Stefan Knopp

A un certo punto della sua vita Stefan Knopp ne aveva abbastanza di vivere in città. Trasferitosi quindi con la sua famiglia in un casale remoto, si trovò all’improvviso circondato da tanta vita, tanta natura e tanto spazio per poter coltivare la sua passione. Fu allora che Stefan Knopp iniziò a sperimentare con il legno. A inserire il fuoco come elemento modellante. A ottenere lo straordinario da ciascun pezzo.Già da giovane falegname era conosciuto per la sua predilezione per il legno che nessuno voleva utilizzare. Stefan Knopp è sempre stato affascinato da ciò che è fuori dalla norma. Per lui l’albero è una creatura dotata di una propria vita. Più ha vissuto, più ha da raccontare e più Stefan Knopp desidera conoscere queste storie e tramandarle.

Stefan Scholten

Stefan Scholten è diventato una delle voci di spicco del design olandese di fama mondiale dopo aver guidato la propria agenzia di design dal 1995. Con sede ad Amsterdam, lo studio progetta per una serie di marchi molto apprezzati, come hay, maharam, cappellini, desso, lensvelt, paola lenti, forbo e 1616 / arita japan. Dall’ottobre 2021 è direttore creativo del produttore di carta da parati bn. È noto per il suo stile di design riduzionista combinato con un uso unico del colore. I suoi progetti sono funzionali e applicabili, ma sempre espressivi. L’approccio di Scholten è noto anche come metodo di lavoro in atelier. Durante il processo di progettazione, pensa il più possibile con le mani. Continua a fare schizzi, a disegnare e a mescolare i colori finché non emerge un progetto originale e nuovo.

Stefan Schöning

Dopo essersi laureato in Product Development ad Anversa, nel 1994 Stefan Schöning fonda il suo studio multidisciplinare. “La diversità alimenta la creatività”: è partendo da questo concetto che Stefan Schöning delinea il proprio stile lavorando in vari settori, dai giocattoli all’illuminazione, dall’arredo ai prodotti di consumo. Tutti questi settori richiedono un approccio diverso, consentendo l’acquisizione di competenze intercambiabili. Questa filosofia spinge Stefan Schöning a creare un design che va molto oltre la produzione di serie. Ogni progetto di design consente di applicare tecnologie e materiali inediti, in modo da rafforzare l’identità del singolo prodotto. L’eliminazione è una fase importante del processo di ideazione: “se tracciate una linea, questa deve sostituire tutte le linee ridondanti. deve esserci solo quella linea, con tutte le sue caratteristiche. Questo è assolutamente necessario per preservare il mondo dall’inquinamento e dagli eccessi.”

Stefan Veit

STEFANI S.r.l.

Stefani disegna e producearredi per ufficioe complementi per gli spazi collettivi, puntando a trovare sempre la migliore interazione tra design e comfort acustico, grazie asuperfici ad elevate prestazioni fonoassorbenti. STEFANI nasce nel 1978 a Faenza, inizialmente come rivenditore per il settore uffici e luoghi collettivi, collaborando con architetti e progettisti per creare anche soluzioni “chiavi in mano”. Nel 2005, l’evoluzione degli spazi lavorativi e la mancanza sul mercato disoluzioni fonoassorbenti di design, porta l’azienda Stefani a diventare produttore, disegnando direttamente in azienda ogni articolo. Arredi esclusivi e minimali insieme a superfici fonoassorbenti creano una gamma dal design trasversale che si focalizza sul comfort acustico, l’estetica e la funzionalità, aumentando esponenzialmente l’interconnessione tra uomo e spazio lavorativo. Ad oggi sono presenti8 serie di prodottiche fanno fronte alle diverse esigenze degli uffici e luoghi collettivi.Arredo ufficio Stefani: design e qualità made in ItalyTutti i prodotti sono pensati, disegnati, prototipati e realizzati internamente. Ogni fase del ciclo produttivo viene seguito da personale specializzato in modo da garantire attenzione ad ogni dettaglio. La ricerca continua di nuove forme e la fusione tra diversi materiali che convoglia in un’unica linea estetica è ciò che li contraddistingue. La produzione Stefani è fondata su estetica, funzionalità d’utilizzo, sostenibilità e ridotto impatto ambientale ed è per questo che i pannelli provengono tutti da deforestazione controllata e foreste certificate, gli imballi sono costituiti da materiali facilmente separabili e riciclabili, i prodotti sono facilmente riconfigurabili o disassemblabili, per estendere il ciclo di vita e favorire il riciclo. Tutte le materie prime sono inoltre a basso contenuto di formaldeide e i processi di verniciatura sono a polveri atossiche.

Stefania Andorlini

Stefania Andorlini è nata a Firenze, in Italia, e ha vissuto lì fino al completamento degli studi universitari. Negli ultimi 25 anni ha lavorato in Germania su una varietà di progetti di interior design – da loft e case a uffici, ristoranti e un bed & breakfast a Firenze. Ha iniziato la propria attività come interior designer nel 2001 e dal 2008 disegna anche piccole collezioni di mobili e pezzi unici.

