Lorenzo Zanovello

Lorenzo Zanovello è nato a Bassano del Grappa il 4 Ottobre 1977.Ora vive e sperimenta a Nove.Fin da piccolo inizia a giocare con la terra, un gioco che diventerà presto passione.La ricerca di nuove soluzioni lo portano a sperimentare altri materiali quali: la cera, il legnoil silicone, la resina e il vetro, ma la sua grande passione resta l’ ARGILLA OPERATA.Questa materia si lascia esprimere senza inibizioni e limiti e fa vivere l’ opera secondo unprocesso antichissimo.Non segue fondamentalmente un tema ben preciso, ma lascia all’ anima trasmettere allamente cose che poi le mani andranno a plasmare.Ama la terra, l’acqua, l’aria, il fuoco,i 4 elementi che fusi danno vita ad un meccanismosequenziale, ritmico, armonico.un processo che Lorenzo, frammento su frammento, consolida dando forma alle sue opere.Un riassunto di un’interiorità complessa, di uno spirito in continuo mutamento, che plasma,che forma, che si evolve, che vive e che soffre per dare un’aspetto ed una forma all’opera chelascia poi lo spazio concettuale per immergersi nella riflessione di chiunque ci si pongadavanti.(Chiara Ronzani)

Federico Delrosso

Linearità e razionalità dettano le soluzioni formali, emozione e innovazione regolano la scelta dei materiali e delle finiture: questi sono gli elementi che danno forma ai progetti di Federico Delrosso, architetto e designer dal 1996. Anche se i suoi viaggi e le sue ricerche lo hanno portato in Europa e negli Stati Uniti, è nel cuore del centro storico di Biella, sua città natale, che ha deciso di aprire in un fabbricato tessile riconvertito, il suo primo studio nel quale ha approfondito i vari settori della progettazione. Nel 2004 la sua attività si sposta a Milano dove fonda Federico Delrosso Architects, un team specializzato in architettura, interior e product design che opera su scala internazionale.Per Federico Delrosso l’architettura è una miscela coerente di dettagli, qualità, attenzione alla natura e ai suoi elementi organici, nonché al rispetto per la qualità storica degli edifici. Il suo lavoro è quindi caratterizzato da un’eleganza formale, libera da eccessi e accentuata da un uso preciso e sperimentale dei materiali, che comprende combinazioni inaspettate di ferro, vetro, legno, pietra, corian e finiture ad hoc. Gli interni e gli esterni delle sue architetture dialogano tra loro attraverso l’utilizzo di grandi finestre capaci di creare ampi spazi luminosi. Sia naturale che artificiale, la luce infatti diventa un elemento architettonico essenziale costantemente utilizzato per costruire lo spazio e, soprattutto, per creare ambienti ed evocare sentimenti ed emozioni. Evidente in tutti i suoi progetti, questo elemento emotivo diventa una sorta di quarta dimensione, immateriale e soggettiva, che costituisce l’anima del progetto, sia che si tratti di un singolo oggetto, di un’interpretazione stilistica o di un intero edificio.

Jochen Gros

Jochen Gros (*1944 a Neuhof/Taunusstein) è un teorico del design e designer di prodotti tedesco. Nei primi anni ’70 formula una dialettica del design e successivamente un approccio esteso al funzionalismo. Dalla metà degli anni ’70, ha svolto un ruolo chiave nello sviluppo di una teoria del linguaggio di prodotto (approccio Offenbach) presso l’Università di Design di Offenbach am Main. Dal 1990 si interessa di teoria e progettazione di un linguaggio dei segni pittografico (linguaggio delle icone).

