Enzo Eusebi

Come progettista, Enzo Eusebi ha unito negli anni un intenso lavoro di studio alla riflessione critica rispetto ai temi dell’architettura sociale e sostenibile; ha tenuto numerose lezioni e conferenze con diversi enti e istituzioni. La sua architettura è caratterizzata da una ricerca formale, che tende a rendere ogni progetto una presenza significativa nello spazio urbano, e da una tecnica rigorosa che fornisce la migliore funzionalità delle strutture, degli impianti e dell’organizzazione degli spazi. La sua duplice formazione di ingegnere e architetto gli ha permesso di mantenersi aggiornato sull’avanzamento delle soluzioni estetiche, in un equilibrio che si rinnova costantemente in tutte le sue opere, e messo in risalto dalle numerose realizzazioni in Italia e all’estero. Tutti questi progetti mostrano un impegno per la tutela dell’ambiente attraverso l’uso e il riutilizzo dei materiali e un’analisi di ricerca che mira a minimizzare l’impatto ambientale.La ricerca alla base di ogni progetto è incentrata sulla funzione e sull’aspetto spaziale e comprende diversi temi come la tecnologia costruttiva, le strategie di pianificazione basate sul controllo ambientale (BIM) e la sostenibilità ecologica (LEED). La multidisciplinarietà diventa così il punto di forza dello studio. Ha ricevuto diversi premi di merito che hanno rafforzato il suo profilo a livello internazionale. Per questo è considerato uno dei designer più interessanti in questo campo. Recentemente, è stato docente a Francoforte (Germania) Light+Building 2016, a Cannes (Francia) MIPIM 2017, a Baku (Azerbaijan) masterclass From Architecture to Exhibition Design 2017, e a Pechino (Cina) per la Design Week 2017.

Mies Van der Rohe

Ludwig Mies van der Rohe è stato uno degli architetti e designer più importanti della storia dell’architettura, annoverato tra i maggiori maestri del Movimento Moderno. Nato nel 1886 ad Aachen, in Germania, si trasferisce a Berlino nel 1905. Nello studio di Peter Behrens, influente architetto membro del movimento indipendente Deutscher Werkbund, ha modo di lavorare al fianco di Le Corbusier e di Walter Gropius. La sua carriera decolla negli anni Venti, con la presentazione di un progetto avanguardistico per un grattacielo sulla Friedrichstrasse, in acciaio e vetro.Mies Van der Rohe si afferma come uno degli architetti tedeschi più influenti, e aderisce a movimenti radicali come il Novembergruppe, il Deutscher Werkbund e il Bauhaus, del quale sarà direttore dal 1932 fino alla chiusura ad opera dei nazisti nel 1933. Nel frattempo, il suo Padiglione Tedesco all’Esposizione Universale di Barcellona del 1929 diventa il manifesto del Movimento Moderno e del Bauhaus, e colpisce per la straordinaria modernità. Per l’occasione l’architetto disegna le intramontabili e iconiche sedute Barcellona in acciaio e pelle, tra le quali la poltrona, il poggiapiedi e la dormeuse, oltre al tavolino in acciaio e vetro, sono ancora oggi prodotte da Knoll. Già nel 1927 aveva stupito con la collezione di mobili in acciaio MR, anch’essi presenti nel catalogo Knoll.Mies Van der Rohe collabora anche con la prestigiosa azienda Thonet, per la quale disegna le famose sedie a sbalzo con struttura in acciaio S 533, oggi ancora in catalogo. In seguito all’avvento del regime nazista, Mies Van der Rohe emigra negli Stati Uniti alla fine degli anni Trenta, assieme a molti dei suoi colleghi ed amici, scegliendo di stabilirsi nella città di Chicago. Certamente l’architetto tedesco non poteva sapere che, grazie alle sue opere architettoniche, come il campus dell’IIT e i Lake Shore Drive Apartments a Chicago, il Seagram Building a New York e l’incredibile Casa Farnsworth, avrebbe contribuito a cambiare per sempre l’architettura nel suo paese d’adozione. Ludwig Mies Van der Rohe muore a Chicago nel 1968, anno in cui la sua ultima opera, la Nuova Galleria Nazionale, veniva inaugurata a Berlino.