Stefania Boemi

Stefania Boemivive e lavora a Catania, in Sicilia. I pezzi che crea sono ispirati da oggetti del passato, accuratamente studiati, che suscitano emozioni legate alla memoria. Nello specifico, oggetti che sono tipicamente siciliani, che richiamano l’eredità della sua terra. Stefania rompe ogni oggetto, decostruendolo e ricostruendolo finché non ha raggiunto una nuova utilità e gli conferisce una nuova interpretazione. Ognuna delle sue opere è realizzata a mano, con un occhio sempre attento alla tradizione e al mercato del design artigianale.

stefania galante

Laureata presso l‟Università degli Studi di Firenze, ho conseguito un dottorato di ricerca presso l‟Università degli Studi di Napoli e una borsa di studio post-dottorato presso la Scuola Superiore Isufi, Università del Salento. Ho lavorato a contratto presso la Direzione Patrimonio storico architettonico e Demoetnoantropologico del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Settore Musei, e presso il Museo Nazionale Preistorico Etnografico Pigorini di Roma, occupandomi di allestimenti museali e mostre. Attualmente sono Docente presso l’Accademia di Belle Arti di Lecce e lavoro come libero professionista occupandomi di architettura e design.

Stefania Giarlotta

Stefania Giarlotta è nata a Catania, ha studiato a Roma e a Milano dove vive e lavora. è cresciuta professionalmente nelle redazioni dei giornali periodici. Ha curato l’art direction di DCasa de La Repubblica per una dozzina d’anni, occupandosi del progetto e della produzione di materiali fotografici e illustrati. Disegna loghi, cataloghi per il design e la moda, campagne e materiali per la comunicazione. Crea cd musicali, libri e siti web. è attratta dall’interazione tra digitale e artigianale nella sua apparente contraddizione. Ama il colore incondizionatamente: è convinta che non esistano dei brutti colori, ma solo tristi abbinamenti. è attenta allo spirito del tempo, ma crede che la bellezza sia senza tempo.

Stefania Pellegrinelli

_studio di progettazione architettonica e design stefaniapellegrinelli+architect via asiago 3 Stezzano_ Bergamo_Stefania Pellegrinelli (1968) architetto e designer, si laurea presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano nel 1997 e alla Domus Academy nel 1999, conseguendo il master Designing the exhibitionNel 2002 apre il proprio studio professionale a Stezzano, BergamoIl suo lavoro si contraddistingue per la continua ricerca di un linguaggio formale puro e minimale, attraverso la creazione di spazi architettonici dalle forme rigorose e dai contrasti sottili, nell’ambito dell’interior design residential ed il contract, spa&wellness, restaurant and shop, offices.Nel 2014 viene contattata da xam, brand di contemporary design for home and contract, che le affida la progettazione di una nuova collezione living and night.La collaborazione si traduce nella creazione di pure|collection, collezione di sofisticati volumi per riporre, appoggiati a muro, nel centro dello spazio o appesi a parete, rug e pouf dalla geometria pura ed essenziale, vestiti da ricercati materiali inusuali.Elementi di interior design a completamento di scenari architettonici diversi per contenuti e funzioni.EVENTS_PRESS REALASE2008 area wellness_ pubblicazione spa royal hotel sanremo2008 materiali del wellness_ pubblicazione intervista2014 purelcollection_presentazione collezione interior design al fuori salone di milano_via cerva 252014 italian fashion show_special design salone del mobile 2014 intervista in onda su LA7d il 26/27 aprile _ pubblicata il 20 maggio su youtube2014 website wall&decò, contemporary wallpaper_ in news&project_ottobre 2014_Wall&deco Tree per Xam2015 dentro casa_ pubblicazione progetti b&b panorama cinque ed interior privato a mozzo2015 grazia.it/blog http://www.basilgreenpencil.com /2015/03/bb-panorama-cinque-the-five-senses-of-hospitality.html2015 http://www.bbexpo.it/it/bb-milano/roe volciano/frazione/volciano2015 http://www.dettaglihomedecor.com/2015/03/panorama-cinque-un_b-di-charme.html2015 4 aprile 2015 inserto Drepubblica-La repubblica_ pubblicazione b&b panorama cinque- titolo articolo: Mi ritiro2015 http://designandcontract.com/it/realizzazioni/bb-panorama-cinque2015 “A Matter of Perception, Products & Materials” DAMn° magazine and MOSCA Partners _Design, progetto ed installazione per xam “volumi in equilibrio”_Palazzo Litta FuoriSalone 14.19aprile 2015 Milano2015 www.damnmagazine.net 18 aprile 2015 FuoriSalone 2015 Palazzo Litta – Stefania Pellegrinelli – DAMn° magazine- Palazzo Litta interview Sessions http://www.televisionet.tv/it/lifestyle_it/fuorisalone-2015-palazzo-litta-stefania-pellegrinellihttp://www.televisionet.tv/network/player.php?id_video=27147&w=640&h=360&play=02015 www.televisionet.tv FuoriSalone 2015 Palazzo Litta – Le interviste ai più grandi designer a Palazzo Litta-Milano, durante il Salone del Mobile http://www.televisionet.tv/it/lifestyle_it/fuorisalone-2015-palazzo-litta-stefania-pellegrinelli2015 www.youtube.com 20 aprile 2015 FuoriSalone 2015 Palazzo Litta Stefania Pellegrinelli – You Tube https://youtu.be/5ynyIGD7mxE2015 Stefania Pellegrinelli_ servizio fotografico interior by Fabrizio Cicconi and Francesca Davoli http://www.livinginside.it/index.php?pagina=features&categoria=11&galleria=37692015 www.archilovers.com/stefania-pellegrinelli/2015 http://www.houzz.it/pro/sp-archdesign/stefaniapellegrinelli-architect