Mario Dell’Orto

Lo studio OPERA nasce nel 1990. Mario Dell’Orto, Emanuela Garbin, Enrico Cattaneo, formano uno studio per unire esperienze professionali diverse, maturate comunque nello stesso ambito professionale. Il denominatore comune è un’affinità di linguaggio, che determina un obiettivo atto a rispondere alle complesse problematiche del settore in modo completo e specialistico. L’attività dello studio riguarda più ambiti, dagli interventi per l’identificazione delle strategie di sviluppo, allo studio della comunicazione, all’industrial design, alla progettazione o ristrutturazione di spazi espositivi e di vendita.Per le aziende, la consulenza può comprendere specifiche esigenze o l’art-direction in senso generale, nella quale individuare un percorso organizzativo e sinergico in cui far coincidere le varie iniziative per meglio identificare il marchio sul mercato. Nel campo del design lo Studio ha progettato e progetta modelli per le diverse tipologie d’arredo. Poltrone, divani, mobili, letti e complementi d’arredo firmati OPERA DESIGN sono entrati a far parte della produzione di aziende prestigiose. Diversi modelli hanno anche ottenuto importanti riconoscimenti in occasione di mostre e concorsi in Italia e all’estero.Per aree espositive o showrooms lo Studio si occupa di progettazione e ristrutturazione, identificando la strategia dell’intervento, definendo l’immagine e la comunicazione. Il progetto trova continuità con un lavoro di mantenimento e di crescita del punto vendita attraverso iniziative, promozioni e manifestazioni. Lo Studio sviluppa quindi un’attività sinergica data dall’interconnessione tra le singole specializzazioni d’intervento, esercita la possibilità quindi, di poter affrontare con una visione più ampia i problemi che oggi affollano un settore in grande trasformazione e mutamento.

Frédéric Sofia

Tra grafica e finzione, realismo strutturale ed estetica formale, Frederic Sofia si fa strada istintivamente, dal mondo degli oggetti all’arte contemporanea. Autodidatta, la sua formazione ha seguito percorsi atipici e trasversali. Funziona senza metodologia, senza teoria, con un’intuizione pratica che non ha bisogno di spiegazioni. Interviene sull’oggetto in modo al tempo stesso classico e virale. Le trasformazioni, i messaggi, sono sottilmente veicolati. I riferimenti subdoli prendono forma e si propagano. Senza frontiere, anima ibrida, riconosce i segni di appartenenza, rispetta i singoli gruppi, desacralizza i simboli anche quando li ripristina. Un richiamo all’evoluzione delle cose, un omaggio a ciò che ama, sia esso industriale o ambientale. Il suo design parla il linguaggio dell’immaginario collettivo e celebra l’anima dell’oggetto.

Raffaella Mangiarotti

Raffaella Monica Mangiarotti, architetto, designer e creative director, nasce nel 1965. Si laurea con lode in Architettura al Politecnico di Milano nel 1991 con Tomàs Maldonado e nel 1994 consegue il dottorato di ricerca sui temi del design for environmental ovvero sull’impatto ambientale dei prodotti industriali complessi. Nello stesso Politecnico, dal 2001, è ricercatrice e insegna Industrial Design e Design per la Moda. Nel 1995 incontra Matteo Bazzicalupo nella redazione della rivista Modo e dopo alcuni anni di esperienze individuali – che la vedono collaborare con Marco Zanuso e con Francesco Trabucco – decide di fondare con lui nel 1999 lo studio deepdesign, realtà di progettazione innovativa in diversi ambiti: dal packaging alimentare all’elettronica di consumo, dall’arredo alla cosmesi. L’attività dello studio si riconosce nell’approccio funzionale e sostenibile. In questa direzione hanno realizzato progetti e disegnato prodotti per aziende ed enti come: Barilla, Brevi, Castelli Haworth, Coca Cola, Comitato Giochi Olimpici Torino 2006, Coop, Daimler Chrysler, Fratelli Rossetti, Giorgetti, Glaxo Smithkline, JVC, Kitchen Aids, Kraft Suchard, Imetec, Inblu, Mandarina Duck, Misuraemme, Nec, Panasonic, RSVP, San Lorenzo, Whirlpool Europe.Nel 2010 fonda lo studio Raffaella Mangiarotti dove si specializza in design di mobili, art direction, showroom e stand espositivi, e attivando collaborazioni con brand internazionali. È stata art director di Serralunga (2010-2015), Manerba (2014-2018) e IOC (dal 2018). Con quest’ultima avvia una proficua collaborazione da cui nascono diversi prodotti: Monforte, un divisorio fonoassorbente in tessuto; la poltroncina Lodovica, la chaise longue Bicocca, il tavolino ovale Guastalla, le poltrone e i divani Ghisolfa con schienale alto, le sedie da ufficio Magenta, le scrivanie e i tavoli da riunioni Cordusio e Sempione. Anche con Manerba progetta e realizza diversi mobili come la famiglia di divani, poltrone e poltroncine Undecided, i tavoli Litta, il pouf imbottito CUP e i divani Bague. Per B-Line disegna la collezione di divani, poltroncine, pouf e divanetti in tessuto Merano.Alcuni dei suoi prodotti sono esposti in musei e fanno parte di collezioni permanenti oltre a essere pubblicati in numerosi libri e riviste. La lampada Dandelion fa parte della collezione del Design e Architettura del MoMA di New York. La Triennale di Milano ha dedicato alla sua attività la personale “L’anima Sensibile delle Cose” curata da Cristina Morozzi (con catalogo Electa). Ha ricevuto diversi riconoscimenti internazionali: è stata premiata nei concorsi Young & Design (1996, 1997,1999, 2000), Cosmopack (1995, 1996), Esaedro (1997), ID Award (2004), Selezione Compasso d’Oro (2005), il Green Dot Award (2009). Negli anni 2017, 2018 e 2021 è stata nominata Ambasciatrice del Design Italiano nel mondo. Nell’ambito della sua attività di ricercatrice al Politecnico di Milano è autrice di diversi brevetti e ha pubblicato numerosi studi sul rapporto tra progetto e sostenibilità, moda e design, estetica e tecnologia; nel 2000 pubblica il libro “Il DFE in impresa. Design for Environment: il progetto di prodotti eco-compatibili” per Maggioli editore.