Daniel Libeskind

Daniel Libeskind è il fondatore e principale architetto dello Studio Libeskind dal 1989. Figura internazionale dell’architettura e del design urbano, Daniel Libeskind è famoso per la sua capacità di evocare la memoria culturale negli edifici. Spinto da un profondo impegno per la musica, la filosofia, la letteratura e la poesia, Daniel Libeskind mira a creare un’architettura che sia risonante, unica e sostenibile.Nato a Lód’z, in Polonia, nel 1946, Libeskind emigrò negli Stati Uniti da adolescente e, con la sua famiglia, si stabilì nel Bronx. Ha ricevuto la borsa di studio American-Israel Cultural Foundation e si è esibito come virtuoso musicista, prima di lasciare la musica per studiare architettura. Ha conseguito la laurea in architettura presso la Cooper Union for the Advancement of Science and Art nel 1970 e una laurea specialistica in storia e teoria dell’architettura presso la School of Comparative Studies presso la Essex University in Inghilterra nel 1972.Nel 1989, Libeskind ha vinto il concorso internazionale per la costruzione del Museo ebraico di Berlino. Ha trasferito la sua giovane famiglia a Berlino e ha dedicato più di un decennio al completamento di questo fondamentale progetto. Sono seguiti poi una serie di influenti commissioni museali, tra cui la Felix Nussbaum Haus, Osnabrück; Imperial War Museum North, Manchester; Denver Art Museum; Contemporary Jewish Museum, San Francisco; Danish Jewish Museum, Copenaghen; Museo reale dell’Ontario, Toronto; e il Museo di storia militare di Dresda.Nel 2003, lo Studio Libeskind ha vinto un altro concorso storico: creare un piano generale per la ricostruzione del World Trade Center a Lower Manhattan, nell’area che era stata delle Torri gemelle. Oltre a un’imponente guglia di 1776 piedi, lo studio di progettazione di Libeskind aveva proposto un programma complesso che comprendeva un museo sotterraneo, un memoriale, l’integrazione di quel che resta dello “slurry wall” delle fondamenta delle torri gemelle, che aveva resistito al crollo e a testimonianza di esso, uno speciale snodo di transito e quattro torri di uffici. Questo piano è stato realizzato.Dopo essersi trasferito a New York, lo Studio Libeskind è stato rapidamente coinvolto nella progettazione e realizzazione di un gran numero di centri commerciali, come Westside a Berna, Crystals nel City Center a Las Vegas e Ko-Bogen a Düsseldorf, nonché torri residenziali a Busan, Singapore, Varsavia, Toronto, Manila e San Paolo.Come principale architetto progettista dello Studio omonimo, Libeskind parla ampiamente dell’arte dell’architettura nelle università e nei convegni professionali. La sua architettura e le sue idee sono state oggetto di numerosi articoli e mostre, influenzando il campo dell’architettura e lo sviluppo delle città e della cultura.Daniel Libeskind vive e lavora a New York con la moglie nonchè socio in affari, Nina Libeskind.

Richard Neutra

Richard Neutra è nato a Leopoldstadt, nel secondo distretto di Vienna, in Austria-Ungheria, l’8 aprile 1892. Neutra ha frequentato il Sophiengymnasium di Vienna fino al 1910 e ha studiato sotto la guida di Adolf Loos all’Università di Tecnologia di Vienna (1910-1918). Neutra ha lavorato per un certo periodo in Germania nello studio di Erich Mendelsohn. Si trasferisce negli Stati Uniti nel 1923 e viene naturalizzato cittadino nel 1929. Neutra ha lavorato per breve tempo per Frank Lloyd Wright prima di accettare l’invito del suo caro amico e compagno di università Rudolf Schindler a lavorare e vivere in comunità nella Kings Road House di Schindler in California. Neutra è morto a Wuppertal, in Germania, il 16 aprile 1970 all’età di 78 anni.

Laurids Ortner

Studied architecture at the Vienna University of Technology (TU Wien).Co-founded the architect and artist group Haus-Rucker-Co in Vienna in 1967. Professor at the University of Art and Industrial Design in Linz from 1976–87. Since 1987, Professor of architecture at the Art Academy Düsseldorf.