Stefania Ruggiero

Stefania Ruggiero, designer ed artista, nata a Legnano vive e lavora a Milano. Laureata in Design del prodotto al Politecnico di Milano, inizia come disegnatrice di tappeti e, successivamente, si forma lavorando negli studi di Paola Navone e di Marcel Wanders. Attualmente collabora con aziende e in Italia ed all’estero. In campo artistico ha esposto in mostre collettive e personali tra cui la Galleria Nir Altman (Monaco), Museo del Castello di Molsdorf (Germania), Fabbrica del Vapore (Milano). Nei suoi lavori, Stefania miscela arte e design attraverso un approccio manuale al progetto, unendo poetica e sperimentazione.

Stefania Vasques

Stefania Vasques nasce a Catania. Vive e lavora a Milano. Architetto, designer e stylist collabora con le migliori testate che si occupano di arredamento e design. Collabora come designer con L’abitare, Corrado Corradi, Diamantini e Domeniconi, Danese e Sambonet. Fa parte di un gruppo di designer “Officina Temporanea” che insieme ad “Artigiani officina” autoproducono pezzi di serie limitata, espressione di un tema o di un uso. Crede che il compito del designer sia quello di creare oggetti “utili”. Ama tutto quello che spontaneamente offre la natura perché ricco di una saggezza antica e di una conoscenza ancora da scoprire. Ama il bello come risorsa per tutti e come valore. Ama l’arte, la cioccolata, la bicicletta, i pannelli solari, il fotovoltaico, l’olio di oliva, l’olio di colza, la Sicilia, la sua famiglia, gli amici, Officina Temporanea, Klab, il mare, gli alberi, le piante officinali e aromatiche, la medicina naturale e tutta la gente di buona volontà.

Stefano Bassan

Architetto ed Ecologo umanoLaureatosi in Architettura nel 1984 presso l’I.U.A.V. (VE) consegue nel 2005 il Certificato Internazionale di Ecologia Umana presso l’Università di Padova, Centro di Ecologia Umana.Cultore del rapporto tra architettura e natura, del valore sociale dell’arte del costruire, dei caratteri bioclimatici dell’edilizia e del paesaggio veneto, opera nel settore della urbanistica sostenibile, della bioarchitettura e del risparmio energetico;dal 1987 al 2005 si occupa di Social Housing progettando residenze collettive e quartieri pubblici;dal 2000 si occupa di progettazione partecipata di spazi pubblici, orti urbani, cohousing, Ecovillaggi;approfondisce le relazioni tra architettura, arte e natura con progetti di Tree houses (Case tra gli alberi) e land art e corsi formativi per Scuole ed Enti pubblici.Organizza progetti comunicativi, corsi, seminari e convegni sui temi dell’architettura sostenibile.Ha collaborato con Sportelli Energetici e Ambientali curando aspetti normativi e progettuali inerenti l’urbanistica e l’edilizia sostenibile e promuovendo anche iniziative commerciali e di solidarietà ed equità sociale ed ambientale (Gruppi di acquisto).Progetta a realizza edifici a consumo quasi zero NZEB in legno e tradizionale.Ristruttura e riqualifica edifici per abitazione ed uffici curandone il design e l’arredo.

Stefano Bettio

Stefano Bigi

Classe 1974, Stefano Bigi è cresciuto tra Francia e Italia. Da questa doppia cultura, ha acquisito il gusto per lo chic e il bello. Dopo aver studiato Arte in Francia, ha fatto esperienza e carriera nel campo della grafica e del webdesign. Però, durante quasi quattordici anni, non ha mai smesso di disegnare divani, sedie e oggetti ed è solo a 31 anni che deciderà di realizzare questa sua passione: Il design di mobili e oggetti. Nel 2005 si trasferisce a Milano e fonda il suo studio: Stefano Bigi design studio.