Michel Boucquillon

Nato nel 1962 in Belgio, si è laureato in architettura a St. Luc nell’1986 a Bruxelles. Vince il premio di architettura “Van Hove” a Bruxelles per il progetto della stazione TGV e lavora poi due anni a Firenze. A 26 anni vince il premio di architettura della Camera Europea del Parlamento di Bruxelles dove disegna anche gli arredi. Anche questo progetto gli apre il mondo del design: VALLI VALLI e gli chiede di produrre le maniglie, le lampade TECNO TECHNOLUX e l’arredamento dell’emiciclo. Nel ‘2000 apre uno studio di product-design in Italia.Nel 2001 rappresenta il Belgio alla conferenza sul design internazionale dell’Università di Montreal. Nell’anno 2005 vince il “DESIGN PLUS” a Francoforte con la vasca “STRIP” disegnata per AQUAMASS. Poi nel 2007 vince il “GOOD DESIGN” di Chicago Cutlery con “UNIQUE” disegnato per Auerhahn. Oggi vive a Lucca, in Toscana, dove ha lavorato per le più prestigiose aziende come ARTEMIDE, AQUAMASS, AUERHAHN, MARTINELLI LUCE, SERRALUNGA, TECNO, TECNOLUX, VALLI ARREDOBAGNO e VCR.

Stefan Schöning

Dopo essersi laureato in Product Development ad Anversa, nel 1994 Stefan Schöning fonda il suo studio multidisciplinare. “La diversità alimenta la creatività”: è partendo da questo concetto che Stefan Schöning delinea il proprio stile lavorando in vari settori, dai giocattoli all’illuminazione, dall’arredo ai prodotti di consumo. Tutti questi settori richiedono un approccio diverso, consentendo l’acquisizione di competenze intercambiabili. Questa filosofia spinge Stefan Schöning a creare un design che va molto oltre la produzione di serie. Ogni progetto di design consente di applicare tecnologie e materiali inediti, in modo da rafforzare l’identità del singolo prodotto. L’eliminazione è una fase importante del processo di ideazione: “se tracciate una linea, questa deve sostituire tutte le linee ridondanti. deve esserci solo quella linea, con tutte le sue caratteristiche. Questo è assolutamente necessario per preservare il mondo dall’inquinamento e dagli eccessi.”

Patrick Seha

Sylvain Willenz

Sylvain Willenz è un designer belga che ha fondato il suo studio a Bruxelles nel 2004. Si è laureato al corso MA Design Products del Royal College of Art di Londra (2003). Il suo studio di design ha vinto diversi iF Awards e il Red Dot “Best of the Best” Award in Product Design, è stato nominato Belgian Designer of the Year nel 2009 e lavora regolarmente nel campo dell’istruzione per istituzioni come ECAL e ENSAV La Cambre. Willenz è un designer particolarmente curioso, immerso nel linguaggio dei prodotti e dei processi industriali. Il suo lavoro abbraccia varie tipologie e si ispira spesso a grafici, disegni e altre fonti 2D: il suo desiderio è quello di creare design eleganti e puliti che siano allo stesso tempo sconosciuti e familiari. Per HAY, Willenz ha progettato Rebar.

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