Jacopo Cecchi
Prima degli studi in design industriale presso la Scuola Superiore di Arti e Mestieri di Zurigo dal 1987 al 1991, Christophe Marchand ha completato l’apprendistato come ebanista. Nel 1993 apre lo “Studio per lo sviluppo del prodotto” a Zurigo. È stato collaboratore di numerose mostre per il Museo delle Arti e dei Mestieri di Zurigo e insegna alla Scuola Superiore delle Arti e dei Mestieri (ECAL) di Losanna. È anche membro del consiglio di design di Thonet GmbH, Germania.
Rosaria Rattin abbandona la facoltà di Architettura e le costruzioni del disegno matematico, per studiare moda a Parigi, della quale si occupa sin da allora. Dopo diversi anni di esperienza, collaborando con le maggiori aziende del settore, crea Kose che ha la sua stessa personale filosofia eterea e naturalista. Tuttora divisa tra moda ed interior design, trae da entrambe le esperienze l’ispirazione per la sua continua evoluzione stilistica e il suo concetto di eleganza.
Nato in Danimarca, Niels Bendtsen e la sua famiglia emigrarono in Canada nel 1951. Bendtsen non ha seguito un formale percorso di formazione sul design, è però cresciuto come apprendista per il padre, designer e costruttore di mobili scandinavi. Dal lavoro svolto con il padre, Bendtsen ha acquisito specifiche abilità e un grande rispetto per la tradizione artigianale, mantenendo però vivo l’interesse per le nuove tecnologie e le tecniche di produzione industriale in grado di soddisfare una maggiore domanda.Tra il 1963 e il 1972 Bendtsen ha gestito un negozio di arredamento nel quale vendeva sia mobili del padre sia pezzi importati di design scandinavo. Parallelamente progettava di suo pugno piccoli pezzi per il negozio; ma solo compiuti i trent’anni la sua attività di designer prendeva davvero piede. Insoddisfatto della qualità e della limitata funzionalità dei mobili che riceveva dai produttori oltreoceano, Bendtsen vendette il negozio per trasferirsi in Europa e diventare un designer a tempo pieno.Nei primi anni 80 , tornato a Vancouver, riacquistò il vecchio negozio e vi aggiunse un’unità produttiva. Sfruttando le competenze acquisite lavorando con aziende europee, Bendtsen riuscì a trovare il giusto equilibrio tra economicità, estetica e qualità. Il pubblico rispondeva positivamente e verso la metà degli anni 90 Bendtsen iniziò a distribuire i propri prodotti anche attraverso altri rivenditori, come ad esempio Design Within Reach. L’essere a cavallo di due diverse culture del design, l’eccellente artigianalità dei tradizionali lavoratori del legno europei e la mentalità di produzione di massa del Nord America, è stato di grande utilità a Bendtsen per aprire la sua azienda Bensen. Produttore di mobili artigianali e di alta qualità, il design Bensen è caratterizzato da linee pulite, dettagli ben studiati e forme minimali ammorbidite da eleganti impiallacciature e tessuti.
Kensaku Oshiro nasce a Okinawa, Giappone, nel 1977. Dal 1999, dopo aver conseguito un Master in Disegno Industriale presso la Scuola Politecnica di Design di Milano, inizia a collaborare con diversi studi finchè, nel 2004, entra a far parte del team progettuale dello studio Lissoni Associati con il quale collabora fino a metà 2012. Nella seconda metà del 2012 si trasferisce a Londra per collaborare con lo studio BarberOsgerby. Nel giugno 2015 apre il proprio studio in Milano. Ha partecipato a numerose mostre e concorsi ottenendo anche prestigiosi riconoscimenti a livello internazionale, tra i quali; nel 2006 primo premio al Salone Satellite “Design Report Award”, nel 2012 primo premio “Cristalplant Design Contest “ e “Gandia Blasco Design Contest” e due menzioni speciali “Young & Design Award”. Tra le varie collaborazioni ci sono numerose aziende del mondo del design.