Stefano Boeri

Stefano Boeri è nato a Milano nel 1956. Nel 1980 si laurea in Architettura al Politecnico di Milano e nel 1989 consegue il dottorato di ricerca in Pianificazione Territoriale all’Istituto Universitario di Architettura di Venezia. Professore Ordinario di Urbanistica presso il Politecnico di Milano, ha insegnato come guest professor in diversi atenei internazionali, tra i quali l’Harvard Graduate School of Design di Cambridge, l’Istituto Strelka di Mosca, il Berlage Institute di Rotterdam e l’École Polytechnique Fédérale di Losanna. È stato progettista e membro del comitato scientifico dello Skolkovo Innovation Center, polo di alta tecnologia nei pressi di Mosca. Oggi dirige il Future City Lab della Tongji University di Shanghai, un programma di ricerca post-dottorato che anticipa la mutazione delle metropoli planetarie, dal punto di vista della biodiversità e della forestazione urbana.

Nel 1993 fonda Multiplicity, un’agenzia di ricerca che coinvolge artisti, fotografi, analisti e indaga le relazioni tra geopolitica e urbanistica. Con il progetto USE-Uncertain States of Europe, Multiplicity partecipa alla mostra Mutations (2000, Bordeaux, Tokyo). Con Solid Sea (un’indagine sui flussi migratori attraverso il Mediterraneo) nel 2002 a Documenta Kassel. Con Road Map (una ricerca sui confini in Medio Oriente), nel 2004-2007 a numerose Biennali e mostre internazionali. Direttore delle riviste internazionali Domus (2004-2007) e Abitare (2007-2011), Boeri pubblica articoli su varie testate (Casabella, Icon, 2G, Archis, Blueprint), oltre a numerosi libri, tra cui: Il Territorio che cambia (con A. Lanzani ed E. Marini, Abitare Segesta, 1996), Mutations (Actar, 2000), USE, Uncertain states of Europe (Skira, 2009), L’anticittà (Laterza, 2011), Biomilano. Glossario di idee per una metropoli basata su biodiversità (Corraini, 2011), Fare di più con meno (Il Saggiatore, 2012), A Vertical Forest. Instructions booklet for the prototype of a forest city (Corraini, 2015), La città scritta (Quodlibet Edizioni, 2016), Urbania (Laterza, 2021) e Green Obsession (Actar, 2021).

Nel 2008-09, come membro della Consulta di Architettura per Expo 2015, firma con Jacques Herzog e Ricky Burdett il Masterplan di Expo 2015 a Milano. Assessore alla Cultura, Moda e Design del Comune di Milano dal 2011 al 2013, dal 2015 al 2018 è stato membro del comitato scientifico delle Gallerie degli Uffizi di Firenze. Nel corso dei lavori di Ricostruzione post-sisma nel Centro Italia, Stefano Boeri riceve l’incarico di Urbanista Esperto per la Ricostruzione post-sisma, esteso a tutti territori del Centro Italia colpiti dal terremoto del 2016. La nomina conferita dal Commissario Straordinario del Governo per la Ricostruzione, si è conclusa con la fine del mandato di Vasco Errani. Da febbraio 2018 è Presidente della Fondazione La Triennale di Milano, una delle principali istituzioni culturali in Italia, attiva nella promozione e realizzazione di mostre, conferenze ed eventi legati ad Arte, Design e Architettura.

Stefano Boeri ha svolto il ruolo di curatore in numerose esposizioni internazionali di architettura. Nel 2007 è ideatore e direttore di Festarch, festival internazionale di architettura organizzato dal magazine Abitare che si svolge a Cagliari e a Perugia; nel 2008 è ideatore e curatore di Geodesign, uno dei principali progetti di Turin World Design Capital; nel 2012 cura São Paulo Calling, un progetto di ricerca internazionale sulle favelas e gli insediamenti informali in sei metropoli contemporanee, che sfocia in una mostra a São Paulo, Roma, Mumbai, Nairobi, Mosca, Bagdad e Medellin. Nel 2017 è curatore di SUSAS (Shanghai Urban Space Art Season), il più importante evento di urbanistica, architettura e arte pubblica promosso dalla Municipalità di Shanghai. A Milano, durante il periodo di Assessorato alla Cultura, dà il via alle rassegne Bookcity e Piano City, che la città eredita tra i suoi eventi culturali di portata internazionale. Promuove inoltre la creazione del Museo della Pietà Rondanini di Michelangelo al Castello Sforzesco.

Sempre a Milano è ideatore e curatore di MI/Arch dal 2013 per quattro edizioni, a cui prendono parte noti architetti, come David Chipperfield, Grafton Architects, Arata Isozaki, Rem Koolhaas, Daniel Libeskind, César Pelli, Renzo Piano e Kazuyo Sejima. E’ ideatore e Direttore Artistico dal 2017 della Milano Arch Week, promossa dal Comune di Milano, con Politecnico, Triennale e Fondazione Feltrinelli.