Hans Kollhoff

Hans Kollhoff, nato il 18 settembre 1946 a Lobenstein/Thüringen, ha studiato dal 1968 sino al 1973 alla facoltà di Architettura dell’ Università di Karlsruhe ed ha frequentato un corso all’estero nel 1974 presso la Technische Universität di Vienna. Dopo la laurea, nel 1975, tornato all’Università di Karlsruhe, ha ricevuto una borsa di studio DAAD alla Cornell University, New York, dove ha lavorato sino al 1978 in qualità di Assistente al Graduate Design Program. Dopo il suo rientro dagli USA è stato Assistente alla Cattedra per lo sviluppo ed insegnamento sugli edifici alla Technische Universität di Berlino. Nel 1978 ha costituito il suo studio a Berlino.Negli anni dal 1981 al 1985 ha avuto ancora cattedre come professore ospite sia negli USA, che presso la Hochschule der Kunst a Berlino e l’Università di Dortmund. Dal 1984 ha il suo ufficio di Berlino in società con l’Arch. Helga Timmermann. Con circa 50 collaboratori segue oggi un vasto programma di progetti nell’edilizia, prevalentemente costruzioni commerciali e uffici nonchè complessi residenziali sia a Berlino che nel resto della Repubblica Federale Tedesca ed anche negli altri paesi europei.Dal 1990 è professore ordinario alla cattedra di architettura e costruzioni presso la Eidengenössische Technische Hochschule di Zurigo. Negli anni 1987-89 ha insegnato alla ETH come professore ospite. I lavori di Hans Kollhoff sono largamente pubblicati dalla stampa internazionale. Spesso fa articoli di critica su avvenimenti attuali nel settore dell’architettura e tiene numerose conferenze sia in Germania che all’estero in merito alle esperienze da lui fatte nella pratica e nell’insegnamento.

Hans Hollein

Kaare Baekgaard

Kaare Baekgaard è un designer, sviluppatore, architetto retail, insegnante, fotografo e grafico. È in gradodi modellare e progettare in 3D, realizzando presentazioni, disegni tecnici e prototipazione rapida in un flusso di lavoro integrato. Lavora in modo indipendente ma anche in team.

Marcel Breuer

Marcel Breuer (Pécs, Ungheria, 1902 – New York, 1981), architetto e designer tra i più importanti del Ventesimo secolo, è considerato uno dei padri del Movimento Moderno. A soli 18 anni entra nella neonata Staatliches Bauhaus, a Weimar, in Germania e lì il laboratorio di falegnameria diretto da Walter Gropius, dove ha modo di conoscere figure di primo piano del movimento d’avanguardia, come Josef Albers, Wassily Kandinsky e Paul Klee, che svolge un ruolo cruciale nella formazione di Marcel Breuer, insieme a Walter Gropius. L’architetto tedesco lo coinvolge già nel 1921 nei suoi progetti, come la Sommerfeld House di Berlino, mentre due prototipi di sedie in legno, la African Chair e la Slatted Chair, realizzati da Breuer sotto la supervisione del maestro, riscuotono un certo successo. Finita la sua formazione, e dopo un breve soggiorno a Parigi, Breuer torna al Bauhaus, per assumere la direzione del laboratorio di falegnameria.Mentre viene coinvolto nella progettazione degli arredi per la nuova sede di Dessau e degli edifici destinati ai membri più giovani della scuola, comincia a sperimentare con l’acciaio tubolare, pare ispirato dalla struttura della sua nuova bicicletta Adler. Nel 1929 elabora il progetto della sua più celebre opera, la sedia B3, meglio nota come la sedia Wassily. La struttura è composta da un tubolare di acciaio cromato sagomato in una linea continua e fluida, senza giunti e interruzioni. Spalliera, sedile e braccioli sono realizzati in eisengarn, un innovativo tessuto reso rigido e resistente da un’applicazione di cera e paraffina. Inizialmente prodotta dalla ditta Standard-Möbel Lengyel, fondata dallo stesso Breuer con il collega Kálmán Lengyel, la sedia passa sotto l’ala dell’azienda viennese Thonet, che acquisisce la ditta nel 1929. In seguito prodotta da Gavina, è oggi inserita nel catalogo Knoll.Dopo brevi periodi passati prima a Berlino e poi a Londra, si stabilisce negli Stati Uniti, a Cambridge, in Massachusetts, dove insegna architettura all’università di Harvard e dove fonda uno studio con il suo maestro Walter Gropius. Nel 1946 si stabilisce a New York, dove resterà per il resto dei suoi giorni. La sua carriera si divide tra la progettazione architettonica e il design di prodotto, e raggiunge l’apice negli anni ’50 e ’60, che vedono la realizzazione di grandi progetti come la sede dell’Unesco a Parigi, in collaborazione con Pier Luigi Nervi (1952). Tuttavia, la fama di Marcel Breuer rimane legata principalmente ai suoi mobili in tubolare d’acciaio, pezzi iconici che fin dalla loro comparsa, tra gli anni Venti e Trenta, continuano ancora oggi ad essere prodotti. Dopo vari passaggi dei diritti, oggi i mobili firmati Breuer sono presenti sui cataloghi di Knoll, come la già citata sedia Wassily, o la celeberrima sedia a sbalzo Cesca™ (1928), e da Thonet, che oltre alle sedute propone la collezione di scrivanie S 285 (1935) e la collezione di poltrone e poggiapiedi S35 (1929). Oggetto della prima mostra monografica di architettura organizzata dal Metropolitan Museum of Art di New York, nel 1975, Marcel Breuer si ritira dall’attività l’anno seguente, gratificato da numerosi premi e riconoscimenti. Muore nella sua casa in East 63d Street, Manhattan, nel 1981.

