso dei quali si distingue presto per il suo eclettismo e per il suo approccio alla progettazione che varia con naturalezza da quelli che lui definisce “macroprogetti” al design d’oggetto.Nella sua concezione antitradizionale fonde tendenze moderne a stili tipici della moda e del design, combinando, alla rigorosità spaziale, colpi di glamour fatti di sostanza e di colore.I suoi interni sono facilmente riconoscibili per l’essenzialità delle strutture che letteralmente esplodono nel loro dialogo con la materia mettendo l’uomo al centro di tutto. Quell’uomo, la cui anima è profondamente legata alla sua terra, la Toscana, gravida di rimandi alla sua natura e ai suoi colori.

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