Architetto e urbanista, Stefano Boeri fonda nel 1999 Boeri Studio, insieme a Gianandrea Barreca e Giovanni La Varra. Nel 2008 nasce Stefano Boeri Architetti. Nel 2014, con Yibo Xu, fonda Stefano Boeri Architetti China, con sede a Shanghai. Il lavoro dello studio Stefano Boeri Architetti spazia dalla produzione di visioni urbane e architetture fino all’interior e al product design, con un costante focus sulle implicazioni geopolitiche e ambientali dei fenomeni urbani. Nel 2016 Stefano Boeri Architetti viene chiamato a partecipare alla ricostruzione dei centri di Amatrice e Norcia, colpiti dal terremoto. Nell’ambito del programma benefico Amate Amatrice, vengono così realizzati in tempi rapidissimi il nuovo Polo del Gusto di Amatrice e il Centro Polivalente e di Protezione Civile di Norcia: due architetture pensate come misure di protezione civile antisismiche e come luoghi per il rilancio delle attività economiche e di ricreazione delle comunità e del loro spirito identitario. L’attenzione al rapporto tra città e natura porta alla realizzazione del Bosco Verticale di Milano, primo prototipo di edificio residenziale rivestito da oltre 700 alberi e 20.000 piante: un modello di forestazione urbana che concepisce la vegetazione come elemento essenziale dell’architettura. Realizzato nel 2014, il Bosco Verticale riceve numerosi riconoscimenti internazionali, come l’International Highrise Award (2014) e il Best Tall Building Worldwide, conferito dal Council on Tall Buildings and Urban Habitat (2015). Con l’introduzione del concetto di biodiversità in architettura, Stefano Boeri lavora allo sviluppo del prototipo milanese fino a presentare il progetto di Città Foresta alla Conferenza Internazionale sul Clima COP21 a Parigi nel 2015, inserendosi tra i principali attori del dibattito sul climate change nel campo dell’architettura internazionale. Stefano Boeri è co-chair del comitato scientifico del World Forum on Urban Forests (il primo Forum globale sul tema della forestazione urbana) e nel 2019 – in occasione dell’UN Climate Action Summit –  presenta a New York il progetto Green Urban Oases, realizzato insieme a FAO, C40, UN Habitat ed altri istituti di ricerca internazionali. Stefano Boeri Architetti sta attualmente lavorando a progetti internazionali di forestazione urbana come i Boschi Verticali di Losanna, Utrecht, Eindhoven (2021) e Nanjing e diversi progetti in tutto il mondo di Città Foresta. Dal 2020, Stefano Boeri è Presidente del Comitato Scientifico di Forestami, il progetto volto a piantare 3 milioni di alberi nell’area metropolitana di Milano entro il 2030.

Stefano Boeri Interiors

Stefano Boeri Interiors è lo studio multidisciplinare nato nel 2018 dalla realtà di Stefano Boeri Architetti, dalla cui esperienza progettuale e di ricerca attinge per operare e sviluppare progetti e ricerche nell’ambito dell’architettura di interni, dell’exhibition design e del product design. La sede di Stefano Boeri Interiors, a Milano, in Alzaia Naviglio Grande 108, è uno spazio laboratorio, un luogo d’incontro e di scambio di idee, discipline e realtà professionali che si occupa inoltre di curatela e organizzazione di eventi, di progettare e realizzare mostre e allestimenti fieristici e culturali, così come dello sviluppo di progetti di grafica e comunicazione di diffusione e promozione, realizzando ad hoc format digitali ed editoriali. Stefano Boeri Interiors fonda pertanto la sua attività sulla qualità dei processi. Crede nell’inclusività e nella progettazione integrata, cercando nella collaborazione e nella condivisione le soluzioni a specifiche esigenze al servizio di ogni fase progettuale, di gestione, di sviluppo e produzione. Stefano Boeri Interiors è una realtà agile e flessibile, impegnata nella ricerca di soluzioni innovative, che aspirano ad una visione integrale.

Stefano Bonazzi

Nato a Ferrara, di professione webmaster e grafico pubblicitario, Stefano Bonazzi da oltre dieci anni realizza composizioni e foto manipolazioni digitali ispirate al mondo dell’arte pop-surrealista. Le sue opere sono state esposte in Italia così come a Londra, Miami, Seoul, Monaco, Zhengzhou. L’artista parte da immagini fotografiche rielaborate con approfondita meditazione. Cortocircuiti visivi nei quali i volti sono nascosti da maschere. Apre il sipario a figure immobili sospese in uno spietato equilibrio incerto. Colpiscono le composizioni metafisiche, stranianti, in cui tutto è dove non dovrebbe essere: caos calmo. Analisi disillusa degli stati d’animo dell’essere, frutto della sua visione cinica che induce a soffermarsi sull’asprezza della società. La sua creatività non si ferma all’immagine ma si espande anche nel mondo delle parole, infatti ha esordito come scrittore nel 2011, con il racconto “Stazioni di posta”, scelto da Gianluca Morozzi per l’antologia Auto Grill, fino ad arrivare al suo primo libro “A bocca chiusa“(Newton Compton), una fiaba nera dai contorni torbidi. A Novembre 2017 è stato pubblicato il suo secondo romanzo “L’abbandonatrice” per Fernandel editore.