Arne Jacobsen (Copenhagen 1902 – 1971) è stato un importante innovatore dell’architettura danese, oltre che il creatore di alcune delle sedie più famose e vendute al mondo. Aspirante pittore e apprendista muratore in gioventù, frequenta poi la Scuola di Architettura presso l’Accademia Reale Danese di Belle Arti, dove si diploma nel 1927. Jacobsen si distingue fin dall’inizio, rivelando un talento e uno spirito innovativo fuori dal comune. Ancora studente, disegna una sedia per l’Exposition Internationale des Arts Décoratifs et Industriels Modernes a Parigi, premiata con una medaglia d’argento, e da apprendista architetto vince il primo premio al concorso dell’Akademisk Arkitektforeningen per il progetto di una Casa del Futuro. Un successo che gli consente di aprire il suo primo studio nel 1929 e di affermarsi ben presto tra i più influenti architetti danesi. Di origini ebraiche, è costretto a fuggire in Svezia durante il secondo conflitto mondiale, ma già nel 1945, di ritorno a Copenhagen, prosegue la sua carriera, dividendosi tra progetti architettonici e design di prodotto. Alla sua morte, sopraggiunta nel 1971, i soci del suo studio Hans Dissing e Otto Weitling, oggi Dissing+Weitling, con sede a Copenhagen, ne raccolgono l’eredità.In anticipo sui tempi fin dagli esordi, Arne Jacobsen ha saputo creare un linguaggio unico e facilmente riconoscibile, caratterizzato da forme scultoree e linee curve, che ha trovato la sua massima espressione nel design delle sedute. Considerato uno dei padri del Modernismo Organico di matrice scandinava, Jacobsen si è ispirato dapprima ai maestri del Movimento Moderno, da Le Corbusier a Walter Gropius, a Mies Van Der Rohe, abbracciando l’estetica razionalista e facendo suo il motto “dal cucchiaio alla città”. Jacobsen infatti, in più di 40 anni di attività, realizzerà tantissimi progetti, dagli edifici ai set di posate, infondendo in ognuno di essi la stessa meticolosa cura per i dettagli e lo stesso rigore formale, selezionando accuratamente i materiali e ricercando il massimo della funzionalità. La sua opera più rappresentativa può essere considerato il SAS Royal Hotel (1957), primo grattacielo costruito a Copenhagen, per il quale progettò ogni particolare, nell’intento di realizzare “un’opera d’arte totale”. Alcuni degli arredi e dei complementi creati per l’hotel sono diventati icone del design, come la poltrona Egg™, le sedie Swan™ e Drop™, prodotte da Fritz Hansen, e la collezione di lampade AJ, prodotte da Louis Poulsen.Tra gli altri oggetti iconici creati dal maestro, possiamo citare la celeberrima sedia Ant (1952), la collezione di sedie Serie 7™ (1955) e Grand Prix™ (1957), che inizialmente si chiamava Model 3130 e che deve il cambio di nome al premio Grand Prix ricevuto dalla Triennale di Milano nel 1957. Realizzate in un unico pezzo di sottile compensato stampato a pressione, queste sedie rispondono ai criteri funzionali in quanto leggere, impilabili ed ergonomiche, dando vita allo stesso tempo ad un’estetica inconfondibile e sempre attuale. Gli oggetti disegnati da Arne Jacobsen sono esposti in numerose collezioni internazionali, tra cui il MoMA di New York, il Design Museum di Londra e il San Francisco Museum of Modern Art.
Diplomata all’istituto d’Arte di Cordenons, di seguito frequenta il corso di Disegno Industriale dello IUAV di Venezia, laureandosi nel 1998. Sempre nel 98 inizia l’attività lavorativa preso la Barbon Interni, dove si occupa di interior design progettando negozi, locali pubblici e interni privati, sviluppando la sua sensibilità per gli spazi, l’architettura, gli arredi e i materiali. Segue inoltre la progettazione di show rooms e allestimenti fieristici. Nel 2005 inizia l’attività come libera professionista e collabora con studi di progettazione grafica e design. In particolare nasce un sodalizio con la Dedalo, con cui collabora in modo continuativo specializzandosi nel design di prodotto e nella grafica, contribuendo inoltre con le sue competenze più specificatamente legate all’interior design, a fornire alle aziende clienti un servizio a 360.
Anya Sebton è una pluripremiata designer e interior designer con commissioni dai principali produttori scandinavi tra cui Lammhults, Asplund e Abstracta. Le sue opere si trovano negli aeroporti, nelle ambasciate e nei musei di tutto il mondo. Uno stile grafico semplice e un approccio orientato alla soluzione l’hanno resa una designer acclamata. Chiaramente riflesso nel suo lavoro di interior designer è un senso ben sviluppato delle possibilità e dei limiti di uno spazio.Con Anya Sebton, la forma interagisce sempre strettamente con la funzione. Ciò è evidente nel suo concetto di schermo Scala, che ha progettato per Abstracta. Il suo linguaggio di design si ispira al ferro ondulato, una forma che non solo conferisce agli schermi la loro distinta identità visiva, ma che è stata sviluppata principalmente pensando ai paesaggi sonori, poiché gli schermi a forma di onda attenuano efficacemente le onde sonore.