Franco Albini

Franco Albini (Robbiate 1905-Milano 1977) è stato uno uno dei più importanti maestri dell’architettura italiana del Novecento. La sua opera si estende anche nei campi del design di prodotto, dell’urbanistica, degli allestimenti e della didattica. Dopo la laurea ottenuta all’allora Regio Politecnico di Milano nel 1929, lavora nello studio di Gio Ponti ed Emilio Lancia. Sono gli anni in cui l’onda razionalista lambisce Milano, con la formazione di collettivi come il Gruppo 7 e del MIAR (Movimento Italiano Architettura Razionale), cui si oppongono gli accademici e gli architetti cosiddetti novecentisti. Franco Albini non si dimostra interessato alla nuova corrente fino all’incontro con Edoardo Persico, allora direttore della rivista Casabella. Il critico aveva visto il progetto di alcuni arredi che il giovane architetto aveva preparato per un cliente, e li definì “novecentisti”. Questo episodio segna l’inizio della parabola che porterà Franco Albini ad essere uno dei maggiori esponenti del razionalismo italiano, dapprima con l’adesione alla cosiddetta Scuola Milanese, al fianco di Edoardo Persico, Giuseppe Pagano, Figini e Pollini, BBPR, Piero Bottoni e Ignazio Gardella.Nel 1931 apre il suo studio con Giancarlo Palanti, e lavora a progetti di edilizia popolare per le nuove periferie milanesi. Dal 1933 partecipa a diversi progetti di esposizioni temporanee con il gruppo dei razionalisti, all’interno del Palazzo della Triennale, da poco inaugurato. Gli allestimenti, nei quali i progetti erano presentati in scala 1:1, avevano come tema l’architettura razionalista, e per il giovane architetto rappresentavano un laboratorio nel quale poter sperimentare liberamente le proprie idee. Da queste esperienze emerge l’approccio di Albini al progetto: rigoroso e metodico, tendente a mediare tra l’estro artistico e la logica del mestiere, che si tratti di erigere edifici o di disegnare un oggetto. Prendono vita le sue caratteristiche griglie, i nodi, i telai metallici, le pareti in vetro, gli oggetti sospesi, gli ambienti minimalisti intrisi di aria, luce e suggestive trasparenze. Nell’allestimento Stanza per Uomo (1936), realizzato per la ditta Dassi, Albini concentra in soli 27 metri quadri una sequenza di soluzioni d’arredo funzionali e dalla straordinaria modernità. Intorno agli anni ’40 progetta arredi destinati ai suoi appartamenti in via Cimarosa e in via De Togni, come il prototipo della poltrona Fiorenza, prodotta da Arflex nel 1952 e da Poggi nel 1967, il prototipo della Radio in Cristallo e la libreria Veliero, oggi incluse nella collezione I Maestri di Cassina, la lampada Mitragliera, un surreale dondolo-chaise longue in legno, anch’esso proposto da Cassina con il nome Canapo.Dopo una pausa dovuta agli eventi bellici, ritroviamo Albini tra i fondatori del Movimento Studi Architettura, mentre nel 1952 diventa socio dell’architetto Franca Helg, con la quale realizza alcune delle sue opere architettoniche più rappresentative, come la villa Olivetti a Ivrea (1956), la Rinascente di Roma (1957-1971), gli uffici Ina a Parma (1950-1954), le stazioni della Linea 1 della Metropolitana Milanese (1962-1964) e gli allestimenti dei quattro musei genovesi. In parallelo, dal suo ingegno nascono oggetti iconici come la poltroncina Luisa (1955) di Poggi, premiata con il Compasso d’Oro ADI, e i pezzi rieditati da Cassina e inclusi nella collezione I Maestri, come il tavolino Cicognino (1953), il tavolo TL3 (1953), la libreria 835 Infinito (1956). Per l’azienda di illuminazione Nemo realizza, in collaborazione con Franca Helg , Marco Albini e Antonio Piva, una collezione di lampade in vetro e metallo, mentre per Olivari progetta la collezione di maniglie Agata. Franco Albini muore a Milano nel 1977.

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