Stefano Borella

Stefano Borella è un designer industriale con una solida competenza nel mondo del design di prodotto, ricerca e concept, progettazione tecnica e sviluppo. Con oltre 30 anni di esperienza nel campo del design industriale, Borella ha affinato la sua capacità di tradurre idee e concetti in design concreti. Trasforma idee innovative in realtà tangibili, creando prodotti che coniugano forma e funzione in modo armonioso e lavorando su progetti che sfidano le convenzioni e che portano soluzioni creative e innovative con una particolare attenzione alla sostenibilità.Partendo da una ricerca approfondita e una comprensione completa delle esigenze dell’utente, grazie alle sue competenze tecniche è in grado di garantire che i progetti siano realizzabili ponendo la massima attenzione all’aspetto dell’implementazione tecnica. Esperto nell’utilizzo di software CAD avanzati, come Rhinoceros 3D, ha una forte esperienza nella gestione del processo di sviluppo del prodotto dall’inizio alla fine. Lavora a stretto contatto con ingegneri e produttori per assicurare che i progetti possano essere prototipati e realizzati in modo veloce ed efficiente, e che il prodotto finale soddisfi tutti gli standard di qualità e le aspettative dei clienti.

Stefano Calchi Novati

Stefano Campioni

STEFANO CANZIANI

Stefano Casciani

È uno scrittore, designer, curatore e consulente industriale italiano, nato a Roma nel 1955. Si trasferisce a Milano nel 1979. A 24 anni è redattore della rivista domus, a 25 art director per Zanotta. Pubblica il suo primo libro Mobili come architetture nel 1984. Da allora progressivamente si afferma come progettista ma anche come uno dei più noti divulgatori della cultura artistica internazionale, attraverso mostre, pubblicazioni e conferenze su arte, design e architettura, che gli valgono importanti riconoscimenti. Premio Compasso d’Oro per la trasmissione RAI Lezioni di Design nel 2000, per molti anni Vice Direttore di domus, fa parte dal 2011 del Comitato Scientifico della Fondazione Bisazza. Nello stesso anno pubblica con Skira il volume Flâneur, un’ampia raccolta dei suoi scritti dal 1979 ad oggi. Nel 2012 ha fondato la rivista su carta disegno. la nuova cultura industriale, trimestrale di approfondimento su temi e figure del design, di cui è editore e direttore. Dal 2012 è Responsabile Scientifico del Premio arcVision Women and Architecture by Italcementi Group.

Stefano Cavazzana

Stefano Cavazzana, nato a Mestre nel 1966, si laurea con lode in architettura presso Istituto Universitario di Architettura di Venezia. Nel suo studio a Mestre si occupa di architettura, design e grafica aziendale. Fra gli infiniti criteri che concorrono alla valutazione di un oggetto nel suo complesso, uno sicuramente importante è quello riferito alla possibilità di condurre la progettazione verso un grado sempre maggiore di sintesi nel tentativo di eliminare tutto ciò che è superfluo dal punto di vista funzionale e costruttivo, e giungere così a un risultato formale di grande essenzialità. Questo rigore progettuale diventa parte integrante di una poetica, come dire, personale, intima, rigore che non impedisce la mutevolezza dei segni, la contaminazione di linguaggi, la citazione, unitamente ad una volontà di approfondire un dialogo con il passato, in un’assiduità della memoria che conferisce ricchezza di senso all’eleganza prodotta per forza di levare.La responsabilità morale e creativa del progettista è diventata più pesante, vanno cercate nuove regole, esplorate nuove possibilità, rendendo il gioco linguistico e poetico più sottile, esaltando la capacità dell’oggetto o dell’evento artistico di farsi sentire senza gridare, proponendo un ascolto più profondo in virtù di una presenza discreta. Si tratterà, insomma di non esaurire il dialogo, di ottenere più permanenza, più senso o forse più semplicemente “comunicare agli altri messaggi di curiosità, divertimento, affetto”. Collaborazioni con prestigiose aziende tra le quali: Altamarea bath, Bonaldo, Calligaris, DeMajo, Lapalama, Leucos, Lefablier, Novello , Porada, Saba, Sintesi, Visionnaire, Zampieri.

Stefano Dussin

Stefano Dussin da oltre sette anni lavora al fianco di Albino Celato sia nel design che nella produzione delle collezioni De Castelli. Dopo aver studiato grafica pubblicitaria, ha sviluppato il suo potenziale creativo mentre lavorava per la De Castelli srl. Attraverso l’esperienza pratica ha acquisito una conoscenza approfondita dei vari materiali, delle lavorazioni, dei limiti e anche della possibilità di diversificare il metallo e l’acciaio. Questo gli ha permesso, unito alla propria creatività distinta e individuale, di sviluppare nuove forme e nuovi concetti per vasi/oggetti/sculture.

Stefano Esposito

Laureato con lode in Disegno Industriale all’Università di Napoli, consegue il Master in Interior Design al Politecnico di Milano. Finalista al Samsung Young Design 09, entra nella sezione New talents al DMY’12. Vince il concorso It’s mine design con pubblicazione dell’orologio ORA su ADI Codex. Nel 2013 viene selezionato per il Salone Satellite ed è stato segnalato tra i migliori giovani talenti in eventi nazionali ed internazionali come il DMY International Design Festival di Berlino, l’Operae di Torino 2012, la Tortona Design Week e Abitami | MACEF del 2011.Ha collaborato con importanti nomi del design italiano, come Simone Micheli, lo Studio Bello Dias di Milano e la Ferrucci Vitale Architects. Dal 2014 è inoltre designer presso Aria Wheels, che si occupa di sedie a rotelle superleggere che hanno la capacità di coniugare tecnologia, funzionalità ed estetica all’interno di una nicchia di mercato in forte crescita. Per Altek Italia Design ha curato lo sviluppo dei modelli Rada, in corda tecnica su struttura in acciaio, il sistema modulare Molecola, la collezione di tavolini da esterno Levante, la panca modulare Sinapsi, il tavolo Ermes e le sedute aeroportuali Ala, arricchendo il catalogo di diverse soluzioni a moduli perfette per ambienti e locali pubblici.

Stefano Fioresi

Stefano Fioresi nasce a Modena il 28 luglio 1965. Dopo il diploma artistico, intraprende differenti esperienze a livello professionale, in Italia e all’estero. Tra le commissioni di particolare rilevanza, risulta la realizzazione di una serie di pannelli per la sede Ferrari di Maranello riproducenti la visione complessiva degli stabilimenti della casa del Cavallino (1990). Dalla fine degli anni Novanta si dedica a una personale ricerca artistica che unisce l’osservazione dell’attualità a uno stile espressivo unico, caratterizzato dall’utilizzo di una pittura granulosa che all’acrilico mescola polvere di marmo seguita da una stesura finale di resina. Crea un nuovo linguaggio visivo che si costruisce attraverso fasi successive a partire dalla ripresa fotografica, e che, nelle rielaborazioni seguenti, risente dell’influsso dei media e delle immagini pubblicitarie. I numerosi viaggi in Italia e all’estero, tra Europa e America, arricchiscono il suo patrimonio visivo di un repertorio di immagini in cui la città diventa soggetto o scenario della sua opera.Tra le principali mostre a partire dall’inizio del Duemila, ricordiamo nel 2003 la personale “NYC – New York City”, a cura di Maurizio Sciaccaluga, presso la Galleria Factory di Modena, dove lo sguardo si posa sulla città di New York e sui suoi passanti; nel 2006 la mostra MUSEUM, dedicata alla rivisitazione dei classici della storia dell’arte, presso la Chiesa di Sant’Onofrio “il Fuligno” a Firenze, a cura della Galleria San Lorenzo, con testo critico Anna Caterina Bellati. Di particolare rilievo inoltre la partecipazione alla 52 BIENNALE DI VENEZIA del 2007 con l’evento collaterale “Caos project”, tenutosi presso la Scuola Grande di San Giovanni Evangelista, a Venezia, dove presenta una installazione di forte impatto visivo, costituita da 80 opere che ripetono 12 soggetti diversi realizzati con la tecnica degli stencil e spray su una texture di “santini” propagandistici. Sempre dedicata agli skyline della metropoli newyorkese in rapporto alle visioni notturne di Parigi, la personale “NIGHT ‘N’ NUIT” del 2008 alla Galleria San Lorenzo di Milano, a cura di Chiara Canali, mentre con la personale del 2012 “re-Visiting MoMA” alla Galleria MOdenArte di Modena, l’attenzione è volta a cogliere l’emozione dei visitatori che percorrono le stanze del Museo d’Arte Moderna di NY.Del 2013 è l’invito a partecipare al “64° Premio Micchetti: La Bellezza Necessaria” al Museo di Palazzo San Domenico di Francavilla al Mare e, successivamente, la realizzazione della mostra personale “Pop & The City” alla Galleria Studio C41 di Parigi, a cura di Elisa Bertacchini-Benzaquen. Tra i progetti pubblici ricordiamo la presenza nell’Esposizione Internazionale di Scultura ed Installazioni “OPEN”, con una installazione al Lido di Venezia nelle edizioni del 2006, 2010 e 2013. Significativo, nel 2015, l’invito a partecipare alla collettiva “Self: Portraits Of Artists In Their Absence” presso il National Academy Museum di New York, a cura di Filippo Fossati, Diana Thompson e Maurizio Pellegrin. Stefano Fioresi vive e lavora a Modena e in qualunque città gli capiti di visitare con spirito da flâneur contemporaneo.

Stefano Gaggero

Stefano Gaggero è nato a Savona nel 1971. Dopo la maturità artistica sceglie Milano come città per proseguire gli studi nel campo del design; si diploma in design industriale nel 1995. Dal 1995 al 2006 ha collaborato con gli studi Ferruccio Laviani e Paola Navone, per i quali cura gli allestimenti, il settore immagine e conduce ricerche stile sui trend e sui materiali. Dal 2006 come libero professionista diventa consulente design per il Gruppo Deroma, disegnando le nuove collezioni vasi indoor-outdoor. Nel 2008 come consulente per il gruppo Vittorio Bonacina disegna il divano Orlando. Dal 2006 oltre all’attività di designer si occupa del settore styling per alcune aziende nel campo dell’arredo.

Stefano Gallizioli

Nato a Bergamo nel 1964, Stefano Gallizioli si è laureato in Disegno Industriale al Politecnico di Milano, dopo aver studiato all’Istituto d’Arte di Trento. Dal 1987 al 1997 ha lavorato presso Antonio Citterio and Partners a Milano. Ha aperto il proprio studio a Milano nel 1997, continuando il suo lavoro su Product Design e Interiors e ha disegnato mobili per molte aziende come Alivar, Arflex, Bpa International, Effeti, Estel, Fasem, Frighetto, Jesse, Malofancon, Tisettanta e Toncelli.Nel 2001 Gallizioli ha avuto un importante coinvolgimento nella creazione dell’azienda di mobili per esterni Coro, disegnando la sua prima grande collezione di mobili e successivamente con nuovi prodotti. Ha fondato Ang42 nel 2003 insieme alla partner Francesca Simen, occupandosi di Interiors e lavorando a diversi progetti residenziali e commerciali, sia in patria che all’estero. Nel 2006 hanno aperto una filiale del loro studio a Dublino, occupandosi di progetti residenziali e di uffici, tra cui il completamento nel 2009 dei nuovi uffici della sede di Dublino di una grande multinazionale.

Stefano Getzel

Stefano Giovannoni

Ligure di origini (La Spezia, 1954) e milanese di adozione, Stefano Giovannoni si laurea alla Facoltà di Architettura di Firenze nel 1978, università in cui insegna e fa ricerca fino al 1991. Prosegue la sua attività didattica alla Domus Academy di Milano, all’Università del Progetto di Reggio Emilia e alla Facoltà di Architettura dell’Università di Genova dove per alcuni anni tiene il corso di Disegno Industriale. Importanti sono gli incontri, a metà degli anni ’80, con Andrea Branzi, Alessandro Mendini ed Ettore Sottsass, frequentazioni che influenzano fortemente il suo approccio al mondo del progetto gettando solide basi culturali. È così che nel 1989 si afferma come designer industriale realizzando per Alessi, in collaborazione con Guido Venturini, il vassoio in acciaio Girotondo, prodotto di successo e primo di una fortunata serie di oggetti che hanno venduto oltre sette milioni di pezzi in tutto il mondo.Inizia così il fertile sodalizio con l’azienda Alessi che vede Stefano Giovannoni firmare best seller come le pentole Mami e diversi prodotti in plastica. Nascono oggetti provocatori, ludici e ironici come il servizio per sale e pepe Lilliput, il Portauovo Cico, lo scopino da bagno Merdolino, il Portarotolo da cucina Bunny e Carrot, il portastuzzicadenti Magic Bunny, la fruttiera Fruit Mama. Nel 1996 disegna per Magis lo sgabello Bombo, divenuto un’icona del design che abbina plastica e acciaio cromato, e che coniuga estetica, funzionalità e versatilità. Sono numerose le collaborazioni avviate da Giovannoni con alcune tra le principali aziende del design, come Bisazza, Elica, Ghidini 1961, Moooi e con marchi come 3M, Nestlé, Fiat, Lavazza, Nissan, Samsung. Progetti e prodotti che lo hanno portato al conseguimento di numerosi premi e riconoscimenti: il Design Plus di Francoforte, 100% Design di Londra, l’Interior Design magazine’s Best of Year 2012 di New York e il Wallpaper magazine Design Awards 2013 di Londra.All’attività di designer affianca quella di architetto: nel 1985 viene incaricato da Alessandro Guerriero di progettare alcuni allestimenti in Giappone per conto di Alchimia; è del 1991 il progetto del padiglione italiano per la mostra “Les Capitales Européennes du nouveau design” al Centre Georges Pompidou di Parigi; seguono poi negli anni diversi allestimenti per importanti mostre e istituzioni come La Biennale di Venezia e la Triennale di Milano. Nel 2016 fonda, con il fratello Paolo, Qeeboo, brand italiano specializzato nella produzione di arredi, lampade, mobili e oggetti di design dallo stile ironico e giocoso. Nel catalogo in continua espansione si trovano prodotti e oggetti di successo come la sedia Rabbit, la lampada Kong e il portaombrelli Killer.

Stefano Macchion

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